Un principe alieno cialtrone

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LevELevel E e’ un manga di Togashi Yoshihiro, meglio conosciuto per opere come Yu yu hakusho e Hunter X Hunter, pubblicato originariamente su Shonen Jump della Shueisha dal 1995 al 1997 e, successivamente, raccolto in tre volumi suddivisi in sedici capitoli. Si tratta di una comedia fantascientifica dove elementi di satira del genere e comicita’ pura sono molto piu’ presenti che in altri suoi lavori.
E’ appena iniziata in Giappone la serie animata realizzata dallo studio Pierrot e dalla David Production; il design, forse maggiormente curato e realistico rispetto alle tavole del manga, contribuisce ad esaltare ancor piu’ la vena ironica presente nell’opera.
Level E puo’ essere paragonato ad un X-Files o alla vecchia serie Project U.F.O. (per chi se la ricorda!), ma in una deriva che, pur conservando perfettamente i canoni classici della fantascienza, offre delle trovate comiche a volte veramente geniali. Soprattutto nei capovolgimenti della trama, con la narrazione della vicenda che inizia con i toni seri della space opera americana degli anni ’50 e anni ’70 trasformandosi man mano che gli episodi procedono in un fuoco pirotecnico di trovate. Particolarmente apprezzabile dagli appassionati sia della SF cinematografica e televisiva che da quelli della fantascienza letteraria, ha l’ulteriore pregio di presentare uno dei piu’ originali e, a suo modo perfido e al contempo irresistibilmente simpatico, principe extraterrestre mai creato.
La premessa e’ che la terra sia abita da un gran numero di alieni di vario genere, da quelli pacifici a quelli bellicosi, e che gli unici a non saperlo siano proprio i terrestri…

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Ragazze seppia e bambine terribili

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MitsLa serie animata di Mitsudomoe (lett. Contrasto triangolare) si e’ rivelata il grande successo del 2010, tanto che attualmente sta andando in onda la seconda serie, Mitsudomoe zoryochu. Tratta dal manga umoristico di Sakurai Norio, pubblicato a puntate dal 2006 sulla rivista settimanale Shonen Champion della casa editrice Akita Shoten, ad oggi il fumetto e’ stato raccolto in dieci volumi ancora in corso di pubblicazione. La storia narra le vicende delle tre sorelle Marui (Hitoha, Futaba e Mitsuba), definite come le sorelle piu’ diverse tra loro di tutto il Giappone! Mentre la prima, la piu’ piccola e’ una specie di Sadako in miniatura che si diverte a leggere riviste erotiche, la seconda e’ forzuta, ma non si puo’ certo definire intelligente, e fanatica dei seni, e la piu’ grande, Mitsuba, e’ una regina SM in erba a cui pero le cose vanno spesso storte. Ora, il fatto che le tre sorelle frequentino ancora la scuola elementare e quasi tutti i personaggi, compresi i genitori (come la madre di una delle compagne di scuola delle tre sorelle che ha tendenze masochiste o il padre delle Marui disegnato apposta con un tratto grezzo e che viene sempre sospettato di essere un individuo equivoco) e gli insegnanti, abbiano gusti o personalita’ leggermente eccessive spiazza decisamente chi si avvicina per la prima volta alle loro storie. Si parla di molti elementi a sfondo sessuale. In effetti, seppure i disegni possano trarre in inganno, e’ evidentemente che siamo in presenza di un manga e di un anime dedicato ad un pubblico adulto. La maestria di Sakurai e’ quella di essere riuscito a creare un prodotto estremamente divertente e ironico, trattando temi estremi, ma senza mai scivolare nel volgare. Non e’ errato percio’ vedere in Mitsudomoe una versione piu’estrema dei Peanuts di Schulz. Inoltre, caso tutt’altro che comune, le battute utilizzate funzionano anche in un contesto non giapponese, rendendo la serie internazionalmente usufruibile.
Certo visti i temi forti e considerato il fatto che comunque protagonisti sono bambini delle elementari, cosa che potrebbe dare fastidio ad alcuni, e’ purtroppo difficile che canali televisivi non giapponesi accettino di trasmetterla (sarebbero ridotti ad un taglio ed una censura continua), anche se si puo’ sperare vengano realizzati i DVD e tradotto il manga, dato che e’ un prodotto che merita realmente.
Ciascuna puntata dell’anime e’ suddivisa in tre o quattro brevi episodi.

Shinryaku! Ika musume (L’invasione della ragazza seppia) e’ un manga ancora in corso di Anbe Masahiro pubblicato sempre su Shonen Champion Ikdal 2007 e di cui sono gia’ usciti otto volumetti. Trasposto nel 2010 in un anime in cui ogni puntata e’ suddivisa in tre brevi episodi, racconto la storia di Ika musume, una fanciulla misteriosamente comparsa dal mare per sottomettere la razza umana e che ha le caratteristiche di una seppia. I suoi capelli infatti si muovono indipendentemente come tentacoli ed e’ in grado di emettere inchiostro dalla bocca. Sfortuna vuole che si ritrovi subito a dover lavorare al Lemon, il chiosco sulla spiaggia delle sorelle Aizawa per riparare un danno fatto e il suo inchiostro venga sfruttato per cucinare degli eccellenti spaghetti al nero di seppia… La nostra eroina si ritrova cosi’ sbalzata dal ruolo di conquistatrice dell’umanita’ (cui pero’ non pare voler rinunciare) a cameriera part-time.
Privo delle battute a sfondo erotico di Mitsudomoe, Shinryaku! Ika musume presenta pero’ ugualmente tutta una serie di personaggi parodistici come, ad esempio, i tre scienziati americani laureati al MIT o Aizawa Chizuru, dolce in apparenza, ma che invece e’ una vera orchessa in grado di spaventare anche la protagonista, e una sfilza di gag esilaranti. Anche se il personaggio centrale resta comunque quello della svampita, ma simpaticissima, Ika musume, caratterizzata dal terminare ogni frase con il suono “degezo” (ormai un vero tormentone in terra nipponica!) forse vagamente ispirata dai miti lovecraftiani, con la sua meraviglia di fronte ad un mondo per lei completamente nuovo… Un manga e anime che sarebbe interessante fossero presentati in Italia.

Donne-gatto aliene ad Okinawa

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asobAsobi ni iku yo! e’ una serie di romanzi creata da Kamino Okina nel 2003, illustrata da Hode Eizo e pubblicata da Media Factory, la quale ha attualmente ha raggiunto i quattordici volumi. L’autore, noto per i temi spesso cupi e seri di altre sue opere, ha voluto, per sua stessa ammissione, questa volta scrivere dei libri con il chiaro intendo di divertirsi e di lasciare libero spazio alla sua fantasia. Non manca infatti l’ironia ed una acuta vena critica. Ne e’ nata cosi’ una serie che solo apparentemente puo’ sembrare leggera, trattandosi al contrario di buona fantascienza di alto livello. In questo ricorda proprio La malinconia di Suzumiya Haruhi di Tanigawa Nagaru dove, sotto una superficie giocosa, si nasconde una struttura solida ed estremamente articolata con teorie scientifiche complesse.
Oltre alle citazioni di numerose opere e pellicole del passato del genere della SF, il ciclo e’ molto curato nelle spiegazione delle tecnologie e nella descrizione delle varie culture aliene. A cominciare dai Kyatia (Catia), un popolo alieno evolutosi dai gatti e non dalle scimmie che ha aspetto umano, ma la coda e le orecchie da felino (possiedono comunque anche due orecchie umane che pero’ svolgono solamente la funzione di organo uditivo secondario, come spiega l’autore rivelando il suo amore per i dettagli), e i Dogishua (Dogisia) esseri evoluti invece dai cani. Mentre i primi hanno raggiunto uno stadio di conoscenza tale che il loro progresso dopo diecimila anni di pace si e’ fermato – il motivo per cui viaggiano nel cosmo alla ricerca di altre razze intelligenti e’ per trovare nuovi stimoli; non per nulla Asobi ni iku yo! vuol proprio dire “Veniamo per divertirci!” ed e’ il messaggio che inviano verso i mondi ancora inesplorati – i secondi hanno una societa’ di tipo militarista e li ritroviamo ad agire all’ombra del governo USA…
Protagonisti principali (ma i personaggi secondari sono davvero molti) sono un ragazzo di Okinawa, Kakazu Kio e la prosperosa aliena Eris. Da subito Kamino presenta il lato ironico della serie. Kio e’ un giovane tranquillo, ma decisamente un otaku, mentre Eris sembra il classico personaggio femminile svampito di tanti manga e anime. In realta’, entrambi mostrano, mano a mano che la storia procede, un carattere ricco di sfaccettature. Inoltre vengono immediatamente inseriti gli altri elementi portanti di Asobi ni iku yo! che sono la commedia e il thriller; fin dalle Asobipagine iniziale del primo romanzo le avventure ed i colpi di scena si susseguono vorticosamente. L’amica d’infanzia di Kio, Kinjo Manami, si scope essere un’apprendista agente della CIA, la compagna di scuola Futaba Aoi, di aspetto delicato, uno spietato killer agli ordini del governo giapponese e la sua insegnante, Itokazu Maki, un membro della societa’ segreta “Per un bellissimo contatto” (che si prefigge uno spettacolare primo contatto con forme di vita aliene, e che trovano assolutamente intollerabile l’aspetto e l’abbigliamento da “manga per otaku” di Eris; critica poco velata a certi ambienti dei fans di fantascienza…). Tutti quanti hanno l’obbiettivo di eliminare Eris.
Nonostante l’aspetto, i Kyatia, che sono in prevalenza femmine, hanno, cosi’ come gli altri popoli extraterrestri incontrati nei volumi, una psicologia, una storia e una cultura, decisamente aliene, degni dei migliori romanzi di SF. Lo scrittore e’ molto bravo a tratteggiare societa’ e filosofie differente da quelli terrestri, trattando temi come quelli delle credenze religiose ed arrivando a definire anche i comportamenti sessuali (i Kyatia, ad esempio, andando in calore come i gatti terrestri ed avendo una bassa popolazione maschile hanno di conseguenza sviluppato una prospettiva differente riguardo l’amore e l’ordine famigliare).
Kamino e’ uno scrittore nativo di Okinawa (l’unico altro autore di letteratura fantastica che abita su queste isole e’ Hayami Yuji, tradotto pure in italiano in vari volumi della serie ALIA della CS_libri, che pero’ si e’ trasferito da Tokyo), e l’ambasciata dei Kyatia e’ collocata li’. Sono quindi descritte anche la cultura (con famiglie molto piu’ allargate rispetto a quelle delle altre isole dell’arcipelago giapponese capaci di contare diverse centinaia di membri) e gli usi e costumi di Okinawa diversi da quelli di cui sono abituati a leggere o a vedere gli stessi appassionati di cultura giapponese. Per dire, le tre anziane nonne di Kio che sono a capo del suo clan sono anche delle yuta. Quest’ultime, che nel romanzo svolgono un ruolo importante, non sono pero’ presenti nell’anime.
Asobi ni iku yo! e’ infatti stato trasposto da luglio di quest’anno in un cartone animato di 12 puntate. Anche se, a mio avviso, inferiore alla qualita’ narrativa dei romanzi, si tratta comunque di un buon prodotto. Il ciclo e’ stato anche trasposto nel 2006 in un gioco per PS2 e tra il 2007 e il 2010 in sette volumi manga disegnati da 888.
Insomma, l’opera di Kamino e’ un abile misto di space opera, fantascienza tecnologica, commedia, romanzo d’avventura e giallo che riesce ad esprimere un interessante modo di fare letteratura d’intrattenimento e che e’ stata capace di affascinare un gran numero di lettori.

Immagini: Volumi 10 e 11 di Asobi ni iku yo! di Kamino Okina, illustrazioni di Hode Eizo, pubblicati da Media Factory.

La mostra “Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea” di Torino presentata sulla rivista giapponese Ukiyo-e geijutsu

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Ukiyo-e Art 160Sul numero 160, 20 luglio 2010, di Ukiyo-e geijutsu/Ukiyo-e Art (浮世絵芸術) della rivista edita dalla prestigiosa associazione giapponese International Ukiyo-e Society (国際浮世絵学会) e’ uscito un saggio (pagg. 61-64) a cura della dottoressa Fujisawa Murasaki sulla mostra d’arte di Torino Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese e sul convegno Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone tenutosi all’Accademia Albertina. Inoltre sono anche menzionate la mostra Emakimono, immagini dalla narrativa classica giapponese presentata dall’associazione Porti di Magnin a Mondovi’, la conferenza e l’esame delle xilografie del MAO (Museo d’arte Orientale di Torino), le quali si legavano ai suddetti eventi.

Un’altra buona notizia. La pubblicazione in rivista degli atti del convegno, da molti richiesta, Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone che includera’ numerosi saggi relativi alle conferenze dei vari partecipanti al convegno illustrati con immagini e che permettera’ anche a coloro i quali non hanno potuto presenziare agli incontri di avere un dettagliato resoconto sugli argomenti trattati, e’ quasi pronta. La data di uscita non e’ ancora stata stabilita in via definitiva, ma indicativamente gli atti dovrebbero essere editi per novembre-dicembre 2010 come supplemento letterario della rivista Porti di Magnin pubblicata dall’associazione culturale omonima. Ulteriori informazioni in seguito.

L’art book di Ryo Kanai presentato sull’inglese SFX magazine!

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animecovSFX e’ la piu’ importante rivista di fantascienza e fantasy inglese, o, come scrivono goliardicamente sul sito ufficiale, “the Earth’s greatest sci-fi and fantasy magazine”.
Il 30 luglio 2010 e’ uscito il numero speciale SFX Anime Special dedicato alle produzioni animate del Sol Levante che contiene anche una recensione a cura di Jonathan Clements (un nome molto noto nell’ambiente) sul volume Ryo Kanai The Art Of edito dalla Pavesio Productions!!
Insomma, il mio vampiro e la mia volpe se ne stanno andando allegramente a spasso per il mondo…

Immagine, copertina di SFX Anime Special pubblicato dalla Future Publishing Limited.

Musei di arte fantastica a Tokyo

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Se si amano i manga, gli anime, l’illustrazione, la fantascienza e il fantasy e siete a Tokyo, ci sono almeno due gallerie d’arte che meritano assolutamente di essere visitate.
GFLa prima e’ la GoFa (Gallery of Fantastic art, Aoyama Oval Building, 2F, Jingu-mae, 5-52-2 Shibuya-ku) che a ciclo continuo propone mostre dei piu’ rappresentativi e conosciuti artisti nel campo della grafica. Ad esempio, sta per terminare EDGE 10, collettiva che include, tra gli altri, lavori originali di Murata Range, Takenashi Eri e Fujishima Kosuke. Dal 14 al 29 agosto seguira’ poi una mostra di Takada Akemi (per chi avesse perso quella qui in Italia a Torino) che sara’ successivamente seguita dall’11 settembre al 3 ottobre da un’esposizione di Matsumoto Izumi.
La seconda e l’Hachioji Yume Art Museum (2F View Tower, Hachioji 8-1, Yokamachi, Hachioji-shi) che attualmente dal 16 luglio fino al 5 settembre propone la mostra Oshii Mamoru and Magicians of Picture Creation. Dal 26 novembre al 23 gennaio ci sara’ poi un’esposizione sulle opere di Mizuki Shigeru dal titolo, appunto, The World Of Mizuki Shigeru.

Per chi considerasse ancora l’illustrazione, di opere fantastiche o meno che sia, come un’arte di serie B, vedere quali valori possa raggiungere servira’ forse a fargli cambiare idea. Prendiamo, per esempio, l’illustrazione di Conan del grande Frank Frazetta, purtroppo recentemente scomparso, venduta questo mese per un milione e mezzo di dollari

Studenti contro un angelo

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ABAngel Beats! e’ una serie animata in tredici episodi realizzata dalla P.A. Works e dalla Aniplex preceduta da un romanzo pubblicato a puntate e da un manga con storie formate da quattro vignette.
Con uno stile grafico che ricorda molto quello dei visual games e alcuni evidenti punti di contatto con la serie La malinconia di Suzumiya Haruhi, e’ interessante notare come i protagonisti siano in realta’ tutti morti. La vicenda si svolge in quella che potrebbe essere sia la fase intermedia prima della prossima reincarnazione (come il finale tenderebbe a far supporre), cosi’ come altrettanto bene il purgatorio dei cristiani. Concepito come una scuola superiore giapponese, sono li’ radunate le anime di adolescenti morti senza poter realizzare il proprio sogno e per questo in rivolta contro gli angeli e contro lo stesso Dio per l’iniquo trattamento che la sorte gli ha riservato. Guidati dalla battagliera Nakumura Yuri – chiamata dagli altri ragazzi Yurippe – a capo del gruppo “Afterlife War Front” in una lotta letteralmente armata dal momento che per combattere utilizzano ogni tipo di arma da taglio e da fuoco (quella preferita di Yurippe e’ una Beretta M92!) ed eterna perche’ essendo gia’ morti sono tutti immortali e anche se subiscono danni ai loro corpi questi si rigenerano, la loro avversaria e’ l'”angelo” Tachibana Kanade. Personaggio chiave diverra’ Otonashi Yuzuru, che all’inizio e’ privo di memoria.
Surreale e velato da una malinconica tristezza, Angel Beats! mischia la commedia scolastica giovanile alla fantascienza raggiungendo in alcune puntate livelli davvero notevoli. Claustrofobico nelle ambientazioni, con un istituto scolastico che rappresenta i limiti dell’intero mondo e con giornate che si susseguono quasi del tutto uguali, con un passato degli apparentemente allegri protagonisti spesso traumatico, come nel caso di Yurippe, perde forse di intensita’ negli ultimi episodi e nel finale, ma resta comunque un prodotto di alta qualita’ e tutt’altro che semplice con una riflessione sul senso dell’esistenza quasi da romanzo e che vede contrapposto l’immobilita’, concepita come conservazione dello stato equo, e l’evoluzione intesa come cambiamento necessario.
Ottime inoltre le musiche tra cui spicca il pezzo Alchemy del gruppo di ragazze protagoniste dell’anime, le Girls Dead Monster (sono in vendita anche i CD come se fossero un gruppo reale, una tendenza questa presente in molti degli ultimi anime quale, ad esempio, K-on!).

Ragazze soldato, vampiri e fate irlandesi

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In queste ultime stagioni delle produzioni animate giapponesi ci sono almeno tre opere, una di SF e due horror, che meritano una particolare attenzione sia per la qualita’ di animazione che per la storia narrata.

SNWSora no woto e’ una serie di dodici episodi non ispirata ad alcun romanzo o fumetto e realizzata dalla Aniplex. Il tratto dei personaggi e’ molto simile a quello di K-on! e, seppure all’inizio possa sembrare un prodotto dedicato ai patiti delle uniformi e dei mezzi militari (molto numerosi in Giappone), la trama si sviluppa chiarendo che ci troviamo in un mondo futuro (o forse parallelo) dove in seguito ad un non ben precisato evento si e’ assistito ad un’involuzione della tecnologia. Il paese dove vivono le cinque protagoniste, che fanno parte di un reparto femminile dell’esercito, si ispira alla citta’ spagnola di Cuenca. Si tratta quindi di una storia di fantascienza, ma dai toni molto delicati e dove spesso si preferisce piu’ accennare che entrare nei particolari. Quindi molto e’ lasciato alla fantasia dello spettatore. Le cinque ragazze protagoniste paiono all’inizio essere prive di problemi, ma seguendone le vicende si scopre che ognuna racchiude in se’ dei segreti tutt’altro che piacevoli. Riescono a superare le loro incertezze e paure proprio trovando nella reciproca compagnia un punto di forza per lasciarsi il passato alle spalle. Interessante l’ibridazione in un paesaggio tipicamente europeo di elementi orientali (tipo gli abitanti che mangiano abitualmente cucina giapponese con le bacchette) che contribuiscono a spiazzare lo spettatore. Mascotte del gruppo e’ un assiolo faccia bianca di Temminck diventato famoso internazionalmente grazie a questo video giapponese che mostra la sua insolita capacita’ di trasformarsi. Bellissime anche le musiche tra cui spicca la splendida Servante du feu. Qui la sigla iniziale chiaramente ispirata alle opere di Gustav Klimt. Da Sora no woto e’ stato tratto anche un manga ed a maggio 2010 e’ uscito un videogioco che aggiunge un’ulteriore protagonista.

DVBDance in the vampire bund nasce nel 2006 dal pennino di Tamaki Nozomu, autore che lavora sia nel campo dei manga per tutti che in quelli per lettori adulti, e pubblicato a puntate sulla rivista Comic Flapper (ad oggi ne sono usciti nove volumi). Forse proprio questa ambivalenza del suo autore gli ha permesso di realizzare una storia horror con protagonisti vampiri e uomini bestia molto originale e certo assai differente da opere come Eclipse, assai meno innovative e decisamente piu’ stucchevoli, a dispetto della presenza di elementi similari. La protagonista Mina Tepes, regina dei vampiri, appare con un corpo da adolescente, ma spesso con conturbanti vestiti sexy come calze a rete e con un comportamento che puo’ essere definito un misto tra quello leggermente civettuolo di una ragazzina e quello di un freddo politico calcolatore. La storia ha il suo perno nella complessa relazione sentimentale tra Mina e la sua guardia personale, l’uomo lupo Akira Kaburagi Regendorf sviluppandosi pero’ in una tela che crea un grande affresco di una societa’ dove uomini e creature sovrannaturali cercano di trovare un equilibrio di convivenza.
Il manga era gia’ stato tradotto negli USA quando a inizio 2010 e’ iniziato anche l’anime in dodici puntate che ne ha rafforzato la popolarita’ a livello mondiale e che presenta una delle piu’ provocanti ed inconsuete sigle di apertura mai realizzate per una serie di animazione. Comunque la storia del manga e quella dell’anime non coincidono del tutto.
Il manga inoltre e’ ora in traduzione anche in italiano per la casa editrice Ronin Manga.

DrrDurarara!! e’ sostanzialmente un urban dark fantasy, anche se presenta delle caratteristiche che lo rendono non facilmente distinguibile. Nasce come una serie di otto romanzi light novel ancora in corso scritti da Narita Ryogo e pubblicati dalla Dengeki Bunko, per poi nel 2009 essere trasposto in manga e nel 2010 in una serie animata composta di ventiquattro episodi. Con un alto numero di personaggi tutti ottimamente caratterizzati, alcuni dei quali davvero memorabili come la Dullahan irlandese Celty Sturluson priva di testa (comunica con gli altri tramite una una specie di tavoletta elettronica) e che, come si evince anche dal titolo, fa da collante delle varie sottotrame o Izaya Orihara, un cattivo davvero odioso ma di grande fascino. Ambientato nel quartiere giapponese di Ikebukuro di Tokyo, riesce a presentare abilmente le due facce di ciascuno dei protagonisti e della citta’. Ognuno non e’ quello che sembra ed i vari individui sono legati da fili insospettabili. Alcune parti sono veramente da antologia come quando nel loro appartamento il medico illegale Kishitani Shinra confessa a suo padre, classico scienziato pazzo che indossa sempre una maschera antigas sostenendo che l’aria della capitale giapponese e’ irrespirabile, di voler sposare Celty (premesso che Celty era stata usata dal padre di Shinra per fare esercitare il figlio dodicenne a compiere autopsie dal momento che la donna e’ immortale!). Un discorso di matrimonio condotto con tutta normalita’ da tre personaggi che di normale hanno ben poco diventa cosi’ un magnifico esempio di surreale immerso nel reale.

Incontri al Torino Comics

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TorcomManca ormai poco all’inizio della sedicesima edizione del Torino Comics.
Io saro’ sicuramente presente ai seguenti eventi:

VENERDI` 9 APRILE
Ore 11,00 – Sala Moliterni

INAUGURAZIONE UFFICIALE TORINO COMICS 2010. Incontro introduttivo della manifestazione promosso da FNAC. Intervengono il direttore artistico Vittorio Pavesio e gli ospiti Scott McCloud e Ryo Kanai.

Ore 17,00 – Sala Moliterni
ALIA, ANTOLOGIA DI NARRATIVA FANTASTICA. I curatori dell’antologia di narrativa fantastica Alia, edita da CS_libri, presentano l’iniziativa e il nuovo volume. Intervengono Massimo Soumaré, Davide Mana, Silvia Treves, Massimo Citi.

DOMENICA 11 APRILE
Ore 11,00 — Sala Rossa

RYO KANAI. Incontro con il mangaka Ryo Kanai tra progetti in Giappone e le anticipazioni sul volume Kitsukiba. Interviene lo scrittore Massimo Soumaré.

Qui il programma integrale della manifestazione e gli ospiti.

Ospite a Torino Comics!

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TorincomicSaro’ ospite a Torino Comics che si tiene il 9-10-11 aprile 2010 per presentare insieme con Ryo Kanai il progetto Kitsukiba!

Gli altri ospiti sono Scott McCloud, Massimiliano Frezzato, Lucio Parrillo, Patrizio Evangelisti, Simone Bianchi, Maurizio Manzieri, Marco Bianchini, Francesca Mengozzi e Giovanni Marcora.

Sul sito ufficiale presto dovrebbe comparire l’orario dei vari incontri.

Riguardo gli atti del convegno “Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone”

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17-07-09 1924Pare proprio che riusciremo a mantenere la promessa fatta, ovvero pubblicare in formato cartaceo gli atti del convegno “Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone” cosi’ come molti speravano! Si trattera’ di un supplemento letterario di un centinaio di pagine in formato A4 distribuito nel nord e centro Italia (ma facilmente richiedibile anche dalle altre regioni della penisola). Ci siamo gia’ attivati per il lavoro di raccolta di materiale e di editing e l’uscita degli atti e’ prevista per l’autunno, indicativamente nel periodo settembre-ottobre, del 2010. Appena possibile forniro’ notizie piu’ dettagliate.

La mostra all’Accademia Albertina di Torino e’ stata un ottimo successo, cosi’ come confermato dallo stesso direttore! Inoltre il catalogo ha interessato molte universita’ giapponesi e i corsi di arte che si tengono in esse. Personalmente sono molto contento del risultato.

Il progetto Kitsukiba sta suscitando curiosita’ in vari paesi del mondo. Dopo Italia e Francia, e’ ora il turno dell’America! Anche riguardo l’art book e la graphic novel dovrei presto avere diverse interessanti novita’…

Una settimana di eventi relativi all’arte, letteratura e cultura giapponesi a Torino!

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MGGComincia da domani martedi’ 2 febbraio a Torino una settimana densa di incontri riguardo il Giappone e la sua cultura.
Si apre infatti all’Accademia Albertina il convegno Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone (2-5 febbraio 2010) che include ben sedici incontri nell’arco di quattro giorni. L’ingresso e’ libero fino a esaurimento dei posti.
Con l’occasione vale assolutamente la pena di visitare la mostra Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea che si svolge proprio nelle sale dell’ateneo torinese.

UtamaroMercoledi’ 3 febbraio, alle ore 18:00, al MAO (Museo di Arte Orientale), nel capoluogo piemontese, si terra’ una conferenza della dott.ssa Murasaki Fujisawa dal titolo L’ukiyo-e e i ritratti di bellezze. Assolutamente imperdibile per chi sia interessato alla xilografia giapponese dal momente che la dott.ssa Fujisawa e’ una delle maggiori esperte del campo, nonche’ direttrice della International Ukiyo-e Society.

KyokoSabato 6 febbraio (ore 17:00) alla libreria Mangetsu ci sara’ invece la presentazione del volume Kyoko mon amour di Alessandro Del Gaudio, Edizioni il foglio. Testro estremamente interessante dal momento che l’autore analizza, cosa che avviene di rado per il fumetto giapponese, le opere rappresentative del genere “sentimentale” da un punto di vista della struttura narrativa. Incontro pertanto imperdibile anche per chi sia interessato ai vari aspetti della scrittura di una sceneggiatura per fumetto.

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