Cercasi divinita’!

Lascia un commento

TadkamQualche tempo fa la scrittrice Kumi Kaori mi ha consigliato Tadaima kami-sama boshuchu! (Adesso cercasi divinita’!) un libro di Kazuki Serika, giovane autrice qui al suo esordio come scrittrice professionista. Gia’, vincitrice del premio eccellenza al Gran premio novel dell’editore Shueisha con l’opera Waga ie no kami-sama sekuhara niito (Il dio della mia casa e’ un sexual harassment neet, titolo certamente inusuale…), la Kazuki in Tadaima kami-sama boshuchu! riprende alcuni personaggi presenti nella storia vincitrice.
Fantasy orientale intimista molto divertente che utilizza con intelligenza la religione shintoista, i protagonisti principali sono lo svogliato, almeno in apparenza, dio Mizuro e la giovane Nanao figlia di un sacerdote e in grado di vedere sia le divinita’ che gli esseri sovrannaturali. Nanao, adirata con Mizuro per le condizioni di estrema indigenza in cui e’ ridotto il santuario (indebitato persino con la yakuza!) dovuta alla mancanza di quest’ultimo nell’esaudire le richieste dei fedeli e che ne ha cosi’ decretato il declino, causualmente finisce per liberare Kuro, la meta’ che rappresenta la parte piu’ affascinante e intraprendente di Mizuro e che pare essere la soluzione perfetta a tutti i problemi della ragazza… Ma non tutto, come spesso accade, e’ come sembra e Nanao finira’ per trovarsi in guai ben peggiori di quelli iniziali ed a scoprire l’amara verita’ sul proprio passato.
Illustrato da Kashin Reina, la Kazuki e’ molto abile nel descrivere i vari yokai e il mondo celeste dove vivono gli dei superiori amatsukami, nonche’ nel uso dei dialoghi tra i protagonisti che delineano bene i caratteri di ciascuno. Tra tutti, spicca in particolare la dea-serpente bianco Amane-sama, che si presenta come una una dodicenne bionda vestita da Gothic Lolita, amante delle scenografie horror occidentali, del denaro e “vagamente” sadica e dispettosa, anche se molto piu’ saggia di quello che il suo comportamento farebbe pensare. Non per nulla il suo tempio, situato nella cittadina vicina a quella del tempio di Mizuro, prospera alla grande…

Immagine:Tadaima kami-sama boshuchu! di Kazuki Serika, illustrato da Kashin Reina, pubblicato nella collana Cobalt della Shueisha.

Annunci

Donne-gatto aliene ad Okinawa

1 commento

asobAsobi ni iku yo! e’ una serie di romanzi creata da Kamino Okina nel 2003, illustrata da Hode Eizo e pubblicata da Media Factory, la quale ha attualmente ha raggiunto i quattordici volumi. L’autore, noto per i temi spesso cupi e seri di altre sue opere, ha voluto, per sua stessa ammissione, questa volta scrivere dei libri con il chiaro intendo di divertirsi e di lasciare libero spazio alla sua fantasia. Non manca infatti l’ironia ed una acuta vena critica. Ne e’ nata cosi’ una serie che solo apparentemente puo’ sembrare leggera, trattandosi al contrario di buona fantascienza di alto livello. In questo ricorda proprio La malinconia di Suzumiya Haruhi di Tanigawa Nagaru dove, sotto una superficie giocosa, si nasconde una struttura solida ed estremamente articolata con teorie scientifiche complesse.
Oltre alle citazioni di numerose opere e pellicole del passato del genere della SF, il ciclo e’ molto curato nelle spiegazione delle tecnologie e nella descrizione delle varie culture aliene. A cominciare dai Kyatia (Catia), un popolo alieno evolutosi dai gatti e non dalle scimmie che ha aspetto umano, ma la coda e le orecchie da felino (possiedono comunque anche due orecchie umane che pero’ svolgono solamente la funzione di organo uditivo secondario, come spiega l’autore rivelando il suo amore per i dettagli), e i Dogishua (Dogisia) esseri evoluti invece dai cani. Mentre i primi hanno raggiunto uno stadio di conoscenza tale che il loro progresso dopo diecimila anni di pace si e’ fermato – il motivo per cui viaggiano nel cosmo alla ricerca di altre razze intelligenti e’ per trovare nuovi stimoli; non per nulla Asobi ni iku yo! vuol proprio dire “Veniamo per divertirci!” ed e’ il messaggio che inviano verso i mondi ancora inesplorati – i secondi hanno una societa’ di tipo militarista e li ritroviamo ad agire all’ombra del governo USA…
Protagonisti principali (ma i personaggi secondari sono davvero molti) sono un ragazzo di Okinawa, Kakazu Kio e la prosperosa aliena Eris. Da subito Kamino presenta il lato ironico della serie. Kio e’ un giovane tranquillo, ma decisamente un otaku, mentre Eris sembra il classico personaggio femminile svampito di tanti manga e anime. In realta’, entrambi mostrano, mano a mano che la storia procede, un carattere ricco di sfaccettature. Inoltre vengono immediatamente inseriti gli altri elementi portanti di Asobi ni iku yo! che sono la commedia e il thriller; fin dalle Asobipagine iniziale del primo romanzo le avventure ed i colpi di scena si susseguono vorticosamente. L’amica d’infanzia di Kio, Kinjo Manami, si scope essere un’apprendista agente della CIA, la compagna di scuola Futaba Aoi, di aspetto delicato, uno spietato killer agli ordini del governo giapponese e la sua insegnante, Itokazu Maki, un membro della societa’ segreta “Per un bellissimo contatto” (che si prefigge uno spettacolare primo contatto con forme di vita aliene, e che trovano assolutamente intollerabile l’aspetto e l’abbigliamento da “manga per otaku” di Eris; critica poco velata a certi ambienti dei fans di fantascienza…). Tutti quanti hanno l’obbiettivo di eliminare Eris.
Nonostante l’aspetto, i Kyatia, che sono in prevalenza femmine, hanno, cosi’ come gli altri popoli extraterrestri incontrati nei volumi, una psicologia, una storia e una cultura, decisamente aliene, degni dei migliori romanzi di SF. Lo scrittore e’ molto bravo a tratteggiare societa’ e filosofie differente da quelli terrestri, trattando temi come quelli delle credenze religiose ed arrivando a definire anche i comportamenti sessuali (i Kyatia, ad esempio, andando in calore come i gatti terrestri ed avendo una bassa popolazione maschile hanno di conseguenza sviluppato una prospettiva differente riguardo l’amore e l’ordine famigliare).
Kamino e’ uno scrittore nativo di Okinawa (l’unico altro autore di letteratura fantastica che abita su queste isole e’ Hayami Yuji, tradotto pure in italiano in vari volumi della serie ALIA della CS_libri, che pero’ si e’ trasferito da Tokyo), e l’ambasciata dei Kyatia e’ collocata li’. Sono quindi descritte anche la cultura (con famiglie molto piu’ allargate rispetto a quelle delle altre isole dell’arcipelago giapponese capaci di contare diverse centinaia di membri) e gli usi e costumi di Okinawa diversi da quelli di cui sono abituati a leggere o a vedere gli stessi appassionati di cultura giapponese. Per dire, le tre anziane nonne di Kio che sono a capo del suo clan sono anche delle yuta. Quest’ultime, che nel romanzo svolgono un ruolo importante, non sono pero’ presenti nell’anime.
Asobi ni iku yo! e’ infatti stato trasposto da luglio di quest’anno in un cartone animato di 12 puntate. Anche se, a mio avviso, inferiore alla qualita’ narrativa dei romanzi, si tratta comunque di un buon prodotto. Il ciclo e’ stato anche trasposto nel 2006 in un gioco per PS2 e tra il 2007 e il 2010 in sette volumi manga disegnati da 888.
Insomma, l’opera di Kamino e’ un abile misto di space opera, fantascienza tecnologica, commedia, romanzo d’avventura e giallo che riesce ad esprimere un interessante modo di fare letteratura d’intrattenimento e che e’ stata capace di affascinare un gran numero di lettori.

Immagini: Volumi 10 e 11 di Asobi ni iku yo! di Kamino Okina, illustrazioni di Hode Eizo, pubblicati da Media Factory.

Digressione “professionale” 3: grammatiche giapponesi

2 commenti

GiapgramNuova grammatica di giapponese in italiano pubblicata ad agosto 2010. Ad essere precisi, Giapponese.Corso completo di Marina Speziali edito da Giunti, e’ piuttosto un volume che in 243 pagine racchiude in un unico testo a) frasi per ogni situazione, b) grammatica e sintassi, c) pronuncia, d) dizionario.
Piu’ semplice di altre grammatiche dal momento che si limita ad elencare in un centinaio di pagine le regole grammaticali fondamentali senza dilungarsi in complesse spiegazioni, spesso utili solo a chi si dedichi a studi universitari, il libro, con la sua compattezza ed essenzialita’, e’ ottimo come testo d’appoggio per un primo anno in una scuola di lingua o centro culturale dove sara’ il docente a spiegare nei particolari le varie regole e strutture. Certo, per il medesimo motivo, forse e’ meno valido per chi voglia invece avvicinarsi al giapponese da autodidatta. Il prezzo e’ indubbiamente competitivo; 14,50 euro con incluso anche un CD.