La moda per le strade di Tokyo

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ShDivaghiamo, almeno apparentemente, un po’…E’ da sottolineare come, seppure non tutti se ne siano ancora accorti, sempre piu’ le mode giovanili giapponesi fanno presa non solo sugli altri paesi asiatici che ormai da diversi anni vedono il Giappone come un modello “trendy & cool” da seguire, ma anche in Occidente.
D’altro canto, e’ vero che in pochi altri paesi e in poche altre citta’ ci sono cosi’ tanti posti e quartieri dedicati ai ragazzi nei quali questi possono creare liberamente propri personali modi di vestire e usi accettati pubblicamente come nella capitale nipponica (non per nulla il Giappone e’ considerato da molti giovani europei un luogo quasi leggendario nel quale recarsi assolutamente in visita almeno una volta). In effetti, forse piu’ che di mode giapponesi sarebbe decisamente meglio parlare di mode di Tokyo.
Basta fare un giro per il grande magazzino Shibuya 109 per accorgersene.
Ma tramite quali canali hanno potuto diffondersi in America e in Europa? Come al solito, per svelare l’arcano, bisogna nuovamente andare a considerare manga e fumetti. Soprattutto quelli realizzati a partire dagli anni novanta dove sempre maggiore spazio hanno trovato mangaka con un occhio estremamente attento ai mutamenti delle giovani generazioni inserendoli nelle loro opere. Queste, diffuse da noi anche tramite gli anime da essi tratti, divenute assai popolari si sono rivelate a loro volta un potente mezzo di presentazione della moda e degli usi della gioventu’ giapponese. Tra questi mangaka spicca di sicuro la figura di Yazawa Ai con serie quali Gokinjo monogatari e Nana. L’avvento di internet si e’ poi rivelato un uteriore importante fattore di promozione.
Sul sito Tokyo Street Style e’ possibile vedere gli stili di abbigliamento riscontrabili nei vari quartieri della capitale giapponese (gia’ perche’ ogni zona propone modelli d’abbigliamento diversi).

Seppure possano essere talvolta discutibili, tali mode hanno il pregio di essere un’espressione originale delle nuove generazioni e di essere in costante evoluzione.

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Ninja e vampiri

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DWSi parlava qualche post fa di Kikuchi Hideyuki ed ecco che il 29 gennaio esce per i tipi della Del Rey la traduzione in inglese del suo romanzo Meiji Dorakyura den! Dark Wars: The tale of Meiji Dracula infatti racconta dello scontro tra Daigo, un diciasettene promettente forgiatore di spade ed il il famoso conte vampiro. L’edizione americana vanta i disegni dell’ottimo – ormai presenza immancabile dell’ illustrazione mondiale – Terada Katsuya. Ah si’, il periodo Meiji indica l’era che va dal 1868 al 1912.

Sempre dalla Del Rey, va segnalata l’uscita della traduzione del romanzo The Kouga Ninja Scrolls (titolo originale Koga ninpocho) di Yamada Futaro. Detto cosi’ probabilmente ai piu’ non dira’ nulla, ma se aggiungiamo che si tratta dell’opera da cui sono stati tratti il manga e l’anime Basilisk ed il film Shinobi

knYamada (1922-2001), scrittore e saggista, e’ stato autore di molti romanzi di mystery, di libri ambientati nel periodo Meiji e di volumi su samurai e guerrieri ninja dalle capacita sovrumane, molti dei quali trasposti in pellicola. Tra le sue opere piu rappresentative vi sono appunto Koga ninpocho (Appunti sulle tecniche ninja dei Koga) e Edo no butokai (Balli di Edo). A lui e’ anche dedicato il Yamada Futaro Museum che si trova nella prefettura di Hyogo. Nel sito della Random house. inc. e’ possibile leggere alcune pagine del volume.

 

 

Sena Hideaki

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SHNato nella prefettura di Shizuoka nel 1968, Sena Hideaki terminata la scuola superiore
s’ iscrive alla Tohoku University dove, nel 1996, acquisisce il titolo di dottore in farmacologia dopo aver frequentato il dottorato di ricerca della Facolta’ di Farmacia. Con il suo secondo romanzo, Brain Valley (1997) si aggiudica nel 1999 la diciannovesima edizione del Gran premio della fantascienza giapponese. Estende poi attivamente la sua attivita’ letteraria al campo della non fiction scientifica. In Robotto opera (2004), affascinante antologia di settecentottantaquattro pagine, sintetizza la cultura robotica di Oriente e Occidente tramite le descrizioni di fatti storici reali e la pubblicazione di novelle fantascientifiche dei maggiori autori giapponesi e occidentali del genere.
L’apporto di Sena Hideaki – il “principe della fantascienza” com’e’ chiamato con rispetto in Giappone – puo’ essere riassunto nell’aver saputo unire SF e horror inserendovi inoltre temi scientifici assai complessi e dettagliatamente illustrati. Il suo primo romanzo, Parasaito-Ivu (Parasite Eve, 1995) che ha vinto la seconda edizione del Gran premio della narrativa horror giapponese e, nel 2005, e’ stato pubblicato in America dalla casa editrice Vertical, e’ un misto tra una storia fantastica e un saggio di divulgazione scientifica. Per questo Parasaito-Ivu non soltanto ha ottenuto un incredibile successo di pubblico, ma e’ stato molto apprezzato anche dalla comunita’ medica e scientifica nipponica. Tutti fattori che hanno consentito al testo di dar vita a una serie di prodotti multimediali che sono poi stati sviluppati autonomamente partendo dal nucleo centrale del romanzo.
Con gli anni Sena ha maggiormente sviluppato il piano narrativo delle sue opere dando maggiore compattezza alla struttura del racconto pur senza rinunciare a ponderate riflessioni scientifiche. I temi affrontati dallo scrittore si sono sempre piu` concentrati sui dilemmi concernenti lo scopo dell’esistenza umana, il rapporto con il divino e la distinzione tra intelletto umano e artificiale. Molti sono infatti i racconti e i volumi dedicati da Sena a quest’ultimo argomento e alla robotica.
In Dekaruto no misshitsu (La stanza sigillata di Descartes) edito nel 2005, l’autore fonde letteratura di fantascienza, mystery e filosofia in un’ opera ancora una volta estremamente affascinante e complessa. La storia ruota intorno all’esperto di robotica Ogata Yusuke, concentrato sul tentativo di dare un’anima alle sue creature, alla geniale e affascinante scienziata Francine O’Hara che persegue le sue ardite teorie incurante dei pareri altrui, alla psicologa evoluzionista Ichinose Reina votata a svelare i misteri del cuore umano ma incapace di esprimere apertamente i propri sentimenti e infine al robot Ken’ichi, costruito da Yusuke, che vive con lo scienziato e con Reina tentando d’acquisire lo spirito di un uomo. Francine, la quale avrebbe dovuto essere morta dieci anni prima, ricompare d’improvviso facendo cadere gli altri personaggi in una trappola la cui unica via d’uscita consiste nel trovare una risposta esistenziale alternativa al “Cogito, ergo sum” del filosofo e matematico francese Rene’ Descartes. La soluzione dell’enigma si trova proprio in Ken’ichi. Uno degli ispiratori di questo romanzo e` stato senza dubbio Isaac Asimov e Sena con Dekaruto no misshitsu tenta di dar vita a un’opera rappresentativa della robotica del XXI secolo; il romanzo e’ frutto dei molti dibattiti di Sena con i piu` avanzati ricercatori nipponici nel campo dell’intelligenza artificiale e della psicologia cognitiva. Sena ammette pero` di aver ricevuto altre e piu` forti influenze per i suoi lavori dagli scrittori americani Richard Matheson, William Goldman, Dean R. Koontz e dal mangaka giapponese Fujiko (F) Fujio (1933-96), autore del fumetto umoristico-fantascientifico Doraemon.
In italiano di Sena sono stati tradotti i due racconti La pendola del crepuscolo e Il primo ricordo editi su ALIA3, CS_libri. e un dibattito tra lui e Silvia Treves e’ uscito sul n. 41 della rivista letteraria LN-LibriNuovi (2007).

Kikuchi Hideyuki

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KKClasse 1949, spesso comparato a Stephen King e a H.P. Lovecraft, e’ uno degli scrittori maggiormente prolifici (piu’ di trecento libri editi) e di successo della letteratura nipponica di genere; nella sua piu` che ventennale carriera ha pubblicato romanzi usciti con l’incredibile media di un volume al mese, sempre comunque riuscendo a mantenere un’ottima qualita’ di scrittura. Personalita’ di riferimento per molti autori, assai rispettato sia dal mondo editoriale sia dal pubblico, ha apportato un importante contributo al genere fantastico sviluppando un filone dove horror, fantascienza, hard-boiled, erotismo e violenza spesso si fondono insieme dando vita a opere inquietanti che pure riescono a divertire e ad attirare l’attenzione dei lettori. Il suo ciclo piu` conosciuto e apprezzato e’ quello di Vanpaia hanta “D” (Vampire hunter “D”) incentrato sulla figura di un cupo e misterioso cacciatore di vampiri conosciuto solo come “D”. Giovane solitario e melanconico sempre vestito di nero e circondato da un nebuloso passato di cui Kikuchi ci rivela ben poco nei vari romanzi, di “D” viene solo detto che e’ il figlio del piu’ grande vampiro mai esistito (il conte Dracula) e di una donna comune e che quindi si tratta di un dampyr, un essere nato da un’unione tra figli della notte ed esseri umani. Fino a qui parrebbe essere un argomento gia’ trattato da altri autori, ma Kikuchi compie un’evoluzione rispetto alle consuete atmosfere gotiche gia’ viste in precedenti romanzi di genere utilizzando elementi fantascientifici e ambientando le avventure del suo eroe in un lontano futuro, l’anno 12090, nel quale l’umanita’, stremata, si e’ infine liberata dal giogo millenario della razza dei vampiri, specie ora morente, e cerca lentamente di riassumere il controllo del proprio destino. Benche’ le antiche scienze siano per lo piu` andate perdute, permangono, sparse per il mondo, macchine meravigliose e ovunque si aggirano spaventose creature demoniache. In questa terra piena di pericoli, i cacciatori – di solito, a differenza di “D”, semplici umani dotati solo di particolari capacita’ e coraggio – svolgono il compito di uccidere mostri, lupi mannari e simili dietro pagamento di un lauto compenso. Gli avversari piu’ temibili e difficili da eliminare sono i vampiri e il loro cacciatore piu’ spietato e implacabile e’ “D”. I volumi della serie sono stati illustrati dagli stupendi disegni di Amano Yoshitaka (1952-), oggi uno dei piu’ apprezzati artisti a livello mondiale, che, perfettamente armonizzati con le descrizioni di personaggi e i panorami quasi rinascimentali descritti nei volumi di Kikuchi, hanno fortemente contribuito a consolidare la figura del cacciatore in nero nell’immaginario del pubblico. Vanpaia hanta “D” ha dato origine a due lungometraggi d’animazione rispettivamente nel 1985 e nel 2000 e anche a un videogioco per PlayStation sempre nel 2000.
Attraverso l’esperienza di giornalista e di traduttore, nel 1982 esordisce come romanziere con Makai toshi <Shinjuku> (<Shinjuku> la citta’ demoniaca). Il suo secondo romanzo, Vanpaia hanta “D”, e’ stato tradotto in inglese nel 2005 a cura dell’americana DH Press – seguito daglla traduzione degli altri volumi del ciclo – e presto dovrebbero uscire le edizioni anche in francese. Tra le sue opere piu’ rappresentative ricordiamo Yashahime den (Storia della principessa demone), Yami no koiuta (La canzone d’amore dell’oscurita’) e il recente Shin makaiko (Nuovo viaggio nel mondo demoniaco). L’autore e’ inoltre un grande appassionato di cinema dell’orrore e di fantascienza e ha pubblicato diversi volumi su tali cinematografie.
Suo fratello minore e’ il noto musicista jazz e compositore Kikuchi Naruyoshi.
In Italia di Kikuchi sono stati pubblicati i due racconti La Citta’ della pioggia (da cui e’ stato tratto in Giappone anche il film Ame no machi) e Il vecchio e i bambini scesi alla stazione accanto al passaggio a livello rispettivamente sulle antologie ALIA3, CS_libri, e Fata Morgana 9, CS_libri, e un mio dibattito con lui sulla rivista LN-LibriNuovi n.40 (2006).

Microbi, naturalisti, manga e anime: la scienza giapponese

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Un post che forse piacera’ al mio amico Davide dato il suo amore per la ricerca scientifica.
mmUna delle piu’ recenti uscite in Giappone e’ stato l’anime Moyashimon (Tales of Agriculture) basato sul manga omonimo realizzato a partire dal 2004 da Ishikawa Masayuki e pubblicato dalla Kodansha. Protagonista ne e’ il giovane Sawaki Tadayasu, studente di una facolta’ di agraria di Tokyo che possiede la particolarita’ davvero inconsueta di vedere i microrganismi e batteri ad occhio nudo! Il disegno dei microrganismi e’ molto simpatico, potremmo quasi definirlo “kawaii”. Il concetto importante e’ pero’ il fatto che sia il manga che l’anime riescono a svolgere entrambi un ruolo didattico molto importante nel far accostare i giovani ad un argomento scientifico. La stessa idea su cui si basa il progetto della Tohoku University, una delle piu’ avanzate universita’ non solo dell’Asia, conosciuta per i suoi studi sulla nano tecnologia e sulla robotica applicati al campo medico la quale ha conferito una cattedra di ricerca allo scienziato e scrittore Sena Hideaki con carta bianca di interrogare qualsiasi professore, studente o ricercatore dell’istituto al fine di scrivere poi, dopo un anno, un libro capace di invogliare i giovani a studiare le materie scientifiche e ad applicarsi nel loro sviluppo futuro.
Siamo qui, purtroppo, anni luci distanti dalla realta’ italiana dove progetti del genere sono attualmente irrealizzabili. Vero che da noi era stata trasmessa la serie animata Siamo fatti cosi’, pero’ si trattava di un prodotto francese…Buona parte dei documentari scientifici che vediamo (tagliati e rimaneggiati visto che i produtto), poi, arrivano dalla inglese BBC.

Ma la ricerca scientifica in Giappone ha una tradizione molto lunga. Senza stare a citare il fatto che buona parte degli imperatori moderni giapponesi e dei membri delle loro famiglie sono stati in possesso di lauree scientifiche e naturalistiche ed alcuni sono stati considerati per i loro meriti eccellenti ricercatori, il Giappone annovera un gran numero di ottimi scienziati che hanno contribuito realmente al progresso scientifico internazionale. A partire da quell’ Hiraga Gennai (1729-79) che faceva esperimenti sull’ elettricita’ statica gia’ nello stesso periodo in cui visse Benjamin Franklin…

mkA me, in particolare, piace ricordare uno studioso poco noto al grande pubblico occidentale nonostante il suo grande apporto alla cultura mondiale, ma eccezionale sia come ricercatore che come essere umano. Un uomo la cui vita potrebbe facilmente esere trasposta in un affascinante romanzo. Si tratta di Minakata Kumagusu (1867-1941). Singolare figura di naturalista, poco amante del mondo accademico ed invece appassionato sostenitore della ricerca pura condotta sulla base dell’esperienza e non di un sapere meramente bibliografico, capace di unirsi ad un circo per recarsi a Cuba e perfezionare i suoi studi (qui altre notizie su di lui).
In Giappone, nella prefettura di Wakayama, potete oggi andare a visitare il Minakata Kumagusu Museum Fondation a lui dedicato.
Anche il noto fumettista Mizuki Shigeru ha  scritto un manga, NEKO-GUSU, che e’ una vera e propria affettuosa biografia della vita di Minakata.

In effetti, varrebbe la pena approfondire maggiormente il tema della diffusione scientifica tra i giovani mediante anime e manga in Giappone. Magari per vedere se in qualche modo, elaborandolo, un modello simile sarebbe applicabile anche in Italia.

Premio Akutagawa e Premio Naoki, edizione 138

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panAd aggiudicarsi la centotrentottesima edizione dei due premi sono state due autrici, rispettivamente Kawakami Mieko (1976-), a destra nella foto, musicista e scrittrice con l’opera Chichi to ran (latte materno e uova) e Sakuraba Kazuki (1971-), romanziera e scrittrice di light novels, con il volume Watashi no otoko (Il mio uomo).

Il Premio Akutagawa (per esteso Premio Akutagawa Ryunosuke intitotalo allo scrittore omonimo, 1892-1927) e’ il piu’ importante premio letterario nipponico assegnato ad un autore di letteratura mainstream ed e’ stato creato nel 1935. Il Premio Naoki (per esteso Premio Naoki Sanjugo intitolato all’ omonimo scrittore, 1891-1934) viene assegnato a partire dal 1935 ed e’ il piu’ prestigioso premio conferito ad un autore di letteratura popolare. Si tratta quindi dei due piu’ rinomati riconoscimenti a cui uno scrittore nipponico possa ambire.

Sakuraba ha collaborato anche con la serie Igyo korekushon pubblicando suoi racconti sui volumi numero 33 e 35… ;)

I temi di Fata Morgana 12

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Rigiro il comunicato relativo all’antologia Fata Morgana 12 dal blog di ALIA EVOLUTION visto che la notizia potrebbe interessare anche qualche lettore del mio blog.

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fm8Segnalo la nuova edizione del concorso Fata Morgana, la decima per l’antologia numero 12. Per ulteriori info sulle precedenti edizioni e per scaricare (tra pochi giorni) il bando visitare il sito www.librinuovi.info.

Come forse qualcuno sapra` Fata Morgana e` un concorso letterario a tema. Non e` prevista quota di partecipazione o tassa di lettura. Si puo` partecipare con un racconto della lunghezza massima di 10 cartelle (20.000 battute) da inviare in sei copie entro il 30 giugno alla redazione di LN-LibriNuovi (c/o Libreria CS – V. Ormea 69 – 10125 Torino). I racconti debbono essere anonimi e i dati inseriti in un foglio a parte. La giuria e` formata da redattori e collaboratori della rivista, i racconti verranno scelti nel mese di novembre 2008 e pubblicati entro il mese di dicembre.

Il tema della decima edizione e`:

Porte, passaggi, varchi, barriere

Bene. Che cos’ha di diverso il concorso Fata Morgana dai tanti (tantissimi) concorsi che hanno luogo ogni anno in Italia?

Alcune cose:

– L’antologia ospita sia nuovi autori vincitori del concorso che autori gia` pubblicati, italiani e stranieri.

– Non c’e` nessuna preclusione ne’ di ispirazione ne’ di genere scelto per affrontare il tema proposto.

In sostanza si puo` partecipare con un brano narrativo di qualsiasi genere: mainstream , ma anche fantascienza, fantasy, horror, erotico, poliziesco eccetera. Una delle caratteristiche importanti – anzi “statutarie” – di Fata Morgana e` il tentativo, praticato e non predicato, di presentare la narrativa come tale, senza distinguo e sottospecie.

Ci hanno detto in molti che non e` una buona idea, che i lettori si ritraggono, si confondono, si stupiscono. Puo` darsi, ma intanto siamo giunti alla dodicesima antologia e alla decima edizione del concorso.

Ultima cosa. L’ultima edizione dell’antologia e` disponibile in vendita presso la libreria CS di Torino, presso il nostro sito e presso le principali librerie on line italiane. Non e` in vendita, invece, nelle altre librerie. Si tratta di una scelta che ha a che fare con l’attuale organizzazione della distribuzione libraria in Italia. Chi vuole saperne di piu`, ce lo chieda, qui o sul sito della rivista (www.librinuovi.info)
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P.S. la figura fa riferimento a Fata Morgana 8.

Tradizioni giapponesi

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takanawa(1)Volete sapere come si mangia correttamente il sushi e preparare gli onigiri? O come comportarvi durante la cerimonia del te’? O ancora come usare gli ohashi (le bacchette) o i segreti dell’arte degli origami? Non potete poi evitare di sapere come scusarvi nel modo piu’ appropriato, battere le mani nel modo corretto o gestire le relazioni interpersonali. E come non godere del relax delle tipiche vacanze giapponesi? Allora affidatevi a The Japanese Tradition!!!

Ovviamente si tratta di scenette tratte da un programma satirico del duo comico Rhamens. Gli stessi che, in un altra serie di gags, prendono bonariamente in giro l’insegnamento di varie lingue in Giappone. Tipo l’inglese, il cinese e…l’italiano!

Grazie ad Alessandro per la segnalazione.

Vampiri dal Sol Levante parte III

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Come ho scritto nel precedente post sull’argomento, in Giappone i Amdromanzi relativi alla figura dei vampiri non sono pochi. Questi frequentemente si sono sviluppati ed hanno interagito anche con i settori visivi. Un esempio di cio’ lo troviamo nel ciclo di Vampire Hunter “D” dove, per ammissione dello stesso autore Kikuchi Hideyuki, grande importanza per il successo di pubblico dei romanzi hanno avuto le affascinanti copertine liberty e le illustrazioni interne di Amano Yoshitaka. Nel paese del Sol Levante, visto l’alto numero di pubblicazioni, e’ molto importante infatti che i disegni sia delle copertine che interni siano ben realizzati. Ovviamente il testo deve essere interessante, ma e’ indubbio che il lettore in una libreria tenda seppure inconsciamente – questo in realta’ avviene in qualunque paese – a sfogliare per primi quei volumi che presentino una veste grafica accattivante. Non e’ un caso che molti illustratori Btergiapponesi siano rinomati a livello mondiale e, nel panorama editoriale nipponico, siano tra le figure professionali che meglio guadagnano (anche se il campo dove il loro profitto raggiunge i vertici piu’ elevati e’ quello delle illustrazioni per i videogiochi). E’ la grande esperienza accumulata tramite questi rapporti con i vari media che gli ha permesso di affinare notevolmente le loro tecniche fino a raggiungere livelli artistici estremamente raffinati.

Ancora da considerare e’ il fatto che tale rapporto non e’ univoco, ma multilaterale. Nel lungometraggio di animazione Bloodlust i disegni di Amano divengono a loro volta la base su cui viene costruito il character design e nei Dfpersonaggi che compaiono in Blood the last vampire evidenti sono i caratteri somatici tipici dei lavori di Terada Katsuya, il quale ne ha curato lo studio. Un fumettista e illustratore come Yamada Akihiro ha realizzato il disegno dei costumi del film Shinobi uscito nel 2005. Casi simili sono innumerevoli.

Questo modo di lavorare a trecentosessanta gradi e in cui si crea uno sviluppo concatenato ma indipendente in piu’ direzioni ha dato ai prodotti legati al filone del genere una grande liberta’ di respiro e di movimento. Un rapporto che, purtroppo, per vari motivi – soprattutto di mancanza di un giro economico con grandi cifre nel settore librario – in Italia e’ poco frequente seppure esistano anche da noi bravi professionisti del disegno (spesso costretti a lavorare con l’estero a causa della mancanza di offerte di lavoro da parte della case editrici nazionali)…

Cantanti virtuali sul computer di casa!

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HMHatsune Miku e’ un programma applicativo di sintesi vocale per la riproduzione artificiale della voce umana ed un desktop music creato e venduto dalla CRYPTON FUTURE MEDIA, una ditta che ha sede nella citta’ giapponese di Sapporo nell’isola di Hokkaido. Il nome del software e’ anche quello del personaggio immagine realizzato dall’illustratore e mangaka KEI.
Questo particolare programma, difatti, permette di comporre musiche e far cantare i testi ad una virtual idol ed anche ad un coro virtuale.
Hatsune e’ basato sulla tecnologia desktop music sviluppata sul sistema e sintetizzatore vocale Vocaloid 2 della Yamaha Corporation.
L’interesse destato da questo tipo di programmi in Giappone e’ in costante aumento e si stanno sviluppando altri applicativi sempre piu’ perfezionati quali, ad esempio, il successivo Kagamine RIN/LEN.
Altro punto interessante da notare e’ come in Giappone, ma pure in altri paesi (Italia esclusa a quanto pare), ormai la creazione di un prodotto coinvolga creativi dei piu’ disparati campi consentendo a molte persone di lavorare e partecipare ad un progetto insieme aumentando, grazie al contributo di tutti, la qualita’ del risultato ottenuto.

ALIA EVOLUTION

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ale

Ogni cosa evolve (almeno cosi’ si dice), quindi anche il progetto ALIA e’ passato al livello “astrale” superiore…!!!
Ormai dagli inizi di dicembre esiste un blog ufficiale dove gli ALIA boys & girls (ovvero gli scrittori, traduttori, editori eccetera partecipanti ai vari volumi antologici della serie) discutono di letteratura fantastica – e non – e su qualsiasi altro argomento che possa risultare d’interesse.
Ovviamente i lettori sono i benvenuti ed invitati a lasciare i loro commenti.

Vi aspettiamo su ALIA EVOLUTION!!!

 

 

 

Miyabe Miyuki

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Visto che siamo in tema, perche’ non presentare qualche altro interessante esponente della letteratura contemporanea giapponese? Vale quindi assolutamente la pena parlare di Miyabe Miyuki.
La sua prima opera pubblicata in Italia e’ In due per sempre (ALIA4 Giappone, CS_libri, 2007). A Breve dovrebbe inoltre uscire per la Fanucci anche il romanzo Il passato di Shoko (titole originale Kasha).

MMMiyabe nasce nel 1960 nella capitale giapponese. Terminata la scuola media superiore, nel 1987, dopo aver lavorato in uno studio legale, esordisce come scrittrice con il racconto Warera ga rinjin no hanzai aggiudicandosi negli anni seguenti uno sbalorditivo numero di premi letterari. Nel 1992 ha vinto la quarantacinquesima edizione del Premio dell’associazione degli scrittori di giallo del Giappone per il romanzo Ryu wa nemuru, nel 1993 la sesta edizione del Premio Yamamoto Shugoro con l’opera Kasha, miscela di mystery e romanzo sociale, nel 1997 la diciottesima edizione del Gran premio della fantascienza giapponese con Gamotei no jiken, storia di un viaggio nel tempo in un periodo di alcuni anni precedente lo scoppio del secondo conflitto mondiale, nel 1998 la centoventesima edizione del Premio Naoki con il romanzo giallo Riyu e nel 2002 la quinta edizione del Premio Shiba Ryotaro e il Premio del ministro dell’educazione per l’arte con Mohohan. E questo solo per citarne alcuni.
Quasi tutti i suoi volumi sono diventati dei best seller. La sua attivita` di scrittrice non e` riconducibile a un genere limitato perche’ spazia dalla letteratura gialla e fantastica a quella giovanile, dai romanzi a sfondo storico alle opere di critica sociale.
Con lo scrittore Kyogoku Natsuhiko (1963-) e` entrata a far parte dello Osawa Office di Osawa Arimasa (1956-), dando vita al progetto Taikyokugu – prende il nome dai caratteri che compongono il cognome dei tre autori – che si occupa di promuovere le loro attivita`.
Miyabe ha iniziato a scrivere a ventitre’ anni mentre era impiegata nello studio legale e al contempo frequentava dei corsi di scrittura.
Ha pubblicato molti libri tra cui il volume di mistery Pafekuto buru – suo primo romanzo edito, uscito nel 1989 – incentrato su un’indagine condotta dall’ex cane poliziotto Masa, il romanzo Kurosufaia la cui giovane protagonista e` in grado di utilizzare la pirocinesi, il giallo R.P.G., le raccolte di racconti fantastici Henji wa iranai, Torinokosarete, Chikagai no ame e di racconti a tema storico Honjo Fukagawa fushigizoshi.
Varie sue opere hanno ispirato film e sceneggiati come le realizzazioni televisive Ryu wa nemuru (1994), Gamotei no jiken (1998), R.P.G. (2004) e i film Kurosufaia (2000), Mohohan (2002) e Riyu (2004).
E` stata una dei produttori della pellicola Yokai daisenso presentata anche alla sessantaduesima edizione del Festival del Cinema di Venezia del 2005; in una scena del film Miyabe interpreta il ruolo di una maestra di scuola elementare. Dai suoi due romanzi Bureibu sutorii, che in patria hanno venduto piu` di quattrocentomila copie e` stato tratto il lungometraggio di animazione dal titolo omonimo proiettato anche alla prima edizione della Festa del Cinema di Roma nel 2006.
I romanzi Kurosufaia, R.P.G. e Kasha sono stati tradotti in inglese rispettivamente con i titoli di Crossfire, Shadow family e All she was worth. Kasha e la raccolta di racconti Sabishii karyudo sono usciti in francese con i titoli Une carte pour l’enfer e La librairie Tanabe.
Miyabe e` famosa per essere una grande appassionata di videogiochi e del karaoke. E` in assoluto una delle autrici piu` amate e di successo dell’intero panorama letterario giapponese.

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