A marzo ciclo di conferenze Imaginare

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Ne avevo gia’ parlato qui. A marzo, appuntamento all’Accademia Albertina di Torino con il ciclo di conferenze Imaginare: Arti e Letterature fra Oriente e Occidente nello Specchio del Fantastico. Questa la locandina ufficiale dell’evento:
Locandina Imaginare

Mercoledi’ 2 marzo alle ore 17:00 mi trovete li’ a tenere l’incontro:

Rapporto simbiotico tra letteratura e arte nel Giappone di ieri e di oggi. Dai romanzi fiume di Kyokutei Bakin alle light novels
Nel periodo Edo (1603-1868) si assiste al fiorire in Giappone della letteratura popolare. Grande successo hanno le opere di scrittori quali Santô Kyôden e Kyokutei Bakin illustrate da artisti noti anche in Occidente come, ad esempio, Hokusai. Si sviluppa quindi un profondo rapporto tra arte e letteratura teso ad esprimere in entrambe un alto livello artistico e capace di dar vita ad una vasta diffusione di libri. Curiosamente, il medesimo stretto legame lo vediamo ripresentarsi nel Sol Levante dopo piu’ di un secolo, nel 1980, quando nei romanzi di genere (letteratura fantastica, fantascienza, horror, avventura, polizieschi) si incominciano ad inserire con sempre maggiore frequenza illustrazioni di famosi disegnatori dando vita all’odierno fenomeno delle light novels – libri per ragazzi illustrati con disegni in stile manga o anime – che sono i romanzi piu’ venduti nel mercato giapponese e che rappresentano la fusione dei talenti di uno scrittore e di un artista.

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ALIA storie

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ALIAstorieIl primo ALIA edito dalla CS_libri riporta come data di pubblicazione novembre 2003. Da allora di anni ne sono passati parecchi e vari sono stati i volumi pubblicati, fino ad arrivare all’attuale ALIA6 (titolo ufficiale ALIA storie). Se consideriamo che ALIA4 e ALIA5 sono entrambi composti da tre libri ciascuno, arriviamo ad un totale di ben dieci volumi! Credo non pochi per una serie antologica che e’ riuscita a riunire i racconti di autori di alto profilo di letteratura fantastica (ma non solo) anglofoni, italiani, giapponesi, spagnoli, cinesi e di Singapore proponendo anche alcuni racconti inediti scritti appositamente e illustrazioni completamente originali. Basta dare un’occhiata al sito ufficiale per rendersene conto.
Internazionalmente ALIA ha indubbiamente destato un notevole interesse ed apprezzamento, come dimostra chiaramente l’ampia partecipazione di scrittori e illustratori di diversi paesi anche ad ALIA6. In Italia, be’, sicuramente ha un buon numero di estimatori, seppure, purtroppo, non tanti lettori quanto avrebbe avuto un progetto editoriale del genere se fosse uscito negli USA o anche solo in Francia.
Il futuro… il futuro e’ un’incognita come sempre. Proprio questo rende il gioco divertente!

ALIA storie, a cura di Massimo Soumaré, Davide Mana, Silvia Treves

Indice
– p. VII Siamo in viaggio da sette anni di Silvia Treves
– p. XIII Profili degli autori e degli illustratori di Massimo Soumaré
– p. 3 Sulla distesa d’acqua di Alice Arisugawa (Giappone)
– 17 La tomba di Qiufan Chen (Cina)
– 27 Ultimi giorni di Dave Chua (Singapore)
– 39 Il soffio lontano del vento di Massimo Citi (Italia)
– 53 La fine del mondo di Fei Dao (Cina)
– 59 Senza parole di Fulvio Gatti (Italia)
– 69 Il regno dorato di Reiko Hikawa (Giappone)
– 87 Resurgam di Consolata Lanza (Italia)
– 101 DB di Fabio Lastrucci (Italia)
– 111 La Fenice di Lucía González Lavado (Spagna)
– 127 Pianeta rosso di Davide Mana (Italia)
– 151 La casa della lespedeza rossa di Yûko Matsumoto (Giappone)
– 159 La citta’ eterna di Haitian Pan (Cina)
– 171 Ghosts di Alvin Pang (Singapore)
– 177 Volo di gru di Benjamin Rosenbaum (USA)
– 205 Le stravaganti vacanze estive di una maga e di una volpe di Massimo Soumaré (Italia)
– 235 Invisibile di Tôya Tachihara (Giappone)
– 261 La ciotola della vuota dimenticanza di Fumio Takano (Giappone)
– 291 Brilla brilla, lumicino di Mei Ching Tan (Singapore)
– 295 Lo scout di Silvia Treves (Italia)
– 327 I bambini del lago di Cyril Wong (Singapore)
– 335 Il primo amore di Arimi Yazaki (Giappone)

Cover originale di Yoneda Hitoshi (Giappone)
Illustrazioni interne originali di Keitarô Arima (Giappone), Yowkow Fujiwara (Giappone), Laura Garijo (Spagna), Ryô Kanai (Giappone), MoMa KoN (Italia), Chiara Negrini (Italia) Cris Ortega (Spagna), ScarletGothica (Italia)

Il figlio errante

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Wand1Shimura Takako e’ una mangaka purtroppo ancora sconosciuta al pubblico italiano e poco nota in genere ai lettori occidentali, nonostante un indubbio talento e il fatto che in Giappone e’ molto apprezzata sia dal pubblico maschile che da quello femminile. Le sue tavole, soprattutto quelle ad acquerello dalle tinte delicate, sono davvero belle ed e’ inoltre molto abile nel costruire le storie. Probabilmente cio’ si deve agli argomenti da lei trattati, ovvero transgender e lesbismo. Tema principale dei suoi lavori sono spesso i problemi affrontati dai ragazzi durante l’adolescenza e l’amicizia e l’amore tra compagne di scuola. Intendiamoci, siamo qui molto lontani dallo yaoi Wand 2e dallo yuri; l’approccio della Shimura e’ molto curato e profondo, in un certo senso quasi letterario.
La sua opera maggiormente rappresentativa e’ Horo musuko (Il figlio errante) pubblicato dal 2000 dalla ENTERBRAIN (che conferma ulteriormente di essere una delle piu’ interessanti case editrici di manga giapponesi capace di proporre lavori molto interessanti e originali) e di cui sono usciti undici volumi. Verra’ tradotto anche in inglese dalla Fantagraphics Books con il titolo di Wandering Son a partire, verosimilmente, da maggio 2011.
Inoltre, proprio agli inizi quest’anno ne e’ stato realizzato un anime prodotto dalla AIC molto raffinato ed elegante nelle animazioni che, per l’appunto, riprende il tipo di colorazione della fumettista.
Sicuramente un’autrice che merita di essere letta.

Nelle due immagini, in alto i protagonisti di Horo musuko nella versione animata, in basso in un’illustrazione della Shimura.

Victorique e Kujo, investigazioni nell’Europa del 1924

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GosGOSICK e’ una serie attualmente composta di otto romanzi e quattro raccolte di racconti (quest’ultime indicate con il titolo di GOSICKs) scritta da Sakuraba Kazuki ed illustrata da Takeda Hinata edita a partire dal 2003 per la casa editrice Kadokawa Shoten/Fujimi Shobo. Sakuraba Kazuki, indubbiamente un’autrice in possesso di un notevole talento nella gestione della scrittura e dei vari stili letterari, e’ stata la prima (e finora unica) scrittrice del genere light novel, corrispondente allo YA americano, a vincere, nel 2008, il prestigioso premio Naoki. GOSICK e’ stata anche la sua prima serie ad ottenere un grande successo di pubblico, tanto da essere tradotta sia in tedesco che in inglese.
Ambientata nel 1924, appena dopo la prima guerra mondiale, in una scuola di Sauville, un’immaginario piccolo paese europeo confinante con l’Italia, la Francia e la Svizzera, segue le vicende di Victorique de Blois, una strana ragazza dai lunghi capelli biondi figlia di un nobile, e dello studente giapponese Kujo Kazuya, terzo figlio di un militare, impegnati a risolvere casi misteriosi che vengono svelati grazie ai ragionamenti logici di Gos2Victorique. Sakuraba non ha fatto mistero di essersi ispirata alla copia Sherlock Holmes e Watson. La preparazione del primo romanzo ha richiesto piu’ di un anno di incontri con il suo editor per mettere a punto lo sfondo della vicenda e la psicologia dei personaggi. C’e’ quindi stato un grande lavoro dietro la creazione di questa serie per ragazzi. Cio’ si rivela anche nei dettagli. Ad esempio, quando Victorique aspetta in biblioteca l’arrivo di Kujo manifestando ogni volta in modo differente la propria noia.
Esistono anche cinque volumetti manga e, da gennaio, e’ in onda la versione animata prodotta dalla Bones. Estremamente curata nell’ animazione e nelle atmosfere (anche la Sakuraba ha espresso il suo vivo apprezzamento per come l’anime e’ stato realizzato), la serie dovrebbe essere composta da un totale di 24 episodi.
Attualmente in italiano purtroppo non e’ stata tradotto alcun lavoro della Sakuraba ad eccezione del racconto Seppure con rammarico pubblicato nell’antologia Foglie multicolori dal Sol Levante edita da CS_libri. Seppure con rammarico e’ la storia iniziale del volume Shojo Nanakamado to shichinin no kawaisona otona-tachi (La giovane Nanakamado ed i sette miserabili adulti) edito da Kadokawa Shoten, libro che narra le vicende della bella Nanakamado appassionata di modellismo ferroviario.

Un principe alieno cialtrone

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LevELevel E e’ un manga di Togashi Yoshihiro, meglio conosciuto per opere come Yu yu hakusho e Hunter X Hunter, pubblicato originariamente su Shonen Jump della Shueisha dal 1995 al 1997 e, successivamente, raccolto in tre volumi suddivisi in sedici capitoli. Si tratta di una comedia fantascientifica dove elementi di satira del genere e comicita’ pura sono molto piu’ presenti che in altri suoi lavori.
E’ appena iniziata in Giappone la serie animata realizzata dallo studio Pierrot e dalla David Production; il design, forse maggiormente curato e realistico rispetto alle tavole del manga, contribuisce ad esaltare ancor piu’ la vena ironica presente nell’opera.
Level E puo’ essere paragonato ad un X-Files o alla vecchia serie Project U.F.O. (per chi se la ricorda!), ma in una deriva che, pur conservando perfettamente i canoni classici della fantascienza, offre delle trovate comiche a volte veramente geniali. Soprattutto nei capovolgimenti della trama, con la narrazione della vicenda che inizia con i toni seri della space opera americana degli anni ’50 e anni ’70 trasformandosi man mano che gli episodi procedono in un fuoco pirotecnico di trovate. Particolarmente apprezzabile dagli appassionati sia della SF cinematografica e televisiva che da quelli della fantascienza letteraria, ha l’ulteriore pregio di presentare uno dei piu’ originali e, a suo modo perfido e al contempo irresistibilmente simpatico, principe extraterrestre mai creato.
La premessa e’ che la terra sia abita da un gran numero di alieni di vario genere, da quelli pacifici a quelli bellicosi, e che gli unici a non saperlo siano proprio i terrestri…

Ragazze seppia e bambine terribili

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MitsLa serie animata di Mitsudomoe (lett. Contrasto triangolare) si e’ rivelata il grande successo del 2010, tanto che attualmente sta andando in onda la seconda serie, Mitsudomoe zoryochu. Tratta dal manga umoristico di Sakurai Norio, pubblicato a puntate dal 2006 sulla rivista settimanale Shonen Champion della casa editrice Akita Shoten, ad oggi il fumetto e’ stato raccolto in dieci volumi ancora in corso di pubblicazione. La storia narra le vicende delle tre sorelle Marui (Hitoha, Futaba e Mitsuba), definite come le sorelle piu’ diverse tra loro di tutto il Giappone! Mentre la prima, la piu’ piccola e’ una specie di Sadako in miniatura che si diverte a leggere riviste erotiche, la seconda e’ forzuta, ma non si puo’ certo definire intelligente, e fanatica dei seni, e la piu’ grande, Mitsuba, e’ una regina SM in erba a cui pero le cose vanno spesso storte. Ora, il fatto che le tre sorelle frequentino ancora la scuola elementare e quasi tutti i personaggi, compresi i genitori (come la madre di una delle compagne di scuola delle tre sorelle che ha tendenze masochiste o il padre delle Marui disegnato apposta con un tratto grezzo e che viene sempre sospettato di essere un individuo equivoco) e gli insegnanti, abbiano gusti o personalita’ leggermente eccessive spiazza decisamente chi si avvicina per la prima volta alle loro storie. Si parla di molti elementi a sfondo sessuale. In effetti, seppure i disegni possano trarre in inganno, e’ evidentemente che siamo in presenza di un manga e di un anime dedicato ad un pubblico adulto. La maestria di Sakurai e’ quella di essere riuscito a creare un prodotto estremamente divertente e ironico, trattando temi estremi, ma senza mai scivolare nel volgare. Non e’ errato percio’ vedere in Mitsudomoe una versione piu’estrema dei Peanuts di Schulz. Inoltre, caso tutt’altro che comune, le battute utilizzate funzionano anche in un contesto non giapponese, rendendo la serie internazionalmente usufruibile.
Certo visti i temi forti e considerato il fatto che comunque protagonisti sono bambini delle elementari, cosa che potrebbe dare fastidio ad alcuni, e’ purtroppo difficile che canali televisivi non giapponesi accettino di trasmetterla (sarebbero ridotti ad un taglio ed una censura continua), anche se si puo’ sperare vengano realizzati i DVD e tradotto il manga, dato che e’ un prodotto che merita realmente.
Ciascuna puntata dell’anime e’ suddivisa in tre o quattro brevi episodi.

Shinryaku! Ika musume (L’invasione della ragazza seppia) e’ un manga ancora in corso di Anbe Masahiro pubblicato sempre su Shonen Champion Ikdal 2007 e di cui sono gia’ usciti otto volumetti. Trasposto nel 2010 in un anime in cui ogni puntata e’ suddivisa in tre brevi episodi, racconto la storia di Ika musume, una fanciulla misteriosamente comparsa dal mare per sottomettere la razza umana e che ha le caratteristiche di una seppia. I suoi capelli infatti si muovono indipendentemente come tentacoli ed e’ in grado di emettere inchiostro dalla bocca. Sfortuna vuole che si ritrovi subito a dover lavorare al Lemon, il chiosco sulla spiaggia delle sorelle Aizawa per riparare un danno fatto e il suo inchiostro venga sfruttato per cucinare degli eccellenti spaghetti al nero di seppia… La nostra eroina si ritrova cosi’ sbalzata dal ruolo di conquistatrice dell’umanita’ (cui pero’ non pare voler rinunciare) a cameriera part-time.
Privo delle battute a sfondo erotico di Mitsudomoe, Shinryaku! Ika musume presenta pero’ ugualmente tutta una serie di personaggi parodistici come, ad esempio, i tre scienziati americani laureati al MIT o Aizawa Chizuru, dolce in apparenza, ma che invece e’ una vera orchessa in grado di spaventare anche la protagonista, e una sfilza di gag esilaranti. Anche se il personaggio centrale resta comunque quello della svampita, ma simpaticissima, Ika musume, caratterizzata dal terminare ogni frase con il suono “degezo” (ormai un vero tormentone in terra nipponica!) forse vagamente ispirata dai miti lovecraftiani, con la sua meraviglia di fronte ad un mondo per lei completamente nuovo… Un manga e anime che sarebbe interessante fossero presentati in Italia.