Come diceva lo scrittore Asamatsu Ken a Davide Mana nell’intervista comparsa su Studi Lovecraftiani n.2 nel 2005, in Giappone molti giovani paiono essersi accostati ai testi di H.P. Lovecraft attraverso i giochi privilegiandone un aspetto ludico piuttosto che interessarsi al pessimismo o all’orrore cosmico presenti nelle opere letterarie. C’e’ da notare come tale aspetto ludico in effetti sia oggi diffuso anche nel resto del mondo. Parodie piu’ o meno riuscite sui miti di Cthulhu sono piuttosto comuni in rete, cosi’ come realizzazioni quali una pseudo versione dei lego, Cthulhu Karts (videogioco per computer) o lo spassoso Calls For Cthulhu.
Tutto sommato, si sono rivelati un buon veicolo di diffusione per far conoscere il lavoro del gentiluomo di Providence. Forse la letteratura non dovrebbe sempre prendersi troppo sul serio…

 

gratAh si’, per i pruriti di schiena niente di meglio di questo simpatico oggetto disegnato da H.R. Gigers…Beh, certo magari un po’ di paura la fa.