RdrSabato scorso in una conferenza a Torino Comics e’ stato fatto un discorso molto interessante riguardo lo stato dell’animazione italiana in cui si e’ dimostrato come qualcosa si stia muovendo pure da noi a dispetto delle endemiche problematiche relative alla mancanza di investimento di capitali da parte degli sponsor ed a un numero limitato di reti in grado di sfruttare i prodotti realizzati. Quello pero’ che mi ha lasciato molto perplesso era la parte in cui si trattavano gli anime giapponesi e l’idea diffusa tra fan ed addetti al settore di uno stato di crisi dell’animazione nipponica.
Sinceramente, io questa crisi non la vedo. Certo se si fa il paragone con il periodo precedente la grande bolla (epoca in cui sono stati editi grandi successi come Dragon ball, Hokuto no Ken o Seinto Seiya) quando anime, manga e romanzi venivano prodotti e stampati in un numero sproposito (ad esempio, il romanzo di uno scrittore esordiente al suo primo lavoro veniva tranquillamento edito in 80.000 copie), allora certo il paragone non regge.
Pero’ non si possono dimenticare grossi successi commerciali mondiali recenti e susseguitesi uno con l’altro quali Naruto, Bleach, One piece, Mi pare quindi che l’ipotesi sostenuta sia alquanto labile. Senza contare inoltre che spesso sulle reti occidentali arrivano i titoli piu’ “facili”, ma, in questi ultimi due o tre anni, sono stati realizzati lavori decisamente interessanti e complessi i quali hanno goduto di molto successo tra il pubblico giapponese. Anime come Okami to koshinryo, Suzumiya Haruhi no yuutsu, Blood +, Nodame cantabile, Death note, Ghost Hound e Real Drive. Anzi, in particolare quest’ultimo anno si sta rivelando eccezionale per la qualita’ dei prodotti usciti.
Se questa e’ la crisi…

L’immagine fa riferimento alla serie Real Drive.

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