Warawa e wacchi

13 09 2009

NagLa letteratura giapponese contemporanea e, di conseguenza, manga e anime, fanno largo uso di dialetti e di linguaggi in stile classico. Decisamente molto di piu’ di quanto avvenga nel panorama italiano (se per i libri ci sono ancora alcuni scrittori che utilizzano parlate vernacolari, queste sono quasi totalmente assenti nei disegni animati e nel fumetti prodotti nel nostro paese). Vero e’ che anche da noi esistono romanzi scritti in dialetto, ma generalmente sono rivolti ad un pubblico determinato e circoscritto (ad esclusione di eccezioni eccellenti come i libri di Camilleri), mentre nel caso del Giappone le numerose opere che utilizzano questi linguaggi sono diffuse e apprezzate su tutto il territorio dell’arcipelago nipponico. Risulta purtroppo molto difficile, se non impossibile, rendere in altre lingue alcune particolarita’ che vivacizzano i personaggi mantenendo lo stesso sapore che hanno nell’originale. Ad esempio, il tipo di linguaggio usato dei jidaimono, storie ambientate nel medioevo, ricalca quello usato nei tempi a cui fanno riferimento, suddividendosi inoltre ulteriormente a seconda della regione dove sono collocati gli eventi. Un po’ come se noi in un fumetto ambientato nel Rinascimento avessimo personaggi che parlino con una lingua basata su quella degli autentici testi dell’epoca o con un idioma di antico italiano semi-immaginario come quello dei due Brancaleone di Mario Monicelli.
HolI manga comici impiegano spesso il dialetto di Osaka e del Kansai (quello utilizzato anche da molti comici dal momento che viene considerato particolarmente divertente), per questo molte persone che studiano la lingua giapponese rimangono perplesse e incontrano molte difficolta’ quando vi si trovano davanti. Per i lettori giapponesi e’ assai divertente che i due alieni di Dr. Slump & Arale di Toriyama Akira usino il dialetto di Nagoya. Fatto che ovviamente passa del tutto inosservato nella traduzione italiana…
Recentemente, due protagoniste di opere di successo come Nagi del manga Kannagi di Takanashi Eri e Holo del ciclo di romanzi di Okami to koshinryo hanno suscitato l’interesse del pubblico anche per il modo di esprimersi che rappresenta una parte essenziale del loro carattere. Mentre Nagi, un’antica dea, utilizza un giapponese quasi arcaico (e’ interessante notare come la sigla finale dell’anime riprenda proprio le parole di una preghiera scintoista norito e sia cantata in giapponese classico!) e usa, per dire, al posto dell’odierno “watashi” (io) il vocabolo “warawa” che nel Periodo Heian era pronunciato dalle ragazze giovani, Holo si serve, a cominciare dal termine “wacchi” (io) per indicare se stessa, del linguaggio delle cortigiane oiran del Periodo Edo.
Certo una buona storia rimane indubbiamente tale anche in traduzione, ma e’ estremamente difficile rendere questo tipe di sfumature ricche e complesse.

Immagini: quarto volume di Kannagi di Takenashi Eri edito dalla Comic REX e nono volume di Okami to koshinryo di Hasekura Isuna edito dalla Dengeki Bunko





La tigre e il drago, una commedia sentimentale

30 08 2009

TordorToradora! e’ il titolo di una serie di romanzi light novel creati dalla mano della scrittrice Takemiya Yuyuko e illustrati da Yasu che si compone di dieci volumi e di due spin-off. Il titolo prende origine dai nomi dei due protagonisti principali, Aisaka Taiga (il cui nome per assonanza e’ simile alla pronuncia della parola “taigaa” che e’ la scrittura giapponese dell’inglese “tiger”) detta Tenori Tiger (Tigre tascabile) e Takasu Ryuji (dove “ryu” e’ scritto con il kanji di drago). Nella tradizione cinese e giapponese la tigre e il drago sono animali frequentemente associati insieme.
I libri della Takemiya devono il loro successo all’abilita’ della scrittrice di descrivere in modo davvero originale e dettagliato il carattere dei personaggi e le loro vicende scolastiche e sentimentali. Toradora!, infatti, e’ una comedia sentimentale di ambientazione scolastica dove Ryuji ha dei problemi per i lineamenti del suo volto a causa del quale inizialmente tutti lo scambiano per un teppista (mentre in realta’ e’ di carattere mite, amante dei lavori domestici e maniaco della pulizia) e Taiga la quale, pur essendo la figlia di una famiglia ricca, vive da sola e soffre di parecchi disagi che la rendono scontrosa e sempre pronta al litigio a dispetto della bassa statura (da qui il soprannome). Nel 2007 la serie ha vinto il Light Novel Award nella categoria Romantic Comedy e, ugualmente a Okami to koshinryo, negli ultimi tre anni si e’ sempre piazzata nelle prime posizioni di Kono light novel ga sugoi!. Attualmente, complessivamente ne sono state vendute piu’ di tre milioni di copie nel solo Giappone.
E stata inoltre trasposta in manga e in una serie anime di 25 episodi trasmessi a cavallo tra il 2008 e il 2009 decisamente ben fatta. Sicuramente un prodotto la cui sceneggiatura soddisferebbe il mio amico Fulvio Gatti e che puo’ essere un ottimo materiale di studio per chi sia interessato a fare della scrittura di una sceneggiatura per l’animazione o per il fumetto la propria professione. Toradora! inizialmente parrebbe simili a tanti altri anime legati all’universo scolastico nipponico con i tipici personaggi spesso un po’ stereotipati, ma in realta’ si discosta subito da questa linea. Dal punto di vista dei personaggi, e’ stato fatto un grande lavoro (merito indubbiamente dei romanzi originari), e anche il crescendo della storia e’ davvero rappresentanto in maniera notevole, con la puntata numero sedici indubbiamente eccezionale. Gia’ la prima e la seconda sigla sono di per se’ un’ottima rappresentazione dei contenuti della serie.

Immagine: volume n.1 di Toradora! di Takemiya Yukuko, illustrato da Yasu e pubblicato dalla Dengeki Bunko.





Basket e SF

23 08 2009

basqL’accoppiata basket e fantascienza non e’ del tutto nuova per quanto riguarda il Giappone. Viene subito in mente il manga Buzzer Beater di Inoue Takehiko successivamente trasposto in anime.
Tuttavia la recente serie di animazione Basquash! presenta numerosi punti che la rendono uno dei prodotti piu’ innovativi dell’ultimo periodo, al contempo essendo un ottimo lavoro di SF.
E’ innegabile che lo scambio di esperienze tra animatori giapponesi e francesi e’ riuscita a dare un tocco decisamente differente da quello che si vede in altre animazioni. Salta subito all’occhio qualcosa di famigliare ai lettori di fumetti d’autore europei (soprattutto belgi e francesi). I palazzi e gli sfondi non sono quelli delle citta’ ultramoderne giapponesi dagli alti grattacieli di acciaio, ma invece le basse costruzioni tipiche delle citta’ europee in mattoni. Thomas Romain e la sua equipe che si sono occupati dell’ original concept, art director, mechanical concept design e key animation hanno infatti infuso in Basquash! il meglio della tradizione del loro paese quali la grande paesaggistica presente nei cartonati francesi. Inoltre il regista Itagaki Shin ci ha messo del suo. In Basquash! c’e’ un atmosfera internazionale in genere meno presente nei manga e negli anime giapponesi dove la presenza di protagonisti stranieri e’ sempre limitata di numero e ridotta a un ruolo secondario (anche se poi ci sono notevoli eccezioni come Michiko e Hacchin). Qui invece abbiamo un personaggio come Miyuki Ayukawa che, a dispetto del nome, e’ chiaramente di origine africana o come Sela D. Miranda che ha le caratteristiche di una ragazza sudamericana. Man mano che gli episodi proseguono la psicologia dei protagonisti viene delineata con estrema cura svelando particolari, come per Iceman Hotty, che spiegano i loro atteggiamenti. Nel frattempo quella che pareva una storia relativamente semplice si amplia in una serie di colpi di scena ognuno dei quali apre una nuova dimensione costruendo cosi’ una costruzione affascinate e piu’ complessa di quello che inizialmente si poteva supporre e dando vita ad un bizzarro mondo sostenuto sull’essenza del basket quale origine della vita stessa in quanto giocato dagli dei stessi nell’atto della creazione dell’universo. In bilico tra space opera e steam punk con punte nell’hard SF, altalenante tra intrigo e racconto romantico, le avventure dell’impaziente Dan JD e dei suo compagni ci ricordano in qualche maniera la versione moderna dei personaggi delle storie di Salgari e di Verne. Come non vedere nel sistema di viaggio verso la luna che consiste letteralmente nell’essere sparati all’interno di una palla verso il satellite un divertito omaggio al Barone di Munchausen e a Viaggio nella Luna? Strizzatina d’occhio poi allo street basket americano, qui dagli esiti esageratamente distruttivi e al contempo comici visto che viene giocato con robot alti diversi metri chiamati “Big Foot” i quali altro non sono che delle automobili a cui sono state aggiunte braccia e gambe. Indossano enormi scarpe da ginnastica disegnate appositamente dalla Adidas per questa serie divenendo forse il primo esempio di sponsorizzazione di un prodotto all’interno di un anime.
Ottima CG poco invasiva si accompagna ad un azzecato uso di colori pastello per i personaggi. Il tutto arricchito da un’eccellente colona sonora che varia spesso durante l’intera serie. Le stesse sigle di chiusura sono una sperimentazione in quanto, dopo i primi episodi, variano struttura in maniera considerevole.
Basquash! rappresenta un’evoluzione importante degli anime con apporti maggiormente internazionali rispetto al passato e un promettente preludio verso il futuro dell’animazione. Qui e qui un esempio per farsi un’idea piu’ concreta.





Il ritorno di Casshern…

4 07 2009

E’ passato un po’ di tempo dal mio ultimo post, ma questi sono giorni bizzarri. Ci sono un po’ di progetti nell’aria di cui spero di poter dare presto notizia. Un caos. Ma un caos in qualche modo ordinato. Almeno credo…

CSUn remake e’ quasi sempre sinonimo di un prodotto inferiore all’originale. Per tanto, quando si e’ iniziato a parlare di Casshern sins devo ammettere di non aver prestato molta attenzione alla notizia. Troppi altri personaggi di vecchi anime erano stati ripresentati in una versione modernizzata con un risultato assai poco soddisfacente, per non dire di peggio.
E invece… Casshern sins e’ realmente un piccolo capolavoro! Ottime sceneggiature e anche un’animazione molto dinamica che si armonizza alle atmosfere cupe dell’anime. Chi si aspetta la medesima trama del Casshern (o Kyashan) originale certo puo’ rimanere deluso. Pur comparendo quasi tutti i vecchi personaggi della serie, si tratta in pratica di una storia completamente nuova. Siamo di fronte, piu’ che a una fantascienza hard, ad una SF con forte connotazioni filosofiche e speculative. Non a caso i personaggi che compaiono nella prima decina di episodi (forse la vetta piu’ alta di una serie di per se’ interamente eccellente) rappresentano una carrellata di personaggi indimenticabili, ognuno dei quali cerca uno scopo nel continuare a vivere. E lo trovano nel canto (alcune canzoni come Sky cantata da Miyahara Nami sono molto belle), nell’arte della pittura, nel fondere una campana come nel fare del combattimento il fulcro della propria esistenza. Ogni singolo episodio e’ una storia a se stante capace di emozionare profondamente.
In un mondo dove gli umani hanno perso la guerra contro robot e androidi, anche quest’ultimi sono destinati ad un lento declino dovuto all’avvanzare di un’inarrestabile ruggine. In Casshern sins la terra e’ ormai un luogo di lenta agonia dove essere umani e robot cercano di sopravvivere, pur sapendo di non avere un futuro, lottando contro tutti. Solo pochi sono spinti da qualcosa di piu’ profondo e nobile, in un tentativo disperato di affermare il fatto che vale ancora la pena credere in qualcosa, nonostante tutto paia sostenere il contrario.
In un simile ambiente si muove Casshern, un androide che ha perso la memoria e che viene ritenuto la causa della distruzione del mondo avendone assassinato la salvatrice, Luna. Casshern, nonostante normalmente sembri un essere calmo e pacifico, e’ guidato da una furia che lo porta ad annientare sia gli amici come i nemici. Un berserk, un killer assoluto odiato e temuto, ma anche bramato in quanto si dice che il robot che riuscira’ ad ucciderlo otterra’ la vita eterna. Il “dono” che ha ottenuto da Luna prima di ucciderla e’ stato, infatti, di divenire, unico tra gli abitanti del pianeta, immortale…
E’ interessare notare come la quasi totalita’ dei personaggi siano robot e androidi. D’altra parte, ad un certo punto della serie viene detta la seguente frase (cito a memoria) “Se i robot ora conoscono la morte, quale e’ dunque la differenza con gli umani?”. Un sottotema non trascurabile e’, per l’appunto, la ricerca di cosa significhi essere “umani”. Gia’ nel primo episodio inquieta vedere Casshern fare a pezzi i corpi metallici dei robot i cui liquidi e cavi interni assomigliano sinistramente a sangue e viscere (qui un breve trailer).
Ci sono anche delle figure originali come Lyuze e Dio che, seppure all’inizio possano sembrare secondari, in realta’ ricoprono un ruolo molto importante. Il legame tra Casshern e Luna, e cosa loro rappresentino in realta’, si scopre solamente alla fine, lasciando spiazzato lo spettatore.
Casshern sins parla di vita e morte, di amore e odio, di intelligenza artificiale e di molti altri temi tutt’altro che facili e non ha certo un happy end. Pero’ e’ una delle serie di animazione giapponesi degli ultimi anni che piu’ si avvicina alla poesia e con un forte taglio letterario e drammatico. Vale sicuramente la pena vedere i ventiquattro episodi che la compongono.

Immagine: Casshern sins, serie realizzata dallo studio Madhouse, 2008-2009.





Despera

9 06 2009

dpIl trio composto dallo sceneggiatore e scrittore Konaka J. Chiaki, dall’illustratore e fumettista ABe Yoshitoshi e dal regista Nakamura Ryutaro (gli stessi che hanno dato vita ad un’opera della qualita’ di Serial Experiment Lain) hanno appena annunciato ufficialmente l’avvio di un nuovo progetto che li vedra’ nuovamente lavorare insieme.
Di Despera, una storia di fantascienza ucronica ambientata nel periodo Taisho, verra’ pure realizzata una graphic novel per mano di ABe e sceneggiata da Konaka pubblicata a puntate sulla rivista Animage per circa un anno a partire da luglio 2009.

Di Konaka J. Chiaki nel nostro paese e’ stato anche pubblicato il racconto L’origine della paura fondamentale scritto da lui appositamente per i lettori italiani!

A breve dovrei poter rivelare anche i dettagli di un evento che coinvolgera’ ABe Yoshitoshi qui in Italia…





L’Oriente al Future Film Festival!

18 01 2009

FFFIl Future Film Festival di Bologna, nato nel 1999, ha saputo in una decina d’anni imporsi come uno dei piu’ interessati e dinamici festival italiani ed europei. Punto decisamente interessante e’, oltre alla visione delle pellicole, il proporre dibatti, conferenze, panel e cosi’ via che permettono sia il dialogo con il pubblico che la possibilita’ per i vari professionisti di avere uno scambio costruttivo sulle proprie esperienze.
La creazione nel 2001 dell’Associazione Amici del Future Film Festival ha ulteriormente contribuito ad aumentare l’aspetto creativo del festival.
Festival che, e’ bene ricordare, si indirizza soprattutto alla presentazione di quei lavori legati sia all’animazione che all’utilizzo delle nuove tecniche di disegno computerizzato (includendo gli effetti speciali).
Notevolmente ricca la presenza, nella XI edizione, di opere provenienti dell’Estremo Oriente.
Per quanto riguarda il Giappone, si segnala la rassegna su Nakagawa Nobuo che raccoglie otto autentici capolavori dell’horror nipponico:

NOBUO NAKAGAWA – MASTER OF HORROR

Giovedi 29 gennaio, ore 18.30
The Ghosts of Kasane Swamp (Kaidan Kasane ga Fuchi, Giappone/1957) di Nobuo Nakagawa
(66′, 16mm, V.O. con s/t italiani)
Primo film horror diretto da Nobuo Nakagawa, e’ ispirato a uno dei racconti capostipite della letteratura sui fantasmi giapponesi.

Giovedi 29 gennaio, ore 10.30 – Sabato 31 gennaio, ore 19.00
Kenpei To Yurei (Giappone/1958 ) di Nobuo Nakagawa
(75′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Ambientato in Cina durante la Seconda Guerra Mondiale, questo raro film mostra tutto l’orrore della guerra e dell’occupazione militare giapponese attraverso una storia di fantasmi e vendette oltre la morte.

Giovedi 29 gennaio, ore 22.00 – Sabato 31 gennaio, ore 10.30
Black Cat Mansion (Borei Kaibyo Yashiki, Giappone/1958 ) di Nobuo Nakagawa
(69′, 35mm, V.O. con s/t inglesi e italiani)
In un racconto sperimentale tra presente e passato, colore e bianco e nero, viene svelato il “rancore” che guida gli spiriti oltre la morte, perseguitando un’intera famiglia e la sua casa.

Venerdi 30 gennaio, ore 10.30 – Sabato 31 gennaio, ore 22.30
The Ghost of Yotsuya (Tokaido Yotsuya Kaidan, Giappone/1959) di Nobuo Nakagawa
(76′, 35mm, V.O. con s/t inglesi e italiani)
La storia piu’ classica della tradizione di fantasmi orientale: Un capolavoro di visionarieta e furore registico, con uno dei piu memorabili antieroi di sempre.

Venerdi 30 gennaio, ore 19.00
The Lady Vampire (Onna Kyuketsuki, Giappone/1959) di Nobuo Nakagawa
(78′, 35mm, V.O. con s/t inglesi e italiani)
I vampiri secondo la sensibilita giapponese: una tragica storia d’amore in cui il protagonista continua a nutrirsi attraverso le epoche del solo sangue dell’amata, tramandato di generazione in generazione.

Mercoledi 28 gennaio, ore 10.00 – Venerdi 30 gennaio, ore 23.30
Hell (Jigoku, Giappone/1960) di Nobuo Nakagawa
(98′, 35mm, V.O. con s/t inglesi e italiani)
L’Inferno secondo Nakagawa: una discesa agli inferi tra allucinazione e sogno in una sperimentazione visiva senza precedenti, dove colori ed effetti speciali si fondono in un’unica tavolozza fantastica.

Domenica 1 febbraio, ore 22.00
Snake Woman’s Curse (Kaidan Hebi-Onna, Giappone/1968 ) di Nobuo Nakagawa
(85′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Dopo aver analizzato l’orrore attraverso la psicologia dei personaggi, Nakagawa lo va a cercare nelle discriminazioni sociali, in un racconto di ambientazione storica dove la simbologia del serpente viene ribaltata.

Domenica 1 febbraio, ore 18.00
The Living Koheiji (Kaiidan Ikiteiru Koheiji, Giappone/1982) di Nobuo Nakagawa
(78′, 35mm, V.O. con s/t inglesi e italiani)
Ultimo film di Nakagawa, mette in scena un dramma di odio e passione ambientato nel mondo del teatro, dove il rapporto fra tre amici d’infanzia

E le seguenti serie di animazione:

PROGRAMMI SERIESMANIA

Programma 1 (80′, DVD, V.O. con s/t italiani)
GEGEGE NO KITARO
(2007 Giappone) Toei Animation, ep. 25-13-15.
di Yukio Kaizawa
Questa V serie dedicata al piccolo Kitaro rinnova le divertenti storie ideate nel 1959 dal fumettista Shigeru Mizuki con protagonisti gli Yokai, gli spiriti della tradizione giapponese.

Programma 3 (80′, DVD, V.O. con s/t italiani)
HAKABA KITARO
(2008 Giappone) Toei Animation, ep. 1-2-3.
di Kimitoshi Chioka
Il piu’ fedele adattamento del manga di Shigeru Mizuki, mette a confronto il mondo degli uomini con quello degli Yokai, gli spiriti della tradizione giapponese.

Programma 4 (80′, DVD, V.O. con s/t italiani)
CASSHERN SINS
(Kyashan Sins, 2008 Giappone) MadHouse Studio, ep. 1-2-3.
di Shigeyasu Yamauchi
Dalla mitica serie di Kyashan ideata dalla Tatsunoko nel 1973, ritorna il melanconico androide in un affascinante revival realizzato dallo studio MadHouse.

Programma 6 (80′, DVD, V.O. con s/t italiani)
MOONLIGHT MILE
(2007 Giappone) Studio Hibari-KlockWorx, ep. 1-2-3.
di Iku Suzuki
Dall’omonimo manga fantascientifico di Yasuo Otagaki, le vicende di due astronauti alla ricerca di nuove fonti di energia, in una fedele trasposizione animata realizzata dallo Studio Hibari.

Programma 8 (80′, DVD, V.O. con s/t italiani)
MICHIKO E HATCHIN
(2008 Giappone) Manglobe, ep. 1-2-3.
di Sayo Yamamoto
Nuova serie prodotta dalla Manglobe (Samurai Champloo, Ergo Proxy) con la supervisione di Shinichiro Watanabe (Cowboy Bebop): donne e motori in una storia on the road alla Tarantino.

Programma 9 (80′, DVD, V.O. con s/t italiani)
MONONOKE
(2007 Giappone) Toei Animation, ep. 1-2-3.
di Kenji Nakamura
Spin-off dell’affascinante serie horror Ayakashi – Bakeneko, vede il ritorno dello strano sciamano esorcista alle prese con demoni e maledizioni nell’antico Giappone.

Programma 11 (90′, DVD, V.O. con s/t inglesi e italiani)
COBRA THE ANIMATION: THE PSYCHOGUN
(2008 Giappone) Happinet Corporation, ep. 1-2-3.
di Buichi Terasawa
In anteprima assoluta la nuova miniserie di 4 OAV che festeggia i 30 anni dell’avventuriero spaziale Cobra, diretta dallo stesso fumettista Buichi Terasawa.

Programma 13 (80′, DVD, V.O. con s/t italiani)
KAIBA
(2008 Giappone) MadHouse Studio, ep. 1-2-3.
di Masaaki Yuasa
Dal genio di Masaaki Yuasa (MindGame, Kemonozume), una nuova serie fantascientifica dal sapore retro: le visioni di Osamu Tezuka e Leiji Matsumoto si fondono con le magnifiche animazioni dello studio MadHouse.

Programma 14 (100′, DVD, V.O. con s/t italiani)
FREEDOM
(2006-08 Giappone) Bandai Visual-Sunrise, ep. 1-2-3-4.
di Shuhei Morita
Dal regista del corto Kakurenbo, una serie di 7 OAV in computer grafica che segna il ritorno alla fantascienza dell’autore Katsuhiro Otomo.

Programma 15 (100′, DVD, V.O. con s/t italiani)
FREEDOM
(2006-08 Giappone) Bandai Visual-Sunrise, ep. 5-6-7.
di Shuhei Morita
L’autore Katsuhiro Otomo porta in computer grafica le sue visioni fantascientifiche grazie all’aiuto del promettente regista Shuhei Morita (Kakurenbo), in un’affascinante serie di 7 OAV.

Per l’Oriente abbiamo:

PROGRAMMA
FILM IN CONCORSO

Film in concorso – Lancia Platinum Grand Prize
STORM RIDER: CLASH OF EVILS
(Feng Yu Jue) 2008, Cina
di Dante Lam
(99′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Dalla serie a fumetti di Hong Kong e sulla scia dell’omonimo film con effetti speciali arriva il film animato con protagonisti i leggendari e fortissimi personaggi Wind e Cloud.
Anteprima europea

Film in concorso – Lancia Platinum Grand Prize
SWORD OF THE STRANGER
(Stranger Muko Hadan) 2007, Giappone
di Masahiro Ando
(102′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Il raffinato film d’animazione dello Studio Bones (Fullmetal Alchemist, Eureka Seven) ambientato nel Giappone feudale, tra guerrieri erranti e spiriti immortali.
Anteprima italiana

Film in concorso – Lancia Platinum Grand Prize
PAINTED SKIN
(Wa pei) 2008, Cina/Hong Kong/Singapore
di Gordon Chan
(118′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Dai racconti classici cinesi di Pu Songling una poetica storia d’amore tra il fantasy delle tradizionali ghost story e i piu moderni effetti speciali.
Anteprima europea

Film in concorso – Lancia Platinum Grand Prize
PACO AND THE MAGICAL BOOK
(Paco to Maho no Ehon) 2008, Giappone
di Tetsuya Nakashima
(105′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Una tenera favola nera ricca di magia e colore dal pluripremiato regista di Kamikaze Girls e Memories of Matsuko, con la partecipazione delle idol giapponesi piu cool del momento.
Anteprima italiana
Film in concorso – Lancia Platinum Grand Prize

20TH CENTURY BOYS
(20-seiki Shonen) 2008, Giappone
di Yukihiko Tsutsumi
(142′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Dal famoso manga di Naoki Urasawa arriva il grande successo cinematografico giapponese dell’anno, primo film della trilogia fantascientifica incentrata sul “Libro delle Profezie”.
Anteprima italiana

FUORI CONCORSO

APPLESEED: EX MACHINA
2007, Giappone
di Shinji Aramaki
(105′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Dopo il successo del film in CG Appleseed tornano le avventure cyberpunk ideate da Masamune Shirow in un adrenalinico seguito prodotto dal maestro del cinema d’azione John Woo.
Anteprima italiana

SOS! TOKYO METRO EXPLORERS: THE NEXT
(Shin SOS dai Tokyo tankentai) 2007, Giappone
di Shinji Takagi
(40′, Betacam, V.O. con s/t italiani)
Da un manga di Katsuhiro Otomo, una trasposizione animata delle avventure dei Goonies alla ricerca di un tesoro sepolto nei bassifondi di Tokyo.
Anteprima europea

PUSSY SOUP
(Neko Ramen) 2008, Giappone
di Minoru Kawasaki
(80′, Betacam, V.O. con s/t italiani)
Dal demenziale autore di Calamari Wrestler e Monster X Strikes Back: Attack the G8 Summit! Un racconto intimistico di riscatto sociale con protagonista…un gatto di pelouche!
Anteprima europea

ONE PIECE THE MOVIE: EPISODE OF CHOPPER
(One Piece The Movie -Episode of Chopper- Fuyu ni saku Kiseki no hana) 2008, Giappone
di Junji Shimizu
(110′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Il nuovissimo nono film per il cinema della saga di Cappello di Paglia e della sua ciurma che ha ottenuto in assoluto i maggiori incassi della serie. All’arrembaggio!
Anteprima italiana

ANGEL ON THE RUN (Tentative – titolo provvisorio)
2008, Giappone
di Yoshinobu Yamakawa
(117′, DVD, V.O. con s/t in inglese e italiano)
Anteprima europea. Tratto da un manga di Shinichi Hiromoto e prodotto dalla prolifica e sempre innovativa MadHouse, una delirante avventura che vede una liceale proiettata in una scuola infernale, popolata di bizzarri personaggi come diavoli, licantropi, streghe ed un preside di nome Hellvis.

GENIUS PARTY:
“Genius Party” di Atsuko Fukushima
“Shanghai Dragon” di Shoji Kawamori
“Deathtic 4″ di Shinji Kimura
“Doorbell” di Yoji Fukuyama
“Limit Cycle” di Hideki Futamura
“Happy Machine” di Masaaki Yuasa
“Baby Blue” di Shinichiro Watanabe
2007, Giappone
(102′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Anteprima italiana

GENIUS PARTY BEYOND:
“Gala” di Mahiro Maeda
“Moondrive” di Kazuto Nakazawa
“‘Wanwa the Doggy” di Shinya Ohira
“Tojin Kit” di Tatsuyuki Tanaka
“Dimension Bomb” di Koji Morimoto
2008, Giappone
(85′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
I piu’ talentuosi animatori indipendenti giapponesi per la prima volta insieme in una sarabanda di sperimentazioni visive prodotte dal pluripremiato Studio 4 C (Tekkonkinkreet, Mindgame).
Anteprima europea

FOLLIE DI MEZZANOTTE

EAGLE TALON: THE CHANCELLOR ONLY LIVES TWICE
(Himitsu Kessha Taka no Tsume THE MOVIE – Soutou wa Nido Shinu) 2007, Giappone
Di Frogman
(75′, Betacam, V.O. con s/t italiani)
Folle sperimentazione indipendente tutta realizzata in flash dal misterioso autore Frogman.
Anteprima italiana

TOKYO GORE POLICE
(Tokyo Zankoku Keisatsu) 2008, Giappone
di Yoshihiro Nishimura
(109′, Betacam, V.O. con s/t italiani)
Il film “cult” che ha rilanciato il genere splatter ai piu importanti festival internazionali: la delirante mutazione di carne e metallo come neanche Tsukamoto e Cronenberg hanno mai sognato.
Anteprima italiana

Insomma, se abitate in zona o avete qualche giorno di vacanza, dal 27 gennaio al 1 febbraio 2009 andate al FFF, ne vale davvero la pena!

Un ringraziamento particolare a Luca Della Casa, curatore delle sezioni sull’Oriente, per avermi gentilmente mandato il programma.
Avete davvero fatto un ottimo lavoro, continuate cosi!!!

Simpatica anche la sigla d’apertura in giapponese….!!!





Le Sturmtruppen dei giapponesi…

13 08 2008

…Ovviamente il riferimento e’ alle divertenti Sturmtruppen di Bonvi.
HTGrande successo nel Sol Levante per le strip di Hetalia Axis Power, opera che ha rappresentato il debutto professionale del giovane mangaka Himaruya Hidekazu (1985-). Himaruya ha, infatti, iniziato a pubblicare dal 2003 i suoi lavori sul proprio sito ed il successo di Hetalia e’ stato tale da raggiungere i trenta milioni di passaggi, fatto che ha convinto la casa editrice Gentosha a pubblicare a marzo di quest’anno il primo volume di Hetalia (immagine a sinistra). Attualmente ne sono state vendute duecentocinquantamila copie ed e’ gia’ stata decisa la realizzazione dell’anime.
Hetalia e’ la contrazione del termine “hetare” (maldestro, pavido) e di “Itaria” (Italia). Ebbene si’, il protagonista di questa serie e’ proprio l’Italia! Ok, prima di scaldarsi e farsi prendere dall’ira per l’orgoglio nazionale offeso meglio fare alcune precisazioni. Tutti i personaggi presenti nel fumetto sono in realta’ la rappresentazione in forma umana dei caratteri di vari paesi (Francia, Germania, Giappone ecc.) e gli episodi, umoristici, sono generalmente situati in un periodo che va tra la prima e la seconda guerra mondiale (le uniformi dei protagonisti in particolare si rifanno a quelle degli eserciti del secondo conflitto) con ogni tanto qualche puntata nella storia antica. Questo manga unisce quindi la grande passione di numerosi giapponesi per il modellismo militare e le uniformi (non per nulla in Giappone ci sono case come la Tamiya che ogni modellista del globo conosce bene per la qualita’ dei suoi prodotti ed inoltre in molte serie animate, quali il classico Gundam o La leggenda degli eroi della galassia, si riscontra spesso una cura quasi maniacale nelle uniformi ) ad una divertente parodia dove il personaggio di Italia con la sua arte di arrangiarsi (brancaleoniana?) diviene il perno centrale della serie. Certo il personaggio visto con gli occhi degli italiani puo’ forse risultare un poco stereotipato, pero’ l’autore non lesina bonarie prese in giro neppure allo stesso Giappone ed alle altre nazioni. Grande successo inoltre del personaggio di Chibitalia (una versione deformed della stessa Italia).

FRLUIndubbiamente, in questo periodo pare esserci un certo interesse per l’Italia nei media giapponesi. Lo si vede nel nomi delle serie come l’anime Baccano o il manga e dorama Bambino.
Ecco dunque che in Strike Witches la combattente piu’ giovane e quella dal carattere piu’ solare ed allegro e’ Francesca Lucchini (l’immagine si riferisce al modellino prodotto dalla GDH) ispirata alla figura dell’asso di guerra Franco Lucchini.

Come riferito da Davide Mana anche nel suo blog, c’e’ un forte interesse da parte dei giapponesi per sceneggiature di ambientazione europea, varrebbe la pena a questo punto riflettere sull’utilita’ di avviare delle collaborazioni lavorando su questa linea. Vero e’ che c’e’ spesso una forte resistenza conscia od inconscia che sia di scrittori e sceneggiatori italiani a sfruttare gli ambienti del nostro paese e le possibilita’ che questi possono fornire…





Guin Saga, la serie animata

8 08 2008

E’ ufficiale. La notizia era gia’ stata annunciata dalla casa editrice GSHayakawa Shobo lo scorso anno durante la worldcon di Nippon 2007, ma e’ stata ufficializzata solamente in questi giorni anche con la creazione del sito.
Dalla primavera del prossimo anno alla televisione giapponese verra’ trasmessa la serie animata di Guin Saga di Kurimoto Kaoru, uno dei piu’ popolari cicli fantasy giapponesi.
Una volta tanto, i primi volumi sono disponibili anche in italiano (seppure tradotti dall’inglese) editi dalla Editrice Nord. Della Kurimoto sono inoltre disponibili i due racconti Ricordi e Diario di un computer rispettivamente editi in ALIA4 e ALIA5 (quest’ultimi in traduzione diretta dal giapponese) dalla CS_libri.

Kurimoto Kaoru (1953-)
Si laurea in arte e letteratura nella prestigiosa Universita` Waseda di Tokyo. Mentre si dedica alla stesura di romanzi esordisce anche come critica vincendo alcuni importanti premi tra i quali, nel 1977, la ventesima edizione del Premio letterario per gli esordienti Gunzo con Bungaku no rinkaku (Lineamenti letterari).
Per distinguere queste sue due professioni usa il nome di Kurimoto Kaoru solo per l’attivita` di romanziera mentre per i lavori di critica letteraria, per le sceneggiature, per la composizione di testi di canzoni e per le sue esibizioni come pianista utilizza quello di Nakajima Azusa.
I centodiciannove libri del monumentale ciclo di Guin Saga (La Saga di Guin, edito dal 1979 a tutt’oggi) con i ventuno romanzi spin-off e i tre Guin saga handbook hanno venduto piu’ di ventisei milioni di copie. Nella sua carriera ha pubblicato quasi quattrocento volumi. Nel 1978 si e` aggiudicata la ventiquattresima edizione del Premio Edogawa Ranpo con il romanzo Bokura no jidai (La nostra epoca) e nel 1981 la seconda edizione del Premio Yoshikawa Eiji con Ito no seiiki (Il santuario delle corde). Ha scritto opere di fantascienza, horror, mystery, romanzi storici e tanbi shosetsu (un genere letterario molto in voga in Giappone che narra di amori omosessuali maschili).
Famoso e apprezzato e` anche l’altro suo ciclo, Makai suikoden (Storia sul bordo dell’acqua del mondo demoniaco, 1981-91). Composto di venti volumi piu` quattro romanzi fuori serie, narra dello scontro tra i Grandi Antichi dei miti di Cthulhu di H. P. Lovecraft e gli yokai (mostri soprannaturali) della tradizione giapponese e del destino degli esseri umani coinvolti nel conflitto. Il ciclo ha avuto l’indubbio merito di contribuire, in Giappone, alla creazione di un filone di opere originali ispirate al lavoro del Gentiluomo di Providence. Il successo e` stato tale da dare vita anche a un seguito in quattro volumi, Shin Makai suikoden (Nuova storia sul bordo dell’acqua del mondo demoniaco), ambientato nello spazio e in un lontano futuro.
Tra le sue numerose opere si ricordano la serie gialla incentrata sulle indagini dell’investigatore privato Ijuin Daisuke, quella fantastico-storica ambientata nel Giappone del XIX secolo di Mugen senki (Cronache militari fantastiche), le raccolte fantascientifiche Toki no ishi (La pietra del tempo) e Sarashina nikki (Diario di Sarashina), i romanzi horror Ie (La casa) e Machi (La citta`), il volume hardboiled Kyabare (Cabaret) e la raccolta sentimentale Seppun (Baci). Un elenco esauriente con una breve presentazione della maggior parte dei testi scritti da Kurimoto Kaoru e` riportato nei tre volumi Kurimoto Kaoru & Nakajima Azusa BOOKLIST, a cura di Tanaka Katsuyoshi, editi dall’associazione Kaoru no kai, estremamente utili per chiunque cerchi informazioni dettagliate sulla vastissima produzione della scrittrice. Da diversi suoi lavori sono stati tratti fumetti, videogiochi e musical.
Dal 1982 al 1986, con l’eccezione dell’anno in cui e` nato suo figlio, ha regolarmente preso parte al quiz televisivo Zojirushi quiz Hinto de pinto (1979-94) trasmesso dalla TV Asahi, al quale partecipavano come ospiti numerosi esponenti del mondo della cultura.
Sposata con Imaoka Kiyoshi (1948-. Dopo la laurea in legge all’Universita` Chuo viene assunto come editor dalla casa editrice Hayakawa shobo. E` stato caporedattore della rinomata rivista S-F Magazine dal 1979 al 1991 scoprendo molti giovani scrittori di talento. E` stato anche un apprezzato traduttore. ) che le fa da manager, nel 1993 ha fondato con lui la Tenro Production, una casa di produzione che, oltre a pubblicare testi, si occupa dell’organizzazione di spettacoli teatrali e live.

E’ stata inoltre annunciata la trasposizione in un dorama di sei episodi dei quattro manga d’ispirazione fantascientifica Ishoku tanpenshu (Raccolta di storie uniche) di Fujiko F.Fujio, noto per essere anche uno dei due creatori di Doraemon, con protagonista l’attrice Nagasawa Masami e con la partecipazione a partire dal secondo episodio di note star nipponiche quali Mimura e Aso Kumiko. Verra’ trasmesso a partire da ottobre sul canale WOWOW.

Insomma, fantasy e fantascienza in Oriente continuano ad essere uno dei pilastri dell’intrattenimento multimediale.

Immagine: Edizione francese di Guin Saga con illustrazione della serie originale ad opera di Amano Yoshitaka.