Come ho scritto nel precedente post sull’argomento, in Giappone i Amdromanzi relativi alla figura dei vampiri non sono pochi. Questi frequentemente si sono sviluppati ed hanno interagito anche con i settori visivi. Un esempio di cio’ lo troviamo nel ciclo di Vampire Hunter “D” dove, per ammissione dello stesso autore Kikuchi Hideyuki, grande importanza per il successo di pubblico dei romanzi hanno avuto le affascinanti copertine liberty e le illustrazioni interne di Amano Yoshitaka. Nel paese del Sol Levante, visto l’alto numero di pubblicazioni, e’ molto importante infatti che i disegni sia delle copertine che interni siano ben realizzati. Ovviamente il testo deve essere interessante, ma e’ indubbio che il lettore in una libreria tenda seppure inconsciamente – questo in realta’ avviene in qualunque paese – a sfogliare per primi quei volumi che presentino una veste grafica accattivante. Non e’ un caso che molti illustratori Btergiapponesi siano rinomati a livello mondiale e, nel panorama editoriale nipponico, siano tra le figure professionali che meglio guadagnano (anche se il campo dove il loro profitto raggiunge i vertici piu’ elevati e’ quello delle illustrazioni per i videogiochi). E’ la grande esperienza accumulata tramite questi rapporti con i vari media che gli ha permesso di affinare notevolmente le loro tecniche fino a raggiungere livelli artistici estremamente raffinati.

Ancora da considerare e’ il fatto che tale rapporto non e’ univoco, ma multilaterale. Nel lungometraggio di animazione Bloodlust i disegni di Amano divengono a loro volta la base su cui viene costruito il character design e nei Dfpersonaggi che compaiono in Blood the last vampire evidenti sono i caratteri somatici tipici dei lavori di Terada Katsuya, il quale ne ha curato lo studio. Un fumettista e illustratore come Yamada Akihiro ha realizzato il disegno dei costumi del film Shinobi uscito nel 2005. Casi simili sono innumerevoli.

Questo modo di lavorare a trecentosessanta gradi e in cui si crea uno sviluppo concatenato ma indipendente in piu’ direzioni ha dato ai prodotti legati al filone del genere una grande liberta’ di respiro e di movimento. Un rapporto che, purtroppo, per vari motivi – soprattutto di mancanza di un giro economico con grandi cifre nel settore librario – in Italia e’ poco frequente seppure esistano anche da noi bravi professionisti del disegno (spesso costretti a lavorare con l’estero a causa della mancanza di offerte di lavoro da parte della case editrici nazionali)…