Illustrazioni di una maga globalizzata

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Ringrazio il mangaka e illustratratore giapponese Coco autore anche di Igyo-tachi ni yoru to sekai wa… – The World According to the Damned per aver realizzato due bellissime illustrazioni che ritraggono la mia maga globalizzata Karla (i suoi racconti sono stati pubblicati in Italia in Fata Morgana 10, ALIA5 autori italiani, ALIA6 e negli USA in Kizuna: fiction for Japan).

Karla disegnata da Coco

Karla disegnata da Coco 2

Qui il sito ufficiale di Coco.

COCOさんは、『Kizuna: fiction for Japan』(掌編「Appointment at the Oji Inari Shrine」)にも出る私の国際女性魔法使いカルラの絵 を描いて下さいました。綺麗ですね。
その上、凡さんからこれも書いていただきました!

Onryo, avatar di morte

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Annunciato anche nel sito ufficiale di Urania Mondadori, questa settimana esce finalmente l’antologia Onryo, avatar di morte che ho curato insieme a Danilo Arona. Ho anche tradotto i sei racconti degli autori giapponesi e scritto un mio racconto. Credo fermamente sia un buon libro che interesserà non solo gli appasionati del genere, ma pure chiunque apprezzi la buona letteratura.

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Onryo cover 2

L’idea di creare un’antologia di storie sovrannaturali e di fantasmi che riunisse insieme autori giapponesi e italiani è nata alcuni anni fa, precisamente alla fine del 2007. L’allora direttore delle collane da edicola Mondadori, Sergio Altieri, prese contatto con Danilo Arona e Massimo Soumaré per proporre loro il progetto, averli come curatori e per decidere una selezione delle dodici opere che avrebbero dovuto comporre il volume. Arona si sarebbe occupato della parte relativa agli autori italiani, mentre Soumaré di quelli giapponesi e anche della traduzione. Il concetto era di creare un volume sì di letteratura popolare, ma che tuttavia al contempo possedesse un’alta qualità artistica.
Certo per la pubblicazione del libro è occorso più tempo del previsto, ma il risultato è Onryo, avatar di morte, un’antologia considerevole sotto molti punti di vista.
La madre del kudan, raffinato e toccante racconto di Sakyo Komatsu, essendo uno delle storie più importanti del sovrannaturale nella moderna letteratura giapponese e che ha influenzato numerosi scrittori del fantastico, non poteva non essere incluso nella presente raccolta. Con Shin’ichi Hoshi e Yasutaka Tsutsui, Komatsu è considerato uno dei tre grandi scrittori della fantascienza nipponica e ha vinto numerose volte il prestigioso Premio Seiun. È morto nel luglio 2011 durante la preparazione di questo volume. Le sue opere non sono soltanto di genere fantascientifico, ma anche fantastico e storico-sovrannaturale. In La voce del cadavere di Masako Bando troviamo un’incisiva descrizione del Giappone rurale e delle tradizioni del folklore unite a una riflessione su vecchiaia e morte. È con lei con Hideaki Sena e con l’autore di Ringu Koji Suzuki che il moderno horror giapponese s’impone agli inizi degli anni ’90. Nel 1994 si aggiudica il premio “opera eccellente” al Gran premio del romanzo horror giapponese, nel 1996 il Premio letterario Shimase ren’ai e l’anno seguente il prestigioso Premio Naoki, uno dei due massimi riconoscimenti letterari nipponici. Masahiko Inoue con Il caso del bagno Odoro riesce abilmente a mischiare il kaidan (racconto di fantasmi) insieme al racconto fantascientifico inserendo il tema dell’invasione aliena, aggiungendo pure un tocco di Lovecraft, e dando vita a una storia molto originale. Brillante scrittore, Inoue si è dedicato in particolare modo alla stesura di racconti brevi o cortissimi incentrati sul fantastico e sul soprannaturale arrivando ad avere al suo attivo centinaia di storie pubblicate, non tralasciando comunque di scrivere romanzi come Ijinkan no fantazuma (Il fantasma del palazzo degli stranieri), immaginaria biografia della giovinezza di Van Helsing trascorsa nella città di Nagasaki poco prima dell’apertura del Giappone all’Occidente nel 1868. Dal 1997 ha ideato e personalmente curato una serie di antologie tematiche dal titolo generale di Igyo korekushon (Freak Out Collection) che ha ormai superato i quaranta volumi divenendo la più ampia serie antologica di racconti originali di letteratura fantastica al mondo. Una storia vera di Nanami Kamon è ambientato in una scuola, quindi si tratta di un “gakko kaidan”, con protagonista una ragazza. A volte le storie inventate di fantasmi possono rivelarsi vere e Kamon è molto abile a descrivere lo stato d’animo della giovane e la paura che gradualmente s’insinua in lei. Debutta come scrittrice professionista nel 1992 con il romanzo Hitomaru chofukurei (Ordine di contrastare il male per Hitomaru), primo di un ciclo di quattro volumi. Le sue opere, alcune delle quali illustrate anche dalle CLAMP, sono in genere incentrate sul tema dell’horror e delle storie di fantasmi del cui filone rappresenta una delle maggiori scrittrici giapponesi contemporanee. Hiroko Minagawa in Chiarore lunare descrive in maniera magistrale una figura malinconica di un uomo tormentato per un amore non corrisposto. L’incontro con una bambina diverrà l’occasione per una riflessione sulla propria vita. Minagawa esordisce nel 1972 come scrittrice con il volume per ragazzi Umi to jujika (Il mare e la croce) ambientato agli inizi del periodo Edo dove affronta temi quali la libertà religiosa e il senso della vita umana. Oggi il libro è incluso nella lista dell’International institute for children’s literature di Osaka come una delle cento migliori opere di letteratura per ragazzi pubblicate nel Sol Levante tra il 1946 ed il 1979. Nel 1985 vince il Premio dell’associazione degli scrittori di giallo del Giappone, nel 1986 il Premio Naoki, nel 1990 il Premio Shibata Renzaburo e nel 1998 il Premio Yoshikawa Eiji. L’ultima storia degli autori giapponesi, Paura dal monte degli Dei di Yoshiki Shibata, è ambientata nel paese di Asuka e fanno la loro comparsa divinità, volpi e tombe in una realtà che si avvicina al sogno, o forse è il sogno che si avvicina al mondo reale. Non sempre il passato è romantico come lo immaginiamo… Shibata ha vinto nel 1995 il Premio Yokomizo Seishi per il mystery. È questo l’inizio della sua sfolgorante carriera di scrittrice. Il ciclo dell’ispettrice Murakami Riko, anche se richiama nostalgicamente le atmosfere degli anni ’70, è basato su una vena di completa originalità presentando una poliziotta madre single, personaggio estremamente umano capace di affascinare il cuore del pubblico e di portare l’autrice al successo. Negli anni seguenti, pur continuando di preferenza a occuparsi di letteratura gialla, pubblica libri che spaziano dal romanzo sentimentale all’horror, dalla fantascienza fino ad arrivare al racconto fantastico ottenendo un vasto consenso tra i lettori.
Massimo Soumaré è scrittore, traduttore, curatore editoriale, saggista e ricercatore indipendente. Ha collaborato con riviste letterarie italiane e giapponesi e ha inoltre tradotto in italiano numerose opere di scrittori giapponesi moderni e contemporanei. Come autore, suoi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie tra cui le serie ALIA (CS_libri) e Fata Morgana (CS_libri), Tutto il nero del Piemonte (Noubs), Igyo korekushon (Kobunsha), Kizuna: Fiction for Japan (Brent Millis). Sue opere sono state tradotte e pubblicate in Cina, Giappone e USA. Il racconto Barocco kaidan è una personalissima e originale versione di Yotsuya kaidan ambientata tra il Periodo Edo e l’Italia di oggi, tra le città di Tokyo e di Torino. Possiamo perciò dire che funge da ideale anello di congiunzione tra Oriente e Occidente. Danilo Arona, classe 1950, considerato lo Stephen King italiano, è romanziere e saggista di lunghissimo corso (ha iniziato a scrivere e a pubblicare negli anni ’70) e anche musicista e giornalista. In quasi quarant’anni ha pubblicato saggi, romanzi, racconti e testi critici cinematografici. È stato giurato nel 1980 al Festival del cinema fantastico e del terrore di Sitges. Della sua vasta produzione editoriale i titoli più rappresentativi sono Cronache di Bassavilla, Finis Terrae e L’estate di Montebuio. Protagonista della sua storia Vale va bene è un tenerissimo fantasma di una bellissima bionda di cui conosciamo solo il nomignolo “Vale” (forse in vita si chiamava Valentina, chissà…). Presenza di rango, ancora torinese (ma non a caso la capitale sabauda è anche notoria città di spettri…), è quella di Alessandro Defilippi, psicanalista junghiano, collaboratore del supplemento letterario Tuttolibri del quotidiano “La Stampa”, che ha pubblicato con prestigiosi editori come Sellerio e Passigli straordinari lavori quali Una lunga consuetudine, Locus Animae e Le perdute tracce degli Dei. Predilige le storie d’intelaiatura gotica, sempre ai confini del reale. Qui è presente con Antracite, un racconto sognante quanto gelido, una fiaba nera che profuma di un sapore meraviglioso. Stefano Di Marino è autore di un gran numero di romanzi rappresentando una parte importante dell’immaginario della letteratura di genere italiana. Ormai impossibile da contenere nel territorio per quanto vasto dell’action/thriller, grazie al quale ci ha regalato romanzi come Il sangue versato, Lacrime di drago, Quarto Reich e la lunga serie de Il Professionista, Di Marino è negli ultimi anni impegnato in un lavoro di sottile contaminazione tra il gothic e la spy story. Il “fantasma” che ci presenta in Il cacciatore di figli posseduti viaggia ai confini del mito, laddove larve e demoni coabitano nel loro ancestrale disegno di attacco all’umanità. Angelo Marenzana ha forse scritto La donna dai capelli ramati sotto l’influenza di Melissa, spirito-feticcio creato da Danilo Arona. Piemontese come Arona, Defilippi e Soumaré, ha firmato romanzi noir come Tre fili di perle, Destinazione Avallon, Legami di morte, Buchi neri nel cielo ed è presente in decine di antologie quali Omissis, La legge dei figli, Tutto il nero del Piemonte e Bersagli innocenti. Samuel Marolla, autore rivelazione dell’Horror Italian Style, nel 2009 ha esordito brillantemente per merito di un’antologia personale pubblicata nella collana Epix, edita da Mondadori, dal titolo Malarazza. Il più giovane autore del gruppo stupisce per l’impianto originalissimo del suo racconto Fobia, per la perfetta ambientazione milanese e per l’incredibile coerenza a un moderno che immette l’antico archetipo nel contenitore tecnologico per eccellenza. Samuel ha pubblicato vari racconti in antologie come L’altalena e Archetipi e ha anche scritto la sceneggiatura per il fumetto Dampyr edito da Bonelli Editore.
Copertina di Franco Brambilla.

Onryo, avatar di morte, a cura di D. Arona e M. Soumaré, Milano, Urania n° 1578, Mondadori, gennaio 2012, 4,50 euro.

Ritorna il Son Goku di Katsuya Terada

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Saiyukiden2

ALIA4 Terada Katsuya covers

L’editore J-Pop l’aveva promesso. Di far uscire il secondo volume delle avventure dello scatenato re scimmione di Katsuya Terada entro la fine dell’anno. Ancora 132 pagine completamente a colori, con una qualita’ di disegno persino superiore al primo volume. Saiyukiden sta giustamente riscontrando il successo che merita anche in Italia e mi piace qui anche ricordare le tre stupende copertine realizzate da Terada appositamente per le antologie italiane di ALIA.

Rubrica “Stupori giapponesi” su L’indice dei libri del mese

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mat per soumare'Comincia oggi con il pezzo Una fredda vendetta la mia collaborazione con il blog del mensile italiano d’informazione culturale L’indice dei libri del mese che vede la creazione della rubrica Stupori giapponesi. Come scritto anche nel blog la dichiarazione d’intenti e’:

“Negli ultimi anni sono stati tradotti diversi volumi di autori giapponesi ma, considerata la vastita’ della letteratura nipponica, non sono altro che la punta di un immenso iceberg. Se a cio’ uniamo l’influenza che, sia nella forma della letteratura alta che in quella di genere, essa esercita oggi sugli altri paesi dell’Estremo Oriente e sull’Occidente, diviene estremamente interessante presentare tale produzione editoriale e cultura. Non solo tramite i testi tradotti nella nostra lingua, ma anche parlando ampiamente di quei libri in lingua originale che ancora non lo sono. Ed e questo lo scopo e la speranza della rubrica Stupori giapponesi. Riuscire ad avvicinare i lettori a un mondo distante assai raffinato e affascinante ricco di una lunga storia.”

Quindi, oltre a presentare libri tradotti in giapponese parlero’ anche di quelli che non lo sono, fatto credo inedito per una rivista culturale italiana. Inoltre, quando possibile, intendo presentare anche volumi di Singapore, cinesi eccetera, ovvero di altre realta’ interessanti dell’Estremo Oriente.
Spero che questa rubrica piaccia ai lettori e cerchero’ di fare del mio meglio!!

今日から、イタリア一と言われている書評・文学研究雑誌『L’indice dei libri del mese』ブログで、この書評によって自分のコラム「Stupori giapponesi」(「日本からの驚き」)が始まりました。イタリア語に訳された本だけではなくて日本語の本も紹介出来ることで、イタリアでは、日本語の小説をそのままに 紹介するちゃんとした文学雑誌は初めてですが、頑張ります!
『L’indice dei libri del mese』はこれからNew York Review of Booksとのコラボの企画もありますし。

どうぞよろしくお願いいたします。

Il Son Goku di Terada Katsuya

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Saiyukiden1

E’ uscito il primo volume di Saiyukiden di Terada Katsuya, geniale fumettista e illustratore poliedrico le cui opere sono state anche esposte in Italia nel corso della mostra Dall’ukiyo e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese.
Piu’ che un manga si puo’ tranquillamente definire un fumetto d’autore dalle splendide tavole, percio’ e’ fruibile sia dagli appassionati del fumetto giapponese sia dai sostenitori di quello europeo. Ciascun volumetto si compone di circa 130 pagine con pagine completamente a colori nella bella edizione della J-Pop.
Tanto per chiarire alcuni dubbi dei lettori, l’intera storia e’ stata gia’ pubblicata a puntate in Giappone dall’editore Shueisha, ma in bianco e nero. Quindi poi Terada ha rielaborato le tavole colorandole e queste sono state riunite in volumi. Il terzo e ultimo e’ previsto in uscita tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013.
Per una maggiore comprensione della vicenda narrata puo’ essere utile leggere l’articolo Son Goku, la scimmia ribelle che scosse il cielo.

Fantascienza cinese in espansione

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SFWPrima di tutto ringrazio il signor Feng Zhang membro del World Chinese-language Science Fiction Research Workshop per queste preziose segnalazioni.
La fantascienza cinese sta suscitando sempre piu’ l’interesse dei critici e lettori americani, quindi incominciano a fiorire tutta una serie di traduzioni in inglese di saggi e di racconti degli esponenti maggiormente importanti. Attualmente questi testi sono leggibili gratuitamenti su vari siti in rete, tra cui spiccano la rivista letteraria bimestrale Chutzpah! dedicata alla letteratura cinese nelle sue piu’ svariate forme e China Daily.
Per la saggistica troviamo un aricolo di Kun Kun, uno di Han Song, due (1 e 2) saggi su Liu Cixin, attualmente lo scrittore di SF piu’ popolare in Cina, e un’intervista con Zhao Haihong. Inoltre le storie The Fish of Lijiang di Chen Qiufan, The City of Silence di Ma Boyong, The Butterfly Effect di Fei Dao, The Thinker di Liu Cixin, All the Water in the World e The Wheel of Samsara di Han Song e Wizard World di Yang Ping.
Forse al lettore occidentale questi nomi diranno ancora poco, ma quasi sicuramente nei prossimi anni sono destinati ad occupare un ruolo importante nella letteratura fantastica mondiale.
In Italia Han Song e’ stato pubblicato in Shi Kong: China Futures (Urania, Mondadori), dove compare pure un racconto di Liu Cixin, e in Fata Morgana 12 (CS_libri). Storie di Fei Dao e Chen Qiufan sono leggibili in Alia Storie (CS_libri).

Immagine: copertina della rivista cinese SF World.

“Somato” di Kaoru Kurimoto, il primo teaser!

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Primo teaser di Somato (Ricordi), cortometraggio coprodotto dalla PALONEROfilm e dalla Regione Marche Film Commission per la regia di Michele Senesi e con gli effetti speciali di Martina Leithe Colorio basato su un racconto di Kaoru Kurimoto edito in Italia nell’antologia di letteratura fantastica ALIA Giappone pubblicata da CS_libri di Torino.
Il progetto e’ stato presentato ufficialmente alla sessantottesima edizione del Festival Cinematografico di Venezia nelle Giornate degli Autori.
Kurimoto e’ una scrittrice che ha pubblicato oltre cento romanzi e veduto nel solo Giappone piu’ di cinquanta milioni di copie.

Anche Anne McCaffrey ci ha lasciati.

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Dragon

Anne McCaffrey, una delle maggiori autrici di fantasy e fantascienza americane, scrittrice il cui nome forse piu’ di ogni altro romanziere richiama alla mente l’immagine del drago nella sua concezione moderna avendo creato il ciclo dei Dragonieri di Pern, si e’ spenta all’eta’ di ottantacinque anni il 21 novembre.
Parecchi suoi libri sono stati tradotti anche in italiano e forse questa triste occasione dara’ l’opportunita, a chi non li avesse ancora letti, di scoprire una grande autrice della letteratura fantastica mondiale.

Il blog dell’Indice e il Giappone

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L'indice

L’indice del libro del mese, una delle poche riviste italiane di alto profilo nella presentazione dei libri, ha ora un proprio blog dove sono inserite notizie relative a volumi e articoli legati al mondo dell’editoria.
Venerdi’ 18 novembre e’ stato pubblicato il pezzo Mosaici nipponici di Franco Pezzini su alcuni libri di letteratura e storia giapponesi che riguardano anche la mia attivita’.

The World According to the Damned…

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Igyo-tachiIgyo-tachi ni yoru to sekai wa… – The World According to the Damned e’ un manga di centoundici pagine realizzato dall’illustratore e fumettista COCO e pubblicato dalla Hayakawa Shobo nell’estate 2011. Si tratta di un yonkoma gyagu manga, cioe’ un fumetto satirico a quattro vignette, dapprima uscito sul sito dell’autore e, successivamente, ridisegnato e raccolto in un volumetto completamente a colori.
Basato sulle figure degli dei presenti nei Miti di Cthulhu creati di H. P. Lovecraft e ripresi successivamente da altri scrittori come Augusth Derleth, nella versione di COCO, le varie divinita’ sono state trasformate in graziose ragazze.
La prepotente e “terribile” Cthulhu, ad esempio, indossa una tuta a forma di drago, Ulthar ha le orecchie da gatto, Nyarlathotep e’ una giovane donna africana invidiosa di Cthulhu che la maltratta sempre. Insieme a loro troviamo Dagon, Hastur, Ithaqua, il dio pazzo Azathoth e tutti gli altri personaggi della cosmologia del ciclo lovecraftiano. L’autore e’ molto abile a creare un’esposizione divertente e Igyo-tachi 2satirica dei personaggi dei miti, ma al contempo ad essere anche molto fedele agli originali, ed indubbiamente chiunque conosca le opere di Lovecraft trovera’ sicuramente divertenti le sue storie. Forse l’unica pecca di Igyo-tachi ni yoru to sekai wa… consiste proprio nel fatto che i lettori i quali non abbiano famigliarita’ con i lavori dello scrittore di Providence non saranno probabilmente in grado di cogliere tutti i riferimenti di cui e’ costellato l’intero manga. Inoltre COCO inserisce alcune sue storie illustrate decisamente inquietanti e di stile lovecraftiano che creano uno strano gioco disturbante e surreale, ma al contempo affascinante, con le gag delle vignette.
I disegni sono molto gradevoli e con una colorazione semplice, ma parecchio accattivante contribuendo a fare di questo manga un’opera di ottimo livello.
Interessante anche l’altra sua opera, Kyo no Hayakawa-san (Hayakawa-san oggi), anch’essa inizialmente pubblicata su internet, dove le donne protagoniste rappresentano ciascuna e varie case editrici giapponesi specializzate nella fantascienza, nell’horror, nella giallistica, nel romanzo d’autore eccetera. Sempre edito dalla Hayakawa Shobo, ad oggi ne sono usciti tre volumi.
COCO inoltre e’ anche un’abile fotografo. Le sue immagini di insetti sono davvero molto belle.

Immagine 1: Igyo-tachi ni yoru to sekai wa…, COCO, Hayakawa Shobo
Immagine 2: Ulthar che fa pubblicita’ all’uscita di Igyo-tachi ni yoru to sekai wa…

Mezzi militari italiani in Giappone: il lavoro di ricerca di Yoshikawa Kazunori

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ItariagunYoshikawa Kazunori, classe 1964, si e’ dedicato fin dall’adolescenza allo studio dei mezzi militari concentrandosi da principio sulla storia degli aerei e dei carri armati dell’esercito tedesco, successivamente, dal 1990, interessandosi sempre piu’ a quella dei mezzi italiani del secondo conflitto mondiale divenendo cosi’ uno dei maggiori conoscitori di questa materia nel suo paese.
Collaborare del bollettino Tamiya News, edito dal famoso produttore di modellini giapponesi Tamiya, sulle cui pagine cura una colonna dove presenta i semoventi del nostro paese e’, inoltre, anche consulente per la medesima azienda per cio’ che concerne i prodotti relativi all’esercito italiano. Proprio negli ultimi numeri ha scritto alcuni articoli relativi ai carri M40, M41 e M42.
Per il comiket ha pubblicato diverse opere autoprodotte che trattano argomenti specifici della nostra storia come, ad esempio, I soldati italiani delle Forze Armate della R.S.I. nel 1943-1945 (2010).
Nel 2002, allo scopo di migliorare la sua conoscenza dell’italiano ed approfondire le sue ricerche, ha soggiornato per circa un anno nel nostro Semoventpaese. Yoshikawa e’ stato capace di applicare la grande abilita’ dei giapponesi nella compilazione di testi esplicativi ed enciclopedici alle sue pubblicazioni. Con un grande lavoro di ricerca e’ riuscito anche a recuperare molte immagini di soldati e mezzi militare italiani del secondo conflitto mondiale. Di particolare rilievo e’ il volume Itariagun nyumon, 1939-1945 (Guida all’esercito italiano, 1939-1945) pubblicato nel 2006 insieme con Yamano Haruo ed edito dalla IKAROS PUBLICATIONS. Collabora inoltre con riviste come Military Classic e con la rivista trimestrale MC Akushizu dove si occupa di realizzare illustrazioni in stile manga di belle ragazza in uniforme. Yoshikawa, infatti, come lavoro e’ direttore artistico in uno studio pubblicitario ed e’ quindi perfettamente a suo agio nel passare da un disegno tecnico e realistico a quello tipico dei manga e dell’animazione (ha studiato pure come animatore). Generalmente nel primo caso si firma Kaz, mentre nel secondo Yoshizo.
Sue illustrazioni si possono vedere in pixiv.
Le ricerche di Yoshikawa, che, e’ bene specificarlo, riguardano anche la letteratura e la cultura del periodo, sono state cosi’ accurate e il suo archivio privato tanto interessante da venire anche citati in pubblicazioni italiane.

Immagine 1: Itariagun nyumon, 1943-1945, a cura di Yoshikawa Kazunori e Yamano Haruo, IKAROS PUBLICATIONS, 2006.
Immagine 2: Carro armato leggero 95 Ha-Go illustrato da Yoshikawa Kazunori.

Quando il Politecnico s’interessa di anime e manga…

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kanagawa kaito no3Kaito (Kait) e’ una rivista che si occupa dello studio della realizzazione dei personaggi per videogame, anime e manga creata nel 2010 e ormai giunta al terzo numero.
Si avvale, tra i suoi collaboratori, di personaggi del calibro di Koike Kazuo, Ikegami Ryoichi, Kaji Kengo e molti altri professionisti e docenti universitari. Fino a qui potrebbe essere gia’ di per se’ un progetto molto interessante, ma quello che la rende unica e’ il fatto che sia edita dal dipartimento di studio dei media del Politenico di Kanagawa e che parte degli articoli e dei manga editi riguardino proprio gli studenti dell’ateneo!
La facolta’ giapponese propone infatti dei corsi di laurea che si prefiggono lo scopo di creare degli esperti per i vari settori i quali in futuro si dedichino a livello professionale a campi dell’intrattenimento dove saranno impiegati nuovi contenuti e nuove tecnologie 110811 manga1901attualmente in fase di sviluppo.
La percentuale d’impiego dei neolaureati e’ davvero alta e le ditte presso cui trovano lavoro annoverano i nomi di Konami, Fujitsu, Casio, Imagica eccetera. Diventa percio’ evidente la ragione per cui il Giappone riesca a dar vita a prodotti di alta qualita’ sia per i videogiochi che per l’animazione e il fumetto.

Ma Kait non e’ l’unica rivista di questo genere, ad esempio esiste anche Daigaku manga (Manga universitari) legata dall’Accademia di belle arti di Osaka, in questo caso piu’ direttamente rivolta alle tecniche di creazione dei manga e che raccoglie anche saggi e dibattiti di professionisti del settore.

Entrambe le riviste sono distribuite dalla Koike Shoin, una casa editrice creata nel 1972 da Koike Kazuo. Da noi Koike e’ forse piu’ noto per essere il creatore del manga Crying Freeman, ma grandissimo e’ stato la sua Kazuo Characterattivita’ nel crescere e forgiare talenti nel campo del manga; dalla sua scuola di fumetto Gekiga sonjuku fondata nel 1977 sono usciti autori quali Takahashi Rumiko e Hara Tetsuo divenuti in seguito famosi in tutto il mondo. Ma non solo, anche scrittori e sceneggiatori come Kikuchi Hideyuki e lo stesso Kaji Kengo che attualmente tiene un corso al Politecnico di Kanagawa incentrato sulla creazione e lo studio dei characters .
Di Kazuo merita di essere qui menzionato il recentissimo volume Kazuo Koike no kyarakuta shinron (Nuova discussione sul character di Koike Kazuo ) in cui parla delle tecniche di sviluppo dei personaggi per i social media e di come fare in modo che ottengano il massimo impatto e successo presso gli utenti.

Immagine 1: Kaito, vol. 3, Kanagawa koka daigaku, 2011
Immagine 2: Daigaku manga, vol. 19, Osaka geijutsu daigaku, 2011
Immagine 3: Kazuo Koike no kyarakuta shinron, Koike Shoin, 2011

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