Memorie della spesa a Yokohama

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Strano, molto strano. Che un manga a tema fantascientifico tardi ad YKhessere tradotto in italiano parrebbe abbastanza inconsueto.
Vero pero’ che molti manga che hanno fatto la storia del fumetto giapponese (e se ne trovano diversi appartenenti al genere fantastico) dalle nostre parti non si sono mai visti… Chissa perche’. Probabilmente perche’ qui (ma lo stesso si puo’ dire degli USA) si privilegiano storie con combattimenti ripetuti piuttosto che quelle ad ampio respiro e con “effetti distruttivi” ridotti al minimo? Nulla di male, ma variare un po’ ogni tanto non sarebbe male. Anzi, potrebbe rivelarsi inaspettatamente divertente…
Sta di fatto che Yokohama Kaidashi Kiko di Ashinano Hitoshi ha pure vinto nel 2007 la trentottesima edizione del Premio Seiun, decisamente un’eclatante dimostrazione della sua qualita’ nel genere della SF.
Il lavoro di Ashinano e’ pervaso da una serena malinconia. Siamo in un futuro non troppo lontano dove l’innalzamento dei mari dovuto ad un evento non meglio precisato ha fatto si che buona parte delle coste del Giappone – e di altre nazioni – sia stato sommerso. Anche la sicurezza pubblica e’ in un certo grado peggiorata, percio’ i protagonisti girano armati di pistole. Tuttavia niente potrebbe essere piu’ lontano dagli scenari apocalittici cui certa fantascienza ci ha abituati. Niente montagne di muscoli dal taglio punk… D’altra parte, l’atmosfera che si respira e’ quella di una fine dell’umanita’ accettata con serenita’ dagli uomini. Se vogliamo trovare una qualche similitudine, va piuttosto ricercata nel ciclo della Terra Morente di Jack Vance, seppure nel manga non vi siano elementi barocchi e sia invece presente quella quotidianita’ riscontrabile in tanti lavori del fantastico (e non) nipponico. Dialoghi ridotti al minimo e tavole che riescono ad esprimere egregiamente con il loro tratto i sentimenti complessi dei personaggi fanno di Yokohama Kaidashi Kiko un lavoro eccellente.
Interessante pure il fatto che la protagonista sia una donna robot (pero’ dotata di una sensibilita’ sempre piu’ acuta man mano che la storia prosegue) la quale gestisce un piccolo caffe’. Cio’ la pone nella inconsueta posizione di poter assistere al declino degli uomini mentre al contempo lo scorrere del tempo la sfiora apparentemente solo di sfuggita. Un’opera da leggere e che meriterebbe una bella traduzione.
Ne sono stati tratti anche alcuni anime.

Immagine: copertina del decimo volume del manga Yokohama Kaidashi Kiko di Ashinano Hitoshi edito dall’editore Kodansha.

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Aperto il sito ufficiale dell’illustratore Kanai Ryo

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Da oggi e’ finalmente accessibile il sito ufficiale di Kanai Ryo, illustratore e mangaka giapponese che ha collaborato qui in Italia ai due volumi di ALIA Giappone e ALIA Sol Levante realizzando le illustrazioni originali rispettivamente per i racconti L’estasi viola e cremisi di Asamatsu Ken e L’ombra bianca di Hikawa Reiko.
Devo ammettere che quando ho scritto la mia storia Miwaku mi figuravo mentalmente le fattezze dei personaggi, soprattutto per quello della maga globalizzata Karla, come realizzati dalla mano di Kanai…

Kanai nasce nel 1974. Terminata la scuola media superiore soggiorna a KanaiRyoTokyo per una settimana allo scopo di superare l’esame d’ingresso all’universita’. Proprio in questo periodo con il suo primo manga debutta su una rivista dell’editore Kadokawa shoten. Partecipa successivamente a numerosi progetti. Disegna fumetti ed illustrazioni per romanzi, pin-up, personaggi per videogiochi, giochi di carte ed anime. Nel 2004 rischia di perdere la vista ma, grazie a diversi interventi chirurgici agli occhi, si riprende perfettamente. Cambia il suo nome in Kanai Ryo e prosegue la sua attivita artistica. Di recente ha iniziato a collaborare con lo scrittore Asamatsu Ken di cui e stato un grande fan per parecchi anni e da fine gennaio 2007 disegna il fumetto tratto proprio dalle storie di Ikkyu per la rivista mensile Gekkan Shonen Sirius della casa editrice Kodansha. Tra le sue opere piu’ recenti si segnalano le illustrazioni per le serie di romanzi Kuraki wa ware o ou (L’oscurita mi nasconde) di Asamatsu Ken e Shinshu (Seme divino) di Watanabe Senshu editi dalla GA bunko.

Il prossimo anno Kanai sara’ coinvolto in Giappone in numerosi grossi progetti relativi sia ai manga che all’animazione che certo non mancheranno di interessare pure gli appassionati italiani!

Immagine: illustrazione di Kanai Ryo pubblicata su Dengeki Comic Gao.

Ristampato il ciclo di Efera & Jiliora di Hikawa Reiko

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E’ appena uscito in Giappone nella collana Genro Fantasia Novels (che offre, tra l’altro, delle meravigliose copertine per i suoi libri con tanto E&Jdi effetti cromatici lucenti!) dell’editore Gentosha il primo volume della ristampa del ciclo di Le guerriere Efera & Jiliora di Hikawa Reiko, ormai un classico della fantasy giapponese di tipo occidentale che racconta le avventure della principessa imperiale Jiliora e della maga mancata Efera nei loro vagabondaggi come guerriere mercenarie.
Il fantasy giapponese, anche quando di modello occidentale, offre tuttavia uno sviluppo e delle tematiche spesso differenti da quello americano e inglese. Cosi’ e’ interessante vedere come la storia delle due protagoniste si dipani pure attraverso la costruzione di una famiglia. Le troviamo pertanto a doversi destreggiare non solo negli scontri armati, ma anche nell’allevare i propri figli.
Il volume racchiude i primi due libri della serie piu’ una novella scritta per l’occasione dall’autrice. La copertina e le eleganti illustrazioni interne sono di Yoshiyumi Kazuyuki.

Hikawa Reiko, nata nel 1958 a Tokyo, si laurea all’Universita Waseda della capitale dove entra a far parte del Waseda mystery club al contempo frequentando il circolo amatoriale di letteratura fantasy Rorariasu [Rolarious] attivo ancora oggi. Suo padre e’ il direttore e poi critico musicale Watanabe Shigeru (1927-1998), appassionato di fantascienza, e i suoi zii gli scrittori di romanzi gialli Hikawa Ro (1913-1989), candidato nel 1952 al Premio Naoki, e Watanabe Kenji (1919-1976), primo segretario generale del Club degli scrittori di polizieschi del Giappone, entrambi apprezzati dal famoso Edogawa Ranpo (1894-1965).
Da principio si interessa alla musica imparando fin da bambina a suonare il piano sotto la guida dei piu’ noti maestri ma poi, anche per influenza degli zii paterni, la sua attenzione si sposta verso la scrittura. Si cimenta pure con il fumetto e conosce numerosi artisti divenuti personaggi di spicco del mondo del manga e del disegno giapponese noti anche in Occidente come Amano Yoshitaka, Takada Akemi, Mikimoto Haruhiko e Suemi Jun i quali hanno illustrato diverse sue opere.
ElMDopo aver lavorato in una casa di produzione musicale, nel 1987 traduce il romanzo La catena spezzata del ciclo di Darkover di Marion Zimmer Bradley (1930-1999).
Nel 1988 debutta a sua volta come scrittrice professionista con la quadrilogia di Basetto eiyuden eruvazu [Storie degli eroi di Bassett: Elverz], ognuno dei cui volumi vende circa centomila copie, proseguendo la sua attivita’ negli anni successivi fino a divenire una dei principali esponenti del fantasy giapponese e ad essere considerata tra le fondatrici della sword and sorcery nipponica.
Tra i suoi numerosi cicli vanno menzionati quelli di Kurisenian nendaiki [Annali di Crisenian] composto di un totale di diciotto volumi, quello in dieci volumi di Hyakusei seisenki [Cronaca della guerra santa delle cento stelle], quello di Gin’iro no Shanun [Shanoon l’argenteo], la serie di Onna senshi Efera & Jiliora [Le guerriere Efera & Jiliora] trasposta anche in un cortometraggio animato nel 1990 e formata da otto romanzi, la trilogia di Taiyo no musume [La figlia del sole] ambientata nel Giappone antico e composta dai romanzi Ki no kuni no hime [La principessa del paese del legno], Ne no kuni no miko [Il principe del paese della radice] e Yamato no kuni no o [Il re del paese di Yamato] e la trilogia Mitsurugi monogatari [Storia delle tre spade] formata dalle opere Hono no tsurugi [La spada di fuoco], Kori no tsurugi [La spada di ghiaccio] e Daichi no tsurugi [La spada della terra]. Da alcuni sono stati tratti dei manga.
Molto interessante e il suo saggio sulla letteratura fantastica Hikawa Reiko no fantajii shisetsu [Opinioni di Hikawa Reiko sul fantasy] edito in volume nel 1999 dalla Tokyo Shoseki.
Ultimamente, nel 2006 ha pubblicato la trilogia arturiana di Asa okyutei monogatari [Storia della corte di Artu’] composta da Kyamerotto no taka [Il falco di Camelot], Seihai no o [Il re del Graal] e Saigo no tatakai [L’ultima battaglia]. Nel 2007 e 2008 sono usciti i due libri della serie Goddesu! [Goddess!] dove due liceali si ritrovano catapultate all’improvviso in un mondo fantastico dominato da dei.

In italiano, della Hikawa e’ stato tradotto il racconto L’ombra bianca edito in ALIA Sol Levante, CS_libri

Le immagini sono la copertina della nuova edizione del ciclo di Onna senshi Efera & Jiriora pubblicato dalla Gentosha e la ormai rarissima raccolta di illustrazioni di Haruhiko Mikimoto edita dalla Fujimi Shobo nel 1990 sulla serie di Elverz.

Ellen Kushner in Francia a Nantes

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Ellen Kushner e Delia Sherman sono due ottime autrici purtroppo ancora EKSworpoco conosciute in Italia. Della prima non e’ ancora stato tradotto nulla mentre della seconda e’ stato pubblicato parecchi anni fa un solo racconto da Mondadori.
Avendo avuto la fortuna di poterle conoscere lo scorso anno a Yokohama e trattandosi di due persone davvero squisite, sono oltremodo contento che Davide Mana presenti due loro lavori nel prossimo ALIA5 Anglosfera. Tali racconti saranno illustrati dalla brava ScarletGothica (e posso garantirvi che i suoi disegni sono piaciuti moltissimo alle scrittrici stesse!).
Ora, proprio in ottobre, e’ uscita in francese la traduzione di Swordspoint, romanzo della Kushner considerato una pietra miliare del “fantasy di maniera”.
Con l’occasione, nei prossimo giorni – per l’esattezza dal 29 ottobre al 2 novembre – sara’ possibile incontrare Ellen e Delia all’UTOPIALES-Festival international de Science-Fiction de Nantes.
Se ne avete la possibilita’ andate ad ascoltare la conferenza Fantasy et folklore che si svolgera’ il 30 giugno dalle 19:30 alle 20:30. Con Ellen Kushner ci saranno anche Robin Hobb e Karen Miller. Non ve ne pentirete!
Qui il programma intero della manifestazione.

A detta di molti scrittori stessi, il festival di Nantes e’ forse il migliore incontro relativo alla letteratura fantastica d’Europa, per certi versi superiore anche alla Eurocon e con un maggior respiro internazionale. Basta vedere la lista degli autori partecipanti per rendersi conto del suo valore.

Bene, se in quelle date sarete dalle parti di Nantes ora sapete cosa fare…

Immagine del edizione francese di Swordspoint, À la Pointe de l’Épée, tradotto da Patrick MARCEL, illustrato da Alain BRION e pubblicato da CALMANN-LEVY.

La sponda sinistra e la sponda destra

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SaGNo, tranquilli, non si tratta ne’ di politica ne’ di orientamenti sessuali…

Dopo dieci anni anni, e precisamente dalla collaborazione per la stesura dei romanzi Reisei to jonetsu no aida ni Rosso e Reisei to jonetsu no aida ni Blu (le cui copertine ed illustrazioni interne dell’edizione giapponese sono state realizzate dall’artista italiano Peppo Bianchessi), Ekuni Kaori e Tsuji Hitonari tornano a collaborare in una nuova copia di romanzi legati ad un medesimo progetto editoriale.


Sagan
(La sponda sinistra) di Ekuni e Ugan (La sponda destra) di Tsuji sono appena usciti in Giappone per l’editore UgShueisha.
I due volumi, speculari, seguono le vicende della copia di protagonisti – di nuovo come in Reisei un uomo ed una donna – questa volta inseriti in una vicenda di maggior respiro ambientata nel corso di piu’ anni sia in Giappone che in Francia.
Punto centrale e’ la riflessione non solo sui sentimenti d’amore, ma anche sul significato stesso dell’esistenza.

Le immagini sono le copertine di Sagan e Ugan, edizioni Shueisha.

Il giallo in Giappone, una lunga tradizione

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Curiosamente, se si parla di Ggiap1letteratura mystery a ben pochi verrebbe in mente di menzionare il giallo giapponese. E dire che dopo quella americana, inglese e francese e’ probabilmente la piu’ sviluppata al mondo. Gia’ Ellery Queen a suo tempo aveva citato Edogawa Ranpo come uno dei cento migliori giallisti esistenti. Vero e’ che nonostante le entusiastiche parole di Queen di Ranpo ancora oggi si trova poco tradotto persino in inglese  (la solita Kurodahan sta attualmente facendo un grande lavoro di riscoperta di questo autore fondamentale per il genere).
In Italia, la piu’ recente sua traduzione e’ quella del racconto Morte di un sonnambulo edito in M rivista del mistero n.4, Edizioni Alacran, 2007 e tradotto da Faliero Salis. Nello stesso numero si trova anche il racconto di Okamoto Kido, altro scrittore chiave del giallo nipponico, La lanterna di pietra. Il testo di Ranpo e’ illustrato da Chiara Negrini, una delle ALIA girls.
Ggiap2In italiano ovviamente si e’ visto davvero molto poco della vasta produzione giapponese (spesso in traduzioni non delle migliori e poco capaci di rendere l’atmosfera originale dei testi). Una manciata di volumi in tutto di alcuni autori come Matsumoto Seicho, Yokomizo Seishi, Togawa Masako. Poi alcune recenti traduzioni come Le quattro casalinghe di Tokyo di Kirino Natsuo qui spesso presentato come un romanzo sociale quando in Giappone rientra invece tranquillamente nella categoria del giallo.
Interessante il saggio di Maria Tersa Orsi presente in La belva nell’ombra, Edogawa Ranpo, Marsilio editore.

Senz’altro fondamentale quindi l’uscita in america di due testi che permettono di gettare finalmente in profondita’ uno sguardo in questo filone della letteratura e che dimostrano inoltre l’interesse crescente della stessa comunita’ accademica d’oltreoceano verso la letteratura di genere.
Si tratta di Murder Most Modern: Detective Fiction and Japanese Culture di Sari Kawana edito nel 2008 dalla University Of Minnesota Press e di Purloined Letters: Cultural Borrowing and Japanese Crime Literature, 1868-1937 di Mark Silver edito dalla University of Hawaii Press nel 2008.

L’entusiamo dei giapponesi per il mystery ha portato ovviamente alla realizzazione anche di numerose pellicole, manga e animazioni (come Detective Conan, tanto per fare un nome noto pure da noi). Alcuni detective come Kindaichi Kosuke sono altrettanto popolari quanto Marlowe o Sherlock Holmes – basta pensare come Yokomizo Seishi ha venduto piu’ di cinquanta milioni delle proprie opere; in pratica un giapponese su due ha letto dei suoi romanzi.

Le immagini sono le copertine dei due volumi Murder Most Modern e Purloined Letters.

Strange Tales in Napoli e Kumi Saori

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Riporto qui un’iniziativa molto interessante avviata a Napoli (a riprova che la citta’ partenopea e’ anche un luogo con una grande tradizione letteraria dove si fa cultura) da Fabio Lastrucci e Ramiro dell’Erba. Lodevole soprattutto lo sforzo per cercare di interessare le nuove generazioni e far crescere gli autori di domani. Insomma, se siete in zona andate ad ascoltare le letture.

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COMUNICATO STAMPA “STRANGE TALES” 2008

StrtalRitorna a Napoli “Strange Tales“, terza lettura rivolta a tutti gli appassionati di letteratura fantastica, presentata dall’Associazione culturale “Viv’arte“.

La manifestazione si terra’ Sabato 25 Ottobre 2008, alle ore 10.45 presso il Teatro del Convitto Nazionale “V. Emanuele II”, Piazza Dante 41, con la proposta di una nuova scelta di autori contemporanei interpretati dalle voci narranti di Fabio Cocifoglia, Massimiliano Foa’ e Simona Volpe.

Il fascino dei vecchi racconti radiofonici e delle riviste popolari di un tempo, cosi’ cariche di “senso del meraviglioso”, sono il motivo fondante di “Strange Tales”, il reading che (come suggerisce il titolo) attinge da un particolare ambito letterario a cavallo tra i molti generi del fantastico.

Gli scrittori dell’edizione 2008 rappresentano un eccellente esempio di questa narrativa definita da critici anglosassoni “New Weird”, un filone che trova in Italia radici illustri nel solco di autori come Buzzati, Calvino, Landolfi e nel nostro ricco patrimonio favolistico. L’autrice nipponica Kumi Saori (con la traduzione di Massimo Soumare’ ), spieghera’ sugli stampati dell’Associazione lo spirito del fantasy con un contributo critico scritto per l’iniziativa, soffermandosi a raccontare lo “stato dell’arte” del fantastico in Giappone.

L’incontro si aprira’ con un racconto di viaggio del torinese Daniele Nadir, co-fondatore della rivista “Strane Storie” e autore del notevole romanzo “Lo stagno di fuoco”. Fara’ seguito un breve e brillante monologo di Giovanni Buzi, docente di lingua, cultura italiana e storia dell’arte in Bruxelles, autore di diversi saggi, romanzi e antologie, infine verra’ presentato un racconto a sfondo storico del piemontese Maurizio Cometto, apprezzato autore di romanzi e antologie, che presenziera’ la manifestazione incontrando il pubblico.

Questa terza edizione, che si avvale del patrocinio morale del Comune di Napoli II Municipalita’, propone inoltre la novita’ del primo concorso letterario per ragazzi (nato da un’istanza del Rettore Vincenzo Racioppi ). Un contesto rivolto agli allievi delle scuole secondarie di primo grado, in cui i giovanissimi partecipanti si confronteranno sviluppando le tracce fantascientifiche, fantasy ed horror ideate dai curatori Fabio Lastrucci e Ramiro Dell’Erba. La premiazione prevede la consegna dei diplomi di partecipazione ai primi tre classificati, piu’ la lettura del testo vincitore che sara’ premiato con sei libri della collana “Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri” offerti per l’occasione dalla casa editrice Delos Books di Milano.

Gli interventi musicali sono di Antonio Crispino col supporto tecnico di Alessandro Bogno. L’organizzazione e` di Nadia De Pascale.

Si ringrazia l’Associazione culturale “In form of Art” per l’immagine del manifesto, opera di Marco Chiuchiarelli, mentre la grafica e` di Mauro Lastrucci per vectorialplaza.com.

Sabato 25 ottobre 2008 – ore 10.45
Teatro del Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II”
Piazza Dante 41 – Napoli

Per info e contatti:
Associazione culturale Viv’arte
c/o Atelier Lastrucci, Vico Montesanto 5 – 80135 Napoli
tel. 0815446388 – cell. 3478394359

e-mail: vivarte.associazione@libero.it
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A questo punto, e’ opportuna spendere qualche altra parola su Kumi Saori (1959), autrice molto nota in Giappone nel panorama della letteratura fantastica e che si e’ subito dimostrata molto disponibile a sostenere l’operazione con un suo contributo.

Kumi Saori 1Nasce nella citta di Morioka della prefettura di Iwate. Dopo la scuola superiore s’iscrive alla Jochi daigaku (Sophia University) laureandosi nel corso di filosofia del dipartimento di lettere. Nel 1979 esordisce come scrittrice con il racconto Suiyobi no yume wa tottemo kireina akumu datta (Il sogno di mercoledi’ era un incubo molto bello) edito nella serie di volumi Shosetsu junia (Romanzi junior) della casa editrice Shueisha che piu tardi diverra la famosa collana di letteratura per ragazze Cobalt. Nel 1981 esce il suo primo romanzo, Yado nashi Miu (Miu senza dimora). Diviene una delle scrittrici piu importanti della Cobalt con cui continua a collaborare fino al 1993. Nel 1984 pubblica il primo libro della serie di Oka no ie no Mikkii (Micky della casa della collina) cui faranno seguito fino al 1988 altri nove volumi. I romanzi, ripubblicati nuovamente nel 2001, narrano la storia di Asaba Miku, un’adolescente che frequenta una prestigiosa scuola media del centro di Tokyo per signorine di buona famiglia costretta d’improvviso il secondo anno ad abbandonare l’istituto per seguire il padre il quale ha deciso di trasferirsi in un’altra localita dove da lungo tempo desiderava andare a vivere. All’inizio la protagonista rimane disorientata dal cambiamento tra la vecchia realta della capitale e il nuovo ambiente provinciale, ma, poco per volta, il suo sguardo sul mondo che la circonda diviene sempre piu ampio e riesce a stringere nuove amicizie. I volumi dal primo al sesto riguardano il periodo della scuola media, quelli dal settimo al decimo la scuola superiore. Ne sono stampate circa centomila copie per ogni prima edizione. Il primo romanzo e stato trasposto anche in fumetto. Sono stati inoltre pubblicati numerosi testi in varia maniera connessi a questo ciclo. Nel 1987 scrive per la casa editrice Hayakawa Akemeyami tojimeyami (Oscurita’ con gli occhi aperti, oscurita’ con gli occhi chiusi), raccolta di racconti fantastici che segnano il suo passaggio anche al fantasy e alla SF. Nel 1989 poi con MOTHER (MADRE) inizia a pubblicare testi basati sui personaggi e le situazioni di videogiochi RPG (Role Play Game). Riguardo tale genere, particolarmente apprezzati sono stati i suoi libri sulla saga di Dragon Quest.
Kumi racconta e metabolizza l’esperienza del periodo iniziale della sua attivita’ di scrittrice nell’interessante testo Kobaruto funroku (Note sull’avventura alla Cobalt) uscito nel 2004. Nel 1987 impone una svolta decisiva alla sua carriera cominciando a scrivere opere fantasy e in seguito dedicandosi alla fantascienza (anche se ad essere precisi aveva gia prodotto precedentemente lavori inerenti la SF). Nel 1993 chiude definitivamente il suo ormai decennale sodalizio con la Cobalt. Forte dell’esperienza maturata come scrittrice, si dedica ai piu disparati generi letterari a partire dall’horror fino a giungere al mistery dando libero sfogo a tutto il suo straordinario eclettismo che risulta chiaramente evidente in opere come il recente 45 sai, mo unde mo ii kashira? (Va bene partorire a 45 anni?) dove descrive gli avvenimenti legati alla sua maternita’.
Kumi ha inoltre tradotto in giapponese diversi volumi dell’illustratore e scrittore per l’infanzia americano Arthur Geisert (1941-).
Data la sua lunga frequentazione degli ambienti letterari e artistici ed i suoi molteplici interessi, Kumi e’ un personaggio certo ben conosciuto nel suo paese. Non deve quindi stupire vederla citata pure dal fumettista Aoyama Gosho (1963-) – noto anche in Italia – nei file dallo 052 allo 055 del manga e nell’episodio numero sedici dell’anime Meitantei Konan (Detective Conan). I quattro personaggi che li vi compaiono si chiamano difatti Kumi, Saori, Hatano e Ineko che non sono altro che la scomposizione dello pseudonimo e del vero nome della scrittrice.
Nel 1992 si sposa con Hatano Yo (1967-) e si trasferisce a Karuizawa nella prefettura di Nagano dove risiede a tutt’oggi con il marito, la figlia Sakuya, tre cani, un gatto, undici falchi, un cane della prateria, tre tartarughe, due serpenti e un pesce tropicale. Sempre nel 1992 scrive Karuizawa dobutsuki (Cronache d’animali di Karuizawa). L’anno seguente fa uscire Shinjinsho no torikata oshiemasu (V’insegno il modo d’aggiudicarvi un premio letterario per esordienti) apprezzato testo didattico sulla scrittura e su come affrontare la stesura di un’opera letteraria. In seguito ha dato alle stampe numerosi volumi quali la raccolta di racconti Haramu (Incinta) e i romanzi Densha (Treno) e Shudojo Mariko (Mariko la monaca). Da ricordare inoltre il ciclo fantasy di Doragon famu (Dragon farm) incentrato sulle avventure di Funf, giovane allevatore di draghi. Ad oggi ha pubblicato quasi duecento romanzi.
In italiano in ALIA3, CS_libri, 2006, e’ stato edito il racconto Angeli dall’apparenza malvagia e un dialogo tra lei e lo scrittore Fabio Lastrucci e’ uscito nella rivista letteraria LN-LibriNuovi 38, CS_libri, 2006.

Il fantastico polacco

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ABchProseguiamo il discorso iniziato con la fantascienza e il fantasy spagnolo riguardo il genere fantastico europeo a dimostrazione che ormai la letteratura d’immaginazione non e’ piu’, come pero’ molti si ostinano a continuare a credere, appannaggio delle sole America ed Inghilterra, ma che abili autori ed artisti si ritrovano un po’ dovunque.
La Polonia, paese in grado di attingere ad una grande tradizione letteraria, riscoprendo e modernizzando il suo repertorio folklorico puo’ vantare una schiera di scrittori del genere dal grande bagaglio culturale di tutto rispetto. Infatti non pochi sono i collegamenti alla politica e gli elementi di critica sociale nei lavori di questi scrittori.
Oltre la gia’ citata Agnieszka Kuciak (1970) ci sono altri giovani autori emergenti come la scrittrice Anna Brzezinska (1971) per non parlare poi di Andrzej Sapkowski (1948), nome poco conosciuto in Italia, ma che e’ uno dei maggiori autori di letteratura fantastica europei e creatore della popolarissima serie di The Witcher trasposta anche in videogioco, film e telefilm incentrata sulla figura del cupo Geralt of Rivia ed ambientata in un cinico mondo basato sulla storia e la mitologia slava.
In Polonia troviamo poi diverse case editrici interessanti assai attive nella diffusione di opere fantastiche come SuperNowa o Agencja Wydawnicza Runa e riviste quali Nowa Fantastyka.
La Polonia inoltre ha a disposizione un grande numero di artisti molto dotati per la realizzazione delle copertine dei volumi (a differenza dell’Italia, per le cover vengono in genere utilizzati artisti locali rafforzando cosi’ l’immagine di una letteratura fantastica autoctona di prestigio).
Insomma, un altro paese di cui seguire con attenzione l’evoluzione letteraria.

L’immagine e’ quella del volume Zmijowa harfa di Anna Brzezinska edito da SuperNowa

Zombie in Giappone

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ochambDavide Mana ed Elvezio Sciallis hanno iniziato una discussione sul ruolo della valenza sociale e politica degli zombie.
Il tema solleva dei quesiti interessanti…

Nell’immaginario giapponese come sono visti gli zombie?
Innegabilmente, ugualmente alla figura del vampiro, sono penetrati nel Sol Levante in anni piuttosto recenti attraverso la cinematografia ad essi dedicata con la differenza che vampiri e licantropi essendo connotati da una forte caratteristica di individualita’ e rispettivamente di nobilta’ e forza hanno probabilmente catturato maggiormente l’attenzione del grosso pubblico.
Gli zombi che invece paiono far parte di una silenziosa collettivita’ (molto piu’ vicina, se vogliamo, a quella del mondo dei salariati giapponesi imbrigliati in rigide regole sociali) sono principalmente stati utilizzati come “carne da macello” per i vari videogiochi quali, tanto per citarne alcuni, Residente evil o Oneechanbara. Azzerandone la valenza sociale e politica si sono li’ rivelati il nemico perfetto (sicuramente meglio di avversari dall’aspetto piu’ “umano” che immancabilmente avevano il difetto di provocare l’ira delle varie associazioni pronte a inveire contro la violenza gratuita presente nei giochi… Insomma, in fondo si tratta di “death meat”, no? Niente problemi etici o morali). Inoltre sono comparsi in alcune anime e film dichiaratamente ispirati dai B movie americani ed italiani (e infatti tali produzioni si muovono nell’ambito di una cinematografia a basso budget) dove la possibilita’ di riversare sugli zombie oltre le classiche armi da fuoco tutto l’armamentario di spade, coltelli e quant’altro presi dalle arti marziali orientali ha ampliato la gamma degli scontri e dato sfogo alla sanguinaria furia repressa degli eroi di turno creandosi un proprio target di spettatori. Troviamo quindi pellicole come Oneechanbara tratta dal suddetto videogame o Zombie Self-Defence Forze. Per  non parlare di derivazioni estreme come Yakuza zombie.
Vero comunque che ci sono stati esperimenti cinematografici piu’ interessanti quali il bizzarro Tokyo zombie con due attori del calibro di Aikawa Sho e Asano Tadanobu (con tanto di capigliatura afro) dove gli zombie vengono affrontati a… mosse di judo!
Se vogliamo, in realta’ in Giappone pare che la valenza sociale e politica degli zombie sia stata annullata a favore del “eroe” che li affronta. Quasi che esistano semplicemente per enfatizzare la singolarita’ di quest’ultimo. Da notare poi come spesso negli ultimi anni l’avversario dell’orda famelica piu’ agguerrito e combattivo sia proprio una donna, in genere pure di bell’aspetto. Un duplice invertimento dei ruoli. Quello del gender e del ruolo sociale. Non e’ lo zombie a rappresentare un moto di ribellione verso la societa’ bensi’ l’eroe/eroina, elemento anarchico fortemente in conflitto con i membri della sua stessa specie.
In letteratura si segnala un’opera interessante come Stacy – trasposta ovviamente anche in un film da molti ritenuto un piccolo cult del genere – del cantante e scrittore Otsuki Kenji (personaggio di spicco della subcultura di Tokyo) dove per una misteriosa malattia tutte le ragazze tra i quindici ed i diciassette anni muoiono per rinascere in forma di affamati zombie i quali, per essere eliminati, devono venire smembrati in piu’ di centosessanta pezzi.
Tra i manga si segnala Shikabane Hime (Le principesse cadavere) dove i resti di alcune ragazze si occupano di eliminare altri esseri sovrannaturali in base ad un accordo stretto con i monaci della scuola buddhista esoterica Shingon che gli permetteranno di andare in paradiso solo dopo che avranno eliminato cento otto avversari. Un’intrigante contaminazione tra la figura dello zombie come noi la conosciamo e quella delle tradizioni autoctone. Attualmente ne e’ stata realizzata pure una versione animata.

Ma pellicole con riferimenti agli zombie li troviamo gia’ negli anni ottanta anche ad Hong Kong. E’ abbastanza singolare che la figura dello Jiang Shi venga spesso associata a quella del vampiro pur avendo invece diverse similarita con quella dello zombie nell’accezione delle sue caratteristiche moderne (certo differenti da quelle della tradizione originaria haitiana).

C’e’ da riflettere come le figure tradizionali del folklore sia occidentale che orientale mutino nel tempo acquisendo man mano particolarita’ che non sono solo frutto dei dubbi e delle paure di ogni epoca, ma anche dei diversi luoghi geografici ammantandosi cosi’ di nuove leggende.

Immagine: videogioco Oneechanbara per XBOX.

Il mondo va avanti…

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PShokEmergo dopo alcuni giorni passati a revisionare il testo sulla simpatica regina giapponese ed il suo regno (un’esperienza molto “deep”) toccando punte di stacanovismo estremo come domenica che ho lavorato su tre libri contemporaneamente – lo ammetto, mi fa guadagnare molti punti di immagine con i miei conoscenti giapponesi!…
Intanto il mondo in qualche modo va avanti. Aso Taro e’ diventato Primo Ministro del Giappone e vedremo dal punto di vista del sostegno al fumetto ed all’animazione nipponica cosa fara’.
Di Miyabe Miyuki e’ finalmente uscito il romanzo Il passato di Shoko edito da Fanucci Editore.
Mi fa particolarmente piacere visto che quest’estate ho anche tradotto un altro suo racconto che uscira’ in un’antologia programmata verso il marzo del prossimo anno la quale riunira’ quattordici scrittori di grossa fama giapponesi per diciassette racconti e che credo piacera’ a molti lettori vista la qualita’ delle opere (notizie piu’ dettagliate in seguito).
Domenica ci ha lasciato il grande attore Ogata Ken (1937-2008). Forse poco conosciuto di nome in Occidente, credo che pero’ molti l’abbiano visto in qualche film poiche’ ha recitato in numerose pellicole che sono divenute dei classici.

ALIA Autori italiani

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ALIA5 AiE’ finalmente uscito anche il secondo volume di ALIA5, ovvero quello dedicato agli scrittori italiani.
ALIA Autori italiani riunisce i lavori di ben dodici autori e sei illustratori. Come dichiara con arguzia Massimo Citi nel suo blog: Dodici storie non troppo normali e non cosi` “italiane” come siamo abituati a pensare.
Un volume che credo valga davvero la pena leggere.

Dove stiamo andando: fare il punto prefazione di Silvia Treves

I mille, imprevedibili modi del fantastico prefazione di Vittorio Catani

Il caso Bobby Fuller – Fire Walk with Me di Danilo Arona

Ventriquattr’ore al giorno nella terato-chimica di Vittorio Catani

Leggere al buio di Massimo Citi

A cena il giorno dei morti di Alessandro Defilippi

Secondo messaggio di Mario Giorgi

Alla Rina di Consolata Lanza

La meccanica dell’ambaradan di Fabio Lastrucci

Blooper di Davide Mana

L’istinto dominatore di Angelo Marenzana

Tutta la vostra base sono appartenere a noi di Elvezio Sciallis

Storia romantica di code e di canini di Massimo Soumare’

I mondi di la’ di Silvia Treves

Illustrazioni di:

– Ilaria Urbinati

– Chiara Negrini in arte Ava Adore

– MoMa KoN

– Fabio Lastrucci

– Massimo Soumare’

Copertina di:

– Suemi Jun

Per quanto mi riguarda, mi e’ piaciuta molto la definizione del mio racconto che Silvia Treves ha dato nella sua introduzione: gotico-sentimental-sensuale… Wow!!!

L’uscita del terzo volume, quello curato da Davide Mana sugli autori di lingua inglese, e’ prevista per dicembre ed anche li’ saranno autentiche scintille!