Mado 2Gli ultimi due cicli trimestrali di anime giapponesi si sono distinti per la presenza di un gran numero di opere di notevole qualita’, sia dal punto di vista grafico che narrativo. E’ da segnalare anche un ritorno alle opere originali, per intenderci quelle non tratte da manga o light novel (quest’ultime visto il grande successo di vendite recentemente sono state spesso trasposte in serie animate).
Tra gli anime terminati a fine marzo primeggia indubbiamente Mahou Shoujo Madoka Magika (PUELLA MAGI MADOKA MAGICA) per la regia di Shinbo Akiyuki e prodotto dall’ottimo studio Shaft, serie composta da dodici puntate (le ultime due andate in oda solo nella penultima settimana di aprile 2011). L’idea di base, tutto sommato abbastanza semplice, e’ stata quella di ribaltare il concetto presente nelle varie opere delle majokko (streghette), come Sailor Moon, mantenendo i tipici elementi “kawaii“, ma innestandoli in una realta’ in cui le protagoniste possono rimanere ferite e morire ed in cui il classico animaletto simile ad un orsetto de peluche che accompagna le ragazze presenta un’ambivalenza per cui, al suddetto aspetto kawaii, si contrappone invece un carattere inquietante e spietato, teso semplicemente a conseguire freddamente il proprio scopo. L’alieno (in tutti i sensi!) Kyubey diventa cosi’ una figura davvero spaventosa ed ambigua.

Se l’idea e’ semplice, non lo e’ pero la realizzazione. Le ragazzine combattenti sono delineate psicologicamente molto bene, di gran lunga meglio di quanto non accada di solito nelle serie majokko. Le loro aspirazioni e ideali giovanili si scontrano con la realta’ che si trovano ad affrontare, mostrando il lato oscuro che ognuna di loro nasconde dentro di se’. Persino Madoka, la protagonista, che e’ quella piu’ ingenua ma allo stesso piu’ solare del gruppo, per tutta la serie continua ad esitare su come deve comportarsi e decidera’ di trasformarsi e sacrificarsi solo all’ultimo. Notevole e’ il modo in cui nel corso delle puntate vediamo variare il modo di agire di Homura (che, da un certo punto di vista e’ la vera eroina principale), Sayaka, Mami (personaggio particolarmente apprezzato dal pubblico) e Kyoko. All’inizio rappresentanti lo stereotipo consolidato delle eroine di questo tipo di produzione (a volte portato all’eccesso come nel caso di Kyoko che alla sua prima apparizione appare decisamente psicopatica con una propensione omicida rivolta anche verso le compagne e che incarna il personaggio con tendenze asociali del gruppo), ne vengono, successivamente, analizzati in profondita’ i traumi non indifferenti che tutte, Madoka e parzialmente Sayaka escluse, hanno subito.
Per trovare un’altra produzione che racchiuda un senso di malinconia e di sofferenza interiore tanto intenso bisogna ritornare al Casshern sins del 2009.
MadoAnche la conclusione di Madoka Magica, che poteva rivelarsi il punto debole della produzione, e’ un falso happy ending molto adatto all’intera struttura della serie. Il sacrificio estremo di Madoka e’ terribile, ma non risolve la situazione, al piu’ ne mitiga gli effetti. Ed e’ la solitaria Homura a doversi sobbarcare il fardello di un mondo in parte mutato da quello precedente, ma dove le presenze negative si sono limitate semplicemente a mutare forma e dove il tragico fato delle protagoniste rimane, a ben guardare, immutato.
Oltre agli elementi della SF classica, come il loop temporale o il controllo dello scorrere del flusso del tempo (il potere di Homura) ritroviamo qui l’elemento epico e pure, nella conclusione, quello mitico. In un certo senso, nel rapporto metafisico tra diverse realta’ possiamo osservare delle similitudine con quel capolavoro che e’ stato Serial experiments Lain.
Notevole anche la raffigurazione dei modi di combattere delle majokko le quali, al posto delle solite bacchette magiche o simile, utilizzano invece ben piu’ sinistri moschetti, lance, pistole e bombe. La rappresentazione dei nemici, le streghe, che provocano i suicidi degli esseri umani sono estremamente originali, fondendo l’animazione classica giapponese ai modelli di quelle osservabili nei lavori europee (soprattutto dell’Europa dell’Est). Persino le musiche sono molto curate e belle facendo di PUELLA MAGI MADOKA MAGICA un’opera davvero eccellente che gioca tra canoni del genere ormai classici e spunti innovativi e contestatori.

Dalla serie sono stati realizzati anche dei manga e si sta lavorando ad un romanzo.