Quando il Politecnico s’interessa di anime e manga…

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kanagawa kaito no3Kaito (Kait) e’ una rivista che si occupa dello studio della realizzazione dei personaggi per videogame, anime e manga creata nel 2010 e ormai giunta al terzo numero.
Si avvale, tra i suoi collaboratori, di personaggi del calibro di Koike Kazuo, Ikegami Ryoichi, Kaji Kengo e molti altri professionisti e docenti universitari. Fino a qui potrebbe essere gia’ di per se’ un progetto molto interessante, ma quello che la rende unica e’ il fatto che sia edita dal dipartimento di studio dei media del Politenico di Kanagawa e che parte degli articoli e dei manga editi riguardino proprio gli studenti dell’ateneo!
La facolta’ giapponese propone infatti dei corsi di laurea che si prefiggono lo scopo di creare degli esperti per i vari settori i quali in futuro si dedichino a livello professionale a campi dell’intrattenimento dove saranno impiegati nuovi contenuti e nuove tecnologie 110811 manga1901attualmente in fase di sviluppo.
La percentuale d’impiego dei neolaureati e’ davvero alta e le ditte presso cui trovano lavoro annoverano i nomi di Konami, Fujitsu, Casio, Imagica eccetera. Diventa percio’ evidente la ragione per cui il Giappone riesca a dar vita a prodotti di alta qualita’ sia per i videogiochi che per l’animazione e il fumetto.

Ma Kait non e’ l’unica rivista di questo genere, ad esempio esiste anche Daigaku manga (Manga universitari) legata dall’Accademia di belle arti di Osaka, in questo caso piu’ direttamente rivolta alle tecniche di creazione dei manga e che raccoglie anche saggi e dibattiti di professionisti del settore.

Entrambe le riviste sono distribuite dalla Koike Shoin, una casa editrice creata nel 1972 da Koike Kazuo. Da noi Koike e’ forse piu’ noto per essere il creatore del manga Crying Freeman, ma grandissimo e’ stato la sua Kazuo Characterattivita’ nel crescere e forgiare talenti nel campo del manga; dalla sua scuola di fumetto Gekiga sonjuku fondata nel 1977 sono usciti autori quali Takahashi Rumiko e Hara Tetsuo divenuti in seguito famosi in tutto il mondo. Ma non solo, anche scrittori e sceneggiatori come Kikuchi Hideyuki e lo stesso Kaji Kengo che attualmente tiene un corso al Politecnico di Kanagawa incentrato sulla creazione e lo studio dei characters .
Di Kazuo merita di essere qui menzionato il recentissimo volume Kazuo Koike no kyarakuta shinron (Nuova discussione sul character di Koike Kazuo ) in cui parla delle tecniche di sviluppo dei personaggi per i social media e di come fare in modo che ottengano il massimo impatto e successo presso gli utenti.

Immagine 1: Kaito, vol. 3, Kanagawa koka daigaku, 2011
Immagine 2: Daigaku manga, vol. 19, Osaka geijutsu daigaku, 2011
Immagine 3: Kazuo Koike no kyarakuta shinron, Koike Shoin, 2011

Sorelle minori, otaku e fujoshi

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OrUna consistente parte dei manga e degli anime si distinguono dai corrispettivi di altri paesi per essere capaci di presentare storie quotidiane raccontate in un modo capace di tenere desta l’attenzione del lettore e dello spettatore. In effetti, possiamo considerare cio’ come uno dei punti di forza e particolarita’ della produzione dell’intrattenimento nipponico. Si potrebbero fare molti esempi, ma, per brevita’, credo sia sufficiente citare Meison Ikkoku di Takahashi Rumiko. Sostanzialmente una love story totalmente priva degli elementi fantastici o fantascientifici, supereroistici, d’azione o gialli che caratterizzano la quasi totalita’ dei fumetti e cartoni animati occidentali, capace’ pero’ di durare 15 volumetti e dare vita ad una serie animata di ben 96 episodi apprezzati a livello mondiale.
Da questo punto di vista, la serie anime Ore no imoto ga konna ni kawaii wake ga nai (Non e’ possibile che mia sorella minore sia cosi’ carina) trasposizione dei romanzi light novel di Fushimi Tsukasa pubblicati a partire dal 2008 dalla casa editrice Dengeki Bunko/ASCII MEDIA WORKS Inc. (una delle maggiori nel settore) per un totale, ad oggi, di sette volumi non si discosta da tale canone.
Realizzata molto bene con un tratto fluido e sfondi molto realistici che ritraggono il quartiere di Akihabara e altri luoghi quali Otome Road, e’ interessante vedere come Oreimo, cosi’ come viene abbreviato il titolo (abitudine questa di accorciare i nomi di romanzi, manga e anime molto diffusa in Giappone) presenta in modo accurato e intrigante non solo il mondo degli otaku, ma anche quello meno conosciuto delle fujoshi e il loro impatto e rapporto con la societa’ giapponese.
A differenza di quanto avviene generalmente in questo tipo di storie, qui e’ la protagonista femminile, Kosaka Kirino, ad avere una vera passione per i prodotti della cultura otaku, siano essi anime o videogiochi. Con una propensione per i visual novel di amori incestuosi tra fratelli maggiori e sorelle minori. Ma Kirino distingue benissimo la finzione bidimensionale dalla realta’, tant’e’ che tratta malissimo suo fratello maggiore Kyosuke, agli inizi per nulla interessato a fumetti o altro e che rappresenta il tipico studente liceale giapponese medio. Il problema di Kirino e’ fondamentalmente quello di cercare di tenere distinta la sua passione dalle attivita’ “serie” che invece occupano la sua giornata e che, tra l’altro, sono diametralmente opposte. La ragazza che frequenta ancora le medie e’ intelligente, bella, alla moda – in questo e’ descritto molto bene il modo di agire e di vestirsi delle adolescenti giapponesi “kawaii” -, brava negli sport; lavora inoltre pure come modella. Insomma, l’esatto contrario dell’immagine stereotipata dell’otaku. Percio’ si trova nella condizione di dover tenere il segreto con la sua famiglia dove il padre non ha una buona opinione dell’ambiente di Akihabara e con le sue migliori amiche (anche loro modelle e ragazze di successo della scuola), soprattutto la rigida Ayase, le quali ritengono gli otaku pericolosi tanto da considerare impensabile avere un contatto con uno di loro. Amando entrambi i mondi, per Kirino e’ letteralmente impossibile fare una scelta. Sara’ quindi il tranquillo Kyosuke ad aiutarla – Kirino, nonostantel carattere forte e capriccioso, racchiude in se’ molte insicurezze – ed a fare persino in modo che la sorella possa trovare delle amiche appassionate di manga, anime videogiochi con cui potersi sfogare a parlare liberamente della sua passione. L’intreccio narrativo che ne segue risulta pertanto godibilissimo e con un gran numero di relazioni variabili fra Or2i personaggi. Tra le amiche otaku di Kirino, Saori e’ quella maggiormente saggia e che capisce meglio di tutti i caratteri delle persone (in realta’ a dispetto dell’aspetto e’ una ragazza ricca appartenente ad una famiglia molto in vista), mentre la pungente Kuroneko e’, come carattere, esattamente l’esatto opposto di Kirino. Kuroneko ha avuto un tale successo tra i lettori da divenire la protagonista principale assoluta del quinto volume.
Da notare che esistono alcune discrepanze tra la versione letteraria e quella animata.
Di Oreimo sono stati realizzati alcuni volumi manga, drama-CD ed esiste anche un canale radio su internet.

Immagine in alto: copertina del primo volume di Ore no imoto ga konna ni kawaii wake ga nai, Fushimi Tsukasa, Dengeki Bunko.

Donne-gatto aliene ad Okinawa

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asobAsobi ni iku yo! e’ una serie di romanzi creata da Kamino Okina nel 2003, illustrata da Hode Eizo e pubblicata da Media Factory, la quale ha attualmente ha raggiunto i quattordici volumi. L’autore, noto per i temi spesso cupi e seri di altre sue opere, ha voluto, per sua stessa ammissione, questa volta scrivere dei libri con il chiaro intendo di divertirsi e di lasciare libero spazio alla sua fantasia. Non manca infatti l’ironia ed una acuta vena critica. Ne e’ nata cosi’ una serie che solo apparentemente puo’ sembrare leggera, trattandosi al contrario di buona fantascienza di alto livello. In questo ricorda proprio La malinconia di Suzumiya Haruhi di Tanigawa Nagaru dove, sotto una superficie giocosa, si nasconde una struttura solida ed estremamente articolata con teorie scientifiche complesse.
Oltre alle citazioni di numerose opere e pellicole del passato del genere della SF, il ciclo e’ molto curato nelle spiegazione delle tecnologie e nella descrizione delle varie culture aliene. A cominciare dai Kyatia (Catia), un popolo alieno evolutosi dai gatti e non dalle scimmie che ha aspetto umano, ma la coda e le orecchie da felino (possiedono comunque anche due orecchie umane che pero’ svolgono solamente la funzione di organo uditivo secondario, come spiega l’autore rivelando il suo amore per i dettagli), e i Dogishua (Dogisia) esseri evoluti invece dai cani. Mentre i primi hanno raggiunto uno stadio di conoscenza tale che il loro progresso dopo diecimila anni di pace si e’ fermato – il motivo per cui viaggiano nel cosmo alla ricerca di altre razze intelligenti e’ per trovare nuovi stimoli; non per nulla Asobi ni iku yo! vuol proprio dire “Veniamo per divertirci!” ed e’ il messaggio che inviano verso i mondi ancora inesplorati – i secondi hanno una societa’ di tipo militarista e li ritroviamo ad agire all’ombra del governo USA…
Protagonisti principali (ma i personaggi secondari sono davvero molti) sono un ragazzo di Okinawa, Kakazu Kio e la prosperosa aliena Eris. Da subito Kamino presenta il lato ironico della serie. Kio e’ un giovane tranquillo, ma decisamente un otaku, mentre Eris sembra il classico personaggio femminile svampito di tanti manga e anime. In realta’, entrambi mostrano, mano a mano che la storia procede, un carattere ricco di sfaccettature. Inoltre vengono immediatamente inseriti gli altri elementi portanti di Asobi ni iku yo! che sono la commedia e il thriller; fin dalle Asobipagine iniziale del primo romanzo le avventure ed i colpi di scena si susseguono vorticosamente. L’amica d’infanzia di Kio, Kinjo Manami, si scope essere un’apprendista agente della CIA, la compagna di scuola Futaba Aoi, di aspetto delicato, uno spietato killer agli ordini del governo giapponese e la sua insegnante, Itokazu Maki, un membro della societa’ segreta “Per un bellissimo contatto” (che si prefigge uno spettacolare primo contatto con forme di vita aliene, e che trovano assolutamente intollerabile l’aspetto e l’abbigliamento da “manga per otaku” di Eris; critica poco velata a certi ambienti dei fans di fantascienza…). Tutti quanti hanno l’obbiettivo di eliminare Eris.
Nonostante l’aspetto, i Kyatia, che sono in prevalenza femmine, hanno, cosi’ come gli altri popoli extraterrestri incontrati nei volumi, una psicologia, una storia e una cultura, decisamente aliene, degni dei migliori romanzi di SF. Lo scrittore e’ molto bravo a tratteggiare societa’ e filosofie differente da quelli terrestri, trattando temi come quelli delle credenze religiose ed arrivando a definire anche i comportamenti sessuali (i Kyatia, ad esempio, andando in calore come i gatti terrestri ed avendo una bassa popolazione maschile hanno di conseguenza sviluppato una prospettiva differente riguardo l’amore e l’ordine famigliare).
Kamino e’ uno scrittore nativo di Okinawa (l’unico altro autore di letteratura fantastica che abita su queste isole e’ Hayami Yuji, tradotto pure in italiano in vari volumi della serie ALIA della CS_libri, che pero’ si e’ trasferito da Tokyo), e l’ambasciata dei Kyatia e’ collocata li’. Sono quindi descritte anche la cultura (con famiglie molto piu’ allargate rispetto a quelle delle altre isole dell’arcipelago giapponese capaci di contare diverse centinaia di membri) e gli usi e costumi di Okinawa diversi da quelli di cui sono abituati a leggere o a vedere gli stessi appassionati di cultura giapponese. Per dire, le tre anziane nonne di Kio che sono a capo del suo clan sono anche delle yuta. Quest’ultime, che nel romanzo svolgono un ruolo importante, non sono pero’ presenti nell’anime.
Asobi ni iku yo! e’ infatti stato trasposto da luglio di quest’anno in un cartone animato di 12 puntate. Anche se, a mio avviso, inferiore alla qualita’ narrativa dei romanzi, si tratta comunque di un buon prodotto. Il ciclo e’ stato anche trasposto nel 2006 in un gioco per PS2 e tra il 2007 e il 2010 in sette volumi manga disegnati da 888.
Insomma, l’opera di Kamino e’ un abile misto di space opera, fantascienza tecnologica, commedia, romanzo d’avventura e giallo che riesce ad esprimere un interessante modo di fare letteratura d’intrattenimento e che e’ stata capace di affascinare un gran numero di lettori.

Immagini: Volumi 10 e 11 di Asobi ni iku yo! di Kamino Okina, illustrazioni di Hode Eizo, pubblicati da Media Factory.

Ragazze soldato, vampiri e fate irlandesi

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In queste ultime stagioni delle produzioni animate giapponesi ci sono almeno tre opere, una di SF e due horror, che meritano una particolare attenzione sia per la qualita’ di animazione che per la storia narrata.

SNWSora no woto e’ una serie di dodici episodi non ispirata ad alcun romanzo o fumetto e realizzata dalla Aniplex. Il tratto dei personaggi e’ molto simile a quello di K-on! e, seppure all’inizio possa sembrare un prodotto dedicato ai patiti delle uniformi e dei mezzi militari (molto numerosi in Giappone), la trama si sviluppa chiarendo che ci troviamo in un mondo futuro (o forse parallelo) dove in seguito ad un non ben precisato evento si e’ assistito ad un’involuzione della tecnologia. Il paese dove vivono le cinque protagoniste, che fanno parte di un reparto femminile dell’esercito, si ispira alla citta’ spagnola di Cuenca. Si tratta quindi di una storia di fantascienza, ma dai toni molto delicati e dove spesso si preferisce piu’ accennare che entrare nei particolari. Quindi molto e’ lasciato alla fantasia dello spettatore. Le cinque ragazze protagoniste paiono all’inizio essere prive di problemi, ma seguendone le vicende si scopre che ognuna racchiude in se’ dei segreti tutt’altro che piacevoli. Riescono a superare le loro incertezze e paure proprio trovando nella reciproca compagnia un punto di forza per lasciarsi il passato alle spalle. Interessante l’ibridazione in un paesaggio tipicamente europeo di elementi orientali (tipo gli abitanti che mangiano abitualmente cucina giapponese con le bacchette) che contribuiscono a spiazzare lo spettatore. Mascotte del gruppo e’ un assiolo faccia bianca di Temminck diventato famoso internazionalmente grazie a questo video giapponese che mostra la sua insolita capacita’ di trasformarsi. Bellissime anche le musiche tra cui spicca la splendida Servante du feu. Qui la sigla iniziale chiaramente ispirata alle opere di Gustav Klimt. Da Sora no woto e’ stato tratto anche un manga ed a maggio 2010 e’ uscito un videogioco che aggiunge un’ulteriore protagonista.

DVBDance in the vampire bund nasce nel 2006 dal pennino di Tamaki Nozomu, autore che lavora sia nel campo dei manga per tutti che in quelli per lettori adulti, e pubblicato a puntate sulla rivista Comic Flapper (ad oggi ne sono usciti nove volumi). Forse proprio questa ambivalenza del suo autore gli ha permesso di realizzare una storia horror con protagonisti vampiri e uomini bestia molto originale e certo assai differente da opere come Eclipse, assai meno innovative e decisamente piu’ stucchevoli, a dispetto della presenza di elementi similari. La protagonista Mina Tepes, regina dei vampiri, appare con un corpo da adolescente, ma spesso con conturbanti vestiti sexy come calze a rete e con un comportamento che puo’ essere definito un misto tra quello leggermente civettuolo di una ragazzina e quello di un freddo politico calcolatore. La storia ha il suo perno nella complessa relazione sentimentale tra Mina e la sua guardia personale, l’uomo lupo Akira Kaburagi Regendorf sviluppandosi pero’ in una tela che crea un grande affresco di una societa’ dove uomini e creature sovrannaturali cercano di trovare un equilibrio di convivenza.
Il manga era gia’ stato tradotto negli USA quando a inizio 2010 e’ iniziato anche l’anime in dodici puntate che ne ha rafforzato la popolarita’ a livello mondiale e che presenta una delle piu’ provocanti ed inconsuete sigle di apertura mai realizzate per una serie di animazione. Comunque la storia del manga e quella dell’anime non coincidono del tutto.
Il manga inoltre e’ ora in traduzione anche in italiano per la casa editrice Ronin Manga.

DrrDurarara!! e’ sostanzialmente un urban dark fantasy, anche se presenta delle caratteristiche che lo rendono non facilmente distinguibile. Nasce come una serie di otto romanzi light novel ancora in corso scritti da Narita Ryogo e pubblicati dalla Dengeki Bunko, per poi nel 2009 essere trasposto in manga e nel 2010 in una serie animata composta di ventiquattro episodi. Con un alto numero di personaggi tutti ottimamente caratterizzati, alcuni dei quali davvero memorabili come la Dullahan irlandese Celty Sturluson priva di testa (comunica con gli altri tramite una una specie di tavoletta elettronica) e che, come si evince anche dal titolo, fa da collante delle varie sottotrame o Izaya Orihara, un cattivo davvero odioso ma di grande fascino. Ambientato nel quartiere giapponese di Ikebukuro di Tokyo, riesce a presentare abilmente le due facce di ciascuno dei protagonisti e della citta’. Ognuno non e’ quello che sembra ed i vari individui sono legati da fili insospettabili. Alcune parti sono veramente da antologia come quando nel loro appartamento il medico illegale Kishitani Shinra confessa a suo padre, classico scienziato pazzo che indossa sempre una maschera antigas sostenendo che l’aria della capitale giapponese e’ irrespirabile, di voler sposare Celty (premesso che Celty era stata usata dal padre di Shinra per fare esercitare il figlio dodicenne a compiere autopsie dal momento che la donna e’ immortale!). Un discorso di matrimonio condotto con tutta normalita’ da tre personaggi che di normale hanno ben poco diventa cosi’ un magnifico esempio di surreale immerso nel reale.

Bambole danzanti!

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In un precedente post avevo parlato delle karakuri ningyo, automatismi sviluppati nel periodo Edo (1603-1868). E’ bello vedere come una tradizione non vada persa e si sviluppi in maniera interessante. Queste bambole danzanti sono dei veri e propri gioiellini! Let’s dance!!

Himiko, Kitsu e Kiba all’Acqui Games

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HimikoSabato 24 aprile saro’ all’Acqui Games per presentare nella sala conferenza dalle ore 11:15 alle ore 12:00 il volume Japan in Five Ancient Chinese Chronicles-Wo, the Land of Yamatai, and Queen Himiko edito dalla Kurodahan Press. Ci sara’ anche Davide Mana, eccellente traduttore del volume.
Un’occasione per parlare di un periodo del Giappone spesso citato anche in anime e manga, ma pochissimo conosciuto in Occidente.

Kitsu e Kiba a passeggio per Acqui…
Sempre nello stesso luogo, ma dalla 14:00 alle 15:00 presentero’ invece il progetto della graphic novel Kitsukiba edito dalla Pavesio Productions e che sto realizzando insieme a Ryo Kanai.

Qui il programma completto della manifestazione

Ospite a Torino Comics!

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TorincomicSaro’ ospite a Torino Comics che si tiene il 9-10-11 aprile 2010 per presentare insieme con Ryo Kanai il progetto Kitsukiba!

Gli altri ospiti sono Scott McCloud, Massimiliano Frezzato, Lucio Parrillo, Patrizio Evangelisti, Simone Bianchi, Maurizio Manzieri, Marco Bianchini, Francesca Mengozzi e Giovanni Marcora.

Sul sito ufficiale presto dovrebbe comparire l’orario dei vari incontri.

Riguardo gli atti del convegno “Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone”

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17-07-09 1924Pare proprio che riusciremo a mantenere la promessa fatta, ovvero pubblicare in formato cartaceo gli atti del convegno “Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone” cosi’ come molti speravano! Si trattera’ di un supplemento letterario di un centinaio di pagine in formato A4 distribuito nel nord e centro Italia (ma facilmente richiedibile anche dalle altre regioni della penisola). Ci siamo gia’ attivati per il lavoro di raccolta di materiale e di editing e l’uscita degli atti e’ prevista per l’autunno, indicativamente nel periodo settembre-ottobre, del 2010. Appena possibile forniro’ notizie piu’ dettagliate.

La mostra all’Accademia Albertina di Torino e’ stata un ottimo successo, cosi’ come confermato dallo stesso direttore! Inoltre il catalogo ha interessato molte universita’ giapponesi e i corsi di arte che si tengono in esse. Personalmente sono molto contento del risultato.

Il progetto Kitsukiba sta suscitando curiosita’ in vari paesi del mondo. Dopo Italia e Francia, e’ ora il turno dell’America! Anche riguardo l’art book e la graphic novel dovrei presto avere diverse interessanti novita’…

Conferenze e incontri convegno “Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone”, 2-5 febbraio 2010

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DSC 0180Nell’ambito della mostra Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese (14 gennaio-14 febbraio 2010) si terra’ anche il convegno Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone:

Letteratura contemporanea giapponese: presentazione dell’antologia Foglie multicolori-Racconti dal Sol Levante e del progetto ALIA6 della casa editrice CS_libri di Torino
Intervengono: Reiko Hikawa (scrittrice), Fabio Lastrucci (scultore, illustratore e scrittore), Federico Madaro (traduttore), Davide Mana (scrittore e traduttore), Massimo Soumaré (scrittore e traduttore), Silvia Treves (scrittrice e direttrice editoriale della CS_libri)

L’antologia Foglie multicolori – Racconti dal Sol Levante edita da CS_libri raccoglie diciotto racconti di quindici rappresentativi e famosi autori giapponesi (tra cui ben sette vincitori del Premio Naoki e un vincitore del Premio Akutagawa; i due piu’ importanti riconoscimenti letterari giapponesi paragonabili ai Premi Campiello e Premio Strega italiani) come Mitsuyo Kakuta, Miyuki Miyabe, Kazuki Sakuraba e Hitonari Tsuji offrendo ai lettori uno spaccato a trecentosessanta gradi dei vari generi della letteratura contemporanea nipponica.
Anche il progetto di antologie annuali di letteratura fantastica internazionale ALIA arrivato al sesto volume (uscita prevista giugno 2010) ha pubblicato sulle sue pagine numerosi testi di scrittori giapponesi. Si e’ inoltre avvalso della collaborazione di artisti del livello di Yoshitoshi ABe e Katsuya Terada, le cui opere sono presenti nella mostra Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese, i quali hanno realizzato copertine e illustrazioni interne originali appositamente per i volumi della serie. In ALIA6 saranno editi racconti di noti autori italiani, giapponesi, americani, cinesi, spagnoli e di Singapore come Alice Arisugawa, Fabio Lastrucci, Pan Haitian, Reiko Hikawa, Lucía González Lavado, Alvin Pang, Yuko Matsumoto, Cyril Wong e illustratori come Keitaro Arima, Ryo Kanai, Chiara Negrini, Cris Ortega, ScarletGhotica e Hitoshi Yoneda. All’incontro parteciperanno scrittori, illustratori, traduttori e curatori coinvolti nei due volumi.

Kitsukiba: “dietro le quinte” del progetto della graphic novel italo-giapponese della Pavesio Productions
Intervengono: Fulvio Gatti (editor), Vittorio Pavesio (direttore della Pavesio Productions), Massimo Soumaré (scrittore e traduttore)

Il progetto Kitsukiba promosso dalla Pavesio Productions vede realizzare per la prima volta in Italia una graphic novel che nasce dall’unione artistica e letteraria di Italia e Giappone e che sara’ edita contemporaneamente in Italia e Francia. Consiste nella trasposizione in fumetto del racconto “Storia romantica di code e di canini” di Massimo Soumaré per mano del mangaka e illustratore giapponese Ryo Kanai. L’idea e quella di creare un’opera grafica che riunisca i punti di forza e fascino del manga giapponese e del fumetto d’autore europeo. L’uscita della graphic novel sara’ inoltre preceduta dalla pubblicazione dall’art book Ryo Kanai the Art of con testi in quattro lingue (italiano, inglese, francese e giapponese) che permettera’ di apprezzare ulteriormente i lavori dell’artista nipponico.
Durante l’incontro si spiegheranno in dettaglio le fasi di realizzazione dell’opera, illustrando il processo creativo a partire dall’originale ideazione fino ad arrivare alle fasi creative vere e proprie.
Inoltre Vittorio Pavesio parlera’ della situazione della pubblicazione degli art book in Italia.

Parole immaginate: piccolo viaggio intorno a segni e narrazioni
Interviene: Fabio Lastrucci (scultore, illustratore e scrittore)

L’argomento e il rapporto che intercorre tra arte visiva e grafica, pittura e fotografia, attraverso alcuni esempi proposti in libera associazione tra loro, seguendo un filo non cronologico, ma di affinita’ elettive. Il disegno che diventa narrazione verra’ illustrato soffermandosi sulla grafica di Paul Klee e Saul Steinberg, comprendendo anche il Poema a fumetti di Buzzati, ed artisti come Gastone Novelli, Roy Litchstein ed altri ancora. Sul fronte del fumetto, si cerchera’ di vedere esempi di contaminazioni linguistiche a partire da Lyonel Feininger fino al fumetto americano e ad alcuni manga contemporanei. Nell’ambito della fotografia, poi, sara’ infine sottolineato il rapporto tra alcuni fotografi che utilizzano la “messa in scena” del set per raccontare storie, come il francese Gilbert Garcin e il nordico Carl-Erik Strom, confrontato con altri esempi di “scrittura visiva”.

Il bacio della Donna Serpente: percorsi iconologici nel Femminile allarmante tra Oriente e Occidente-dagli stereotipi alla fascinazione esotica
Intervengono: Franco Pezzini (saggista e critico), Massimo Scorsone (filologo)

Sulla base di una complessa mitopoiesi, l’Occidente ha declinato in varie forme l’idea di un Femminile allarmante che nutrira’ con abbondanza le forme artistiche dell’eta’ moderna. All’interno di tale costellazione i richiami all’Oriente sono molteplici, a enfatizzare una dimensione predatoria circonfusa di brividi esotici. Tra dee e vampire, tiranne del corpo e seduttrici dell’anima, cio’ che emerge e una galleria di inquietudini, timori e inconfessate fascinazioni con ricadute talora tragiche nel vissuto dei popoli.

Character & Design: dentro l’industria audiovisiva giapponese
Intervengono: Luca Della Casa (curatore della sezione asiatica del Future Film Festival di Bologna), Stefano Gariglio (critico cinematografico specializzato sull’animazione giapponese e curatore della mostra Manga Impact) e Fabrizio Modina (collezionista e curatore della mostra Manga Impact)

Dall’illustrazione al character design per gli anime: una riflessione su come l’industria audiovisiva giapponese assorbe la creativita’ di artisti quali Akemi Takada, Yoshitoshi ABe e Katsuya Terada.

Amici immaginari-L’Occidente nel fantasy giapponese e il Giappone nel fantasy occidentale: streghe e miko, cavalieri e samurai
Intervengono: Davide Mana (scrittore e traduttore), Reiko Hikawa (scrittrice)

In Giappone, dagli anni ’90 il boom del fantasy nei giochi e stato all’origine di un grande successo della letteratura fantastica. Numerose sono state le opere di stile occidentale dove comparivano cavalieri e streghe di stampo europeo e Reiko Hikawa ha pubblicato piu’ di un centinaio di romanzi divenendo una delle maggiori autrici fantasy nipponiche. Ma l’Occidente rappresentato in questi lavori si discosta da quello reale. In esso confluiscono elementi orientali e del Giappone. Si narra di graziose e affascinanti streghe, di cavalieri che si attengono ad un pensiero buddhista e al codice del bushido. E’ quindi necessaria una riflessione sulla differenza tra l’Oriente esotico e l’Occidente romantico.
Al contempo, l’immaginazione del Sol Levante in Occidente e strettamente legata all’immaginazione dell’Oriente. Questa attraversa tre fasi distinte – la prima influenzata dai racconti dei viaggiatori (Mandeville, Polo), la seconda, post-illuministica, legata alle avventure coloniali ed alla “scoperta” delle Mille e Una Notte, la terza dominata dal sempre piu’ intenso scambio di informazioni tra Est e Ovest nel ventesimo secolo. L’immagine del Giappone negli scritti degli autori occidentali – e per riflesso, nel cinema – rimane comunque romantica, semplicistica e spesso molto molto sbagliata – ma sempre piuttosto divertente (anche se di solito non come intendeva l’autore).

Calligrafia tra Cina e Giappone: evoluzione grafica della scrittura
Interviene: Kazuko Hiraoka (calligrafa)

Dopo una breve introduzione alla storia della lingua giapponese, la maestra Kazuko Hiraoka spieghera’ come l’alfabeto giapponese hiragana sia stato sviluppato a partire dai caratteri ideografici (chiamati “kanji” in Giappone e “hanzi” in Cina), passando poi ad un esempio di confronto tra il tipo di scrittura della poesia tradizionale cinese e giapponese illustrando visivamente la differenza nella scrittura calligrafica di questi due grandi paesi dell’Estremo Oriente.

Volpi magiche e spiriti inquieti nell’eta di internet: influenza della narrativa fantastica classica e del folklore tradizionale giapponesi sui mezzi di comunicazione di massa contemporanei
Interviene: Massimo Soumaré (scrittore e traduttore)

I racconti del sovrannaturale e le credenze negli esseri fantastici del folklore hanno in Giappone una lunga tradizione ininterrotta risalente in letteratura fino alle prime opere del paese come, ad esempio, il Kojiki (Vecchie cose scritte, 712 d.C.) e il Taketori monogatari (Storia di un tagliabambu, X secolo). In seguito, hanno conosciuto un grande sviluppo nel corso del Periodo Edo (1603-1868) e sono state presentate in Occidente da Lafcadio Hearn (1850-1904) fino ad assumere, come parte integrante del tessuto culturale di una nazione i cui abitanti credono profondamente nell’esistenza dei kami – gli spiriti degli esseri viventi e degli oggetti – un ruolo importante anche negli odierni mezzi di comunicazione di massa.

Attori Kabuki e loro ritratti
Interviene: Akane Fujisawa (esperta di teatro tradizionale e cultura giapponese premoderna)

Il teatro Kabuki, definito il fiore della cultura popolare di Edo, si e’ sviluppato in contemporanea all’ukiyo-e. Dalla meta’ del Periodo Edo (1603-1868) hanno cominciato ad apparire stampe di ritratti degli attori le quali sono state utilizzate come pubblicita’ di quest’ultimi. Cosi’ sono nate molte opere d’arte. Sono stati stampati anche numerosi disegni che descrivevano gli attori non solo mentre recitavano in teatro, ma anche durante la loro vita quotidiana. Esistono inoltre ukiyo-e in cui gli attori stessi promuovono dei prodotti ed e’ estremamente interessante notare come gia’ nel Periodo Edo esistesse un moderno sistema pubblicitario che impiegava le “star” del tempo. Tramite i ritratti, Akane Fujisawa presentera’ un inatteso modo di divertirsi con gli ukiyo-e.

L’ukiyo-e e la moda di Edo: l’ukiyo-e come mass media
Interviene: Murasaki Fujisawa (esperta di arte giapponese e di cultura del Periodo Edo)

L’illustrazione e l’animazione giapponesi sono oggi amati da molte persone nel mondo. Murasaki Fujisawa parlera’ delle affascinanti opere artistiche che ne stanno all’origine, in particolare delle stampe ukiyo-e che possedevano una forte funzione di mezzo di comunicazione di massa. L’ukiyo-e, infatti, a partire dalla seconda meta del XVII secolo per piu’ di duecento anni ha continuato ad affascinare la gente in qualita’ d’arte capace di descrive la realta’ delle varie epoche. I colori brillanti delle tecniche di incisione d’alto livello e la ricca variazione di espressioni dei grandi maestri hanno saputo farli apprezzare dando, al contempo, vita ad una grande quantita’ di opere di ampio genere. Una parte di queste, esportate all’estero, hanno ispirato anche gli impressionisti e l’Art Nouveau francesi. Nella cornice della mostra di Torino in cui e esposta una collezione di pezzi eccellenti si parlera’ dell’attivita’ dei maestri di ukiyo-e che possono giustamente essere definiti i precursori degli odierni illustratori.

Matatabi: viaggio immaginario a Edo
Interviene: Giorgio Arduini (criminologo)

Matatabi, nel suo significato letterale, indica il “viaggio a piedi” che nel Giappone precedente alla modernizzazione tecnologica della Restaurazione Meiji (1868-1912) rappresento’ una comune modalita’ di spostamento.
I paesaggi, le stazioni di posta e i misteriosi viandanti incontrati lungo il percorso costituiscono lo spazio immaginato del “mondo fluttuante” quanto gli innumerevoli artigiani, attori e manovali che popolavano le citta’ – meta per il viaggiatore e luogo d’origine di questa realta’ alternativa nella quale avevano altresi’ diritto di cittadinanza personaggi di fantasia, eroi leggendari ed esseri sovrannaturali.

Japan in Five Ancient Chinese Chronicles-alle origini del Sol Levante: le piu antiche cronache sul Giappone
Intervengono: Massimo Soumaré (autore), Davide Mana (traduttore)

Presentazione del volume Japan in Five Ancient Chinese Chronicles: Wo, the Land of Yamatai, and
Queen Himiko di Massimo Soumare, traduzione in inglese di Davide Mana, edito dalla Kurodahan Press
I fondamenti culturali del Giappone sono intimamente legati all’Asia continentale. Cina e Corea in particolare hanno aiutato la formazione dei primi regni giapponesi in molti modi, con secoli di immigrazioni e scambi culturali. L’introduzione della cultura del riso, il sistema di scrittura cinese e il sistema di governo della burocrazia imperiale cinese sono forse gli esempi meglio conosciuti, ma l’influenza della cultura continentale sull’arcipelago nipponico fu persistente. Questo lavoro presenta per la prima volta in inglese un comprensivo e comparativo studio dei contenuti di famosi testi storici cinesi (i primi in assoluto a parlare del paese del Sol Levante), giapponesi e coreani che sono fondamentali per la conoscenza della storia antica del Giappone. Le traduzioni di documenti dalla Cronaca dei Wei alla Storia dei Song sono assai utili per studiosi, studenti e tutti coloro che nutrono interesse nella storia e cultura giapponese e gettano una nuova luce su aspetti poco noti dello scambio interculturale, contribuendo alla conoscenza dell’intera Asia orientale.

L’arte di Akemi Takada: dimostrazione di disegno

Interviene: Akemi Takada (illustratrice)

Akemi Takada mostrera’ al pubblico come realizza le sue opere, concentrandosi in particolare sulla fase di colorazione delle sue illustrazioni.

L’arte di Minae Takada: dimostrazione di incisione su rame
Interviene: Minae Takada (illustratrice)

Minae Takada mostrera’ al pubblico come realizza le sue incisioni utilizzando carta di fabbricazione giapponese.

L’arte orientale a Torino
Interviene: Franco Ricca (direttore del MAO)

Franco Ricca direttore del MAO-Museo d’Arte Orientale di Torino parlera’ dei rapporti delle istituzioni culturali della citta’ con l’Oriente, specificatamente di quelli con il Giappone.

Manga: fumetto e societa contemporanea
Interviene: Massimo Melotti (critico d’arte e sociologo)

Massimo Melotti parlera’ dei manga e di come essi si leghino profondamente al concetto di realta’ nella societa’ contemporanea.

A breve l’orario delle varie conferenze sara’ consultabile anche sul sito ufficiale della mostra.

Qui i profili dei relatori:

Emakimono, ukiyo-e e illustrazione contemporanea giapponese

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MGGFinalmente lo possiamo annunciare ufficialmente!
Frutto di un gruppo di professionisti e appassionati di arte orientale piemontesi congiuntamente ad esperti giapponesi, nascono le due mostre del progetto MGG (Mostre di Grafica Giapponese) che si propongono, caso unico a livello mondiale, di presentare un percorso di sviluppo dei temi della grafica giapponese a partire dagli emakimono, per poi passare agli ukiyo-e e infine alla illustrazione contemporanea con sette artisti rappresentativi del genere, rendendo cosi’ evidente come anche i manga e gli anime, oggi tanto popolari in molti paesi, non siano un prodotto del caso, ma il risultato di una lunga evoluzione durata piu’ di un millennio.
Shuten Doji emaki - Ugo MondazziDal 3 al 18 ottobre 2009 nello spazio espositivo creato dall’architetto Carlo Pellegrino dell’Isola di San Rocco al Ponte delle Ripe a Mondovi’ (CN) e con il sostegno dell’Associazione Porti di Magnin e dell’Istituto Giapponese di Cultura verranno esposti per la prima volta al pubblico gli emakimono della collezione Ugo Mondazzi, tra cui il ciclo completo dello Shuten Doji emaki composto di tre rotoli da sei metri ciascuno datati tra il 1650 e il 1750, vari frammenti di altri emaki e la parte scritta dello Moko shurai ekotoba nella mostra dal titolo Emakimono, immagini dalla narrativa classica giapponese.
ABe Yoshitoshi3Successivamente, dall’14 gennaio al 14 febbraio 2010, nella mostra Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese nelle sale dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino verrano esposti una cinquantina di ukiyo-e e circa un totale di centosettanta illustrazioni di ABe Yoshitoshi, Kugatsuhime, Takada Akemi, Takada Minae, Terada Katsuya, Tsukishiro Yuko, Yamada Akihiro (tutte opere originali) sancendo per la prima volta a livello accademico e artistico piu’ alto il valore dell’illustrazione contemporanea nipponica. La qualita’ artistica dell’operazione e’, infatti, garantita dal fatto stesso che sia presentata nei prestigiosi ambienti dell’Accademia Albertina di Belle Arti e che abbia il sostegno della Japan Foundation. Ovviamente, il tutto e’ stato possibile grazie a partner e sponsor, nonche’ ai numerosi sostenitori dei due eventi, il cui ruolo e’ stato fondamentale.
Inoltre, nel corso della mostra di Torino si terranno all’Accademia Albertina conferenze e lezioni pubbliche ad essa legate con un convegno dal titolo Tra letteratura e arte con ospiti non solo italiani, ma anche provenienti dal Giappone.
Per ulteriori notizie tenete d’occhio il sito ufficiale che verra’ aggiornato costantemente. Punto importante, in modo da permettere a tutti di usufruire della possibilita’ di vedere  le due mostre, l’ingresso sara’ gratuito.
Le due mostre saranno il primo passo di quello che sara’ un progetto di piu’ ampio respiro.
Anche su Facebook.

Immagini: Shuten Doji emaki della Collezione Ugo Mondazzi e illustrazione di ABe Yoshitoshi

Vanguard Princess, ovvero chi fa da se’ fa per tre…

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Per legarsi al tema del post di Davide Mana La fantascienza come meccanismo e organismo, e’ interessante vedere cosa riesce a produrre il fandom quando sfrutta a pieno le potenzialita’ creative in esse insite invece di essere un semplice elemento inerte e quando raggiunge quel livello che porta alcuni dei suoi membri ad un alto grado professionale. Questo e’ il caso dell’illustratore e creatore di videogiochi Sugeno Tomoaki autore del blog Seizon kakunin il quale, utilizzando il programma 2D Fighter Maker 2002 che permette di creare di giochi picchiaduro su piattaforma 2D, e’ riuscito a creare completamente da solo un videogioco, Vanguard Princess (e’ scaricabile gratuitamente la versione di prova dal blog dell’autore; download), la cui fluidita’ dei personaggi e qualita’ di disegno e’ allo stesso grado di quella che riuscirebbe a realizzare un’equipe di professionisti. Vedere per credere…

Qui la lista dei personaggi e qui e’ possibile osservare i dettagli degli sfondi e delle figure.
Certo un simile risultato richiede una costanza ed un impegno non indifferente. Per arrivare a questo punto di sviluppo del videogioco, a Sugeno sono occorsi circa tre anni e, da gennaio di quest’anno, piu’ di dieci ore al giorno di lavoro…

Si inaugura a Torino il MU.FANT, museolab del fantastico

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imm1Apre il 30 giugno a Torino, grazie agli sforzi dell’Associazione Immagina, il MU.FANT, nuovo centro per il fantastico e la fantascienza intensa in tutte le sue forme multimediali, a partire dalla letteratura per arrivare fino al cinema, con il proposito di rendere evidente come questo genere sia ormai un elemento importante della cultura contemporanea.

La sede si trova nella ludoteca San Giocondo, via Luini 195.
L’inaugurazione (ore 10:00-18:00) e’ aperta a tutti e il centro propone, in occasione dell’apertura, una mostra dedicata a Star Wars che proseguira’ fino al trenta di luglio.

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