Sakuraba Kazuki – Fanciulle e fiere narranti

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E’ uscito ieri 30 luglio il volume Sakuraba Kazuki – Monogataru shojo to yaju – edito dalla Kadokawa Shoten che raccoglie un racconto inedito della scrittrice piu’ alcune sue SKopere mai pubblicate in volume ma solo in riviste, un’intervista con Shigematsu Kiyoshi (1963-), una serie di domande da parte di esponenti della cultura giapponese contemporanea, articoli dei suoi editor eccetera.
Per quel che mi concerne, devo ammettere che mi fa molto piacere (e sono ovviamente onorato) di essere incluso tra le undici persone che hanno posto 100 domande all”autrice. Gli altri sono Kanehara Mizuto (1954-, traduttore, critico letterario e professore alla Hosei University; e’ anche il padre della scrittrice Kanehara Hitomi), Kitamura Kaoru (1949-, romanziere e scrittore di gialli), Kakuta Mitsuyo (1967-), Makime Manabu (1976-), Ayatsuji Yukito (1960-, giallista, sua moglie e’ la scrittrice Ono Fuyumi), Suzuki Seiichi (1962-, noto book designer), Takano Kazuaki (1964-, romanziere e sceneggiatore), Sakaki Tsukasa (1969-, scrittore), Michio Shusuke (1975-, giallista) e Sugie Matsukoi (1968, scrittore e critico letterario).

Sakuraba Kazuki (1971-) agli inizi del 2008 si e’ aggiudicata la 138° edizione del prestigioso Premio Naoki con il volume Watashi no otoko (il mio uomo). Precedentemente, nel 2007, aveva già vinto la 60° edizione del Premio dell’associazione degli scrittori di mystery giapponesi.

7月30日に、『桜庭一樹~物語る少女と野獣~』角川書店と言う本は出版され、桜庭氏への質問
の特集コーナーもあります。その中、私もちょこっと出ることですね。

読書界より桜庭一樹へ「100の質問
金原瑞人/北村薫/角田光代/万城目学/綾辻行人/鈴木成一
高野和明/坂木司/マッシモ・スマレ/道尾秀介/杉江松恋

よろしくお願いいたします~!

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Il Giappone della grande bolla e la letteratura contemporanea

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Davvero molto interessanti gli spunti di Elvezio Sciallis, critico attento e acuto, nella sua recensione ad ALIA Sol Levante.

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Vi e` poi, allargando il campo, un ulteriore protagonista, anzi un metaprotagonista in tutte o quasi tutte queste storie.
L’economia. Il lavoro. I soldi e i debiti e cosa si fa per accumularli o estinguerli.
E` presenza palpabilissima in molte delle quasi 200 pagine del volume.
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bbIndubbiamente la letteratura giapponese e’ sempre stata molto attenta a quegli elementi che intervengono nella vita quotidiana dell’uomo (lo ritroviamo gia’ in opere antiche come il Taketori monogatari ed il Genji monogatari dove forte e’ il peso che il sociale e gli eventi contingenti hanno sui vari personaggi), inevitabile quindi che molti degli autori contemporanei (soprattutto tra i quaranta ed i cinquant’anni) abbiamo catalizzato nei loro romanzi e racconti quel profondo trauma causato dallo scoppio della bolla economica agli inizi degli anni novanta e che ancora perseguita numerosi giapponesi nonostante per le generazioni piu’ giovani nate successivamente le follie di quel periodo tra la meta’ degli anni ottanta ed i primi anni novanta non siano altro che il ricordo di una perduta eta’ dell’oro di cui solo hanno sentito raccontare dai loro genitori. L’economia giapponese era gonfiata e, di conseguenza, il costo della vita altissimo. Si spendevano cifre incredibili. Era l’era delle bodikon (abbreviazione del termine inglese body conscious) con i loro abiti attillati e Tokyo la notte era la citta’ del divertimento assoluto dell’Asia. La discoteca Juliana’s Tokyo (seppure aperta negli anni 1991-1994 quindi quando la bolla era gia’ scoppiata) con i suoi 1200 metri quadrati e una capienza massima di 2000 persone e’ divenuta l’icona del periodo. Qui 1, 2, 3 alcuni filmati dell’epoca. Per farsene un’ulteriore idea visiva puo’ essere interessante guardare la pellicola Bubble Fiction: Boom or Bust (2007) con Abe Hiroshi e Hirosue Ryoko (tra l’altro un divertente film di fantascienza con una lavatrice trasformata in macchina del tempo!) dove quegli anni sono stati ricostruiti molto bene.
Il passaggio quindi ad una visione quasi incosciente convinta che il benessere sarebbe perdurato per sempre ed il brusco risveglio alla realta’ e’ stato devastante per molti individui i quali, letteralmente da un giorno all’altro, si sono trovati sul lastrico o con debiti inestinguibili, con il pensiero fisso concentrato su come riuscire a tirare avanti. Consideriamo come, ad esempio, l’immagine ancora assai persistente in Italia del Giappone come di un paese estremamente costoso si lega proprio all’immagine del Sol Levante di quel periodo. E’ quindi naturale che gli effetti psicologici e pratici lasciati nella mente degli abitanti dell’arcipelago riemergano con incisivita’ nelle opere degli scrittori contemporanei.

Un assaggio di ALIA Sol Levante

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100 0023E’ attualmente disponibile sul sito ufficiale della serie antologica di letteratura fantastica internazionale ALIA la possibilita’ di leggere gratuitamente le introduzioni e gli incipit dei racconti di ALIA Sol Levante. Si puo’ pertanto dargli un’occhiata e decidere in seguito, se interessa, di acquistare il libro.

L’uscita del secondo volume (dodici racconti di altrettanti autori e cinque illustrazioni) curato da Vittorio Catani e che riguarda gli autori italiani e’ prevista per la fine di settembre.

ALIA vive!

La regina di K’n-yan

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QYE’ uscito negli Stati Uniti proprio in questi giorni per i tipi della Kurodahan Press il romanzo Queen of K’n-yan di Asamatsu Ken , riconosciuto maestro della letteratura fantastica e soprannaturale giapponese.
La storia, dalle atmosfere lovecraftiane, ruota intorno alla scoperta della mummia di una bellissima giovane appartenente al periodo della dinastia cinese degli Shang nelle cui cellule viene trovata traccia del DNA di rettili…
La splendida copertina e’ di Kojima Ayami.
E’ comunque possibile, per chi non mastica l’inglese e preferisce qualcosa in italiano, leggere i primi due racconti di Asamatsu appartenenti al ciclo di Ikkyu Sojun, serie che l’autore ritiene il suo ciclo piu’ rappresentativo, pubblicati rispettivamente in ALIA2006 e ALIA2007 dai titoli rispettivamente di Il fiore di loto nel fango e L’estasi viola e cremisi, il secondo con un’illustrazione originale di Kanai Ryo che ne sta realizzando la versione manga per la Kodansha.
Una sua serie di romanzi sono stati inoltre anche trasposti in fumetto da Hiromoto Shin’ichi con il titolo di Bushido ed ha anche scritto i testi per il manga Odunu illustrato da Kajiwara Niki.
Sempre in italiano, e’ possibile pure leggere una sua intervista originale realizzata da Davide Mana sul numero 2 di Studi Lovecraftiani di Pietro Guarriello.
Una buona occasione da non lasciarsi sfuggire per avvicinarsi ad un grande autore del fantastico mondiale…

Ronza chiude

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Rz8E’ ufficiale. La storica rivista liberale Ronza edita dalla Asahi Shuppansha chiudera’ la pubblicazione con il numero di ottobre che uscira’ il primo settembre (molti mensili giapponesi escono con un mese in anticipo rispetto a quello indicato). Creata nel 1995 con la conclusione della guerra fredda per fornire informazioni sulla nuova situazione mondiale venutasi a creare, le sue pagine hanno ospitato discussioni e teorie sugli sviluppi economici, politici e culturali.
Negli ultimi anni il numero di copie mensili era sceso a ventimila causa anche la diffusione di internet che ha facilitato lo scambio delle informazioni sulla situazione internazionale e la crisi editoriale che ha colpito pure il mercato nipponico (naturalmente in maniera decisamente diversa dalla nostra). E’ comunque questa una diminuzione riscontrabile in tutte le riviste di critica generalizzata edite dai diversi editori giapponesi che rischiano cosi’ la medesima sorte.
La Asahi Shuppansha sta vagliando, valendosi di tutti i contatti con personalita’ intellettuali nazionali ed internazionali acquisiti in questi anni, l’idea di trasformare il mensile in una pubblicazione culturale per una fascia di lettori alta o in una rivista di diverso tipo.
Vedremo se Ronza riuscira’, come la mitica fenice, a resuscitare dalle sue ceneri…

Premo Akutagawa e Premio Naoki, edizione 139

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pANSi e’ appena conclusa la centotrentanovesima edizione del Premio Akutagawa che lo ha visto per la prima volta nella sua storia conferito ad un autore non di nazionalita’ nipponica e non cresciuto nel paese del Sol Levante. Si tratta infatti della scrittrice Yang Yi (1964-; a sinistra nella foto), in Giappone dal 1989 e che ha iniziato a studiare la lingua all’eta’ di ventitre anni, con l’opera Toki ga nijimu asa (Il mattino in cui il tempo si espande), storia di due studenti cinesi. La centotrentanovesima edizione del Premio Naoki ha visto invece premiata la scrittrice Inoue Areno (1961-; a destra nella foto) con il volume sentimentale Kiriha e (Verso il luogo degli scavi). I due premi vengono conferiti entrambi due volte l’anno.
Isaka Kotaro (1971-), scrittore oggi molto popolare, gia’ candidato per cinque volte al Naoki, ha deciso di ritirare il suo romanzo in concorso dal premio preferendo maggiormente concentrarsi sull’attivita’ creativa.

Secondo alcuni esponenti del mondo letterario nipponico il risulato della Yang e’ una svolta importante in quanto rappresenta il passaggio dalla concezione di Nihon bungaku (letteratura giapponese) a quella di Nihongo bungaku (letteratura in lingua giapponese) che probabilmente vedra’ autori stranieri scrivere in giapponese con buoni risultati anche a livelli di riconoscimenti letterari.
Ovviamente concordo 😀

L’ira degli otaku

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swTema non facile quello di oggi. Quindi vediamo di andarci cauti. Molto cauti.
Sta facendo parecchio discutere in Giappone, soprattutto negli ambienti legati alla cultura otaku di Akihabara e dei media dell’intrattenimento, la richiesta di revisione della legge sul divieto della pornografia infantile originariamente promulgata nel Sol Levante nel 1999 e poi modificata gia’ nel 2004. Ovviamente questo non vuol dire che gli appartenenti a questa sottocultura siano dei pervertiti. Sono tutti d’accordo sulla necessita’ e correttezza della legge, tanto per intenderci bene. Il problema nasce dal fatto che un comma della nuova revisione proposta dal partito di governo il dieci giugno prevede di mettere sotto sorveglianza chiunque venga colto con materiale “non reale” (manga, anime, CG eccetera) rappresentante minori per i successivi tre anni.
Considerato che molti fumetti ed animazioni hanno come protagonisti personaggi minorenni e la numerosa presenza di scene erotiche (ma non certo porno), molti sostengono che si arriverebbe a rischiare di esser controllati solo per avere avuto in mano uno dei primi volumetti di Dragon Ball (ricordate Bulma e il genio Mutenzo)? E che dire di prodotti come Strike witches della Gonzo (vedi qui) o Sky girls che, ok, possono piacere o meno, pero’ rimangono certo sempre ben distanti dalla pornografia infantile.
I membri della cultura otaku considerano quindi questa ingerenza governativa come lesiva e dannosa per la creativita’ e l’arte contemporanea giapponese del dopo guerra ed espressione della destra piu’ estrema.
Come dicevo, un argomento estremamente complesso…

Immagine, copertina di uno dei romanzi di Strike witches editi dalla casa editrice Kadokawa

Fantastico italiano VS fantastico italiano

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puUno scontro tra titani? (magari!). Ok, torniamo seri per un momento. Recentemente alcune riflessioni e discussioni interessanti su questo genere letterario sono apparse nel blog di ALIA evolution, in quello di Davide Mana ed in quello di Massimo Citi (ma pure in altri). Segno che l’argomento viene ritenuto un punto cruciale da molti.
A monte, anche una vicenda personale. Qualche giorno fa un autore di fantastico italiano (e non certo uno sprovveduto) in riferimento ad un evento di lettura pubblica di testi sottolineava come, ad esempio, i racconti degli scrittori italiani di ALIA pur essendo molto interessanti e notevoli risultano complessi per il pubblico medio di questo genere e quindi difficili da proporre (per non parlare di chi ne e’ a digiuno). Da un analogo discorso fatto con Citi e’ emerso un punto similare. In sostanza, per farla breve, pare che in Italia esistano oggi in realta’ almeno due modelli di fantastico. Il primo, che vede ora puntare le grosse case editrici su autori molto giovani e che si rivolge essenzialmente ad un pubblico di adolescenti con un bagaglio di letture piuttosto definito e limitato ad un certo genere, di discreta o buona popolarita’ e che, in altri paesi, potremmo tranquillamente definire letteratura YA (Young Adult) o Light novel (anche se, personalmente, ritengo questo genere nipponico piu’ complesso del fenomeno presente nel panorama italiano) il quale, per la particolarita’ del mercato italiano dove i grossi editori non hanno piu’ vere collane per ragazzi dai tredici ai diciotto anni, finisce per mescolarsi alla letteratura adulta creando una certa confusione. Il secondo invece e’ composto da romanzi e racconti fantastici di autori molto colti (Catani, Vacca, Aldani, Arona, Lanza, Defilippi tanto per fare alcuni nomi) e quindi di piu’ difficile diffusione tra un pubblico di lettori come il nostro poco avvezzo ad un certo tipo di narrativa speculativa e complessa con riferimenti profondi che richiede uno sforzo maggiore (considerando poi che il 60% degli italiani non ha letto un libro nell’ultimo anno e non si possono certo definire lettori forti). Quest’ultimo viene inoltre penalizzato dal fatto che, seppure possa essere ricondotto e sicuramente rientri in quella che viene definita letteratura alta (e’ qui interessante notare come alcuni scrittori e lettori giapponesi che hanno avuto occasione di leggere qualcosa dei suddetti autori considerino tali opere frutto di una letteratura di tipo intellettuale), esistendo nel nostro paese a livello accademico e di critica una diffidenza ed un pregiudizio radicato verso tale genere ritenuto “poco serio”, si trova in una posizione simile a quella tra l’incudine ed il martello. Non esistono infatti qui riconoscimenti come il giapponese Premio Naoki che viene conferito alla letteratura di genere intesa nella sua essenza piu’ ampia e che quindi valorizza anche opere ibride tra i vari filoni ed al limite del “mainstream”. Assurdo ipotizzare che in Italia, per dire, un’opera di SF possa vincere lo Strega od il Campiello. Cosa che invece e’ avvenuto nel paese del Sol Levante con il Premio Akutagawa (il piu’ “mainstream” dei riconoscimenti letterari nipponici). Rimane pertanto apprezzato da un piu’ ristretto gruppo di lettori forti e con un gusto per la letteratura raffinata.
Inoltre, tra il primo ed il secondo modello, si riscontra una certa incapacita’ di dialogo. Quando non ci sia addirittura la percezione di uno scontro generazionale.
Probabilmente buona parte di queste problematiche nascono dal ritardo che ha la letteratura italiana nell’aggiornarsi ed adeguarsi a mutamenti nelle categorie e nei generi che in paesi con editorie forti sono ormai in atto almeno a partire dagli anni novanta. Si’ e’ quindi in una situazione caotica che ingenera atriti ed incomprensioni.
Sta di fatto comunque che forse non dovremmo probabilmente parlare di un unico fantastico italiano, ma di piu’ letterature fantastiche che agiscono in fasce estremamente differenti e ciascuna con proprie particolarita’.

Immagine: La Battaglia di San Romano, Paolo Uccello

Quaranta estati

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122-2272 IMGLontano, a Oriente, il lucore delle stelle stava lentamente lasciando posto alla suffusa luce rossastra del sole. Oltre l’argine di pietra, resto di antiche battaglie, i fuochi del nemico che la sera prima avevano bruciato intensi erano ormai spenti da tempo. Il loro numero era tale da riempire di paura il cuore del piu’ ardito dei loro avversari. Attorno a me i miei sparuti compagni si assicuravano che i legacci delle loro armature fossero a posto. Sorrisi tra me e me. Pochi contro molti. Non era forse lo scontro che sognavo da una vita? Il gelo penetrava attraverso le piastre e la veste imbottita. Osservai ancora la volta celeste. Un punto riluceva piu’ degli altri. Sorrisi. Si’, saremmo sopravvissuti anche questa volta. Laceri e sporchi come sempre, ma il campo alla fine sarebbe stato ancora nostro. Avremmo percorso fino in fondo la strada che conduce oltre le nuvole.
Era la quarantesima estate della mia vita…

Il fato in cielo
L’armatura sul petto
L’impresa nelle gambe
(*)

… Tutto questo per dire che oggi e’ il mio compleanno, ha, ha,ha.

(*) Detto di Uesugi Kenshin.

Neko & manga

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KGCi sono in Giappone molti manga che parlano di animali di ogni genere, della loro coabitazione con gli esseri umani, di cliniche veterinarie e via dicendo. Frequentemente si tratta di opere di buon, quando non di ottimo, livello. In Occidente si sono pero’ purtroppo solo visti lavori in cui cani e gatti compaiono essenzialmente in qualita’ di personaggi marginali di storie d’amore, avventura o fantascienza (ricordiamo ad esempio il cane Spank di Hello Spank o Soichiro di Maison Ikkoku) oppure in trasposizioni di classici della letteratura, molto piu rari sono casi di manga tradotti dove i protagonisti sono gli animali stessi. Senza dubbio sono note opere come il divertentissimo Gon o Wolf’s Rain, tuttavia quest’ultimi sono maggiormente ascrivibili al filone della parodia il primo e a quello della SF il secondo.
Per trovare qualcosa dove sono i nostri amici a quattro zampe ad essere davvero al centro della narrazione dobbiamo allora orientarci verso il bel What’s Michael di Kobayashi Makoto.

Ottimo e’ Kurogo di Sugisaku pubblicato in nove volumetti dalla Kodansha dove il mondo dei gatti e’ descritto con un raro tocco poetico a volte divertente altre volte estremamente triste, ma mai senza raggiungere il patetico, e con un tratto che ricorda quello della grande tradizione della pittura a pennello giapponese. Le storie, ciascuna di due sole pagine, narrano le avventure del piccolo Kuro e di sua sorella Chinko. E’ attualmente pubblicato a puntate il seguito, Kokuro.

Varrebbe forse la pena considerare seriamente di presentare in traduzione anche questi filoni ancora poco esplorati e che potrebbero coinvolgere una grande fetta di pubblico magari non particolarmente interessato ai fumetti giapponesi, ma a cui piacciono belle storie con animali.

Neko alla ribalta!

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Gatti 2E’ imminente l’uscita in Giappone di due film dedicati ai felini. O, per meglio dire, incentrati sui rapporti tra umani e neko (gatti).
Il primo e’ Nekonade (Moine); nelle sale da fine giugno, racconta la storia di un arcigno e rigido direttore del personale (interpretato dal bravo Osugi Ren) che si trova alle prese con un gattino di nome Tora. I loro rapporto diventa per l’uomo un’occasione per migliorare il suo carattere. Osugi ha deciso di tenere con se’ l’animale (in realta’ una graziosa gattina) anche dopo la fine delle riprese tanto il loro legame tra loro si e’ fatto intenso. Un plauso all’attore per questa sua decisione. La medesima storia era gia’ stata narrata nell’omonimo dorama trasmesso a partire da gennaio 2008 con invece Ogi Shigemitsu nel ruolo del protagonista.
La seconda pellicola e’ Gou Gou datte neko de aru (Anche Gou Gou e’ un gatto; selezionando la zampina rosa in basso a destra del sito si puo’ vedere il trailer). Tratto dal manga dallo stesso titolo della nota fumettista Oshima Yumiko in cui racconta la sua vita con i gatti e che si e’ aggiudicato nel 2008 l’edizione del Premio Osamu Tezuka per la cultura, e’ interpretato da Koizumi Kyoko e Ueno Juri per la regia di Inudo Isshin. Sara’ distribuito nelle sale a settembre.
Della Oshima va inoltre ricordato Wata no kunihoshi (The Star of Cottonland), una delle opere fondamentali della storia dei manga. Purtroppo non e’ mai stata tradotta in italiano o in inglese (il che lascia forti dubbi sulle scelte a volte effettuate dagli editori…), ma esiste pero’ un film animato prodotto nel 1984 e di cui e’ in vendita il DVD prodotto nel 2004.

Foto, i miei neko