KKClasse 1949, spesso comparato a Stephen King e a H.P. Lovecraft, e’ uno degli scrittori maggiormente prolifici (piu’ di trecento libri editi) e di successo della letteratura nipponica di genere; nella sua piu` che ventennale carriera ha pubblicato romanzi usciti con l’incredibile media di un volume al mese, sempre comunque riuscendo a mantenere un’ottima qualita’ di scrittura. Personalita’ di riferimento per molti autori, assai rispettato sia dal mondo editoriale sia dal pubblico, ha apportato un importante contributo al genere fantastico sviluppando un filone dove horror, fantascienza, hard-boiled, erotismo e violenza spesso si fondono insieme dando vita a opere inquietanti che pure riescono a divertire e ad attirare l’attenzione dei lettori. Il suo ciclo piu` conosciuto e apprezzato e’ quello di Vanpaia hanta “D” (Vampire hunter “D”) incentrato sulla figura di un cupo e misterioso cacciatore di vampiri conosciuto solo come “D”. Giovane solitario e melanconico sempre vestito di nero e circondato da un nebuloso passato di cui Kikuchi ci rivela ben poco nei vari romanzi, di “D” viene solo detto che e’ il figlio del piu’ grande vampiro mai esistito (il conte Dracula) e di una donna comune e che quindi si tratta di un dampyr, un essere nato da un’unione tra figli della notte ed esseri umani. Fino a qui parrebbe essere un argomento gia’ trattato da altri autori, ma Kikuchi compie un’evoluzione rispetto alle consuete atmosfere gotiche gia’ viste in precedenti romanzi di genere utilizzando elementi fantascientifici e ambientando le avventure del suo eroe in un lontano futuro, l’anno 12090, nel quale l’umanita’, stremata, si e’ infine liberata dal giogo millenario della razza dei vampiri, specie ora morente, e cerca lentamente di riassumere il controllo del proprio destino. Benche’ le antiche scienze siano per lo piu` andate perdute, permangono, sparse per il mondo, macchine meravigliose e ovunque si aggirano spaventose creature demoniache. In questa terra piena di pericoli, i cacciatori – di solito, a differenza di “D”, semplici umani dotati solo di particolari capacita’ e coraggio – svolgono il compito di uccidere mostri, lupi mannari e simili dietro pagamento di un lauto compenso. Gli avversari piu’ temibili e difficili da eliminare sono i vampiri e il loro cacciatore piu’ spietato e implacabile e’ “D”. I volumi della serie sono stati illustrati dagli stupendi disegni di Amano Yoshitaka (1952-), oggi uno dei piu’ apprezzati artisti a livello mondiale, che, perfettamente armonizzati con le descrizioni di personaggi e i panorami quasi rinascimentali descritti nei volumi di Kikuchi, hanno fortemente contribuito a consolidare la figura del cacciatore in nero nell’immaginario del pubblico. Vanpaia hanta “D” ha dato origine a due lungometraggi d’animazione rispettivamente nel 1985 e nel 2000 e anche a un videogioco per PlayStation sempre nel 2000.
Attraverso l’esperienza di giornalista e di traduttore, nel 1982 esordisce come romanziere con Makai toshi <Shinjuku> (<Shinjuku> la citta’ demoniaca). Il suo secondo romanzo, Vanpaia hanta “D”, e’ stato tradotto in inglese nel 2005 a cura dell’americana DH Press – seguito daglla traduzione degli altri volumi del ciclo – e presto dovrebbero uscire le edizioni anche in francese. Tra le sue opere piu’ rappresentative ricordiamo Yashahime den (Storia della principessa demone), Yami no koiuta (La canzone d’amore dell’oscurita’) e il recente Shin makaiko (Nuovo viaggio nel mondo demoniaco). L’autore e’ inoltre un grande appassionato di cinema dell’orrore e di fantascienza e ha pubblicato diversi volumi su tali cinematografie.
Suo fratello minore e’ il noto musicista jazz e compositore Kikuchi Naruyoshi.
In Italia di Kikuchi sono stati pubblicati i due racconti La Citta’ della pioggia (da cui e’ stato tratto in Giappone anche il film Ame no machi) e Il vecchio e i bambini scesi alla stazione accanto al passaggio a livello rispettivamente sulle antologie ALIA3, CS_libri, e Fata Morgana 9, CS_libri, e un mio dibattito con lui sulla rivista LN-LibriNuovi n.40 (2006).