Il paese di Yamatai…

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Considerato che in questi ultimi giorni, tra le altre varie cose, sono Myimpegnato con l’apocalittica revisione finale del “librone” (ormai lo chiamiamo tutti affettuosamente cosi’!) vista l’uscita prevista del volume per i primi mesi del 2009, era indubbio che la notizia della distribuzione nelle sale nipponiche a novembre del film Maboroshi no Yamataikoku (Il paese di Yamatai, una visione) non mi potesse lasciare indifferente…
La storia e’ quella di Miyazaki Kohei (1917-1980), ex-funzionario pubblico di alto livello e poi, divenuto cieco, trasformatosi, con l’aiuto della moglie Kazuko, in studioso di storia antica e scrittore.
Il titolo della pellicola e’ lo stesso del volume da lui pubblicato nel 1967 che ha avuto il grande merito di far conoscere gli studi sul paese di Yamatai al grande pubblico portandoli al di fuori degli stretti circoli di studiosi. Con il veterano Takenaka Naoto che interpreta Miyazaki, Yoshinaga Sayuri e Kubozuka Yosuke. La regia e’ di Tsutsumi Yukihiko.

L’immagine e’ quella della copertina dell’edizione del 2008 del volume di Miyazaki Kohei edita dalla Kodansha.

Un duo “divino” in vacanza in Giappone

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Dissacrante? Forse. Ma certamente con molta, moltissima intelligenza.

S1Pubblicato a puntate sulla rivista mensile Morning 2 dell’editore Kodansha e successivamente raccolto, per ora, in due volumi (1 e 2), Seinto oniisan (o, come dice, il sottotitolo Saint young man) della mangaka Nakamura Hikaru (1984) sta ottenendo nel suo paese un grande successo di pubblico. Il fumetto narra, per farla breve, le vicende di Gesu’ Cristo e di Buddha i quali, deciso di prendere una vacanza dai rispettivi cieli, vanno a coabitare in un economico appartamento a Tachikawa, citta’ inclusa nella zona urbana di Tokyo, adottando il cognome di Sei (Santi in giapponese). Da qui e’ tutta S2una serie di susseguirsi di divertenti vicende comiche che vedono muoversi nella quotidianita’ della vita in Giappone due personaggi indubbiamente fuori dal comune e con tutta una serie di particolarita’ (ovviamente tratte dai testi canonici appartenenti alle due religioni) ed una serie di bizarri accessori moderni (per esempio, la corona di spine di Gesu’, spesso confuso dalla gente con l’attore Johnny Deep, e’ un GPS che permette ad angeli ed arcangeli di sapere sempre dove si trova!).
Il tratto della Nakamura e’ molto accattivante contribuendo a fare di questa serie un prodotto decisamente notevole.

Le due immagine sono le copertine dei volumi editi dalla Kodansha.

Ancora strani esseri dalla Cina

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Altro Uma (Unidentified Mysterious Animal) proveniente dalla Cina!

Il 23 settembre e’ stato comunicato ufficialmente il rinvenimento VNtotalmente casuale un mese fa nella provincia dello Shaanxi di uno strano animale semi sepolto nella spiaggia definito come un “grumo di carne”. Bagnato ogni giorno, la sua forma pare abbia continuato a modificarsi (dalla iniziale conformazione sferica di 30 centimetri fino ad arrivare agli attuali 62 centimetri). Inoltre pare essere dotato di capacita’ rigenerative notevoli.
Inevitabile quindi il collegamento (in effetti avvenuto anche con altri curiosi esseri viventi scoperti precedentemente) con il leggendario Tai sui (太歲) menzionato in antichi testi cinesi quali lo Shan Hai Jing o il Bencao Gangmu dove viene descritto come un animale che vive dentro la terra costituito da una massa di carne rossa e con numerosi occhi. Inoltre se ne parla anticamente gia’ in relazione con il primo imperatore della Cina Qin Shi Huang in quanto veniva indicato come l’elemento principale per la preparazione dell’elisir dell’immortalita’ che l’imperatore ricercava e che era la bevanda dei santi eremiti dalla vita eterna.
E’ possibile vedere delle foto del nostro simpatico UMA nel sito di Record China.

L’immagine e’ un’illustrazione per lo Shan Hai Jing rappresentante una volpe a nove code, da Wikipedia.

Viaggi nel tempo di una dama Heian

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SeiSBene, e un altro racconto e’ andato!

Consegnato oggi all’editore CS_libri di Torino Il sogno di dama Sei Shonagon che sara’ edito nell’antologia Fata Morgana 12 – Porte, passaggi, varchi, barriere in uscita a meta’ dicembre di quest’anno.
Si ritorna alle atmosfere dell’antico Giappone (poco dopo la Battaglia di Hakusonko nel 663 d.C.) della serie del Magatama di cui la storia rappresenta la terza parte (i due altri precedenti racconti sono stati pubblicati su ALIA2 e ALIA3) con forse una maggiore componente poetica rispetto ai lavori precedenti (chi lo leggera’ capira’ cosa intendo dire…).

Sempre su Fata Morgana 12, oltre ad interessanti e validi autori italiani ci sara’ un racconto di Agnieszka Kuciak, poetessa e scrittrice di fantastico polacca di cui ho gia’ accennato in precedenza, ed uno dello scrittore e giornalista cinese Han Song, esponente di spicco della fantascienza cinese contemporanea.

Immagine: Sei Shonagon in un disegno di Kikuchi Yosai (1781-1878), da Wikipedia.

Fantascienza e manga al governo?

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TAAl di la’ di qualsiasi considerazione politica, e’ interessante vedere come uno dei possibili candidati come prossimo Primo Ministro del Giappone, Aso Taro gia’ segretario generale del Partito Liberal Democratico nonche’ ministro degli esteri dei governi Abe e Koizumi, sia un fervente sostenitore della cultura dei manga e degli anime come pure della letteratura di fantascienza (suo cugino e’ stato lo scrittore di SF Noda Masahiro, 1933-2008, noto anche per essere il traduttore della serie di romanzi di Capitan Futuro di Edmond Hamilton)…
E’ stato infatti proprio Aso a creare nel 2007 l’International MANGA award conferito dallo stesso Ministero degli affari esteri giapponese, con il proposito di farlo diventare uno dei piu’ prestigiosi premi al mondo legati alla forma espressiva del fumetto.
Il suo interesse per la letteratura fantastica si e’anche manifestato in occasione della Worldcon di Nippon 2007 con il dichiarato sostegno fornito all’evento e con le sue parole di incoraggiamento e di fiducia nella capacita’ delle opere degli autori giapponesi di farsi apprezzare a livello internazionale.
Com’e’ logico, c’e’ da aspettarsi che se Aso venisse eletto rafforzerebbe l’appoggio nei succitati settori e questa possibilita’ ha destato l’interesse degli elettori tra le fasce di creativi, di lettori di manga e romanzi e tra gli appassionati d’animazione.

In anteprima l’introduzione ad ALIA5 Italia!

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cataniE’ stata pubblicata sul blog di ALIA Evolution in anteprima l’introduzione di Vittorio Catani, uno dei maggiori autori italiani di fantascienza nonche’ un gentiluomo di quelli veri, al volume ALIA5 Italia che dovrebbe uscire tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre 2008.
Come sempre precisa ed attenta, delinea con efficacia la diversita’ e varieta’ che e’ stato un tratto distintivo della serie antologica di ALIA fin dagli inizi.
Tanto per incominciare a stuzzicare l’appetito…

Light novel or not light novel?

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Con un po’ di ritardo rispondo ad un post pubblicato sul blog Strategie Evolutive di Davide Mana. La questione, in breve, era la seguente:

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Il mio grosso problema e’ che, sebbene la categoria “light novel” appartenga esclusivamente al mercato nipponico, io sono praticamente certo che esistano romanzi che per le loro caratteristiche vi entrerebbero di diritto anche nel panorama occidentale – semplicemente, noi le chiamiamo in un altro modo.

Tuttavia, fino a questa sera, non mi veniva in mente neppure un autore “esemplare” della light novel occidentale.
Poi, questa sera, mi sono ricordato di Holly Lisle.
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Dunque, premesso che in realta’ una definizione precisa di light novels non Mvesiste neppure in Giappone (dove il dibattito tra scrittori ed editor sulla questione e’ spesso feroce), esistono persino discrepanze tra la descrizione che ne fornisce wikipedia in inglese e wikipedia in giapponese.
Consideriamo, per iniziare, la definizione formale di base ed osserviamo queste due collane di successo. Una la Mystery YA della Rironsha e l’altra appartenente ai volumi editi dalla GA Bunko. La prima appartiene al genere young adult la seconda a quello delle light novel. Tenete presente che entrambe presentano romanzi per ragazzi a tema fantascientifico, fantastico e giallistico (il mystery soprattutto e’ il cavallo di battaglia della prima).
Notate la differenza? Si’, esatto. Si tratta semplicemente del tono delle copertine! Per essere una light novel la copertina e l’illustrazione debbono essere in stile manga o anime. Ma non solo questo. La componente grafica deve rivestire un’importanza almeno pari a quella del testo scritto. In pratica, le light novels sono il risultato al 50% per cento delle capacita’ dello scrittore ed al 50% di quelle dell’illustratore. Frequentemente il ruolo dell’illustratore, visto il grande numero di fans e’ di tale importanza che per far uscire il libro anche se e’ ormai terminato bisogna aspettare assolutamente che il disegnatore abbia completato la sua opera (avviene spesso nei casi di illustratori molto oberati di lavoro).
RKIl motivo per cui e’ difficile definire come light novel romanzi per giovani di autori non giapponesi e’ proprio questo. Non sono molti i paesi che hanno un sistema di fumetti ed animazioni tanto sviluppati. E pure se li hanno, e’ raro un rapporto tanto complementare ed egualitario tra le due arti. Sicuramente a Taiwan, in Corea od a Hong Kong e’ possibile trovare lavori che entrino di diritto in questo genere. Meno in occidente.
Minerva Wakes non ci rientra per il fatto della copertina con un’illustrazione “decisamente classica” mentre, al limite, potremmo includervi The Ruby Key della stessa autrice. Cosi’, come nel caso italiano, Le cronache del mondo emerso o Gli eroi del crepuscolo (soprattutto quest’ultimo grazie alla collaborazione con Massimiliano Frezzato). Dico al limite perche’ e’ chiaro che comunque in tali romanzi il rapporto illustrazione/testo non e’ minimamente paragonabile a quello che si realizza nelle LN prettamente nipponiche.
Da un altro punto di vista (proprio quello che desta piu’ controversie tra scrittori ed editor) la visione degli autori su cosa debba essere una LN e quella degli editor spesso differisce di parecchio. Molti editor insistono sulla presenza di personaggi dalle particolari caratteristiche e sulla presenza di un certo tipo di scene (come quelle dei combattimenti) mirando ad un format ripetuto. Cio’ irrita parecchi scrittori che trovano assurda e castrante tale visione. Si’ puo’, in effetti, a mio parere parlare di High Light Novels e Low Light Novels, la’ dove le prime (un ottimo esempio ne e’ Il lupo e la spezia di Hasekura Isuna o La malinconia di Suzumiya Haruhi di Tanigawa Nagaru, i lavori di Kumi Saori, Hayami Yuji, della grande Himuro Saeko eccetera) ricercano temi innovativi ed usano un linguaggio raffinato mentre le seconde si basano su temi ripetuti ed hanno stesure piu’ banali. Le due succitate opere italiane andrebbero quindi verosimilmente inserite eventualmente nelle Low Light Novels proprio a causa di una mancanza di originalita’ nelle strutture trattate.

In conclusione, quando si parla di LN conviene tener presente che stiamo considerando una categoria ancora non cristallizzata in una definizione certa e definitiva.

Copertine di Minerva Wakes e The Ruby Key di Holly Lisle.

Stella rossa

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ARCi sono delle cose di cui, nel limite dell’umano, si puo’ avere un alto grado di certezza. Sono quindi sicuro che il volume Akai hoshi (Stella rossa) della scrittrice Takano Fumio classe 1966 piacera’ molto al mio amico Davide.
Appena pubblicato dalla Hayakawa Shobo, il romanzo ha richiesto quasi un ventennio di riflessione all’autrice prima di avere una sua stesura definitiva.
Ucronia estremamente raffinata, in un periodo indeterminato dove Tokyo non esiste e al suo posto c’e’ la citta’ di Edo, il Giappone fa parte dell’impero russo. La tecnologia della rete si e’ sviluppata in maniera straordinaria e la hacker Okimi viene incaricata dalla Oiran Marina del quartiere dei piaceri di Yoshiwara (e che aspira a diventare zarina!) di cercare il principe ereditario Dimitri. Quest’ultimo dovrebbe essere stato assassinato dalla polizia dello zar, ma pare invece si sia rifugiato nel quartiere informatico di Akihabara. Nel frattempo a San Pietroburgo Ryutaro, amico di infanzia di Okimi, studia come musicista…
Questo l’avvio di una vicenda complessa in un romanzo fantastico dove la Russia degli zar si unisce al Giappone del periodo Edo ma con visioni della Tokyo futuristica in un inedito Cyberpunk.

Takano Fumio e’ una scrittrice meno prolifica rispetto alla media degli altri autori di genere nipponici, ma capace sempre di creare delle opere originali come nel caso di Musica Machina definita da Tatsumi Takayuki il capostipite del genere denominato SF musicale.
Un suo racconto recentemente e’ stato incluso in Nihon SF zenshu, una serie di sei volumi che raccoglie i migliori autori di fantascienza dagli anni ’50 ad oggi e in corso di pubblicazione.

Takano ha gia’ catturato gli occhi attenti di Edward Lipsett della Kurodahan Press che sta valutando di presentare Musica Machina in inglese. E anche per l’italiano dovremmo avere un suo racconto in uscita il prossimo anno…

L’immagine e’ la raffinata copertina di Akai Hoshi con influenze klimtiane illustrata da Kato Toshiaki, altro abile artista giapponese.