KGCi sono in Giappone molti manga che parlano di animali di ogni genere, della loro coabitazione con gli esseri umani, di cliniche veterinarie e via dicendo. Frequentemente si tratta di opere di buon, quando non di ottimo, livello. In Occidente si sono pero’ purtroppo solo visti lavori in cui cani e gatti compaiono essenzialmente in qualita’ di personaggi marginali di storie d’amore, avventura o fantascienza (ricordiamo ad esempio il cane Spank di Hello Spank o Soichiro di Maison Ikkoku) oppure in trasposizioni di classici della letteratura, molto piu rari sono casi di manga tradotti dove i protagonisti sono gli animali stessi. Senza dubbio sono note opere come il divertentissimo Gon o Wolf’s Rain, tuttavia quest’ultimi sono maggiormente ascrivibili al filone della parodia il primo e a quello della SF il secondo.
Per trovare qualcosa dove sono i nostri amici a quattro zampe ad essere davvero al centro della narrazione dobbiamo allora orientarci verso il bel What’s Michael di Kobayashi Makoto.

Ottimo e’ Kurogo di Sugisaku pubblicato in nove volumetti dalla Kodansha dove il mondo dei gatti e’ descritto con un raro tocco poetico a volte divertente altre volte estremamente triste, ma mai senza raggiungere il patetico, e con un tratto che ricorda quello della grande tradizione della pittura a pennello giapponese. Le storie, ciascuna di due sole pagine, narrano le avventure del piccolo Kuro e di sua sorella Chinko. E’ attualmente pubblicato a puntate il seguito, Kokuro.

Varrebbe forse la pena considerare seriamente di presentare in traduzione anche questi filoni ancora poco esplorati e che potrebbero coinvolgere una grande fetta di pubblico magari non particolarmente interessato ai fumetti giapponesi, ma a cui piacciono belle storie con animali.