La regina di K’n-yan

22 07 2008

QYE’ uscito negli Stati Uniti proprio in questi giorni per i tipi della Kurodahan Press il romanzo Queen of K’n-yan di Asamatsu Ken , riconosciuto maestro della letteratura fantastica e soprannaturale giapponese.
La storia, dalle atmosfere lovecraftiane, ruota intorno alla scoperta della mummia di una bellissima giovane appartenente al periodo della dinastia cinese degli Shang nelle cui cellule viene trovata traccia del DNA di rettili…
La splendida copertina e’ di Kojima Ayami.
E’ comunque possibile, per chi non mastica l’inglese e preferisce qualcosa in italiano, leggere i primi due racconti di Asamatsu appartenenti al ciclo di Ikkyu Sojun, serie che l’autore ritiene il suo ciclo piu’ rappresentativo, pubblicati rispettivamente in ALIA2006 e ALIA2007 dai titoli rispettivamente di Il fiore di loto nel fango e L’estasi viola e cremisi, il secondo con un’illustrazione originale di Kanai Ryo che ne sta realizzando la versione manga per la Kodansha.
Una sua serie di romanzi sono stati inoltre anche trasposti in fumetto da Hiromoto Shin’ichi con il titolo di Bushido ed ha anche scritto i testi per il manga Odunu illustrato da Kajiwara Niki.
Sempre in italiano, e’ possibile pure leggere una sua intervista originale realizzata da Davide Mana sul numero 2 di Studi Lovecraftiani di Pietro Guarriello.
Una buona occasione da non lasciarsi sfuggire per avvicinarsi ad un grande autore del fantastico mondiale…





Fantastico italiano VS fantastico italiano

8 07 2008

puUno scontro tra titani? (magari!). Ok, torniamo seri per un momento. Recentemente alcune riflessioni e discussioni interessanti su questo genere letterario sono apparse nel blog di ALIA evolution, in quello di Davide Mana ed in quello di Massimo Citi (ma pure in altri). Segno che l’argomento viene ritenuto un punto cruciale da molti.
A monte, anche una vicenda personale. Qualche giorno fa un autore di fantastico italiano (e non certo uno sprovveduto) in riferimento ad un evento di lettura pubblica di testi sottolineava come, ad esempio, i racconti degli scrittori italiani di ALIA pur essendo molto interessanti e notevoli risultano complessi per il pubblico medio di questo genere e quindi difficili da proporre (per non parlare di chi ne e’ a digiuno). Da un analogo discorso fatto con Citi e’ emerso un punto similare. In sostanza, per farla breve, pare che in Italia esistano oggi in realta’ almeno due modelli di fantastico. Il primo, che vede ora puntare le grosse case editrici su autori molto giovani e che si rivolge essenzialmente ad un pubblico di adolescenti con un bagaglio di letture piuttosto definito e limitato ad un certo genere, di discreta o buona popolarita’ e che, in altri paesi, potremmo tranquillamente definire letteratura YA (Young Adult) o Light novel (anche se, personalmente, ritengo questo genere nipponico piu’ complesso del fenomeno presente nel panorama italiano) il quale, per la particolarita’ del mercato italiano dove i grossi editori non hanno piu’ vere collane per ragazzi dai tredici ai diciotto anni, finisce per mescolarsi alla letteratura adulta creando una certa confusione. Il secondo invece e’ composto da romanzi e racconti fantastici di autori molto colti (Catani, Vacca, Aldani, Arona, Lanza, Defilippi tanto per fare alcuni nomi) e quindi di piu’ difficile diffusione tra un pubblico di lettori come il nostro poco avvezzo ad un certo tipo di narrativa speculativa e complessa con riferimenti profondi che richiede uno sforzo maggiore (considerando poi che il 60% degli italiani non ha letto un libro nell’ultimo anno e non si possono certo definire lettori forti). Quest’ultimo viene inoltre penalizzato dal fatto che, seppure possa essere ricondotto e sicuramente rientri in quella che viene definita letteratura alta (e’ qui interessante notare come alcuni scrittori e lettori giapponesi che hanno avuto occasione di leggere qualcosa dei suddetti autori considerino tali opere frutto di una letteratura di tipo intellettuale), esistendo nel nostro paese a livello accademico e di critica una diffidenza ed un pregiudizio radicato verso tale genere ritenuto “poco serio”, si trova in una posizione simile a quella tra l’incudine ed il martello. Non esistono infatti qui riconoscimenti come il giapponese Premio Naoki che viene conferito alla letteratura di genere intesa nella sua essenza piu’ ampia e che quindi valorizza anche opere ibride tra i vari filoni ed al limite del “mainstream”. Assurdo ipotizzare che in Italia, per dire, un’opera di SF possa vincere lo Strega od il Campiello. Cosa che invece e’ avvenuto nel paese del Sol Levante con il Premio Akutagawa (il piu’ “mainstream” dei riconoscimenti letterari nipponici). Rimane pertanto apprezzato da un piu’ ristretto gruppo di lettori forti e con un gusto per la letteratura raffinata.
Inoltre, tra il primo ed il secondo modello, si riscontra una certa incapacita’ di dialogo. Quando non ci sia addirittura la percezione di uno scontro generazionale.
Probabilmente buona parte di queste problematiche nascono dal ritardo che ha la letteratura italiana nell’aggiornarsi ed adeguarsi a mutamenti nelle categorie e nei generi che in paesi con editorie forti sono ormai in atto almeno a partire dagli anni novanta. Si’ e’ quindi in una situazione caotica che ingenera atriti ed incomprensioni.
Sta di fatto comunque che forse non dovremmo probabilmente parlare di un unico fantastico italiano, ma di piu’ letterature fantastiche che agiscono in fasce estremamente differenti e ciascuna con proprie particolarita’.

Immagine: La Battaglia di San Romano, Paolo Uccello





Igyo korekushon ed io!

6 12 2007

Ok, un po’ di promozione (ehi, bisogna pur mangiare, no?)

Get wild and tough…E’ uscito il numero 39 di Igyo korekushon con incluso Tetsu to hi kara (Dal ferro e dal fuoco), il mio racconto scritto appositamente per l’antologia nipponica!!!
Igy39Ma che cos’e’ Igyo korekushon? Si tratta della piu’ importante serie antologica di letteratura fantastica edita in Giappone. Nata nel 1997 da un’idea dello scrittore Inoue Masahiko, che ne e’ anche il curatore, ad oggi ne sono usciti con cadenza trimestrale ben trentanove volumi da circa seicento pagine ciascuno piu’ dieci speciali. Ognuno ospita generalmente le opere di una ventina di scrittori e di tre, quattro illustratori ispirate ad un tema particolare; i racconti vengono scritti appositamente (vi sono comunque di tanto in tanto testi ripubblicati o traduzioni di opere di scrittori americani). Le sue pagine hanno visto alternarsi i maggiori autori della letteratura di genere moderna e contemporanea. Gente come Miyabe Miyuki, Terayama Shuji, Togawa Masako, Tanizaki Jun’ichiro, Kajio Shinji, Yumemakura Baku, Yoshiyuki Junnosuke, H. H. Wells, Uchida Hyakken, Izumi Kyoka, Otsu Ichi, Ray Bradbury, Lafcadio Hearn, Komatsu Sakyo eccetera.
Gia’ il solo avere un racconto su una serie antologica di tale valore mi avrebbe reso felice. Ma c’e’ di piu’! Essendo questo il decimo anno di pubblicazione e ricorrendo anche il decennale della morte di Hoshi Shin’ichi, il piu’ famoso scrittore nipponico di racconti short short del dopoguerra, Inoue ha deciso di realizzare quello che era uno dei suoi sogni, ovvero la piu’ grande raccolta antologica di racconti brevi originali della storia letteraria giapponese moderna dedicata proprio alla figura di Hoshi (molti dei vincitori del premio a lui dedicato partecipano alla raccolta). Infatti, in Igyo korekushon Hitonigiri no igyo (Freak out collection - Un pugno di bizzarrie), editore Kobunsha, sono riuniti ben ottantuno racconti e sette brevissimi fumetti!
Essere a fianco di scrittori del calibro di Minagawa Hiroko, Mayumura Taku, Yamada Masaki, Kikuchi Hideyuki, Arai Motoko, Hirayama Yumeaki, Kobayashi Yasumi, Yazaki Arimi, artisti quali Tori Miki, Kojima Ayami, Takahashi Yosuke e a tanti amici come Asamatsu Ken, Kumi Saori, Shinoda Mayumi, Konaka Chiaki, Iino Fumihiko, Ota Tadashi, Hayami Yuji, Asagure Mitsufumi ed allo stesso Inoue (impossibile elencarli tutti! Qui l’elenco dei partecipanti) lo considero davvero un grande onore.
Inoue Masahiko e’ noto per pubblicare nelle sue antologie solo racconti di alto livello e per essere capace di scartare i testi anche degli scrittori piu’ famosi se non li ritiene all’altezza. Questo garantisce un altissimo standard alla serie.

machMa, ad essere precisi, e’ la seconda volta che un racconto di un autore non giapponese realizzato appositamente per l’antologia viene pubblicato; nel numero 32 uscito nel 2005 dal titolo Igyo korekushon Machizu (Freak out collection - Mappe magiche) era stato infatti incluso il racconto Daiteikoku no oi naru chizu (La grande mappa del grande impero) di Davide Mana, decisamente apprezzato dal pubblico giapponese.
Il racconto di Hirayama Yumeaki uscito nello stesso volume ha vinto nel 2006 il Premio dell’Associazione degli Scrittori di Mistery del Giappone.

Wasshooo!!!

井上雅彦監修の『異形コレクション』アンソロジーシリーズは、今年、10周年を迎えて記念企画として第39巻『ひとにぎりの異形』が出版されました。この本は星新一氏に捧げられ、収録は、なんと素晴らしいショートショート81篇と一コマ漫画7篇なのです! その中、自分の書き下ろし短編である「鉄と火から」も収録され、本当に光栄だと思っています。

http://www.kobunsha.com/shelf/book/isbn/9784334743550どうぞよろしくね。m(_ _)m

これからも頑張りますよー!