Rettifica

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Contrariamente a quanto annunciato nel precedente post, la casa editrice CS_libri continuera’ ad esistere e i suoi volumi come ALIA, Fata Morgana e Foglie multicolori saranno ancora disponibili fino ad esaurimento nelle varie librerie on-line quali IBS.it. Non saranno invece piu’ acquistabili direttamente nella libreria CS_libri in quanto e’ quest’ultima ad avere cessato, purtroppo, l’attivita’.

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Chiusura della casa editrice CS_libri di Torino

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ALIA11

Notizia importante che apprendo ora. Purtroppo la casa editrice CS_Libri chiudera’ definitivamente!!!
“Le edizioni CS_libri saranno poste in vendita nella libreria CS al 50% del prezzo di copertina. Chiediamo una particolare attenzione nei confronti delle nostre edizioni che con il 31.3.2012 scompariranno completamente dal commercio.”
Quindi, se siete interessati, consiglio di recuperare i numeri di ALIA, Fata Morgana e Foglie multicolori, antologie che presentano numerose storie di scrittori giapponesi, cinesi e di Singapore (per rimanere in ambito orientale), contattando direttamente la libreria o anche tramite le numerose librerie on-line che trattano i volumi entro la fine di marzo. Dopodiche’ il reperimento pare sara’ molto difficile.
Cortesemente fate girare il messaggio, grazie mille.

Quando sbocciano i fiori

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HasaBisogna nuovamente constatare come, recentemente, le migliori prove dell’animazione seriale giapponese si ritrovino in opere originali piuttosto che in quelle basate su manga o light novels. Quest’ultime, in particolare, risentono forse troppo della necessita’ di attenersi ad una trama ed una storia ben definite, imbrigliando quindi le possibilita’ dei registi e degli sceneggiatori. Certo poi esistono brillanti serie come K-On! dove Yoshida Reiko e’ riuscita a fare un eccellente lavoro di sceneggiatura, tuttavia e’ piuttosto in lavori come Madoka Magika e Ano hi mita hana no namae o boku-tachi wa mada shiranai che gli staff tecnici sono in grado di fornire le prove migliori e piu’ convincenti riuscendo ad esprimersi con la massima liberta’.
Hanasaku iroha
(I fondamentali della fioritura dei fiori, 26 episodi) prodotta dalla P.A. Works ha destato molto interesse tra gli stessi animatori giapponesi. Su twitter, nel periodo della sua messa in onda, era possibile leggere i commenti ammirati degli animatori e degli staff delle altre case di produzioni. Quello che colpiva in questo anime era la qualita’ di ogni singolo elemento, dalla sceneggiatura alla fluidita’ dei movimenti dei personaggi, agli sfondi eccezionalmente curati (treni rappresentati alla perfezione!) e all’ottima colorazione. Riuscire a ottenere il massimo da ciascun campo e’ stato per tutti oggetto di stupore. Ogni singolo episodio e’ allo stesso livello di una produzione cinematografica. Molto ben delineato pure il character design affidato al bravo Kishida Mel, lo stesso illustratore che aveva gia’ curato Sora no woto e che si e’ anche occupato delle illustrazioni della light novel Kami-sama no memocho di Sugii Hikaru.
Hasa2Opera prima della P.A. Works come lavoro totalmente originale, Hanasaku iroha segue le vicende della giovane Ohana che si ritrova catapultata dalla metropoli di Tokyo in una fittizia cittadina della campagna della prefettura di Ishikawa (in questo spostamento dell’ambientazione a un area periferica troviamo una similitudine con Ano hi mita hana no namae o boku-tachi wa mada shiranai, con cui condivide anche la narrazione di alcuni argomenti del periodo dell’adolescenza, nella ricerca di quel tema sull’origine contadina tanto caro ai giapponesi osservabile anche in un lungometraggio come Omohide poro poro dello Studio Ghibli) a lavorare in qualita’ di nakai nel ryokan della ferrea nonna Shijima Sui. L’irruenta e vulcanica Ohana fa cosi’ amicizia con la scontrosa Minko e con la timida e prosperosa Nako. I personaggi sono tutti definiti con cura, come il divertente scrittore fallito Jiromaru Taro, Matsumae Satsuki, la volitiva ma capricciosa madre di Ohana o la simpatica Tomoe. Davvero impossibile elencarli tutti. Gli episodi seguono le vicende dell’eroina adolescente nello scoprire il significato dell’amicizia, dell’amore e nelle ricerca di uno scopo nella vita, focalizzandosi anche sulle storie degli altri personaggi secondari e delineando nell’insieme un brillante spaccato della vita rurale giapponese facendo percio’ di questa serie un piccolo gioiello e una dimostrazione di quali vette l’animazione nipponica sia oggi in grado di raggiungere quando puo’ lavorare su un buon soggetto e lasciare da parte gli ormai spesso troppo ingombranti elementi “moe”.

Rubrica “Stupori giapponesi” su L’indice dei libri del mese

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mat per soumare'Comincia oggi con il pezzo Una fredda vendetta la mia collaborazione con il blog del mensile italiano d’informazione culturale L’indice dei libri del mese che vede la creazione della rubrica Stupori giapponesi. Come scritto anche nel blog la dichiarazione d’intenti e’:

“Negli ultimi anni sono stati tradotti diversi volumi di autori giapponesi ma, considerata la vastita’ della letteratura nipponica, non sono altro che la punta di un immenso iceberg. Se a cio’ uniamo l’influenza che, sia nella forma della letteratura alta che in quella di genere, essa esercita oggi sugli altri paesi dell’Estremo Oriente e sull’Occidente, diviene estremamente interessante presentare tale produzione editoriale e cultura. Non solo tramite i testi tradotti nella nostra lingua, ma anche parlando ampiamente di quei libri in lingua originale che ancora non lo sono. Ed e questo lo scopo e la speranza della rubrica Stupori giapponesi. Riuscire ad avvicinare i lettori a un mondo distante assai raffinato e affascinante ricco di una lunga storia.”

Quindi, oltre a presentare libri tradotti in giapponese parlero’ anche di quelli che non lo sono, fatto credo inedito per una rivista culturale italiana. Inoltre, quando possibile, intendo presentare anche volumi di Singapore, cinesi eccetera, ovvero di altre realta’ interessanti dell’Estremo Oriente.
Spero che questa rubrica piaccia ai lettori e cerchero’ di fare del mio meglio!!

今日から、イタリア一と言われている書評・文学研究雑誌『L’indice dei libri del mese』ブログで、この書評によって自分のコラム「Stupori giapponesi」(「日本からの驚き」)が始まりました。イタリア語に訳された本だけではなくて日本語の本も紹介出来ることで、イタリアでは、日本語の小説をそのままに 紹介するちゃんとした文学雑誌は初めてですが、頑張ります!
『L’indice dei libri del mese』はこれからNew York Review of Booksとのコラボの企画もありますし。

どうぞよろしくお願いいたします。

Fantascienza cinese in espansione

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SFWPrima di tutto ringrazio il signor Feng Zhang membro del World Chinese-language Science Fiction Research Workshop per queste preziose segnalazioni.
La fantascienza cinese sta suscitando sempre piu’ l’interesse dei critici e lettori americani, quindi incominciano a fiorire tutta una serie di traduzioni in inglese di saggi e di racconti degli esponenti maggiormente importanti. Attualmente questi testi sono leggibili gratuitamenti su vari siti in rete, tra cui spiccano la rivista letteraria bimestrale Chutzpah! dedicata alla letteratura cinese nelle sue piu’ svariate forme e China Daily.
Per la saggistica troviamo un aricolo di Kun Kun, uno di Han Song, due (1 e 2) saggi su Liu Cixin, attualmente lo scrittore di SF piu’ popolare in Cina, e un’intervista con Zhao Haihong. Inoltre le storie The Fish of Lijiang di Chen Qiufan, The City of Silence di Ma Boyong, The Butterfly Effect di Fei Dao, The Thinker di Liu Cixin, All the Water in the World e The Wheel of Samsara di Han Song e Wizard World di Yang Ping.
Forse al lettore occidentale questi nomi diranno ancora poco, ma quasi sicuramente nei prossimi anni sono destinati ad occupare un ruolo importante nella letteratura fantastica mondiale.
In Italia Han Song e’ stato pubblicato in Shi Kong: China Futures (Urania, Mondadori), dove compare pure un racconto di Liu Cixin, e in Fata Morgana 12 (CS_libri). Storie di Fei Dao e Chen Qiufan sono leggibili in Alia Storie (CS_libri).

Immagine: copertina della rivista cinese SF World.

“Somato” di Kaoru Kurimoto, il primo teaser!

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Primo teaser di Somato (Ricordi), cortometraggio coprodotto dalla PALONEROfilm e dalla Regione Marche Film Commission per la regia di Michele Senesi e con gli effetti speciali di Martina Leithe Colorio basato su un racconto di Kaoru Kurimoto edito in Italia nell’antologia di letteratura fantastica ALIA Giappone pubblicata da CS_libri di Torino.
Il progetto e’ stato presentato ufficialmente alla sessantottesima edizione del Festival Cinematografico di Venezia nelle Giornate degli Autori.
Kurimoto e’ una scrittrice che ha pubblicato oltre cento romanzi e veduto nel solo Giappone piu’ di cinquanta milioni di copie.

Anche Anne McCaffrey ci ha lasciati.

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Dragon

Anne McCaffrey, una delle maggiori autrici di fantasy e fantascienza americane, scrittrice il cui nome forse piu’ di ogni altro romanziere richiama alla mente l’immagine del drago nella sua concezione moderna avendo creato il ciclo dei Dragonieri di Pern, si e’ spenta all’eta’ di ottantacinque anni il 21 novembre.
Parecchi suoi libri sono stati tradotti anche in italiano e forse questa triste occasione dara’ l’opportunita, a chi non li avesse ancora letti, di scoprire una grande autrice della letteratura fantastica mondiale.

Il blog dell’Indice e il Giappone

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L'indice

L’indice del libro del mese, una delle poche riviste italiane di alto profilo nella presentazione dei libri, ha ora un proprio blog dove sono inserite notizie relative a volumi e articoli legati al mondo dell’editoria.
Venerdi’ 18 novembre e’ stato pubblicato il pezzo Mosaici nipponici di Franco Pezzini su alcuni libri di letteratura e storia giapponesi che riguardano anche la mia attivita’.

Dai detriti dello spazio alla furia vichinga

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Plan 2Yukimura Makoto e’ uno dei mangaka piu’ interessanti tra quelli delle ultime generazioni (intendendo qui particolarmente quegli autori che hanno oggi tra i trenta e i quarant’anni). Lo e’ in particolar modo in considerazione del fatto che e’ uno dei relativamente pochi mangaka in grado, oltre ad avere un disegno estremamente raffinato e maturo, di scrivere delle storie le quali dal punto di vista della sceneggiatura narrativa raggiungono un altissimo livello, frutto certo anche di un attento e preciso lavoro di ricerca. Non prolifico, avendo al suo attivo solamente tre serie, tuttavia le sue storie hanno goduto di un grande successo sia in patria che all’estero. A cominciare da quel Planetes che rappresenta una delle migliori space opera a fumetti di questi ultimi dieci anni. Pubblicata dal 1999 al 2004 dall’editore Kodansha e tradotta anche in italiano dalla Panini – seppure ora sia, purtroppo, in esaurito – e’ stata successivamente raccolta in quattro volumetti. La qualita’ del suo lavoro e’ provata dal fatto che nel 2002 gli e’ stato conferito il Premio Seiun per la sezione manga.
In Planetes siamo in un prossimo futuro, il 2075, in un epoca in cui i rifiuti nello spazio sono divenuti un problema dal momento che ostacolano le operazioni dei veicoli spaziali. Non ci sono razze aliene, confederazioni o tecnologie particolarmente avanzate. Il pregio dell’opera di Yukimura e’, appunto, quello di creare un futuro possibile dove i lenti progressi nei viaggi spaziali si accompagnano a tutta una serie di questioni sulla terra irrisolte quali il divario tra paesi ricchi e quelli in via di sviluppo (arretrati ulteriormente non avendo accesso alle risorse dello spazio), discriminazione, terrorismo eccetera fornendo una visione di grande respiro estremamente articolata di un prossimo futuro. Inoltre i vari personaggi presentano una psicologia molto articolata, con descriti assai bene punti di forza e debolezze.
I protagonisti principali sono i membri di una ditta che si occupa proprio del recupero dei detriti spaziali. Gli esseri umani ed i mezzi sono disegnati con estrema cura ed e’ evidente come, in particolare, Yukimura si sia documentato a fondo per la realizzazione di quest’ultimi.
PlanDal 2003 al 2004 e’ stata prodotta da Sunrise/Bandai/NHK anche un’ottima serie animata composta di 26 puntate anch’essa molto curata nei dettagli tecnici – da segnalare qui il grande lavoro svolto dallo staff e il notevole conceptual design, setting reseach e SF setting di Ogura Shinya, attualmente al lavoro anche sulla serie animata Sacred Seven – la quale ha goduto anche della collaborazione della JAXA. Non per nulla, pure l’ anime si e’ aggiudicato il Premio Seiun nella categoria media. L’unico altro fumetto cui sia riuscita una simile impresa e’ stato Nausicaa della valle del vento di Miyazaki Hayao.
Tra il manga e l’ anime ci sono varie differenze. Nell’ anime i temi vengono notevolmente ampliati migliorando ancor piu’ le potenzialita’ del fumetto originale. I protagonisti fanno parte della sezione di livello piu’ basso di una grande compagnia. Tale sezione viene chiamata dagli altri con disprezzo “Hanka” (mezza sezione). La storia arriva solo fino alla partenza della missione di esplorazione. Inoltre sono stati aggiunti diversi personaggi.
Alcuni episodi sono davvero da antologia, come quello in cui Fee Carmichael, caparbia tabagista e capitano della nave da recupero DS-12/Toy Box, sventa un attentato terroristico scagliandosi con la sua astronave contro gli avversari infuriata perche’, a causa dei loro attentati, per sicurezza sono state chiuse le poche aree sulle stazioni spaziali dove si puo’ fumare…
Planetes non e’ un prodotto diretto solo agli appassionati di manga e anime, ma godibilissimo da qualsiasi appassionato di fantascienza. Anzi, a ben pensarci, adatto a chiunque.
Visto il successo che la nuova serie di Yukimura Vinland saga ambientata all’epoca dei vichinghi sta attualmente ottenendo in Italia, c’e’ da chiedersi perche’ i volumi di Planetes non siano ristampati…

Immagine 1: copertina del primo volume di Planetes, Yukimura Makoto, Kodansha

Immagine 2: Planetes, anime, Sunrise/Bandai/NHK

Quando il Politecnico s’interessa di anime e manga…

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kanagawa kaito no3Kaito (Kait) e’ una rivista che si occupa dello studio della realizzazione dei personaggi per videogame, anime e manga creata nel 2010 e ormai giunta al terzo numero.
Si avvale, tra i suoi collaboratori, di personaggi del calibro di Koike Kazuo, Ikegami Ryoichi, Kaji Kengo e molti altri professionisti e docenti universitari. Fino a qui potrebbe essere gia’ di per se’ un progetto molto interessante, ma quello che la rende unica e’ il fatto che sia edita dal dipartimento di studio dei media del Politenico di Kanagawa e che parte degli articoli e dei manga editi riguardino proprio gli studenti dell’ateneo!
La facolta’ giapponese propone infatti dei corsi di laurea che si prefiggono lo scopo di creare degli esperti per i vari settori i quali in futuro si dedichino a livello professionale a campi dell’intrattenimento dove saranno impiegati nuovi contenuti e nuove tecnologie 110811 manga1901attualmente in fase di sviluppo.
La percentuale d’impiego dei neolaureati e’ davvero alta e le ditte presso cui trovano lavoro annoverano i nomi di Konami, Fujitsu, Casio, Imagica eccetera. Diventa percio’ evidente la ragione per cui il Giappone riesca a dar vita a prodotti di alta qualita’ sia per i videogiochi che per l’animazione e il fumetto.

Ma Kait non e’ l’unica rivista di questo genere, ad esempio esiste anche Daigaku manga (Manga universitari) legata dall’Accademia di belle arti di Osaka, in questo caso piu’ direttamente rivolta alle tecniche di creazione dei manga e che raccoglie anche saggi e dibattiti di professionisti del settore.

Entrambe le riviste sono distribuite dalla Koike Shoin, una casa editrice creata nel 1972 da Koike Kazuo. Da noi Koike e’ forse piu’ noto per essere il creatore del manga Crying Freeman, ma grandissimo e’ stato la sua Kazuo Characterattivita’ nel crescere e forgiare talenti nel campo del manga; dalla sua scuola di fumetto Gekiga sonjuku fondata nel 1977 sono usciti autori quali Takahashi Rumiko e Hara Tetsuo divenuti in seguito famosi in tutto il mondo. Ma non solo, anche scrittori e sceneggiatori come Kikuchi Hideyuki e lo stesso Kaji Kengo che attualmente tiene un corso al Politecnico di Kanagawa incentrato sulla creazione e lo studio dei characters .
Di Kazuo merita di essere qui menzionato il recentissimo volume Kazuo Koike no kyarakuta shinron (Nuova discussione sul character di Koike Kazuo ) in cui parla delle tecniche di sviluppo dei personaggi per i social media e di come fare in modo che ottengano il massimo impatto e successo presso gli utenti.

Immagine 1: Kaito, vol. 3, Kanagawa koka daigaku, 2011
Immagine 2: Daigaku manga, vol. 19, Osaka geijutsu daigaku, 2011
Immagine 3: Kazuo Koike no kyarakuta shinron, Koike Shoin, 2011

Lutto per la fantascienza giapponese

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ksm29Komatsu Sakyô ci ha lasciati il 26 di questo mese. Era malato da tempo ed era una notizia che si sapeva presto o tardi sarebbe arrivata, tuttavia rattrista lo stesso. Komatsu, insieme con Hoshi Shin’ichi e Tsutsui Yasutaka, ha dato molto non solo alla fantascienza, ma anche alla letteratura cosiddetta mainstream giapponese e mondiale. Ha inoltre influenzato profondamente molti scrittori piu’ giovani. Non per nulla e’ inserito a buon diritto nei testi di storia letteraria nipponici contemporanei.
In Italia, come per gli altri suoi due amici, e’ purtroppo ancora arrivato poco dei lavori di questo gigante, neppure l’ormai classico il Giappone affonda (Nihon chinbotsu).

Ho avuto il piacere e il privilegio di poter poter collaborare ad alcuni numeri della sua rivista Komatsu Sakyô Magazine – le cui copertine realizzate appositamente dai piu’ noti mangaka e illustratori giapponese ritraevano lo stesso Komatsu – e di tradurre un suo racconto per ALIA 4 Giappone ed un altro per un’antologia di cui non posso ancora dire nulla, ma la cui uscita e’ in programma per gennaio 2012. Sinceramente, mi resta il rammarico di non essere riuscito a fargli vedere quest’ultimo volume…

Ricordo vividamente la chiacchierata fatta in privato con lui e la sua agente, Otobe, durante la Worldcon a Yokohama nel 2007 dov’era ospite d’onore. Nonostante i vari problemi di salute, traspariva tutto il carattere di un uomo di grande intelligenza e di una sensibilita’ rara, molto amato e rispettato dai suoi lettori e dai colleghi.
Sia in italiano che in giapponese ci ha lasciato un prezioso dialogo avuto con il nostro scrittore Vittorio Catani in una riflessione sulle differenze tra la SF italiana e quella giapponese. Merita davvero di essere letto.

Immagine: copertina realizzata da Orai Noriyoshi della rivista Komatsu Sakyô Magazine vol. 28, IO Corporation, Tokyo.

Fantasmi ed adolescenza difficile

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Ano Ha1

Ano hi mita hana no namae o boku-tachi wa mada shiranai (Ancora non conosciamo il nome del fiore visto quel giorno) e’ il titolo di un anime prodotto dallo studio A-1 Pictures che vanta la realizzazione di serie generalmente sempre molto ben animate e curate. E Ano hana, come viene abitualmente abbreviato il titolo effettivamente abbastanza lungo (ma questa di dare nomi simili e’ un’abitudine che si riscontra spesso negli anime e light novels di questi ultimi anni), non tradisce le aspettative. Anzi, e’ da notare come il fatto che si tratti di un’opera originale lasci piu’ liberi gli sceneggiatori contribuendo a creare una storia dallo sviluppo molto interessante e con personaggi meno standardizzati del solito, allo stesso modo di quanto e’ avvenuto con Madoka Magika, tanto per citare un titolo tra le serie animate originali che recentemente fanno capolino tra le molte tratte invece da manga o romanzi. I soli 11 episodi che la compongono sono il numero giusto per completare perfettamente l’arco narrativo.
Ano hana e’ particolarmente interessante per la sua capacita’ di unire la ghost story ai problemi della crescita dall’eta’ adolescenziale a quella adulta e al tema del superamento dei traumi infantili. La vicenda, per l’appunto, segue la storia di sei ragazzi che da bambini sono molto affiatati e che formano un gruppo chiamato “Choheiwa Busters”. La tragica morte di una di loro, Honma Meiko soprannominata Menma, che in realta’ era l’elemento centrale del gruppo, sconvolge Yadomi Jinta detto Jintan, il loro carismatico leader, il quale in seguito, anche a causa della scomparsa per una malattia della madre, da persona dal carattere sicuro finisce per trasformarsi in un hikikomori di indole titubante. Anni dopo, quando i ragazzi frequentano la scuola media superiore, il fantasma di Menma – dall’aspetto pero’ cresciuto – si presenta a casa di Jintan il quale e’ l’unico a riuscire a vederla. La ragazza gli dice che deve finire di completare qualcosa di lasciato in sospeso, ma non ricorda di cosa si tratti… Jintan per poter dare la pace allo spirito di Menma si trova quindi nella situazione di dover riunire dopo anni i suoi vecchi amici Anaru, Yukiatsu, Tsuruko e Poppo i quali apparentemente sembrano essersi ripresi dalla tragedia. Ma, nel corso degli episodi, si scopre che nessuno escluso – nemmeno l’intelligente Yukiatsu e la fredda Tsuruko, che sembrano quelli piu’ forti e che frequentano una scuola di prestigio, ne lo spensierato Poppo – sono tutti rimasti profondamente sconvolti dalla perdita dell’amica d’infanzia ed hanno gravi problemi psicologici. Molto bello anche il personaggio di Anaru che rappresenta bene la forza e al contempo la fragilita’ delle adolescenti giapponesi non particolarmente brillanti e la loro necessita’ di conformarsi al gruppo per non essere lasciate sole.
Il rivedersi diventa quindi una catarsi collettiva dove verita’ nascoste e sentimenti celati per lungo tempo finiscono lentamente per venire a galla rivelando le complesse relazioni che legavano i vari protagonisti gia’ da bambini. Non tutto e’ semplice come sembrava…
Pregio della serie e’ anche l’abile intreccio di numerosi temi diversi quali il dolore dei genitori per la perdita di un figlio e i problemi della societa’ nipponica, raramente trattati con una simile profondita’ negli anime per un target di ragazzi. Inoltre l’ambientazione in una zona di campagna lontana dalla capitale contribuisce a dare un sapore particolare all’intera vicenda con scene ricche di paesaggi naturali. Molti elementi degli sfondi, come il ponte che si vede anche nell’illustrazione, sono basati su quelli della citta’ di Chichibu abitata da meno di settantamila persone.
Il regista, lo sceneggiatore, l’autore del character designs e lo staff sono gli stessi dell’anime di successo Toradora attualmente trasmesso su Rai 4.

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