E’ uscita oggi la rivista-catalogo Porti di Magnin pubblicata dall’associazione che porta il medesimo nome. Punto centrale del n.69 di settembre 2009, supplemento n.4, sono i tre saggi ampiamente corredati di foto a colori scritti per la mostra Emakimono, immagini dalla narrativa classica giapponese che si terra’ dal 3 ottobre al 18 ottobre 2009 negli spazi espositivi dell’Isola di San Rocco al Ponte delle Ripe, Mondovi` (CN). Per la precisione i testi, nei quali si esamina la continuita’ artistica a partire dagli emakimono del Periodo Heian passando attraverso gli ukiyo-e del Periodo Edo per arrivare fino ai nostri giorni, sono i seguenti:
1) Emakimono: il punto di congiunzione tra letteratura e arte figurativa giapponese di Massimo Soumare’
2) Gli emaki e la cultura Edo – L’influenza sugli ukiyo-e di Akane Fujisawa
3) Gli emaki – All’origine dei fumetti e dell’animazione giapponese di Murasaki Fujisawa
La dott.ssa Akane Fujisawa e’ professoressa alla Gakushuin University, Tokyo Gaikokugo University, Tokai University e Gakushu shogai center, e’ specializzata in letteratura e cultura giapponese premoderna e storia del teatro tradizionale ed e’ anche editor della International Ukiyo-e Society.
La dott.ssa Murasaki Fujisawa e’ professoressa alla Gakushuin University, Kokugakuin University, Tamagawa University, Chuo University, Toyo University, Musashino art University, Chiba Institute of Technology, Sugino Fashion College e Ryotokuji University, e’ specializzata in arte giapponese, ukiyo-e e cultura Edo ed e’ inoltre direttrice della International Ukiyo-e Society.
Per chi fosse interessato ad avere la rivista, puo’ farne richiesta anche direttamente all’Associazione Porti di Magnin.
La letteratura giapponese contemporanea e, di conseguenza, manga e anime, fanno largo uso di dialetti e di linguaggi in stile classico. Decisamente molto di piu’ di quanto avvenga nel panorama italiano (se per i libri ci sono ancora alcuni scrittori che utilizzano parlate vernacolari, queste sono quasi totalmente assenti nei disegni animati e nel fumetti prodotti nel nostro paese). Vero e’ che anche da noi esistono romanzi scritti in dialetto, ma generalmente sono rivolti ad un pubblico determinato e circoscritto (ad esclusione di eccezioni eccellenti come i libri di Camilleri), mentre nel caso del Giappone le numerose opere che utilizzano questi linguaggi sono diffuse e apprezzate su tutto il territorio dell’arcipelago nipponico. Risulta purtroppo molto difficile, se non impossibile, rendere in altre lingue alcune particolarita’ che vivacizzano i personaggi mantenendo lo stesso sapore che hanno nell’originale. Ad esempio, il tipo di linguaggio usato dei jidaimono, storie ambientate nel medioevo, ricalca quello usato nei tempi a cui fanno riferimento, suddividendosi inoltre ulteriormente a seconda della regione dove sono collocati gli eventi. Un po’ come se noi in un fumetto ambientato nel Rinascimento avessimo personaggi che parlino con una lingua basata su quella degli autentici testi dell’epoca o con un idioma di antico italiano semi-immaginario come quello dei due
I manga comici impiegano spesso il dialetto di Osaka e del Kansai (quello utilizzato anche da molti comici dal momento che viene considerato particolarmente divertente), per questo molte persone che studiano la lingua giapponese rimangono perplesse e incontrano molte difficolta’ quando vi si trovano davanti. Per i lettori giapponesi e’ assai divertente che i due alieni di Dr. Slump & Arale di Toriyama Akira usino il dialetto di Nagoya. Fatto che ovviamente passa del tutto inosservato nella traduzione italiana…
Finalmente lo possiamo annunciare ufficialmente!
Dal 3 al 18 ottobre 2009 nello spazio espositivo creato dall’architetto Carlo Pellegrino dell’Isola di San Rocco al Ponte delle Ripe a Mondovi’ (CN) e con il sostegno dell’Associazione Porti di Magnin e dell’Istituto Giapponese di Cultura verranno esposti per la prima volta al pubblico gli
Successivamente, dall’11 gennaio al 14 febbraio 2010, nella mostra Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese nelle sale dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino verrano esposti una cinquantina di ukiyo-e e circa un totale di centosettanta illustrazioni di ABe Yoshitoshi, Kugatsuhime, Takada Akemi, Takada Minae, Terada Katsuya, Tsukishiro Yuko, Yamada Akihiro, Yoneda Hitoshi (tutte opere originali) sancendo per la prima volta a livello accademico e artistico piu’ alto il valore dell’illustrazione contemporanea nipponica. La qualita’ artistica dell’operazione e’, infatti, garantita dal fatto stesso che sia presentata nei prestigiosi ambienti dell’Accademia Albertina di Belle Arti e che abbia il sostegno della Japan Foundation. Ovviamente, il tutto e’ stato possibile grazie a
Toradora! e’ il titolo di una serie di romanzi light novel creati dalla mano della scrittrice
L’accoppiata basket e fantascienza non e’ del tutto nuova per quanto riguarda il Giappone. Viene subito in mente il manga
Il 21 luglio e’ morto a soli 57 anni stroncato da un attacco di cuore l’animatore
Il fantasy internazionale, con buona pace di chi si ostina a credere che il genere si limiti solo ad elfi, nani e affini, e’ ormai molto piu’ ricco di creature appartenenti al folclore di diversi paesi di quanto normalmente si pensi. Lo si capisce chiaramente leggendo 


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