TfSi parlava l’altro giorno con il mio amico Davide sul divario sempre piu’ grande che divide la letteratura di genere (e non solo) italiana da quelle di altri paesi. Ma questo ritardo non si limita purtroppo ai soli libri; le produzioni per i vari media italiani paiono essere sempre meno capaci di reggere la concorrenza di altri nazioni.
Parliamo, visto che qui interessa, di fantascienza. Iniziera’ in Giappone in aprile Keitai Sosakan 7 una serie televisiva di 51 episodi supervisionati dal noto regista Miike Takashi e diretta, tra gli altri, da Oshii Mamoru e Kaneko Shusuke. La storia che unisce azione all’indagine investigativa ruota intorno ad un gruppo segreto che utilizza dei cellulari in grado di trasformarsi in piccoli robot e che si occupa di cyber terrorismo. Prodotta con l’ausilio dell’ormai immancabile Production I.G, si lega al contempo alla campagna promozionale dei nuovi telefoni cellulari 815T della Toshiba immessi sul mercato proprio in concomitanza del programma che ne fara’ da camera di risonanza. Una serie che sicuramente sara’ esportata in tutta l’Asia (dove i programmi a tema tecnologico sono molto graditi) e probabilmente anche in America e Europa. Ulteriori particolari sul bel blog di Goraku.

Summer Time Machine Blues e’ invece un film sui viaggi nel tempo uscito nel 2005 che riunisce molti dei piu’ promettenti giovani attori nipponici come Eita e Ueno Juri dove si racconta in maniera divertente ed acuta una storia “minimale” sugli effetti che puo’ causare mutare le azioni passate. In realta’ e’ tratto dallo spettacolo teatrale omonimo della compagnia Yoroppa kikaku (Europe Project) che negli anni l’ha portato in scena diverse volte. Qui la trama.

Come si nota facilmente, esiste tutta una rete di collegamenti tra i differenti media. Si potra’ obbiettare che non e’ altro che un cinico business, il che puo’ pure essere vero. Pero’ al contempo si creano prodotti interessanti ed originali che possono anche essere esportati con successo all’estero e che, soprattutto, danno lavoro a molta gente. Al solito, resto dell’idea che anche da noi ci siano persone in gamba e che si potrebbero intraprendere vie originali, ma quello che manca e’ il sostegno finanziario e la volonta’ delle case di produzione di tentare nuove strade certo rischiose, ma che potrebbero dare grandi soddisfazioni. Il divario intanto cresce…

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