122-2272 IMGLontano, a Oriente, il lucore delle stelle stava lentamente lasciando posto alla suffusa luce rossastra del sole. Oltre l’argine di pietra, resto di antiche battaglie, i fuochi del nemico che la sera prima avevano bruciato intensi erano ormai spenti da tempo. Il loro numero era tale da riempire di paura il cuore del piu’ ardito dei loro avversari. Attorno a me i miei sparuti compagni si assicuravano che i legacci delle loro armature fossero a posto. Sorrisi tra me e me. Pochi contro molti. Non era forse lo scontro che sognavo da una vita? Il gelo penetrava attraverso le piastre e la veste imbottita. Osservai ancora la volta celeste. Un punto riluceva piu’ degli altri. Sorrisi. Si’, saremmo sopravvissuti anche questa volta. Laceri e sporchi come sempre, ma il campo alla fine sarebbe stato ancora nostro. Avremmo percorso fino in fondo la strada che conduce oltre le nuvole.
Era la quarantesima estate della mia vita…

Il fato in cielo
L’armatura sul petto
L’impresa nelle gambe
(*)

… Tutto questo per dire che oggi e’ il mio compleanno, ha, ha,ha.

(*) Detto di Uesugi Kenshin.

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