Tradotto e pubblicato in Cina!

27 07 2009

SFW82009E dopo il Giappone, un mio racconto oggi e’ stato pubblicato anche in Cina sulle pagine della prestigiosa pubblicazione SF World Translations (科幻世界·译文版), a pag. 136, n.8, 2009! Per chi non conoscesse questa rivista, basta dire che SF World (科幻世界) e’ il piu’ importante magazine di fantascienza cinese e, forse, la rivista di letteratura fantastica piu’ letta al mondo (con oltre un milione di lettori a numero!!). Il racconto tradotto con il titolo di 地狱隧道 (traduzione di Fang Ling Sheng 方陵生) originariamente e’ stato pubblicato in Fata Morgana9 Eta’, tempo, passaggi, oblio edito dalla CS_libri con il nome di Tunnel nel 2005. Il mio nome in cinese e’ 马西莫 苏马雷. Nello stesso numero sono pubblicati i racconti di Piers Anthony, Jeffrey Ford, Matthew Hughes, Clifford D. Simak, Robert Bloch e Kitano Yusaku.  Che non mi sembra poco…
Ammetto di essere molto contento e spero che questa occasione consenta in futuro di presentare in Cina tanti bravi autori italiani di letteratura fantastica.

SFW820092My story Tunnel originally published in Italy in 2005 in the mainstream and fantastic literature anthology Fata Morgana9 Eta’, tempo, passaggi, oblio of CS_libri was published today in the Chinese magazine SF World Translations (科幻世界·译文版), in page 136, n.8, 2009 . SF World (科幻世界) is the most important fantastic literature magazine of China. The title in Chinese of my short novel is 地狱隧道 (translation by Fang Ling Sheng 方陵生)and my name in Chinese is 马西莫 苏马雷. In the same number, there are stories by Piers Anthony, Jeffrey Ford, Matthew Hughes, Clifford D. Simak, Robert Bloch and Kitano Yusaku.
I’m really happy and is an honor to be on the pages of SF World.

今日出た中国一のSF誌「科幻世界」(SF World)に私の短編も掲載されました!タイトルは「地狱隧道」(翻訳者は方陵生氏)で、中国語の私の名前は马西莫 苏马雷ですね。詳しく言えば、 雑誌のタイトルは「科幻世界·译文版」8号2009年で、 同誌に、ピアズ・アンソニイ氏、クリフォード・ドナルド・シマック氏、ロバート・ブロック氏、北野勇作氏などの短編も収録されています。もともと2005年に「Tunnel」(「トンネル」)と言うタイトルでCS_libri出版社の純文学・エンターテインメントのアンソロジー『Fata Morgana9 Eta’, tempo, passaggi, oblio』に掲載された作品です。
とても嬉しいですよ~!!





Anche Gene van Troyer ci ha lasciati…

22 07 2009

GvTApprendo dal blog della Kurodahan Press e da Edward Lipsett che anche Gene van Troyer ci ha appena lasciati.
Nato e cresciuto a Portland in Oregon, ha iniziato a scrivere poesia e fantascienza dall’adolescenza. Membro della Science Fiction Writers of America fin dal 1971, entrato in contatto con la Nihon SF Honyaku Benkyokai grazie a Shibano Takumi, e’ stato anche traduttore consulente per noti scrittori e traduttori giapponesi come Yano Tetsu, Ito Norio, Imaoka Kiyoshi, Fukami Dan e molti altri ricoprendo un ruolo fondamentale nel duplice impegno di presentare la SF giapponese in America e la letteratura fantastica statunitense in Giappone.
Sue poesie e racconti sono stati editi in Eternity, Vertex, Last Wave, Amazing Stories SF e Asimov’s SF. Viveva a Urasoe nella prefettura di Okinawa. Tra i suoi ultimi lavori come curatore editoriale c’e’ stata anche l’antologia Speculative Japan Outstanding Tales of Japanese Science Fiction and Fantasy.

Davvero un anno pesante questo per il fantastico mondiale…





Discorsi sulla traduzione

8 07 2009

EdlipEdward Lipsett e’ il fondatore e uno dei direttori della Kurodahan Press, una piccola casa editrice creata da tre americani che vivono in Giappone da diversi decenni. Persona estremamente colta e garbata (ho un ottimo ricordo di un nostro incontro alla World convention di SF a Yokohama nel 2007), quando scrive sulla traduzione e’ davvero un piacere leggerlo. Si’, perche’ Lipsett e’ anche un traduttore di lunga esperienza.
Ieri e’ stata pubblicata dalla SWET Society of Writers, Editors & Translators una sua intervista riguardo l’attivita’ della Kurodahan Press che tocca molti punti. Vale la pena leggerla.
Per quel che mi riguarda personalmente, la citazione in chiusura mi ha reso particolarmente felice.

In addition to this, we’re already thinking about our next science fiction anthology, and books in the editing stage include a new and very important collection of works by Rampo, several novels, a late-Meiji travelogue and a look into records of ancient Japan (including the storied Queen Himiko) in Chinese histories, which will be a major work in English in its field of study.

Un lavoro fondamentale in lingua inglese nel suo ambito accademico“… Beh, avere un editore che crede cosi’ fermamente in quello che si e’ scritto e’ davvero gratificante. Merito certo anche della ottima traduzione di Davide

Lipsett scrive spesso valide riflessioni sulla traduzione dal giapponese all’inglese che possono essere anche applicate alla traduzione letteraria dal giapponese all’italiano. Potete leggerle qui.





Pubblicato anche il terzo volume di ALIA5: ALIA Anglostorie!

9 04 2009

ALIA AnglostorieE’ uscito oggi il terzo volume, ALIA Anglostorie, che va a completare con ALIA Sol Levante e ALIA Autori italiani la quinta edizione del progetto di antologie internazionali di letteratura fantastica ALIA.

“C’e’ un tema comune?
C’e’ un’idea dominante, in queste pagine?
Tutte le storie che state per leggere hanno a che fare con l’inganno, la mistificazione, la manipolazione della realta’.
Il vero e il falso.
Il reale e lfirreale.
E anche, tutte le storie che state per leggere hanno una solida etica a sottendere la narrativa.
Puo essere un’etica perduta, un’etica ritrovata o un’etica riaffermata, ma e sempre presente.
Non possiamo che augurare a questo punto buona lettura, e ringraziare ancora una volta i nostri autori, i nostri complici, i nostri supporter.”

(Dalla presentazione del traduttore e curatore, Davide Mana)

I racconti e gli autori inclusi sono:

Che cosa ci si aspetta da noi di Ted Chiang

Il sentiero del Sole di Lillian Csernica

Lo spadaccino che non si chiamava Morte di Ellen Kushner

L’avventura dell’inquilino di Dorset Street di Michael Moorcock

Barbablu e il bisonte bianco, una storia di Rangergirl di Tim Pratt

Miss Carstairs e il Tritone di Delia Sherman

Corona di Karl Schroeder

Copertina di Suemi Jun

Illustrazioni interne di:

MoMa KoN

Chiara Negrini

ScarletGhotica

Ed ora via, verso ALIA6!!!





Scambi artistici tra Oriente e Occidente

26 03 2009

orange-HiroseDal 03/04/2009 al 23/05/2009 alla Galleria Maria Grazia Del Prete, Via di Monserrato 21 Roma, si terra’ la mostra Angel Novus di Satoshi Hirose, artista giapponese che vive in Italia da ormai 18 anni.

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Press release

La Galleria Maria Grazia Del Prete ospitera` nei suoi spazi la mostra Angelus Novus di Satoshi Hirose, a cura di Angelo Capasso. Il titolo della mostra fa riferimento all’acquarello di Paul Klee del 1920, appartenuto per alcuni anni a Walter Benjamin che vide nella figura del dipinto l’angelo della storia: “Il suo volto e` rovesciato verso il passato. Dove percepiamo una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe che continua a sovrapporre relitti su relitti”. Satoshi Hirose reinterpreta l’opera del famoso pittore tedesco attraverso la chiave interpretativa di Benjamin e propone una “diversa lettura della storia, intesa non attraverso una catena di eventi, ma con lo sguardo fenomenologico sulla Natura attraversata dalla Cultura” (Angelo Capasso).

Hirose presentera` tre sculture: Beans Cosmos, realizzata in resina acrilica trasparente contenente elementi poveri come i fagioli che si mescolano alla ricchezza di pepitine di oro e al mistero di palline di carta geografica accartocciata. Pozzo del mondo e` una pietra nera ovale in cui la superficie incisa di circa tre millimetri e` ricoperta d’acqua, nel liquido sono posti dei legumi e dell’oro. Hermaphrodilos fiori artificiali e bambu` si avvitano a spirale tendendo perpendicolarmente verso l’alto. Troviamo esposti anche un dipinto: Untitled (Cosmologia dei legumi) e una fotografia Kein Matterhorn 1997.
In Untitled dieci tipi di legumi e cera sono assemblati insieme ricordando lo spazio universale. Kein Matterhorn 1997 fa parte di una serie di fotografie di cieli che l’artista ha iniziato a scattare nel 1991 durante i suoi viaggi in differenti parti del mondo. Il fascino del cielo ritratto trova compimento nelle sue molteplici variazioni di forma in uno spazio privo di limiti, in un’immagine fluida che continua a spostarsi senza sosta.

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In occasione della mostra, il 2 aprile 2009 alle ore 18:00 presso l’Istituto Giapponese di Cultura (Via Antonio Gramsci, 74 – Roma ) si terra` una conferenza di Angelo Capasso sull’arte tra Italia e Giappone dal titolo: Il presente e l’antico: l’arte contemporanea tra l’Italia e il Giappone e la presentazione del libro Satoshi Hirose. Viaggio (Silvana Editoriale, Milano).

Invece dall’altra parte del mondo, allo YADOYA-Tokyo Information Centre della capitale giapponese, dal 10 marzo al 10 aprile 2009 si tiene una mostra fotografica della fotografa Laura Liverani dal titolo Neon Dreams.

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Press release

YADOYA – TOKYO INFORMATION CENTRE

presents

NEON DREAMS

a photo exhibition by

LAURA LIVERANI

10. 3. 2009 -10. 4. 2009

NEON DREAMS (2007-2008) is a photo exploration of hypertrophic cities of the Far East as seen through low-fi photographic media. Self made
and toy cameras are used to capture the emotional values of urban
landscapes, to dissolve real topographical features into a dystopian
fictional world. Panoramic images of Tokyo, Osaka, Hong Kong,
Shanghai and Beijing are captured with a Wasabimatic, i.e. a self
made pinhole device adapted from a recycled wasabi can, while Tokyo
hectic commuter landscape is seen through a hazy plastic lens.

Italian photographer Laura Liverani has been photographing Asia for
almost 10 years. Her stories focus on urban life, from Hong Kong
housing estates and Beijing punks to Tokyo commuters. Her work has
been featured in magazines, books and exhibitions in Asia and Europe.

Publications Hong Kong Standard Weekend, That’s Beijing/ Immersion
Guides, the Guardian Guide, Metro, la Repubblica, Grazia. Solo
exhibitions 2009 Asian Studies Group, Milano, eTokyo Ridersf- 2006
The Economist Gallery, Fringe Club, Hong Kong, eHigh Densityf,
presented by the Consulate General of Italy- 2005 Micamera Bookstore
Milano. eTowersf – 2004 Modo Infoshop, Bologna, eVertical
Villagesf.

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Immagine: opera La casa degli alberi d’arancio di Satoshi Hirose al The Sculpture Garden Museum Vangi Museo della prefettura di Fukuoka, 2006.





INCURSIONI IN TERRITORIO ALIENO sul Komatsu Sakyo Magazine

28 01 2009

komatsusm32Esce oggi in Giappone il trentaduesimo volume della rivista Komatsu Sakyo Magazine pubblicata dalla IO Corporation e distribuita dalla Kadokawa Haruki Corporation. Include, tra i vari articoli, anche la traduzione in giapponese della recensione Incursioni in territorio alieno di Alessandro G. De Mitri relativa al volume ALIA Sol Levante originariamente edita nel supplemento culturale ALIAS del quotidiano Il Manifesto.

Alessandro G. De Mitri e nato nel 1965 (Showa 40, anno del serpente) a Monfalcone, cittadina industriale sul mare nel nord-est d’Italia. Ha svolto per molti anni attivita di volontariato in campo sociale e culturale, organizzando concerti e manifestazioni. E’ poeta dilettante e ha suonato per anni la batteria nel gruppo rock Water Echoes (un brano nella compilation Ritmi Urbani, 1988). Si interessa di musica rock e jazz, di cinema, letteratura, e culture orientali, con particolare dedizione a quanto riguardi il Giappone. Ha pubblicato articoli sull’erotismo nella cultura giapponese, su Edogawa Ranpo, sul Pink Eiga, sulla letteratura femminile giapponese contemporanea. Ha tradotto dall’inglese all’italiano un volume di interviste tra William S. Burroughs e musicisti rock (Rock’n'Roll Virus, Coniglio, 2008 ) curato da Matteo Boscarol; attualmente sta lavorando alla traduzione di un lavoro di un autore giapponese internazionalmente noto  e ad una monografia sul gruppo rock dei Television.

小松左京マガジン』32巻にアレッサンドロ・デ・ミトリ氏 の書いた、『ALIA Sol Levante』 に関わる評論が掲載されました。もともとイタリアの名が知れた新聞「IlManifesto」の文化特集「ALIAS」に 載ったもので、私は、それを日本語に訳しました。

Published my Japanese translation of the critic text about ALIA Sol Levante Incursioni in territorio alieno by Alessandro G. De Mitri originally published in the cultural feature ALIAS of the Italian prestigious newspaper Il Manifesto.





Tsutsui Yasutaka

27 11 2008

AlragAttualmente il canale televisivo NHK sta trasmettendo il dorama Nanase futatabi (Nanase ancora una volta) tratto dal romanzo omonimo di Tsutsui Yasutaka pubblicato nel 1979 e in seguito spesso trasposto in telefilm di cui esiste anche un saggio critico in italiano: Individualismo e societa’ in Tsutsui Yasutaka: il ciclo di Nanase di Maria Chiara Migliore, Il Giappone, XXXVI (1996), pagg. 117-135.
E’ la storia di una ragazza dotata di poteri paranormali che insieme ad altre persone dotate di doni simili si trova a lottare contro un’organizzazione che mira a eliminare coloro che hanno tali capacita’.
Da tantissime delle storie di Tsutsui sono stati, infatti, tratti film, telefilm e manga. Basta solo pensare ai recenti lungometraggi di animazione Paprika (dove tra l’altro nella versione originale Tsutsui doppia uno dei due camerieri; non e’ raro infatti vederlo interpretare uno ruolo nei film o dorama tratti dai suoi lavori) o La ragazza che saltava nel tempo.
Scrittore letteralmente immenso, che con Hoshi Shin’ichi e Komatsu Sakyo e’ alla base della moderna fantascienza nipponica, tanto da essere stato nominato in Francia Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres e da vedersi aggiudicare nel medesimo paese il Premio Pasolini e ricevere in patria premi dedicati ai maggiori autori nipponici quali il Tanizaki Jun’ichiro o il Kawabata Yasunari, purtroppo e’ invece ignorato dall’editoria italiana. E’ possibile leggere in italiano solo una manciata di suoi racconti e la versione manga di La ragazza che saltava nel tempo.

Tsutsui Yasutaka (1934)
Scrittore, drammaturgo ed attore, e’ nato nella citta di Osaka. Dopo essersi laureato nella facolta’ di lettere della Universita Doshisha, nel 1960 con suoi tre fratelli minori crea la fanzine di fantascienza NULL. Il suo racconto Otasuke [L'aiuto] li’ pubblicato viene valutato molto positivamente da Edogawa Ranpo e riproposto il medesimo anno nell’importante rivista Hoseki, cosi’ che questo puo’ essere considerato il suo debutto ufficiale come scrittore professionista. E’ l’inizio di una brillante carriera costellata, dopo un periodo iniziale in cui incontra la ferma opposizione della critica letteraria poco propensa a concedere riconoscimenti ad un filone erroneamente considerato di secondaria importanza, di molti riconoscimenti. Nel 1970, 1971, 1974, 1975, 1976 e 1977 vince rispettivamente la prima, la seconda, la quinta, la sesta, la settima e l’ottava edizione del Premio Seiun. Nel 1981 si aggiudica la nona edizione del Premio letterario Izumi Kyoka con Kyojin-tachi [Personaggi d'invenzione]. Successivamente, nel 1987 vince la ventitreesima edizione del Premio Tanizaki Jun’ichiro con Yume no kizaka bunkiten [Il raccordo Yume no kizaka], nel 1989 la sedicesima edizione del Premio Kawabata Yasunari con Yoppadani e no koka [Discesa verso la valle di Yoppa], nel 1992 la dodicesima edizione del Gran premio della fantascienza giapponese per Asa no Gasuparu [Gaspard del mattino] e nel 1999 la cinquantunesima edizione del Premio letterario Yomiuri per Watashi no guranpa [Mio nonno]. Inoltre nel 1997 il governo francese gli ha conferito il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres e nel 2002 gli e’ stata assegnata dal governo giapponese la prestigiosa medaglia d’onore con nastro porpora per contributi artistici.
Personaggio carismatico dotato di forte personalita’, nei suoi lavori ha affrontato diversi temi e stili producendo sia lavori mainstream che di genere. Esponente di spicco del metaromanzo giapponese, nel corso degli anni ha sviluppato una propria teoria dell’hyper-fiction. Nelle sue opere realta’ e finzione si mescolano indissolubilmente l’una con l’altra. Il suo lavoro ha influenzato ed ispirato un gran numero di scrittori e fumettisti. Dal 1993 al 1996 ha cessato temporaneamente l’attivita’ di scrittore in seguito alle critiche espresse per un suo racconto pubblicato su di un testo scolastico per le scuole medie superiori.
Oltre all’attivita’ di romanziere, ha recitato in molti spettacoli teatrali, telefilm e film.
Tra le sue opere si segnalano Tokaido senso [La guerra del Tokaido], la raccolta Betonamu kanko kosha [L'ente per il turismo del Vietnam], Kazoku hakkei [Otto vedute di una famiglia] incentrato sulla crisi presente nei nuclei famigliari e Bungakubu Tadano kyoju [Il professore di letteratura Tadano] dove sperimenta la critica letteraria d’avanguardia.
Particolarmente famosa e la versione cinematografica di Toki o kakeru shojo [La ragazza che saltava nel tempo] – romanzo di SF per ragazzi scritto nel 1967 -, diretta nel 1983 dal regista Obayashi Nobuhiko (1938-). Per la precisione, ne e’ stata anche tratta una serie televisiva nel 1972, un’ulteriore pellicola nel 1997 e nel 2006 lo studio Madhouse ha realizzato un’ottima versione animata. Sempre la Madhouse, nel 2006 ha anche prodotto un lungometraggio animato diretto da Kon Satoshi (1963-) basato sul romanzo fantascientifico Papurika [Paprika] pubblicato nel 1993.
Numerose suoi testi sono stati tradotti in inglese, francese, tedesco, ungherese e russo. In inglese si segnala la recente uscita nel 2006 della raccolta Salmonella Men on Planet Porno pubblicata dalla Alma Books. Per la stessa casa editrice e’ previsti la pubblicazione nel 2009 di alcuni altri suoi romanzi
Di Tsutsui in italiano sono stati tradotti i racconti Pettegolezzi su di me in Il Giappone (Il Giappone, n. XXXVII, Roma, 1997), L’aiuto nella rivista letteraria Quaderni Asiatici (Quaderni Asiatici, n. 55-57, Milano, ottobre 2000-giugno 2001, pagg. 44-52), Donna in piedi nell’antologia La leggenda della nave di carta-Racconti di fantascienza giapponese (trad. dall’inglese di Ilaria M. Orsini, Fanucci Editore, Roma, 2002, pagg. 133-44), Bulldog in Orientalia Parthenopea e La spia che stava in cucina in ALIA Sol Levante (CS_libri, Torino, 2008).

Immagine tratta dal Blog ufficiale del sito di Tsutsui Yasutaka.





Il suono delle spade – intrattenimento in costume nei media giapponesi

23 11 2008

Una grossa percentuale della produzione giapponese, sia essa relativa a romanzi, manga, cinema o animazione, e’ occupata da quella categoria Bippche va sotto il nome generico di jidaigeki (spettacolo in costume) o jidaimono (divertimento in costume).

Effettivamente, in Italia per quanto riguarda la cinematografia si sono viste un certo numero di opere, a partire da alcuni classici di Kurosawa come I sette Samurai, La fortezza nascosta o Rashomon, che a buon diritto rientrano in questo filone, per arrivare ad opere recenti quali Tasogare Seibei, magnifico film che, dal punto di vista della sceneggiatura, ricostruzione storica e regia, e’ capace di dare molti punti di distacco al “fantasioso” L’ultimo Samurai ambientato nel medesimo periodo e di fornire un quadro assai preciso del Giappone poco prima della Restaurazione Meiji (1868).
Per quanto riguarda i manga, negli ultimi anni sono stati pubblicati fumetti quali Basilisk (genere che unisce il jidaigeki puro al filone fantastico e in cui possono rientrare in letteratura ad esempio i lavori del Ciclo di Ikkyu Sojun di Asamatsu Ken o, sempre rimanendo nel campo del fumetto, Inuyasha), Hana no Keiji e Shigurui. Lo stesso dicasi per gli anime.
Vero e’ pero’ che autentici classici di grandi maestri quali Ninja bugeicho (Appunti di un’accademia militare di ninja), bibbia della sinistra contestatrice nel ‘68, e Kamui den (che il prossimo anno vedra’ una trasposizione cinematografica diretta da Sai Yoichi la quale promette di essere molto interessante dal titolo Kamui Gaiden con Matsuyama Ken’ichi nel ruolo di Kamui e Koyuki in quelli di Sugaru  ) entrambi di Shirato Sanpei, Satsuma gishiden (edito dalla Dark Horse negli stati uniti ) di Hirata Hiroshi, fumettista e calligrafo ammirato persino da Mishima Yukio e da Otomo Katsuhiro (sua e’ infatti la scritta “Akira” che compare sia nel fumetto che nel film) assai apprezzato e noto nella vicina Francia, sono stati totalmente ignorati. Lo stesso dicasi per opere ben piu’ recenti quali i bei O-i! Ryoma e Azumi di Koyama Yu (in Italia noto quasi esclusivamente per l’anime Forza Sugar).

Quella che invece da noi e’ totalmente sconosciuta e’ la produzione letteraria che, paradossalmente, e’ alla base di molti dei lavori appena citati e di tanti altri. Tasogare Seibei nasce infatti dalla penna del grande Fujisawa Shuhei, Shigurui dal romanzo di Nanjo Norio Surugajo gozenjiai (entrambi questi due maestri hanno vinto, tra gli altri riconoscimenti letterari, il prestigioso Premio Naoki), Basilisk da un romanzo di Yamada Futaro, Hana no Keiji dal romanzo Ichimuanfuryuki di Ryu Keiichiro – un suo libro e’ stato recentemente tradotto in inglese dalla Vertical con il titolo di The blade of the courtesans.
Si tratta inoltre di un filone ancora molto attivo portato avanti da scrittori quali Eto Ransei e Ashikawa Jun’ichi, tanto per fare solo alcuni nomi.
Probabilmente cio’ e’ dovuto alla maggiore difficolta’ che si puo’ incontrare ad accostarsi a questi testi. Anche per i traduttori puo’ essere a volte problematico dal momento che la lingua utilizzata ricalca in parte quella usata realmente nei periodi trattati, creando cosi’ non poche difficolta’. Gli oggetti presenti spesso sono sconosciuti ai lettori occidentali che devono quindi fare un maggiore sforzo per cercare di entrare nel contesto (tuttavia questo potrebbe venire superato dall’inserimento di qualche nota e di un glossario).
Forse l’ostacolo piu’ grosso e’ che questi romanzi sono, come atmosfere, parecchio simili al romanzo di cappa e spada o di avventura occidentale, filone che attualmente in Italia non sembra essere popolare tra il pubblico, soprattuttutto quello giovanile.
Ed e’ un vero peccato non poter godere della lettura di questi ottimi libri.

Tra l’altro, la NHK trasmette dal 1963 ogni anno un taiga dorama (dramma fiume) a tema storico molto apprezzato da un target di spettatori d’eta’ medio-alta, fatto che ben sottolinea la popolarita’ che il genere jidaimono detiene a tutt’oggi in Giappone.

L’immagine e’ relativa alla pellicola Bushi no ichibun (Love and Honor)diretta da Yamada Yoji e tratta da un’opera di Fujisawa Shuhei.