ShDivaghiamo, almeno apparentemente, un po’…E’ da sottolineare come, seppure non tutti se ne siano ancora accorti, sempre piu’ le mode giovanili giapponesi fanno presa non solo sugli altri paesi asiatici che ormai da diversi anni vedono il Giappone come un modello “trendy & cool” da seguire, ma anche in Occidente.
D’altro canto, e’ vero che in pochi altri paesi e in poche altre citta’ ci sono cosi’ tanti posti e quartieri dedicati ai ragazzi nei quali questi possono creare liberamente propri personali modi di vestire e usi accettati pubblicamente come nella capitale nipponica (non per nulla il Giappone e’ considerato da molti giovani europei un luogo quasi leggendario nel quale recarsi assolutamente in visita almeno una volta). In effetti, forse piu’ che di mode giapponesi sarebbe decisamente meglio parlare di mode di Tokyo.
Basta fare un giro per il grande magazzino Shibuya 109 per accorgersene.
Ma tramite quali canali hanno potuto diffondersi in America e in Europa? Come al solito, per svelare l’arcano, bisogna nuovamente andare a considerare manga e fumetti. Soprattutto quelli realizzati a partire dagli anni novanta dove sempre maggiore spazio hanno trovato mangaka con un occhio estremamente attento ai mutamenti delle giovani generazioni inserendoli nelle loro opere. Queste, diffuse da noi anche tramite gli anime da essi tratti, divenute assai popolari si sono rivelate a loro volta un potente mezzo di presentazione della moda e degli usi della gioventu’ giapponese. Tra questi mangaka spicca di sicuro la figura di Yazawa Ai con serie quali Gokinjo monogatari e Nana. L’avvento di internet si e’ poi rivelato un uteriore importante fattore di promozione.
Sul sito Tokyo Street Style e’ possibile vedere gli stili di abbigliamento riscontrabili nei vari quartieri della capitale giapponese (gia’ perche’ ogni zona propone modelli d’abbigliamento diversi).

Seppure possano essere talvolta discutibili, tali mode hanno il pregio di essere un’espressione originale delle nuove generazioni e di essere in costante evoluzione.