ARCi sono delle cose di cui, nel limite dell’umano, si puo’ avere un alto grado di certezza. Sono quindi sicuro che il volume Akai hoshi (Stella rossa) della scrittrice Takano Fumio classe 1966 piacera’ molto al mio amico Davide.
Appena pubblicato dalla Hayakawa Shobo, il romanzo ha richiesto quasi un ventennio di riflessione all’autrice prima di avere una sua stesura definitiva.
Ucronia estremamente raffinata, in un periodo indeterminato dove Tokyo non esiste e al suo posto c’e’ la citta’ di Edo, il Giappone fa parte dell’impero russo. La tecnologia della rete si e’ sviluppata in maniera straordinaria e la hacker Okimi viene incaricata dalla Oiran Marina del quartiere dei piaceri di Yoshiwara (e che aspira a diventare zarina!) di cercare il principe ereditario Dimitri. Quest’ultimo dovrebbe essere stato assassinato dalla polizia dello zar, ma pare invece si sia rifugiato nel quartiere informatico di Akihabara. Nel frattempo a San Pietroburgo Ryutaro, amico di infanzia di Okimi, studia come musicista…
Questo l’avvio di una vicenda complessa in un romanzo fantastico dove la Russia degli zar si unisce al Giappone del periodo Edo ma con visioni della Tokyo futuristica in un inedito Cyberpunk.

Takano Fumio e’ una scrittrice meno prolifica rispetto alla media degli altri autori di genere nipponici, ma capace sempre di creare delle opere originali come nel caso di Musica Machina definita da Tatsumi Takayuki il capostipite del genere denominato SF musicale.
Un suo racconto recentemente e’ stato incluso in Nihon SF zenshu, una serie di sei volumi che raccoglie i migliori autori di fantascienza dagli anni ’50 ad oggi e in corso di pubblicazione.

Takano ha gia’ catturato gli occhi attenti di Edward Lipsett della Kurodahan Press che sta valutando di presentare Musica Machina in inglese. E anche per l’italiano dovremmo avere un suo racconto in uscita il prossimo anno…

L’immagine e’ la raffinata copertina di Akai Hoshi con influenze klimtiane illustrata da Kato Toshiaki, altro abile artista giapponese.