Le stravaganti vacanze estive di una maga e di una volpe

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ALIA5 AiInnanzitutto ringrazio per gli apprezzamenti e commenti ricevuti riguardo le storie di Kitsu/Kaede e di Karla (ma non solo). Mi hanno fatto davvero piacere. In particolar modo alcune analisi sulle atmosfere e la scrittura.
Le stravaganti vacanze estive di una maga e di una volpe uscito in ALIA storie e’ un ideale seguito di Storia romantica di code e di canini (racconto da cui, sucessivamente, e’ nato il progetto di Kitsukiba) pubblicato invece in ALIA Autori italiani, dove pero’ appaiono pure alcuni personaggi che ho creato nel corso degli anni, come la maga globalizzata Karla del racconto Miwaku edito in Fata Morgana 10 e l’inquietante gatto bianco Plick (una sua storia e’ uscita in Cina sulla prestigiosa rivista SF World).
Mi hanno chiesto come sia nata l’idea del personaggio di Karla. Per parecchio tempo ho lavorato a livello mentale affinandone le caratteristiche. Mi piaceva l’idea di un personaggio ALIAstorieforte, libero ed indipendente dal carattere allegro che pero’ racchiudesse in se’ una serie di sfaccettature complesse. E volevo dare alle suo storie un tono agro-dolce.
Si tratta di un mondo in cui si muovono parecchi altri personaggi. Per cui vorrei scriverne ulteriori avventure e, magari, ci fosse occasione, anche un romanzo – quest’ultima eventualita’ dipendera’ da molti fattori. E’ probabile comunque che le pubblicazioni dei racconti valichino i confini nazionali (anche in un tempo relativamente breve!).

Kitsu e Karla se la giocano testa a testa, pero’ mi piacerebbe sentire anche dai lettori quale tra le due preferite.
Silvia Treves della CS_libri vorrebbe  leggere un nuovo racconto del ciclo del Magatama, un mondo sul cui sfondo ho molto lavorato e di cui vorrei ancora ritornare a narrare.

Immagini: ALIA Autori italiani, CS_libri, 2008, copertina di Suemi Jun. ALIA storie, CS_libri, 2011, copertina di Yoneda Hitoshi.

Il figlio errante

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Wand1Shimura Takako e’ una mangaka purtroppo ancora sconosciuta al pubblico italiano e poco nota in genere ai lettori occidentali, nonostante un indubbio talento e il fatto che in Giappone e’ molto apprezzata sia dal pubblico maschile che da quello femminile. Le sue tavole, soprattutto quelle ad acquerello dalle tinte delicate, sono davvero belle ed e’ inoltre molto abile nel costruire le storie. Probabilmente cio’ si deve agli argomenti da lei trattati, ovvero transgender e lesbismo. Tema principale dei suoi lavori sono spesso i problemi affrontati dai ragazzi durante l’adolescenza e l’amicizia e l’amore tra compagne di scuola. Intendiamoci, siamo qui molto lontani dallo yaoi Wand 2e dallo yuri; l’approccio della Shimura e’ molto curato e profondo, in un certo senso quasi letterario.
La sua opera maggiormente rappresentativa e’ Horo musuko (Il figlio errante) pubblicato dal 2000 dalla ENTERBRAIN (che conferma ulteriormente di essere una delle piu’ interessanti case editrici di manga giapponesi capace di proporre lavori molto interessanti e originali) e di cui sono usciti undici volumi. Verra’ tradotto anche in inglese dalla Fantagraphics Books con il titolo di Wandering Son a partire, verosimilmente, da maggio 2011.
Inoltre, proprio agli inizi quest’anno ne e’ stato realizzato un anime prodotto dalla AIC molto raffinato ed elegante nelle animazioni che, per l’appunto, riprende il tipo di colorazione della fumettista.
Sicuramente un’autrice che merita di essere letta.

Nelle due immagini, in alto i protagonisti di Horo musuko nella versione animata, in basso in un’illustrazione della Shimura.

Victorique e Kujo, investigazioni nell’Europa del 1924

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GosGOSICK e’ una serie attualmente composta di otto romanzi e quattro raccolte di racconti (quest’ultime indicate con il titolo di GOSICKs) scritta da Sakuraba Kazuki ed illustrata da Takeda Hinata edita a partire dal 2003 per la casa editrice Kadokawa Shoten/Fujimi Shobo. Sakuraba Kazuki, indubbiamente un’autrice in possesso di un notevole talento nella gestione della scrittura e dei vari stili letterari, e’ stata la prima (e finora unica) scrittrice del genere light novel, corrispondente allo YA americano, a vincere, nel 2008, il prestigioso premio Naoki. GOSICK e’ stata anche la sua prima serie ad ottenere un grande successo di pubblico, tanto da essere tradotta sia in tedesco che in inglese.
Ambientata nel 1924, appena dopo la prima guerra mondiale, in una scuola di Sauville, un’immaginario piccolo paese europeo confinante con l’Italia, la Francia e la Svizzera, segue le vicende di Victorique de Blois, una strana ragazza dai lunghi capelli biondi figlia di un nobile, e dello studente giapponese Kujo Kazuya, terzo figlio di un militare, impegnati a risolvere casi misteriosi che vengono svelati grazie ai ragionamenti logici di Gos2Victorique. Sakuraba non ha fatto mistero di essersi ispirata alla copia Sherlock Holmes e Watson. La preparazione del primo romanzo ha richiesto piu’ di un anno di incontri con il suo editor per mettere a punto lo sfondo della vicenda e la psicologia dei personaggi. C’e’ quindi stato un grande lavoro dietro la creazione di questa serie per ragazzi. Cio’ si rivela anche nei dettagli. Ad esempio, quando Victorique aspetta in biblioteca l’arrivo di Kujo manifestando ogni volta in modo differente la propria noia.
Esistono anche cinque volumetti manga e, da gennaio, e’ in onda la versione animata prodotta dalla Bones. Estremamente curata nell’ animazione e nelle atmosfere (anche la Sakuraba ha espresso il suo vivo apprezzamento per come l’anime e’ stato realizzato), la serie dovrebbe essere composta da un totale di 24 episodi.
Attualmente in italiano purtroppo non e’ stata tradotto alcun lavoro della Sakuraba ad eccezione del racconto Seppure con rammarico pubblicato nell’antologia Foglie multicolori dal Sol Levante edita da CS_libri. Seppure con rammarico e’ la storia iniziale del volume Shojo Nanakamado to shichinin no kawaisona otona-tachi (La giovane Nanakamado ed i sette miserabili adulti) edito da Kadokawa Shoten, libro che narra le vicende della bella Nanakamado appassionata di modellismo ferroviario.

Ragazze seppia e bambine terribili

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MitsLa serie animata di Mitsudomoe (lett. Contrasto triangolare) si e’ rivelata il grande successo del 2010, tanto che attualmente sta andando in onda la seconda serie, Mitsudomoe zoryochu. Tratta dal manga umoristico di Sakurai Norio, pubblicato a puntate dal 2006 sulla rivista settimanale Shonen Champion della casa editrice Akita Shoten, ad oggi il fumetto e’ stato raccolto in dieci volumi ancora in corso di pubblicazione. La storia narra le vicende delle tre sorelle Marui (Hitoha, Futaba e Mitsuba), definite come le sorelle piu’ diverse tra loro di tutto il Giappone! Mentre la prima, la piu’ piccola e’ una specie di Sadako in miniatura che si diverte a leggere riviste erotiche, la seconda e’ forzuta, ma non si puo’ certo definire intelligente, e fanatica dei seni, e la piu’ grande, Mitsuba, e’ una regina SM in erba a cui pero le cose vanno spesso storte. Ora, il fatto che le tre sorelle frequentino ancora la scuola elementare e quasi tutti i personaggi, compresi i genitori (come la madre di una delle compagne di scuola delle tre sorelle che ha tendenze masochiste o il padre delle Marui disegnato apposta con un tratto grezzo e che viene sempre sospettato di essere un individuo equivoco) e gli insegnanti, abbiano gusti o personalita’ leggermente eccessive spiazza decisamente chi si avvicina per la prima volta alle loro storie. Si parla di molti elementi a sfondo sessuale. In effetti, seppure i disegni possano trarre in inganno, e’ evidentemente che siamo in presenza di un manga e di un anime dedicato ad un pubblico adulto. La maestria di Sakurai e’ quella di essere riuscito a creare un prodotto estremamente divertente e ironico, trattando temi estremi, ma senza mai scivolare nel volgare. Non e’ errato percio’ vedere in Mitsudomoe una versione piu’estrema dei Peanuts di Schulz. Inoltre, caso tutt’altro che comune, le battute utilizzate funzionano anche in un contesto non giapponese, rendendo la serie internazionalmente usufruibile.
Certo visti i temi forti e considerato il fatto che comunque protagonisti sono bambini delle elementari, cosa che potrebbe dare fastidio ad alcuni, e’ purtroppo difficile che canali televisivi non giapponesi accettino di trasmetterla (sarebbero ridotti ad un taglio ed una censura continua), anche se si puo’ sperare vengano realizzati i DVD e tradotto il manga, dato che e’ un prodotto che merita realmente.
Ciascuna puntata dell’anime e’ suddivisa in tre o quattro brevi episodi.

Shinryaku! Ika musume (L’invasione della ragazza seppia) e’ un manga ancora in corso di Anbe Masahiro pubblicato sempre su Shonen Champion Ikdal 2007 e di cui sono gia’ usciti otto volumetti. Trasposto nel 2010 in un anime in cui ogni puntata e’ suddivisa in tre brevi episodi, racconto la storia di Ika musume, una fanciulla misteriosamente comparsa dal mare per sottomettere la razza umana e che ha le caratteristiche di una seppia. I suoi capelli infatti si muovono indipendentemente come tentacoli ed e’ in grado di emettere inchiostro dalla bocca. Sfortuna vuole che si ritrovi subito a dover lavorare al Lemon, il chiosco sulla spiaggia delle sorelle Aizawa per riparare un danno fatto e il suo inchiostro venga sfruttato per cucinare degli eccellenti spaghetti al nero di seppia… La nostra eroina si ritrova cosi’ sbalzata dal ruolo di conquistatrice dell’umanita’ (cui pero’ non pare voler rinunciare) a cameriera part-time.
Privo delle battute a sfondo erotico di Mitsudomoe, Shinryaku! Ika musume presenta pero’ ugualmente tutta una serie di personaggi parodistici come, ad esempio, i tre scienziati americani laureati al MIT o Aizawa Chizuru, dolce in apparenza, ma che invece e’ una vera orchessa in grado di spaventare anche la protagonista, e una sfilza di gag esilaranti. Anche se il personaggio centrale resta comunque quello della svampita, ma simpaticissima, Ika musume, caratterizzata dal terminare ogni frase con il suono “degezo” (ormai un vero tormentone in terra nipponica!) forse vagamente ispirata dai miti lovecraftiani, con la sua meraviglia di fronte ad un mondo per lei completamente nuovo… Un manga e anime che sarebbe interessante fossero presentati in Italia.

Imaginare: Arti e letterature da Oriente a Occidente nello specchio del Fantastico

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Prosegue il progetto iniziato con la mostra e il convegno tenutosi a gennaio-febbraio 2010 all’Accademia Albertina di Torino

imaginare sub bianco

Imaginare: Arti e letterature da Oriente a Occidente nello specchio del Fantastico

Ciclo di conferenze all’Accademia Albertina di Torino marzo 2011

Nelle arti figurative come in letteratura – e poi nel cinema – il Fantastico svela il sedimentare di miti, inquietudini e sogni estremamente connotanti le rispettive epoche e societa’: qualcosa che riguarda piu’ un modo di descrivere e di vedere che un contenuto o un genere. Un linguaggio, ancora, in cui le distinzioni troppo rigide tra cultura “alta” e “bassa” (con tutte le virgolette del caso) possono sfumare o conoscere ridefinizioni: come gia’ emerso nel rapporto tra le raffinate fantasie dell’ ukiyo-e e il fumetto popolare del Giappone contemporaneo nell’ambito della Mostra sulla grande grafica nipponica organizzata qui in Accademia Albertina all’inizio del 2010, e nel Convegno Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone che l’accompagnava. Un’ottica che in questo secondo ciclo di incontri proviamo a condurre dall’Estremo Oriente a immagini e miti del Fantastico occidentale.

Programma

Mercoledi’ 2 marzo 2011, ore 17:00
Massimo Soumaré
Rapporto simbiotico tra letteratura e arte nel Giappone di ieri e di oggi. Dai romanzi fiume di Kyokutei Bakin alle light novels
Nel periodo Edo (1603-1868) si assiste al fiorire in Giappone della letteratura popolare. Grande successo hanno le opere di scrittori quali Santô Kyôden e Kyokutei Bakin illustrate da artisti noti anche in Occidente come, ad esempio, Hokusai. Si sviluppa quindi un profondo rapporto tra arte e letteratura teso ad esprimere in entrambe un alto livello artistico e capace di dar vita ad una vasta diffusione di libri. Curiosamente, il medesimo stretto legame lo vediamo ripresentarsi nel Sol Levante dopo piu` di un secolo, nel 1980, quando nei romanzi di genere (letteratura fantastica, fantascienza, horror, avventura, polizieschi) si incominciano ad inserire con sempre maggiore frequenza illustrazioni di famosi disegnatori dando vita all’odierno fenomeno delle light novels – libri per ragazzi illustrati con disegni in stile manga o anime – che sono i romanzi piu’ venduti nel mercato giapponese e che rappresentano la fusione dei talenti di uno scrittore e di un artista.

Mercoledi’ 9 marzo 2011, ore 17:00
Davide Mana
L’estetica dell’etere
In cui si discutono i vantaggi ed i rischi di guardare al futuro attraverso gli occhi di ieri.
L’immaginario visivo del tardo e800 (Verne, Robida’, Wells, Griffith) costituisce il primo modello popolare di “futuro immaginato” dell’eta’ moderna. L’estetica futuribile ottocentesca, recuperata prima in narrativa e successivamente in svariati altri ambiti culturali nel tardo ventesimo secolo, costituisce oggi, tra letteratura, arti visive, musica e societa’, una tendenza che e’ impossibile ignorare.

Mercoledi’ 16 marzo 2011, ore 17:00
Franco Pezzini
La danzatrice e la Gorgone. Dumas e la nuova iconografia teratologica
La donna dal collier di velluto di Alexandre Dumas, 1849, e’ senz’altro uno tra i piu` noti ed eleganti racconti di fantasmi dell’Ottocento francese: e nel suo tessuto emergono le coordinate di una teratologia completamente rivisitata – che pervade il feuilleton, i romanzi storici, d’avventura e polizieschi, e le stesse arti figurative di un pof tutto l’Occidente. Tra Gorgoni e fatali danzatrici, orrori storici e malinconie private di tre padri dell’immaginario romantico – E.T.A. Hoffmann, Charles Nodier, lo stesso Dumas – le antiche forme del mostruoso, dismesse solo in apparenza, si rivelano icone efficaci dei trasalimenti della modernita’.

Mercoledi’ 23 marzo 2011, ore 17:00
Dalmazio Frau
Lfestate incantata
Il sogno della Fratellanza di San Luca ovvero i Nazareni in Italia e l’Utopia della Confraternita Preraffaellita in Inghilterra. Tra Medievalismo e Romanticismo, tra Decadenza e Fantastico, un excursus tra i pittori, i poeti e le loro donne che infiammarono e diedero scandalo nella borghesia vittoriana.

Mercoledi’ 30 marzo 2011, ore 17:00
Massimo Melotti
L’araba fenice e il cyborg. Il fantastico nelle arti visive al tempo del virtuale
La conferenza prende in considerazione come sia mutata la dimensione fantastica con l’affermarsi delle nuove tecnologie. Computer, effetti speciali e Internet oggi danno la possibilita’ di creare mondi fantastici percepibili in modo molto piu’ reale che nel passato. Il confine tra realta’ e finzione viene sempre meno creando situazioni di fiction/reality cosi’ come la globalizzazione favorisce lo scambio di figure e mondi immaginari di diverse culture. Tutto cio’ da’ vita ad un nuovo immaginario collettivo globale in cui Frankenstein e Cyborg convivono e generano nuovi mostri.

BUSHIDO e LOVECRAFT BLACK & WHITE

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BushidoTratto dalla trilogia Shippuden Rera Shiu (Rera Shiu, Storia di un vento impetuoso) dello scrittore Asamatsu Ken edita dalla GA Bunko nel 2006 e impreziosita dalle splendide copertine realizzata da Yamada Akihiro, arriva finalmente in Italia per la Flashbook Bushido, la versione manga realizzata da Hiromoto Shin’ichi.
Asamatsu e’ uno dei maggiori esperti giapponesi dei lavori di H.P. Lovecraft, nonche’ apprezzato autore a livello mondiale di letteratura dell’orrore e fantastica (sue opere sono state pubblicate persino negli USA, come ad esempio il romanzo La regina di K’n-yan ed il racconto scritto per l’antologia Il regno di Cthulhu). In italiano, nelle antologie ALIA3 e ALIA Giappone edite dalla CS_libri sono stati tradotti in anteprima mondiale assoluta i primi due racconti del ciclo di Ikkyu Sojun – uno dei quali e’ anche illustrato da Ryo Kanai; si ritrova riproposto Shippudennell’art book Ryo Kanai The Art Of edito da Pavesio Editore -, considerato dallo stesso Asamatsu la sua opera piu’ rappresentativa.
Il manga, rispetto al testo originale, presenta diverse varianti, essendo piu’ vicino alle caratteristiche proprie dell’arte di Hiromoto Shin’ichi, ma rimane un’opera di forte impatto dove il tratto nervoso e scattante del mangaka riesce a comunicare una profonda emozione al lettore.
Il titolo Bushido nella versione giapponese e’ scritto 武死道, che significa non “la via del guerriero”, bensi! “La via della morte del guerriero”. In Giappone e’ stato pubblicato dalla Gentosha Comics in quattro volumi a partire dal 2005 fino al 2007.

Rimanendo in ambito artistico, e’ assolutamente da segnalare l’uscita nel nostro paese del volume LOVECRAFT BLACK & WHITE, un art book in edizione limitata che riunisce i lavori ispirati ai racconti di H.P. Lovecraft di numerosi artisti italiani (tra cui mi fa piacere vedere anche i nomi di ScarletGothica, Chiara L B&WNegrini e Dalmazio Frau, eccellenti collaboratori del progetto ALIA) edito dalla Dagon Press di Pietro Guarriello – una garanzia di qualita’ nell’ambito degli studi lovecraftiani! – e amorevolmente curato dal competente Umberto Sisia. Esiste anche un blog dedicato al progetto dove potete ordinare il volume. Un libro da collezione a 15 euro e’ una vera occasione! Una dimostrazione che anche in Italia si possono realizzare, seppure con molta fatica, ottimi prodotti editoriali.

Immagine 1: Bushido, vol. 1 di Hiromoto Shin’ichi e Asamatsu Ken, Flashbook.

Immagine 2: Shippuden Rera Shiu, vol. 1, di Asamatsu Ken, illustrato da Yamada Akihiro, GA Bunko.

Immagine 3: LOVECRAFT BLACK & WHITE, a cura di Umberto Sisia, Dagon Press.

Notizie riguardo il fumetto Kitsukiba-storia di code e di canini

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Cover KitsukibaInnanzitutto ci tengo a ringraziare tutte le persone che si sono interessate a Kitsukiba-storia di code e di canini. Il fumetto doveva uscire in novembre di quest’anno per l’editore Pavesio, ma, purtroppo, per un sovrapporsi di impegni lavorativi di Ryo Kanai con altri progetti che sta curando in Giappone (penso che anche questi interesseranno i fan italiani, quindi, appena possibile, vi daro’ notizia pure su di essi), la pubblicazione del volume e’ inevitabilmente slittata all’autunno 2011.
Ryo sta lavorando su Kitsukiba-storia di code e di canini deciso a contraccambiare l’entusiasmo e l’accoglienza dimostrate da tutti i suoi fans realizzando un lavoro di una qualita’ tale da ripagarli dell’attesa.
Ryo ed io ci scusiamo ancora per il ritardo, vi ringraziamo per la pazienza dimostrata e ci auguriamo che continuerete a sostenerci cosi’ come avete fatto fino ad ora, elemento importantissimo per questo progetto. Grazie mille.

First I would like to thank all the people which are interested in Kitsukiba-storia di code e di canini. The comic had to go out in November of this year by the publisher Pavesio, but, unfortunately, because there was an overlap of Ryo Kanai’s works concerning other projects that are in progress in Japan (I think that these will be interesting also for the Occidental fans, therefore, as soon as, possible will give you notice on them as well), the publication of the volume inevitably shifted to autumn 2011.
Ryo is working on Kitsukiba-storia di code e di canini decided to reciprocate the enthusiasm and hospitality shown by all his fans making a work of a quality such as to repay the wait.
Ryo and I apologize again for the delay, thank you for your patience and we hope you will continue to support us as you did until now, this is very important element for project. Thank you very much.

Donne-gatto aliene ad Okinawa

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asobAsobi ni iku yo! e’ una serie di romanzi creata da Kamino Okina nel 2003, illustrata da Hode Eizo e pubblicata da Media Factory, la quale ha attualmente ha raggiunto i quattordici volumi. L’autore, noto per i temi spesso cupi e seri di altre sue opere, ha voluto, per sua stessa ammissione, questa volta scrivere dei libri con il chiaro intendo di divertirsi e di lasciare libero spazio alla sua fantasia. Non manca infatti l’ironia ed una acuta vena critica. Ne e’ nata cosi’ una serie che solo apparentemente puo’ sembrare leggera, trattandosi al contrario di buona fantascienza di alto livello. In questo ricorda proprio La malinconia di Suzumiya Haruhi di Tanigawa Nagaru dove, sotto una superficie giocosa, si nasconde una struttura solida ed estremamente articolata con teorie scientifiche complesse.
Oltre alle citazioni di numerose opere e pellicole del passato del genere della SF, il ciclo e’ molto curato nelle spiegazione delle tecnologie e nella descrizione delle varie culture aliene. A cominciare dai Kyatia (Catia), un popolo alieno evolutosi dai gatti e non dalle scimmie che ha aspetto umano, ma la coda e le orecchie da felino (possiedono comunque anche due orecchie umane che pero’ svolgono solamente la funzione di organo uditivo secondario, come spiega l’autore rivelando il suo amore per i dettagli), e i Dogishua (Dogisia) esseri evoluti invece dai cani. Mentre i primi hanno raggiunto uno stadio di conoscenza tale che il loro progresso dopo diecimila anni di pace si e’ fermato – il motivo per cui viaggiano nel cosmo alla ricerca di altre razze intelligenti e’ per trovare nuovi stimoli; non per nulla Asobi ni iku yo! vuol proprio dire “Veniamo per divertirci!” ed e’ il messaggio che inviano verso i mondi ancora inesplorati – i secondi hanno una societa’ di tipo militarista e li ritroviamo ad agire all’ombra del governo USA…
Protagonisti principali (ma i personaggi secondari sono davvero molti) sono un ragazzo di Okinawa, Kakazu Kio e la prosperosa aliena Eris. Da subito Kamino presenta il lato ironico della serie. Kio e’ un giovane tranquillo, ma decisamente un otaku, mentre Eris sembra il classico personaggio femminile svampito di tanti manga e anime. In realta’, entrambi mostrano, mano a mano che la storia procede, un carattere ricco di sfaccettature. Inoltre vengono immediatamente inseriti gli altri elementi portanti di Asobi ni iku yo! che sono la commedia e il thriller; fin dalle Asobipagine iniziale del primo romanzo le avventure ed i colpi di scena si susseguono vorticosamente. L’amica d’infanzia di Kio, Kinjo Manami, si scope essere un’apprendista agente della CIA, la compagna di scuola Futaba Aoi, di aspetto delicato, uno spietato killer agli ordini del governo giapponese e la sua insegnante, Itokazu Maki, un membro della societa’ segreta “Per un bellissimo contatto” (che si prefigge uno spettacolare primo contatto con forme di vita aliene, e che trovano assolutamente intollerabile l’aspetto e l’abbigliamento da “manga per otaku” di Eris; critica poco velata a certi ambienti dei fans di fantascienza…). Tutti quanti hanno l’obbiettivo di eliminare Eris.
Nonostante l’aspetto, i Kyatia, che sono in prevalenza femmine, hanno, cosi’ come gli altri popoli extraterrestri incontrati nei volumi, una psicologia, una storia e una cultura, decisamente aliene, degni dei migliori romanzi di SF. Lo scrittore e’ molto bravo a tratteggiare societa’ e filosofie differente da quelli terrestri, trattando temi come quelli delle credenze religiose ed arrivando a definire anche i comportamenti sessuali (i Kyatia, ad esempio, andando in calore come i gatti terrestri ed avendo una bassa popolazione maschile hanno di conseguenza sviluppato una prospettiva differente riguardo l’amore e l’ordine famigliare).
Kamino e’ uno scrittore nativo di Okinawa (l’unico altro autore di letteratura fantastica che abita su queste isole e’ Hayami Yuji, tradotto pure in italiano in vari volumi della serie ALIA della CS_libri, che pero’ si e’ trasferito da Tokyo), e l’ambasciata dei Kyatia e’ collocata li’. Sono quindi descritte anche la cultura (con famiglie molto piu’ allargate rispetto a quelle delle altre isole dell’arcipelago giapponese capaci di contare diverse centinaia di membri) e gli usi e costumi di Okinawa diversi da quelli di cui sono abituati a leggere o a vedere gli stessi appassionati di cultura giapponese. Per dire, le tre anziane nonne di Kio che sono a capo del suo clan sono anche delle yuta. Quest’ultime, che nel romanzo svolgono un ruolo importante, non sono pero’ presenti nell’anime.
Asobi ni iku yo! e’ infatti stato trasposto da luglio di quest’anno in un cartone animato di 12 puntate. Anche se, a mio avviso, inferiore alla qualita’ narrativa dei romanzi, si tratta comunque di un buon prodotto. Il ciclo e’ stato anche trasposto nel 2006 in un gioco per PS2 e tra il 2007 e il 2010 in sette volumi manga disegnati da 888.
Insomma, l’opera di Kamino e’ un abile misto di space opera, fantascienza tecnologica, commedia, romanzo d’avventura e giallo che riesce ad esprimere un interessante modo di fare letteratura d’intrattenimento e che e’ stata capace di affascinare un gran numero di lettori.

Immagini: Volumi 10 e 11 di Asobi ni iku yo! di Kamino Okina, illustrazioni di Hode Eizo, pubblicati da Media Factory.

I giganti del mare

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GIGANTI DEL MAREE’ uscito il volume unico del manga di Yukinobu Hoshino I giganti del mare (titolo originale: Horobishi kemono-tachi no umi, 1996) che ho tradotto per la casa editrice J-Pop.
Si compone di cinque storie indipendenti legate, pero’, dal tema dell’estinzione e del mare.

Torna il grande manga d’autore con Yokinobu Hoshino, che ci presenta uno splendido volume autoconclusivo dal taglio storico/fantascientifico. I disegni spettacolari di Hoshino ripercorrono il mito di Moby Dick e di altri mostri marini, ponendo un gruppo di uomini di fronte a figure mastodontiche e ancestrali. Horobishi kemono-tachi no umi, un’avventura che si trasforma in metafora della vita, come spesso accade nei lavori del maestro. Ricca di avventura e pathos, selezionata per il premio Seiun del 1997, un’opera imperdibile che, ancora una volta, ci mette di fronte alla natura selvaggia dei nostri sentimenti. Dopo aver esplorato la fantascienza classica con Stardust Memories e il fumetto investigativo/storico, il sensei Hoshino si cimenta con un romanzo grafico d’avventura di altissima qualita’.

La mostra “Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea” di Torino presentata sulla rivista giapponese Ukiyo-e geijutsu

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Ukiyo-e Art 160Sul numero 160, 20 luglio 2010, di Ukiyo-e geijutsu/Ukiyo-e Art (浮世絵芸術) della rivista edita dalla prestigiosa associazione giapponese International Ukiyo-e Society (国際浮世絵学会) e’ uscito un saggio (pagg. 61-64) a cura della dottoressa Fujisawa Murasaki sulla mostra d’arte di Torino Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese e sul convegno Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone tenutosi all’Accademia Albertina. Inoltre sono anche menzionate la mostra Emakimono, immagini dalla narrativa classica giapponese presentata dall’associazione Porti di Magnin a Mondovi’, la conferenza e l’esame delle xilografie del MAO (Museo d’arte Orientale di Torino), le quali si legavano ai suddetti eventi.

Un’altra buona notizia. La pubblicazione in rivista degli atti del convegno, da molti richiesta, Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone che includera’ numerosi saggi relativi alle conferenze dei vari partecipanti al convegno illustrati con immagini e che permettera’ anche a coloro i quali non hanno potuto presenziare agli incontri di avere un dettagliato resoconto sugli argomenti trattati, e’ quasi pronta. La data di uscita non e’ ancora stata stabilita in via definitiva, ma indicativamente gli atti dovrebbero essere editi per novembre-dicembre 2010 come supplemento letterario della rivista Porti di Magnin pubblicata dall’associazione culturale omonima. Ulteriori informazioni in seguito.

L’art book di Ryo Kanai presentato sull’inglese SFX magazine!

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animecovSFX e’ la piu’ importante rivista di fantascienza e fantasy inglese, o, come scrivono goliardicamente sul sito ufficiale, “the Earth’s greatest sci-fi and fantasy magazine”.
Il 30 luglio 2010 e’ uscito il numero speciale SFX Anime Special dedicato alle produzioni animate del Sol Levante che contiene anche una recensione a cura di Jonathan Clements (un nome molto noto nell’ambiente) sul volume Ryo Kanai The Art Of edito dalla Pavesio Productions!!
Insomma, il mio vampiro e la mia volpe se ne stanno andando allegramente a spasso per il mondo…

Immagine, copertina di SFX Anime Special pubblicato dalla Future Publishing Limited.

Musei di arte fantastica a Tokyo

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Se si amano i manga, gli anime, l’illustrazione, la fantascienza e il fantasy e siete a Tokyo, ci sono almeno due gallerie d’arte che meritano assolutamente di essere visitate.
GFLa prima e’ la GoFa (Gallery of Fantastic art, Aoyama Oval Building, 2F, Jingu-mae, 5-52-2 Shibuya-ku) che a ciclo continuo propone mostre dei piu’ rappresentativi e conosciuti artisti nel campo della grafica. Ad esempio, sta per terminare EDGE 10, collettiva che include, tra gli altri, lavori originali di Murata Range, Takenashi Eri e Fujishima Kosuke. Dal 14 al 29 agosto seguira’ poi una mostra di Takada Akemi (per chi avesse perso quella qui in Italia a Torino) che sara’ successivamente seguita dall’11 settembre al 3 ottobre da un’esposizione di Matsumoto Izumi.
La seconda e l’Hachioji Yume Art Museum (2F View Tower, Hachioji 8-1, Yokamachi, Hachioji-shi) che attualmente dal 16 luglio fino al 5 settembre propone la mostra Oshii Mamoru and Magicians of Picture Creation. Dal 26 novembre al 23 gennaio ci sara’ poi un’esposizione sulle opere di Mizuki Shigeru dal titolo, appunto, The World Of Mizuki Shigeru.

Per chi considerasse ancora l’illustrazione, di opere fantastiche o meno che sia, come un’arte di serie B, vedere quali valori possa raggiungere servira’ forse a fargli cambiare idea. Prendiamo, per esempio, l’illustrazione di Conan del grande Frank Frazetta, purtroppo recentemente scomparso, venduta questo mese per un milione e mezzo di dollari

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