HolDi Okami to koshinryo (Spice and Wolf) avevo gia’ parlato in precedenza l’anno scorso nel post intitolato Lupi e mercanti. Fantasy decisamente unico nel suo genere, il ciclo si compone per ora di dodici volumi con un totale di piu’ di due milioni e seicentomila copie vendute nel solo arcipelago nipponico. Attualmente la televisione giapponese sta trasmettendo la seconda serie animata (inoltre nel 2008 e 2009 sono usciti due giochi visual novel per DS) ed e’ prevista la traduzione dei romanzi in inglese per la Yen Press (gli stessi che pubblicano anche i volumi di Suzumiya Haruhi) a partire da dicembre 2009 con l’uscita ogni sei mesi di un romanzo della serie.
Con buona pace di coloro che hanno ancora una visione “vecchio stile” della definizione di fantasy, Spice and Wolf e’ l’ennesima dimostrazione di come ormai questo genere non possa piu’ essere inquadrato dalla semplice presenza di storie di tipo celtico o nordico e straripanti di nani, elfi e goblin. Ed e’ allo steso tempo la dimostrazione di come si possa fare della letteratura fantastica interessante e per nulla banale utilizzando elementi diversi ed innovativi. Certo le storie di Hasekura Isuna richiedono lettori capaci di apprezzare un tipo di narrativa basata su ritmi forse piu’ lenti, ma di ampio respiro che offrono una descrizione della societa’ e della psicologia dei protagonisti molto dettagliata.
Spice and Wolf presenta quella che a detta di molti, non solo giapponesi ma anche occidentali che sono riusciti a leggere i volumi, e’ uno dei piu’ bei personaggi femminili della letteratura fantastica. Holo, la lupa saggia di Yoitsu, che ama le mele, bere liquori e viaggiare e’ un personaggio davvero affascinante e complesso. Un essere sovrannaturale, una dea lupo vissuta per centinaia di anni che per viaggiare con il mercante Kraft Lawrence ha assunto le fattezze di una quindicenne. Il concetto non e’ certo nuovo, ma lo e’ invece il modo in cui ci viene presentata. Holo non si accompagna al classico eroe di tante storie fantasy, il predestinato a grande imprese. Ma a un mercanto itinerante. Una persona del tutto comune come lo puo’ essere il proprietario di un banco in un mercato all’aperto. Non e’ vissuta tra re, principi e grandi maghi come nel caso di Polgara (altro personaggio molto interessante) del ciclo di Belgariad scritto da David Eddings e sua moglie Leigh, ne’ tra le raffinatezze decadenti dei vampiri di Ann Rice. I suoi sono stati centinaia di anni spesso fatti di noia trascorsi nei campi osservando il lento crescere del grano e il mutare delle stagioni interrotti ogni tanto solo dalle feste per il raccolto dei contadini. Il suo aspetto e’ quello di una ragazzina e, a volte, ne ha gli atteggiamenti, ma sotto questa patina esterna si trova l’essenza di una creatura secolare e solitaria che, pur acquisendo forma umana, e’ costretta a nascondere in parte le sue sembianze dal momento che le rimangono le orecchie e la coda a mostrare la sua vera natura. Senza contare che la nuova religione, ricalcata su quella cattolica del periodo tardo medioevale, diffusasi intorno a lei ha agito in modo da eliminare le credenze nell’esistenza delle antiche divinita’ pagane obbligandola cosi’ a stare sempre sulla difensiva visti i suoi rapporti non idilliaci con il clero. Holo e’ forte, volitiva e intelligente, ma inevitabilmente gli anni trascorsi in solitudine l’hanno resa malinconica. Anche l’affetto crescente che prova per Lawrence presenta luce e ombre. E’ ben conscia che il rapporto che la lega all’uomo sara’ comunque di breve durata a causa della differenza della lunghezza di vita e che questo non sara’ altro che la felicita’ di un istante. Per di piu’, e’ soggetta a pesanti limitazioni. Ad esempio, la sua essenza vitale e’ racchiusa in un fascio di grano da cui non puo’ allontanarsi di molto i cui chicchi Lawrence ha messo in un sacchetto che lei porta intorno al collo in modo da consentirle di muoversi autonomamente, ne’ puo’ mutare forma da lupo a donna e viceversa senza mangiare alcuni di questi chicchi.
Holo inoltre e’ dotata per il commercio e gli affari, attivita’ che ha appreso durante altri viaggi compiuti in passato, salvando frequentemente Lawrence in molte situazioni. In realta’ e’ in grado, con grande sorpresa del suo compagno, a seconda delle necessita’ di recitare perfettamente il ruolo e il modo di parlare di una moglie, di una monaca o di una signora della buona societa’ palesando in tal modo come l’atteggiamento da adolescente sia solo una delle sue tante maschere.
Molto interessante l’articolo di Twitch sulla serie animata. Le sigle di apertura della prima e seconda serie sono esplicative del del tipo di contenuto delle animazioni.
Il titolo del ciclo e’ ispirato da quello dell’opera storica De l’Or et des épices : naissance de l’homme d’affaires au Moyen âge dello storico Jean Favier.

Immagine: copertina del terzo romanzo della serie Okami to koshinryo di Hasekura Isuna, illustrazioni di Ayakura Ju, edito da Dengeki Bunko.

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