Qualche tempo fa mi e’ stata posta la domanda sul perche’ ci sia poca MHvivacita’ nel mondo letterario italiano e poca relazione tra i vari media a confronto di quello giapponese. Questione assai complessa e di non facile risposta. Pero’, quando si vedono riconoscimenti come il Premio Animax, immediatamente alcuni aspetti di questa differenza divengono lampanti. Il Premio Animax viene conferito ad una sceneggiatura originale (chiunque puo’ parteciparvi, professionista o amatore che sia; anche i non giapponesi). Il vincitore, oltre a vedere trasformato il proprio lavoro in un’animazione per mano della Production I.G (che gia’ e’ una cosa notevole), intasca circa dodicimila euro…
Ritornando piu’ prettamente alla letteratura, e’ da notare come proprio i premi per esordienti siano quelli che conferiscono, oltre a vedere assicurata la pubblicazione e la distribuzione del lavoro vincitore presso le librerie di tutto il Giappone, le quote piu’ alte in denaro. Questo allo scopo di incoraggiare gli autori a proseguire, perche’, fatto che in Italia molti tendono a far finta di ignorare, anche gli scrittori, sceneggiatori, illustratori eccetera devono mangiare e la classica pacca sulle spalle non aiuta di certo a portare avanti la loro attivita’ creativa (qui da noi infatti i premi generalmente non comportano vincite di denaro e della pubblicazione non se ne parla quasi mai. Domanda: allora a livello pratico a che servono? Mah…). E’ innegabile che invece essere pubblicati aiuta ad aumentare la possibilita’ di farsi conoscere.
Ma il sistema di premi cosi’ come e’ impostato nel paese del Sol Levante serve anche ad un altro scopo. Dal momento che uno sponsor deve erogare cifre di denaro per i vincitori non indifferenti e che un editore pubblichera’ il racconto o romanzo vincitore assumendosene tutti i costi, la commissione eseminatrice e’ molto piu’ vincolata a fare una selezione seria delle opere (cioe’ senza farsi distrarre da parentele, favoritismi e simile) proprio perche’ essendoci in gioco interessi economici rischierebbero di perdere non solo la faccia, ma pure di danneggiarsi la carriera.
In altre parole, il tanto esecrato intreccio tra arte e business forse comporta risultati anche in termine di risultati artistici qualitativi assai maggiore di quanto molti pensano da noi. E’ un investimento. Nel Rinascimento l’avevamo capito…
Senza poi dimenticare che premi tanto ricchi stimolano anche la competitivita’ dei partecipanti contribuendo in tal modo a migliorare, in generale, le capacita’ degli aspiranti autori  e ad affinare quella degli scrittori gia’ professionisti.

Qui e qui una lista dei maggiori premi letterari giapponesi, tanto per rendersi ulteriormente conto delle differenze.
Per non parlare poi di nuovi premi che altri paesi vanno istituendo come il Canada-Japan Literary Awards o dell’attivita’ del JLPP (che purtroppo non include l’italiano) il quale si sta facendo carico di promuovere con incisivita’ gli autori contemporanei nipponici all’estero.
Come dice spesso il mio amico Davide, il mondo la’ fuori si sta muovendo…

Per ora noi restiamo alle pacche sulle spalle. Ed i risultati si vedono.