Nuova antologia di letteratura giapponese contemporanea in uscita a inizio 2010

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FMdSHo avuto conferma che l’antologia FMDSL (abbreviazione del titolo per ora ancora segreto) dovrebbe uscire a gennaio 2010. Attualmente l’editore ha ormai tutti il materiale e da ottobre iniziera’ la fase di editing.
FMDSL si differenziera’ da altre antologie fino ad ora uscite in Italia perche’ presentera’ una panoramica sui vari generi letterari giapponesi spaziando a trecentosessanta gradi dal mainstream fino ad arrivare ai piu’ diversi filoni della letteratura di genere (light novel, storia sentimentale, horror, giallo hardboiled, fantastico eccetera) con diciotto storie di quindici tra i piu’ rappresentativi e famosi scrittori contemporanei (tra cui sette vincitori del Premio Naoki, uno del Premio Akutagawa e via discorrendo). Saranno incluse anche alcune opere vincitrici, ad esempio, dello stesso Premio Naoki e del Premio Kawabata Yasunari.
La copertina originale sara’ di Ueda Ake, le fotografie interne che correderanno il volume di MoMa KoN e la postfazione di Davide Mana.
Tanto per dare qualche anticipazione, diciamo che tra gli scrittori coinvolti ci saranno Ekuni Kaori, Miura Shion, Miyabe Miyuki, Sakuraba Kazuki, Tsuji Hitonari

Ulteriori notizie in seguito.

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Giornate intense…

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Ioill… A volte capita. Venerdi’ e sabato a Milano per il Kyogen con Nomura Mansaku, tesoro vivente nazionale, e Nomura Mansai. Sotto molti punti di vista un’esperienza decisamente interessante che mi ha fatto ulteriormente riflettere su cosa sia l’arte e quali siano le difficolta’ pratiche nel riuscire a realizzarla. Dei due attori non posso che dire che, oltre ad essere grandi professionisti, sono persone molto disponibili e cortesi.
Lunedi’ sera e’ stata invece la volta qui a Torino del Gagaku; in effetti era parecchio tempo che volevo vederlo. Un ringraziamento speciale va quindi ad Alessandro e Minami (loro sanno il perche’).

Presto il 3 ottobre iniziera’ la mostra di emakimono (andate assolutamente a vederla se abitate in zona!) a Mondovi’ e i preparativi per quella di gennaio a Torino proseguono.

Ieri ho finito anche il mio nuovo racconto. Kaedenoha e Karla, le due eroine di Storia romantica di code e di canini e di Miwaku riunite insieme in un racconto fantastico “vacanziero” tra Oriente e Occidente…

Per il resto, il libro sul Giappone e l’Asia antica sta ormai per uscire sia in America che nel paese del Sol Levante. Spero a brevissimo di poterne dare l’annuncio su questo blog. Visto che ci lavoro da ormai piu’ di sette anni si tratta di un volume che mi e’ particolarmente caro. A fine gennaio uscira’ poi un’antologia che ritengo di ottima qualita’ (non perche’ l’ho tradotta io, ma perche’ i racconti – ben diciotto – e gli autori meritano sul serio) con quindici tra gli scrittori giapponesi contemporanei piu’ importanti della letteratura di genere e non solo. Successivamente, la prossima primavera uscira’ ALIA6. Un solo volume questa volta, ma che promette di essere la piu’ internazionale delle antologie di letteratura fantastica mai uscite sul suolo italiano (riunira’ autori di almeno sei nazioni differenti sparse su tutto il globo!). Nel frattempo ci saranno altre varie uscite che credo potranno interessare un po’ di lettori di questo blog… (^^)b

E poi, ehi, sono diventato anche un’illustrazione. Il disegno e’ opera di MoMa KoN.

Porti di Magnin, Emaki: letteratura e arte figurativa giapponese

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Porti di Magnin-EmakimonoE’ uscita oggi la rivista-catalogo Porti di Magnin pubblicata dall’associazione che porta il medesimo nome. Punto centrale del n.69 di settembre 2009, supplemento n.4, sono i tre saggi ampiamente corredati di foto a colori scritti per la mostra Emakimono, immagini dalla narrativa classica giapponese che si terra’ dal 3 ottobre al 18 ottobre 2009 negli spazi espositivi dell’Isola di San Rocco al Ponte delle Ripe, Mondovi` (CN). Per la precisione i testi, nei quali si esamina la continuita’ artistica a partire dagli emakimono del Periodo Heian passando attraverso gli ukiyo-e del Periodo Edo per arrivare fino ai nostri giorni, sono i seguenti:

1) Emakimono: il punto di congiunzione tra letteratura e arte figurativa giapponese di Massimo Soumare’

2) Gli emaki e la cultura Edo – L’influenza sugli ukiyo-e di Akane Fujisawa

3) Gli emaki – All’origine dei fumetti e dell’animazione giapponese di Murasaki Fujisawa

La dott.ssa Akane Fujisawa e’ professoressa alla Gakushuin University, Tokyo Gaikokugo University, Tokai University e Gakushu shogai center, e’ specializzata in letteratura e cultura giapponese premoderna e storia del teatro tradizionale ed e’ anche editor della International Ukiyo-e Society.

La dott.ssa Murasaki Fujisawa e’ professoressa alla Gakushuin University, Kokugakuin University, Tamagawa University, Chuo University, Toyo University, Musashino art University, Chiba Institute of Technology, Sugino Fashion College e Ryotokuji University, e’ specializzata in arte giapponese, ukiyo-e e cultura Edo ed e’ inoltre direttrice della International Ukiyo-e Society.

Per chi fosse interessato ad avere la rivista, puo’ farne richiesta anche direttamente all’Associazione Porti di Magnin.

Warawa e wacchi

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NagLa letteratura giapponese contemporanea e, di conseguenza, manga e anime, fanno largo uso di dialetti e di linguaggi in stile classico. Decisamente molto di piu’ di quanto avvenga nel panorama italiano (se per i libri ci sono ancora alcuni scrittori che utilizzano parlate vernacolari, queste sono quasi totalmente assenti nei disegni animati e nel fumetti prodotti nel nostro paese). Vero e’ che anche da noi esistono romanzi scritti in dialetto, ma generalmente sono rivolti ad un pubblico determinato e circoscritto (ad esclusione di eccezioni eccellenti come i libri di Camilleri), mentre nel caso del Giappone le numerose opere che utilizzano questi linguaggi sono diffuse e apprezzate su tutto il territorio dell’arcipelago nipponico. Risulta purtroppo molto difficile, se non impossibile, rendere in altre lingue alcune particolarita’ che vivacizzano i personaggi mantenendo lo stesso sapore che hanno nell’originale. Ad esempio, il tipo di linguaggio usato dei jidaimono, storie ambientate nel medioevo, ricalca quello usato nei tempi a cui fanno riferimento, suddividendosi inoltre ulteriormente a seconda della regione dove sono collocati gli eventi. Un po’ come se noi in un fumetto ambientato nel Rinascimento avessimo personaggi che parlino con una lingua basata su quella degli autentici testi dell’epoca o con un idioma di antico italiano semi-immaginario come quello dei due Brancaleone di Mario Monicelli.
HolI manga comici impiegano spesso il dialetto di Osaka e del Kansai (quello utilizzato anche da molti comici dal momento che viene considerato particolarmente divertente), per questo molte persone che studiano la lingua giapponese rimangono perplesse e incontrano molte difficolta’ quando vi si trovano davanti. Per i lettori giapponesi e’ assai divertente che i due alieni di Dr. Slump & Arale di Toriyama Akira usino il dialetto di Nagoya. Fatto che ovviamente passa del tutto inosservato nella traduzione italiana…
Recentemente, due protagoniste di opere di successo come Nagi del manga Kannagi di Takanashi Eri e Holo del ciclo di romanzi di Okami to koshinryo hanno suscitato l’interesse del pubblico anche per il modo di esprimersi che rappresenta una parte essenziale del loro carattere. Mentre Nagi, un’antica dea, utilizza un giapponese quasi arcaico (e’ interessante notare come la sigla finale dell’anime riprenda proprio le parole di una preghiera scintoista norito e sia cantata in giapponese classico!) e usa, per dire, al posto dell’odierno “watashi” (io) il vocabolo “warawa” che nel Periodo Heian era pronunciato dalle ragazze giovani, Holo si serve, a cominciare dal termine “wacchi” (io) per indicare se stessa, del linguaggio delle cortigiane oiran del Periodo Edo.
Certo una buona storia rimane indubbiamente tale anche in traduzione, ma e’ estremamente difficile rendere questo tipe di sfumature ricche e complesse.

Immagini: quarto volume di Kannagi di Takenashi Eri edito dalla Comic REX e nono volume di Okami to koshinryo di Hasekura Isuna edito dalla Dengeki Bunko

Emakimono, ukiyo-e e illustrazione contemporanea giapponese

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MGGFinalmente lo possiamo annunciare ufficialmente!
Frutto di un gruppo di professionisti e appassionati di arte orientale piemontesi congiuntamente ad esperti giapponesi, nascono le due mostre del progetto MGG (Mostre di Grafica Giapponese) che si propongono, caso unico a livello mondiale, di presentare un percorso di sviluppo dei temi della grafica giapponese a partire dagli emakimono, per poi passare agli ukiyo-e e infine alla illustrazione contemporanea con sette artisti rappresentativi del genere, rendendo cosi’ evidente come anche i manga e gli anime, oggi tanto popolari in molti paesi, non siano un prodotto del caso, ma il risultato di una lunga evoluzione durata piu’ di un millennio.
Shuten Doji emaki - Ugo MondazziDal 3 al 18 ottobre 2009 nello spazio espositivo creato dall’architetto Carlo Pellegrino dell’Isola di San Rocco al Ponte delle Ripe a Mondovi’ (CN) e con il sostegno dell’Associazione Porti di Magnin e dell’Istituto Giapponese di Cultura verranno esposti per la prima volta al pubblico gli emakimono della collezione Ugo Mondazzi, tra cui il ciclo completo dello Shuten Doji emaki composto di tre rotoli da sei metri ciascuno datati tra il 1650 e il 1750, vari frammenti di altri emaki e la parte scritta dello Moko shurai ekotoba nella mostra dal titolo Emakimono, immagini dalla narrativa classica giapponese.
ABe Yoshitoshi3Successivamente, dall’14 gennaio al 14 febbraio 2010, nella mostra Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese nelle sale dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino verrano esposti una cinquantina di ukiyo-e e circa un totale di centosettanta illustrazioni di ABe Yoshitoshi, Kugatsuhime, Takada Akemi, Takada Minae, Terada Katsuya, Tsukishiro Yuko, Yamada Akihiro (tutte opere originali) sancendo per la prima volta a livello accademico e artistico piu’ alto il valore dell’illustrazione contemporanea nipponica. La qualita’ artistica dell’operazione e’, infatti, garantita dal fatto stesso che sia presentata nei prestigiosi ambienti dell’Accademia Albertina di Belle Arti e che abbia il sostegno della Japan Foundation. Ovviamente, il tutto e’ stato possibile grazie a partner e sponsor, nonche’ ai numerosi sostenitori dei due eventi, il cui ruolo e’ stato fondamentale.
Inoltre, nel corso della mostra di Torino si terranno all’Accademia Albertina conferenze e lezioni pubbliche ad essa legate con un convegno dal titolo Tra letteratura e arte con ospiti non solo italiani, ma anche provenienti dal Giappone.
Per ulteriori notizie tenete d’occhio il sito ufficiale che verra’ aggiornato costantemente. Punto importante, in modo da permettere a tutti di usufruire della possibilita’ di vedere  le due mostre, l’ingresso sara’ gratuito.
Le due mostre saranno il primo passo di quello che sara’ un progetto di piu’ ampio respiro.
Anche su Facebook.

Immagini: Shuten Doji emaki della Collezione Ugo Mondazzi e illustrazione di ABe Yoshitoshi