KOEra un po’ che meditavo di scrivere questo post. Anche in considerazione di un crescente fenomeno il quale merita una nota di attenzione. Si tratta dell’interesse che sempre piu’ stanno suscitando nel pubblico occidentale in primo luogo i dorama giapponesi e poi pure quelli coreani.
Alcune caratteristiche ne hanno fanno un prodotto di estremo successo capace di affascinare, a dispetto della presenza di aspetti culturali e di usi differenti da quelli dell America ed Europa, gli spettatori. Il dorama (giapponesizzazione del termine inglese “drama”) differisce sia dagli attuali telefilm di tipo occidentale che dalle telenovele brasiliane. Sostanzialmente e’ molto piu’ corto del primo (mediamente dalle dieci alle tredici puntate) seguendo una trama che e’ una vera e propria storia completa con un inizio ed un termine ben preciso e di qualita’ assai superiore a quella cui ci avevano abituato i secondi (ad esempio vi sono molte riprese in esterno). La brevita’ delle serie permettono agli sceneggiatori di proporre praticamente una variante infinite di storie che spaziano dalla fantascienza, passando poi per il giallo e arrivando fino al comico ed alla love story rendendo possibile utilizzare ambientazioni le quali toccano ogni possibile ambito professionale, spesso con tocchi molto originali. Avvocati, gestori di locali, falegnami, architetti, insegnanti, politici, gente che lavora nei locali notturni. Considerato che ogni tre mesi inizia un ciclo di nuove serie e che praticamente ognuno dei canali piu’ importanti arriva a produrne parecchi in uno stesso periodo e’ facile comprendere come si tratti di un genere molto vivace. Si dividono inoltre per il target a cui si rivolgono. Cosi’ nella fascia notturna abbiamo gli shinya dorama (“drama del cuore della notte”) che trattano temi particolarmente delicati ed adatti ad un pubblico maturo. I taiga dorama (“drama fiume”) invece si rivolgono alle persone piu’ anziane e riguardano vicende storiche o familiari; a differenza degli altri durano un anno intero.
La presenza di molti ottimi attori di varia eta’, diversi dei quali sono famosi anche per la loro attivita’ sul grande schermo o in teatro, contribuisce a fare di molti dorama dei piccoli capolavori come nel caso di Kekkon dekinai otoko oppure Nodame cantabile usciti nel 2006 ed apprezzabili anche da un pubblico non asiatico in cerca di qualcosa di differente dai modelli stereotipati che sempre piu’ la nostra televisione tende a proporci.
(L’immagine si riferisce al dorama Kekkon dekinai otoko).