Bumba Atomika a Beijing!

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FBeijBumba Atomika, pellicola indipendente e low budget del regista Michele Senesi, dopo essere stata in concorso in diversi festival internazionali e’ ora l’unica pellicola italiana selezionata per il New Beijing International Movie Week di Pechino. Qui la lista delle opere partecipanti.
Il film verra’ proiettato mercoledi 4 marzo alla prestigiosa China Central Academy of Fine Arts alle ore 13:30.

Interessante il commento da parte cinese al film <beautiful. Heavily inspired by Hong Kong films of the 80s and 90s, and sharing dreams with Quentin Tarantino>.
Lo so Michele che ti piace di piu’ la prima parte…^^

Per chi fosse interessato e si trovasse in Cina l’indirizzo e’ il seguente:
Wednesday, March 4, starting 1:30pm at the Central Academy of Fine Arts, Building 7, basement -1, Ingresso libero.

Bumba ed io abbiamo avviato una piccola collaborazione che risale proprio a due anni fa… Chissa’ se qualcuno si ricorda ancora di Miwaku?
E nel film di Michele fa capolino, seppure per poco, ALIA2!

L’immagine e’ quella del poster ufficiale del New Beijing International Movie Week.

La Valse Film, nuova casa di produzione per il regista Tsubokawa Takushi

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Aria

Tsubokawa Takushi, giovane regista, attore e musicista stimato anche da Wakamatsu Koji e gia’ vincitore della ventitreesima edizione del Torino Film Festival con la sua opera prima Utsukushiki Tennen, ha appena creato una propria casa di produzione, la La Valse Film, per la realizzazione del suo nuovo film, Hameln.
Regista che si discosta da una certa tendenza cinetica che contraddistingue altri cineasti nipponici delle nuove generazioni, i film di Tsubokawa vertono su una ricerca di quel Giappone che lentamente va scomparendo. Paesaggi naturali, vecchi cinema prossimi alla demolizione, scuole in legno abbandonate dove e’ ancora possibile sentire le voci degli alunni che le hanno frequentate, questi i paesaggi che fanno da sfondo alle storie narrate dal regista. Immagini dove musica e poesia si fondono liricamente insieme.
Forse meno apprezzato di quanto dovrebbe in patria, internazionalmente Tsubokawa si sta costruendo una solida reputazione. Tant’e’ che il suo secondo lungometraggio Aria si e’ aggiudicato il Premio per miglior film alla quarta edizione dell’International Eurasia Film Festival e il Gran premio del pubblico alla secoda edizione del KINOTAYO Fim Festival.
Nella primavera del 2009 uscira’ anche un film ad episodi ispirato ai Racconti in un palmo di mano dello scrittore vincitore del Nobel per la letteratura Kawabata Yasunari in cui dirige uno degli episodi.

Avendo avuto la possibilita’ di conoscerlo, posso dire che si tratta di una persona davvero squisita e di un artista di quelli veri. Sicuramente un regista da seguire con attenzione.

Immagine: poster pubblicitario di ARIA.

L’Oriente al Future Film Festival!

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FFFIl Future Film Festival di Bologna, nato nel 1999, ha saputo in una decina d’anni imporsi come uno dei piu’ interessati e dinamici festival italiani ed europei. Punto decisamente interessante e’, oltre alla visione delle pellicole, il proporre dibatti, conferenze, panel e cosi’ via che permettono sia il dialogo con il pubblico che la possibilita’ per i vari professionisti di avere uno scambio costruttivo sulle proprie esperienze.
La creazione nel 2001 dell’Associazione Amici del Future Film Festival ha ulteriormente contribuito ad aumentare l’aspetto creativo del festival.
Festival che, e’ bene ricordare, si indirizza soprattutto alla presentazione di quei lavori legati sia all’animazione che all’utilizzo delle nuove tecniche di disegno computerizzato (includendo gli effetti speciali).
Notevolmente ricca la presenza, nella XI edizione, di opere provenienti dell’Estremo Oriente.
Per quanto riguarda il Giappone, si segnala la rassegna su Nakagawa Nobuo che raccoglie otto autentici capolavori dell’horror nipponico:

NOBUO NAKAGAWA – MASTER OF HORROR

Giovedi 29 gennaio, ore 18.30
The Ghosts of Kasane Swamp (Kaidan Kasane ga Fuchi, Giappone/1957) di Nobuo Nakagawa
(66′, 16mm, V.O. con s/t italiani)
Primo film horror diretto da Nobuo Nakagawa, e’ ispirato a uno dei racconti capostipite della letteratura sui fantasmi giapponesi.

Giovedi 29 gennaio, ore 10.30 – Sabato 31 gennaio, ore 19.00
Kenpei To Yurei (Giappone/1958 ) di Nobuo Nakagawa
(75′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Ambientato in Cina durante la Seconda Guerra Mondiale, questo raro film mostra tutto l’orrore della guerra e dell’occupazione militare giapponese attraverso una storia di fantasmi e vendette oltre la morte.

Giovedi 29 gennaio, ore 22.00 – Sabato 31 gennaio, ore 10.30
Black Cat Mansion (Borei Kaibyo Yashiki, Giappone/1958 ) di Nobuo Nakagawa
(69′, 35mm, V.O. con s/t inglesi e italiani)
In un racconto sperimentale tra presente e passato, colore e bianco e nero, viene svelato il “rancore” che guida gli spiriti oltre la morte, perseguitando un’intera famiglia e la sua casa.

Venerdi 30 gennaio, ore 10.30 – Sabato 31 gennaio, ore 22.30
The Ghost of Yotsuya (Tokaido Yotsuya Kaidan, Giappone/1959) di Nobuo Nakagawa
(76′, 35mm, V.O. con s/t inglesi e italiani)
La storia piu’ classica della tradizione di fantasmi orientale: Un capolavoro di visionarieta e furore registico, con uno dei piu memorabili antieroi di sempre.

Venerdi 30 gennaio, ore 19.00
The Lady Vampire (Onna Kyuketsuki, Giappone/1959) di Nobuo Nakagawa
(78′, 35mm, V.O. con s/t inglesi e italiani)
I vampiri secondo la sensibilita giapponese: una tragica storia d’amore in cui il protagonista continua a nutrirsi attraverso le epoche del solo sangue dell’amata, tramandato di generazione in generazione.

Mercoledi 28 gennaio, ore 10.00 – Venerdi 30 gennaio, ore 23.30
Hell (Jigoku, Giappone/1960) di Nobuo Nakagawa
(98′, 35mm, V.O. con s/t inglesi e italiani)
L’Inferno secondo Nakagawa: una discesa agli inferi tra allucinazione e sogno in una sperimentazione visiva senza precedenti, dove colori ed effetti speciali si fondono in un’unica tavolozza fantastica.

Domenica 1 febbraio, ore 22.00
Snake Woman’s Curse (Kaidan Hebi-Onna, Giappone/1968 ) di Nobuo Nakagawa
(85′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Dopo aver analizzato l’orrore attraverso la psicologia dei personaggi, Nakagawa lo va a cercare nelle discriminazioni sociali, in un racconto di ambientazione storica dove la simbologia del serpente viene ribaltata.

Domenica 1 febbraio, ore 18.00
The Living Koheiji (Kaiidan Ikiteiru Koheiji, Giappone/1982) di Nobuo Nakagawa
(78′, 35mm, V.O. con s/t inglesi e italiani)
Ultimo film di Nakagawa, mette in scena un dramma di odio e passione ambientato nel mondo del teatro, dove il rapporto fra tre amici d’infanzia

E le seguenti serie di animazione:

PROGRAMMI SERIESMANIA

Programma 1 (80′, DVD, V.O. con s/t italiani)
GEGEGE NO KITARO
(2007 Giappone) Toei Animation, ep. 25-13-15.
di Yukio Kaizawa
Questa V serie dedicata al piccolo Kitaro rinnova le divertenti storie ideate nel 1959 dal fumettista Shigeru Mizuki con protagonisti gli Yokai, gli spiriti della tradizione giapponese.

Programma 3 (80′, DVD, V.O. con s/t italiani)
HAKABA KITARO
(2008 Giappone) Toei Animation, ep. 1-2-3.
di Kimitoshi Chioka
Il piu’ fedele adattamento del manga di Shigeru Mizuki, mette a confronto il mondo degli uomini con quello degli Yokai, gli spiriti della tradizione giapponese.

Programma 4 (80′, DVD, V.O. con s/t italiani)
CASSHERN SINS
(Kyashan Sins, 2008 Giappone) MadHouse Studio, ep. 1-2-3.
di Shigeyasu Yamauchi
Dalla mitica serie di Kyashan ideata dalla Tatsunoko nel 1973, ritorna il melanconico androide in un affascinante revival realizzato dallo studio MadHouse.

Programma 6 (80′, DVD, V.O. con s/t italiani)
MOONLIGHT MILE
(2007 Giappone) Studio Hibari-KlockWorx, ep. 1-2-3.
di Iku Suzuki
Dall’omonimo manga fantascientifico di Yasuo Otagaki, le vicende di due astronauti alla ricerca di nuove fonti di energia, in una fedele trasposizione animata realizzata dallo Studio Hibari.

Programma 8 (80′, DVD, V.O. con s/t italiani)
MICHIKO E HATCHIN
(2008 Giappone) Manglobe, ep. 1-2-3.
di Sayo Yamamoto
Nuova serie prodotta dalla Manglobe (Samurai Champloo, Ergo Proxy) con la supervisione di Shinichiro Watanabe (Cowboy Bebop): donne e motori in una storia on the road alla Tarantino.

Programma 9 (80′, DVD, V.O. con s/t italiani)
MONONOKE
(2007 Giappone) Toei Animation, ep. 1-2-3.
di Kenji Nakamura
Spin-off dell’affascinante serie horror Ayakashi – Bakeneko, vede il ritorno dello strano sciamano esorcista alle prese con demoni e maledizioni nell’antico Giappone.

Programma 11 (90′, DVD, V.O. con s/t inglesi e italiani)
COBRA THE ANIMATION: THE PSYCHOGUN
(2008 Giappone) Happinet Corporation, ep. 1-2-3.
di Buichi Terasawa
In anteprima assoluta la nuova miniserie di 4 OAV che festeggia i 30 anni dell’avventuriero spaziale Cobra, diretta dallo stesso fumettista Buichi Terasawa.

Programma 13 (80′, DVD, V.O. con s/t italiani)
KAIBA
(2008 Giappone) MadHouse Studio, ep. 1-2-3.
di Masaaki Yuasa
Dal genio di Masaaki Yuasa (MindGame, Kemonozume), una nuova serie fantascientifica dal sapore retro: le visioni di Osamu Tezuka e Leiji Matsumoto si fondono con le magnifiche animazioni dello studio MadHouse.

Programma 14 (100′, DVD, V.O. con s/t italiani)
FREEDOM
(2006-08 Giappone) Bandai Visual-Sunrise, ep. 1-2-3-4.
di Shuhei Morita
Dal regista del corto Kakurenbo, una serie di 7 OAV in computer grafica che segna il ritorno alla fantascienza dell’autore Katsuhiro Otomo.

Programma 15 (100′, DVD, V.O. con s/t italiani)
FREEDOM
(2006-08 Giappone) Bandai Visual-Sunrise, ep. 5-6-7.
di Shuhei Morita
L’autore Katsuhiro Otomo porta in computer grafica le sue visioni fantascientifiche grazie all’aiuto del promettente regista Shuhei Morita (Kakurenbo), in un’affascinante serie di 7 OAV.

Per l’Oriente abbiamo:

PROGRAMMA
FILM IN CONCORSO

Film in concorso – Lancia Platinum Grand Prize
STORM RIDER: CLASH OF EVILS
(Feng Yu Jue) 2008, Cina
di Dante Lam
(99′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Dalla serie a fumetti di Hong Kong e sulla scia dell’omonimo film con effetti speciali arriva il film animato con protagonisti i leggendari e fortissimi personaggi Wind e Cloud.
Anteprima europea

Film in concorso – Lancia Platinum Grand Prize
SWORD OF THE STRANGER
(Stranger Muko Hadan) 2007, Giappone
di Masahiro Ando
(102′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Il raffinato film d’animazione dello Studio Bones (Fullmetal Alchemist, Eureka Seven) ambientato nel Giappone feudale, tra guerrieri erranti e spiriti immortali.
Anteprima italiana

Film in concorso – Lancia Platinum Grand Prize
PAINTED SKIN
(Wa pei) 2008, Cina/Hong Kong/Singapore
di Gordon Chan
(118′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Dai racconti classici cinesi di Pu Songling una poetica storia d’amore tra il fantasy delle tradizionali ghost story e i piu moderni effetti speciali.
Anteprima europea

Film in concorso – Lancia Platinum Grand Prize
PACO AND THE MAGICAL BOOK
(Paco to Maho no Ehon) 2008, Giappone
di Tetsuya Nakashima
(105′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Una tenera favola nera ricca di magia e colore dal pluripremiato regista di Kamikaze Girls e Memories of Matsuko, con la partecipazione delle idol giapponesi piu cool del momento.
Anteprima italiana
Film in concorso – Lancia Platinum Grand Prize

20TH CENTURY BOYS
(20-seiki Shonen) 2008, Giappone
di Yukihiko Tsutsumi
(142′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Dal famoso manga di Naoki Urasawa arriva il grande successo cinematografico giapponese dell’anno, primo film della trilogia fantascientifica incentrata sul “Libro delle Profezie”.
Anteprima italiana

FUORI CONCORSO

APPLESEED: EX MACHINA
2007, Giappone
di Shinji Aramaki
(105′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Dopo il successo del film in CG Appleseed tornano le avventure cyberpunk ideate da Masamune Shirow in un adrenalinico seguito prodotto dal maestro del cinema d’azione John Woo.
Anteprima italiana

SOS! TOKYO METRO EXPLORERS: THE NEXT
(Shin SOS dai Tokyo tankentai) 2007, Giappone
di Shinji Takagi
(40′, Betacam, V.O. con s/t italiani)
Da un manga di Katsuhiro Otomo, una trasposizione animata delle avventure dei Goonies alla ricerca di un tesoro sepolto nei bassifondi di Tokyo.
Anteprima europea

PUSSY SOUP
(Neko Ramen) 2008, Giappone
di Minoru Kawasaki
(80′, Betacam, V.O. con s/t italiani)
Dal demenziale autore di Calamari Wrestler e Monster X Strikes Back: Attack the G8 Summit! Un racconto intimistico di riscatto sociale con protagonista…un gatto di pelouche!
Anteprima europea

ONE PIECE THE MOVIE: EPISODE OF CHOPPER
(One Piece The Movie -Episode of Chopper- Fuyu ni saku Kiseki no hana) 2008, Giappone
di Junji Shimizu
(110′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Il nuovissimo nono film per il cinema della saga di Cappello di Paglia e della sua ciurma che ha ottenuto in assoluto i maggiori incassi della serie. All’arrembaggio!
Anteprima italiana

ANGEL ON THE RUN (Tentative – titolo provvisorio)
2008, Giappone
di Yoshinobu Yamakawa
(117′, DVD, V.O. con s/t in inglese e italiano)
Anteprima europea. Tratto da un manga di Shinichi Hiromoto e prodotto dalla prolifica e sempre innovativa MadHouse, una delirante avventura che vede una liceale proiettata in una scuola infernale, popolata di bizzarri personaggi come diavoli, licantropi, streghe ed un preside di nome Hellvis.

GENIUS PARTY:
“Genius Party” di Atsuko Fukushima
“Shanghai Dragon” di Shoji Kawamori
“Deathtic 4” di Shinji Kimura
“Doorbell” di Yoji Fukuyama
“Limit Cycle” di Hideki Futamura
“Happy Machine” di Masaaki Yuasa
“Baby Blue” di Shinichiro Watanabe
2007, Giappone
(102′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
Anteprima italiana

GENIUS PARTY BEYOND:
“Gala” di Mahiro Maeda
“Moondrive” di Kazuto Nakazawa
“‘Wanwa the Doggy” di Shinya Ohira
“Tojin Kit” di Tatsuyuki Tanaka
“Dimension Bomb” di Koji Morimoto
2008, Giappone
(85′, 35mm, V.O. con s/t italiani)
I piu’ talentuosi animatori indipendenti giapponesi per la prima volta insieme in una sarabanda di sperimentazioni visive prodotte dal pluripremiato Studio 4 C (Tekkonkinkreet, Mindgame).
Anteprima europea

FOLLIE DI MEZZANOTTE

EAGLE TALON: THE CHANCELLOR ONLY LIVES TWICE
(Himitsu Kessha Taka no Tsume THE MOVIE – Soutou wa Nido Shinu) 2007, Giappone
Di Frogman
(75′, Betacam, V.O. con s/t italiani)
Folle sperimentazione indipendente tutta realizzata in flash dal misterioso autore Frogman.
Anteprima italiana

TOKYO GORE POLICE
(Tokyo Zankoku Keisatsu) 2008, Giappone
di Yoshihiro Nishimura
(109′, Betacam, V.O. con s/t italiani)
Il film “cult” che ha rilanciato il genere splatter ai piu importanti festival internazionali: la delirante mutazione di carne e metallo come neanche Tsukamoto e Cronenberg hanno mai sognato.
Anteprima italiana

Insomma, se abitate in zona o avete qualche giorno di vacanza, dal 27 gennaio al 1 febbraio 2009 andate al FFF, ne vale davvero la pena!

Un ringraziamento particolare a Luca Della Casa, curatore delle sezioni sull’Oriente, per avermi gentilmente mandato il programma.
Avete davvero fatto un ottimo lavoro, continuate cosi!!!

Simpatica anche la sigla d’apertura in giapponese….!!!

Romanzi, rappresentazioni teatrali & film

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KatsufuDi Miura Shion e Makime Manabu ho parlato su questo blog qualche tempo fa, ed eccoli entrambi gia’ divenire un fenomeno multimediatico.
Dal romanzo Kaze ga tsuyoku fuite iru di Miura tradotto in coreano e taiwanese nel 2007 e 2008 la compagnia Atelier Duncan sta producendo lo spettacolo teatrale omonimo che andra’ in scena nel gennaio 2009. Inoltre, sempre nel 2009, uscira’ anche un film.
Kaze ga tsuyoku fuite iru e’ la storia di un gruppo di studenti con la passione per la corsa lunga che vivono in uno sgangherato dormitorio.
Da Kamogawa Horumo, divertentissimo ed originale romanzo fantasy (ma non nel senso che molti intendono qui in Italia), di Makime, la compagnia Atelier Duncan sta realizzando uno spettacolo che sara’ in scena a maggio del prossimo anno. Pure da Kamogawa Horumo sara’ tratto un film in uscita per la primavera 2009 con Kuriyama Chiaki. Se riuscira’ ad essere attinente al libro, sara’ davvero molto divertente da vedere.

Il prossimo anno usciranno poi Goemon, storia pop-esagerata, di Ishikawa Goemon (si’, proprio l’antenato di quello di Lupin III!), secondo film del regista di Casshern Kazuaki Kiriya con un cast che comprende Hirosue Ryoko e Toda Eriko ed il lungometraggio animato di Guin Saga tratto dal ciclo di romanzi di Kurimoto Kaoru la cui produzione, da quanto e’ possibile osservare sul sito ufficiale (in giapponese, inglese e francese; fatto che conferma l’intenzione di una distribuzione estera), sta procedendo e dovrebbe essere pronto per il 2009, data del trentennale della serie.

Il 20 dicembre di quest’anno, invece, uscira’ K-20 Nijumenso-den realizzato dallo stesso staff dell’apprezzato Always Sanchome no yuhi basato sul romanzo Kanzenban Kaijin Nijumenso-den dello scrittore Kitamura So il quale, a sua volta, riprende un personaggio di un’opera di Edogawa Ranpo (cio’ spiega la presenza del detective Akechi Kogoro). Recentemente e’ stata trasmessa pure una serie animata dal titolo Nijumenso no musume con protagonista la figlia del misterioso criminale. Nella pellicola, molto pubblicizzata in Giappone, recitano Kaneshiro Takeshi e Matsu Takako.

Immagine: copertina del romanzo Kaze ga tsuyoku fuite iru di Miura Shion edito da Shinchosha.

Il suono delle spade – intrattenimento in costume nei media giapponesi

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Una grossa percentuale della produzione giapponese, sia essa relativa a romanzi, manga, cinema o animazione, e’ occupata da quella categoria Bippche va sotto il nome generico di jidaigeki (spettacolo in costume) o jidaimono (divertimento in costume).

Effettivamente, in Italia per quanto riguarda la cinematografia si sono viste un certo numero di opere, a partire da alcuni classici di Kurosawa come I sette Samurai, La fortezza nascosta o Rashomon, che a buon diritto rientrano in questo filone, per arrivare ad opere recenti quali Tasogare Seibei, magnifico film che, dal punto di vista della sceneggiatura, ricostruzione storica e regia, e’ capace di dare molti punti di distacco al “fantasioso” L’ultimo Samurai ambientato nel medesimo periodo e di fornire un quadro assai preciso del Giappone poco prima della Restaurazione Meiji (1868).
Per quanto riguarda i manga, negli ultimi anni sono stati pubblicati fumetti quali Basilisk (genere che unisce il jidaigeki puro al filone fantastico e in cui possono rientrare in letteratura ad esempio i lavori del Ciclo di Ikkyu Sojun di Asamatsu Ken o, sempre rimanendo nel campo del fumetto, Inuyasha), Hana no Keiji e Shigurui. Lo stesso dicasi per gli anime.
Vero e’ pero’ che autentici classici di grandi maestri quali Ninja bugeicho (Appunti di un’accademia militare di ninja), bibbia della sinistra contestatrice nel ’68, e Kamui den (che il prossimo anno vedra’ una trasposizione cinematografica diretta da Sai Yoichi la quale promette di essere molto interessante dal titolo Kamui Gaiden con Matsuyama Ken’ichi nel ruolo di Kamui e Koyuki in quelli di Sugaru  ) entrambi di Shirato Sanpei, Satsuma gishiden (edito dalla Dark Horse negli stati uniti ) di Hirata Hiroshi, fumettista e calligrafo ammirato persino da Mishima Yukio e da Otomo Katsuhiro (sua e’ infatti la scritta “Akira” che compare sia nel fumetto che nel film) assai apprezzato e noto nella vicina Francia, sono stati totalmente ignorati. Lo stesso dicasi per opere ben piu’ recenti quali i bei O-i! Ryoma e Azumi di Koyama Yu (in Italia noto quasi esclusivamente per l’anime Forza Sugar).

Quella che invece da noi e’ totalmente sconosciuta e’ la produzione letteraria che, paradossalmente, e’ alla base di molti dei lavori appena citati e di tanti altri. Tasogare Seibei nasce infatti dalla penna del grande Fujisawa Shuhei, Shigurui dal romanzo di Nanjo Norio Surugajo gozenjiai (entrambi questi due maestri hanno vinto, tra gli altri riconoscimenti letterari, il prestigioso Premio Naoki), Basilisk da un romanzo di Yamada Futaro, Hana no Keiji dal romanzo Ichimuanfuryuki di Ryu Keiichiro – un suo libro e’ stato recentemente tradotto in inglese dalla Vertical con il titolo di The blade of the courtesans.
Si tratta inoltre di un filone ancora molto attivo portato avanti da scrittori quali Eto Ransei e Ashikawa Jun’ichi, tanto per fare solo alcuni nomi.
Probabilmente cio’ e’ dovuto alla maggiore difficolta’ che si puo’ incontrare ad accostarsi a questi testi. Anche per i traduttori puo’ essere a volte problematico dal momento che la lingua utilizzata ricalca in parte quella usata realmente nei periodi trattati, creando cosi’ non poche difficolta’. Gli oggetti presenti spesso sono sconosciuti ai lettori occidentali che devono quindi fare un maggiore sforzo per cercare di entrare nel contesto (tuttavia questo potrebbe venire superato dall’inserimento di qualche nota e di un glossario).
Forse l’ostacolo piu’ grosso e’ che questi romanzi sono, come atmosfere, parecchio simili al romanzo di cappa e spada o di avventura occidentale, filone che attualmente in Italia non sembra essere popolare tra il pubblico, soprattuttutto quello giovanile.
Ed e’ un vero peccato non poter godere della lettura di questi ottimi libri.

Tra l’altro, la NHK trasmette dal 1963 ogni anno un taiga dorama (dramma fiume) a tema storico molto apprezzato da un target di spettatori d’eta’ medio-alta, fatto che ben sottolinea la popolarita’ che il genere jidaimono detiene a tutt’oggi in Giappone.

L’immagine e’ relativa alla pellicola Bushi no ichibun (Love and Honor)diretta da Yamada Yoji e tratta da un’opera di Fujisawa Shuhei.

Il fantastico polacco

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ABchProseguiamo il discorso iniziato con la fantascienza e il fantasy spagnolo riguardo il genere fantastico europeo a dimostrazione che ormai la letteratura d’immaginazione non e’ piu’, come pero’ molti si ostinano a continuare a credere, appannaggio delle sole America ed Inghilterra, ma che abili autori ed artisti si ritrovano un po’ dovunque.
La Polonia, paese in grado di attingere ad una grande tradizione letteraria, riscoprendo e modernizzando il suo repertorio folklorico puo’ vantare una schiera di scrittori del genere dal grande bagaglio culturale di tutto rispetto. Infatti non pochi sono i collegamenti alla politica e gli elementi di critica sociale nei lavori di questi scrittori.
Oltre la gia’ citata Agnieszka Kuciak (1970) ci sono altri giovani autori emergenti come la scrittrice Anna Brzezinska (1971) per non parlare poi di Andrzej Sapkowski (1948), nome poco conosciuto in Italia, ma che e’ uno dei maggiori autori di letteratura fantastica europei e creatore della popolarissima serie di The Witcher trasposta anche in videogioco, film e telefilm incentrata sulla figura del cupo Geralt of Rivia ed ambientata in un cinico mondo basato sulla storia e la mitologia slava.
In Polonia troviamo poi diverse case editrici interessanti assai attive nella diffusione di opere fantastiche come SuperNowa o Agencja Wydawnicza Runa e riviste quali Nowa Fantastyka.
La Polonia inoltre ha a disposizione un grande numero di artisti molto dotati per la realizzazione delle copertine dei volumi (a differenza dell’Italia, per le cover vengono in genere utilizzati artisti locali rafforzando cosi’ l’immagine di una letteratura fantastica autoctona di prestigio).
Insomma, un altro paese di cui seguire con attenzione l’evoluzione letteraria.

L’immagine e’ quella del volume Zmijowa harfa di Anna Brzezinska edito da SuperNowa

Zombie in Giappone

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ochambDavide Mana ed Elvezio Sciallis hanno iniziato una discussione sul ruolo della valenza sociale e politica degli zombie.
Il tema solleva dei quesiti interessanti…

Nell’immaginario giapponese come sono visti gli zombie?
Innegabilmente, ugualmente alla figura del vampiro, sono penetrati nel Sol Levante in anni piuttosto recenti attraverso la cinematografia ad essi dedicata con la differenza che vampiri e licantropi essendo connotati da una forte caratteristica di individualita’ e rispettivamente di nobilta’ e forza hanno probabilmente catturato maggiormente l’attenzione del grosso pubblico.
Gli zombi che invece paiono far parte di una silenziosa collettivita’ (molto piu’ vicina, se vogliamo, a quella del mondo dei salariati giapponesi imbrigliati in rigide regole sociali) sono principalmente stati utilizzati come “carne da macello” per i vari videogiochi quali, tanto per citarne alcuni, Residente evil o Oneechanbara. Azzerandone la valenza sociale e politica si sono li’ rivelati il nemico perfetto (sicuramente meglio di avversari dall’aspetto piu’ “umano” che immancabilmente avevano il difetto di provocare l’ira delle varie associazioni pronte a inveire contro la violenza gratuita presente nei giochi… Insomma, in fondo si tratta di “death meat”, no? Niente problemi etici o morali). Inoltre sono comparsi in alcune anime e film dichiaratamente ispirati dai B movie americani ed italiani (e infatti tali produzioni si muovono nell’ambito di una cinematografia a basso budget) dove la possibilita’ di riversare sugli zombie oltre le classiche armi da fuoco tutto l’armamentario di spade, coltelli e quant’altro presi dalle arti marziali orientali ha ampliato la gamma degli scontri e dato sfogo alla sanguinaria furia repressa degli eroi di turno creandosi un proprio target di spettatori. Troviamo quindi pellicole come Oneechanbara tratta dal suddetto videogame o Zombie Self-Defence Forze. Per  non parlare di derivazioni estreme come Yakuza zombie.
Vero comunque che ci sono stati esperimenti cinematografici piu’ interessanti quali il bizzarro Tokyo zombie con due attori del calibro di Aikawa Sho e Asano Tadanobu (con tanto di capigliatura afro) dove gli zombie vengono affrontati a… mosse di judo!
Se vogliamo, in realta’ in Giappone pare che la valenza sociale e politica degli zombie sia stata annullata a favore del “eroe” che li affronta. Quasi che esistano semplicemente per enfatizzare la singolarita’ di quest’ultimo. Da notare poi come spesso negli ultimi anni l’avversario dell’orda famelica piu’ agguerrito e combattivo sia proprio una donna, in genere pure di bell’aspetto. Un duplice invertimento dei ruoli. Quello del gender e del ruolo sociale. Non e’ lo zombie a rappresentare un moto di ribellione verso la societa’ bensi’ l’eroe/eroina, elemento anarchico fortemente in conflitto con i membri della sua stessa specie.
In letteratura si segnala un’opera interessante come Stacy – trasposta ovviamente anche in un film da molti ritenuto un piccolo cult del genere – del cantante e scrittore Otsuki Kenji (personaggio di spicco della subcultura di Tokyo) dove per una misteriosa malattia tutte le ragazze tra i quindici ed i diciassette anni muoiono per rinascere in forma di affamati zombie i quali, per essere eliminati, devono venire smembrati in piu’ di centosessanta pezzi.
Tra i manga si segnala Shikabane Hime (Le principesse cadavere) dove i resti di alcune ragazze si occupano di eliminare altri esseri sovrannaturali in base ad un accordo stretto con i monaci della scuola buddhista esoterica Shingon che gli permetteranno di andare in paradiso solo dopo che avranno eliminato cento otto avversari. Un’intrigante contaminazione tra la figura dello zombie come noi la conosciamo e quella delle tradizioni autoctone. Attualmente ne e’ stata realizzata pure una versione animata.

Ma pellicole con riferimenti agli zombie li troviamo gia’ negli anni ottanta anche ad Hong Kong. E’ abbastanza singolare che la figura dello Jiang Shi venga spesso associata a quella del vampiro pur avendo invece diverse similarita con quella dello zombie nell’accezione delle sue caratteristiche moderne (certo differenti da quelle della tradizione originaria haitiana).

C’e’ da riflettere come le figure tradizionali del folklore sia occidentale che orientale mutino nel tempo acquisendo man mano particolarita’ che non sono solo frutto dei dubbi e delle paure di ogni epoca, ma anche dei diversi luoghi geografici ammantandosi cosi’ di nuove leggende.

Immagine: videogioco Oneechanbara per XBOX.

Il paese di Yamatai…

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Considerato che in questi ultimi giorni, tra le altre varie cose, sono Myimpegnato con l’apocalittica revisione finale del “librone” (ormai lo chiamiamo tutti affettuosamente cosi’!) vista l’uscita prevista del volume per i primi mesi del 2009, era indubbio che la notizia della distribuzione nelle sale nipponiche a novembre del film Maboroshi no Yamataikoku (Il paese di Yamatai, una visione) non mi potesse lasciare indifferente…
La storia e’ quella di Miyazaki Kohei (1917-1980), ex-funzionario pubblico di alto livello e poi, divenuto cieco, trasformatosi, con l’aiuto della moglie Kazuko, in studioso di storia antica e scrittore.
Il titolo della pellicola e’ lo stesso del volume da lui pubblicato nel 1967 che ha avuto il grande merito di far conoscere gli studi sul paese di Yamatai al grande pubblico portandoli al di fuori degli stretti circoli di studiosi. Con il veterano Takenaka Naoto che interpreta Miyazaki, Yoshinaga Sayuri e Kubozuka Yosuke. La regia e’ di Tsutsumi Yukihiko.

L’immagine e’ quella della copertina dell’edizione del 2008 del volume di Miyazaki Kohei edita dalla Kodansha.

Il Giappone della grande bolla e la letteratura contemporanea

5 commenti

Davvero molto interessanti gli spunti di Elvezio Sciallis, critico attento e acuto, nella sua recensione ad ALIA Sol Levante.

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Vi e` poi, allargando il campo, un ulteriore protagonista, anzi un metaprotagonista in tutte o quasi tutte queste storie.
L’economia. Il lavoro. I soldi e i debiti e cosa si fa per accumularli o estinguerli.
E` presenza palpabilissima in molte delle quasi 200 pagine del volume.
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bbIndubbiamente la letteratura giapponese e’ sempre stata molto attenta a quegli elementi che intervengono nella vita quotidiana dell’uomo (lo ritroviamo gia’ in opere antiche come il Taketori monogatari ed il Genji monogatari dove forte e’ il peso che il sociale e gli eventi contingenti hanno sui vari personaggi), inevitabile quindi che molti degli autori contemporanei (soprattutto tra i quaranta ed i cinquant’anni) abbiamo catalizzato nei loro romanzi e racconti quel profondo trauma causato dallo scoppio della bolla economica agli inizi degli anni novanta e che ancora perseguita numerosi giapponesi nonostante per le generazioni piu’ giovani nate successivamente le follie di quel periodo tra la meta’ degli anni ottanta ed i primi anni novanta non siano altro che il ricordo di una perduta eta’ dell’oro di cui solo hanno sentito raccontare dai loro genitori. L’economia giapponese era gonfiata e, di conseguenza, il costo della vita altissimo. Si spendevano cifre incredibili. Era l’era delle bodikon (abbreviazione del termine inglese body conscious) con i loro abiti attillati e Tokyo la notte era la citta’ del divertimento assoluto dell’Asia. La discoteca Juliana’s Tokyo (seppure aperta negli anni 1991-1994 quindi quando la bolla era gia’ scoppiata) con i suoi 1200 metri quadrati e una capienza massima di 2000 persone e’ divenuta l’icona del periodo. Qui 1, 2, 3 alcuni filmati dell’epoca. Per farsene un’ulteriore idea visiva puo’ essere interessante guardare la pellicola Bubble Fiction: Boom or Bust (2007) con Abe Hiroshi e Hirosue Ryoko (tra l’altro un divertente film di fantascienza con una lavatrice trasformata in macchina del tempo!) dove quegli anni sono stati ricostruiti molto bene.
Il passaggio quindi ad una visione quasi incosciente convinta che il benessere sarebbe perdurato per sempre ed il brusco risveglio alla realta’ e’ stato devastante per molti individui i quali, letteralmente da un giorno all’altro, si sono trovati sul lastrico o con debiti inestinguibili, con il pensiero fisso concentrato su come riuscire a tirare avanti. Consideriamo come, ad esempio, l’immagine ancora assai persistente in Italia del Giappone come di un paese estremamente costoso si lega proprio all’immagine del Sol Levante di quel periodo. E’ quindi naturale che gli effetti psicologici e pratici lasciati nella mente degli abitanti dell’arcipelago riemergano con incisivita’ nelle opere degli scrittori contemporanei.

Neko alla ribalta!

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Gatti 2E’ imminente l’uscita in Giappone di due film dedicati ai felini. O, per meglio dire, incentrati sui rapporti tra umani e neko (gatti).
Il primo e’ Nekonade (Moine); nelle sale da fine giugno, racconta la storia di un arcigno e rigido direttore del personale (interpretato dal bravo Osugi Ren) che si trova alle prese con un gattino di nome Tora. I loro rapporto diventa per l’uomo un’occasione per migliorare il suo carattere. Osugi ha deciso di tenere con se’ l’animale (in realta’ una graziosa gattina) anche dopo la fine delle riprese tanto il loro legame tra loro si e’ fatto intenso. Un plauso all’attore per questa sua decisione. La medesima storia era gia’ stata narrata nell’omonimo dorama trasmesso a partire da gennaio 2008 con invece Ogi Shigemitsu nel ruolo del protagonista.
La seconda pellicola e’ Gou Gou datte neko de aru (Anche Gou Gou e’ un gatto; selezionando la zampina rosa in basso a destra del sito si puo’ vedere il trailer). Tratto dal manga dallo stesso titolo della nota fumettista Oshima Yumiko in cui racconta la sua vita con i gatti e che si e’ aggiudicato nel 2008 l’edizione del Premio Osamu Tezuka per la cultura, e’ interpretato da Koizumi Kyoko e Ueno Juri per la regia di Inudo Isshin. Sara’ distribuito nelle sale a settembre.
Della Oshima va inoltre ricordato Wata no kunihoshi (The Star of Cottonland), una delle opere fondamentali della storia dei manga. Purtroppo non e’ mai stata tradotta in italiano o in inglese (il che lascia forti dubbi sulle scelte a volte effettuate dagli editori…), ma esiste pero’ un film animato prodotto nel 1984 e di cui e’ in vendita il DVD prodotto nel 2004.

Foto, i miei neko

Quando spuntano i fiori di acacia

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AcSono iniziate le riprese del film Akashia no hana no sakidasu koro – ACACIA – (Quando spuntano i fiori di acacia) sceneggiato e diretto dallo scrittore, musicista e regista Tsuji Hitonari.
Il sessantacinquenne Antonio Inoki (qualcuno lo ricordera’ per le sue accese sfide con Hulk Hogan trasmesse parecchi anni fa anche dalla televisione italiana), leggendario lottatore di wrestling – e’ stato anche eletto membro del parlamento giapponese – e’ qui alla sua prima prova come attore protagonista.
Girato ad Hakodate in Hokkaido, si tratta della storia del rapporto tra uno stanco e sfiduciato settantaduenne anziano ex-atleta ed un bambino. La pellicola dovrebbe essere terminata per il mese di novembre di quest’anno e proiettata in Giappone nel 2009. Molto probabilmente sara’ presente pure al Festival di Cannes, al Festival di Berlino o al Festival di Venezia.

L’oscurita’ nel cuore di ragazze androidi

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ChVisto che Kyocchan in un commento ad un post precedente ne ha parlato, vale la pena spendere qualche altra parola su Cutie Honey The Live.
Prodotto appartenente al filone del tokusatsu, il quale include telefilm come le serie di Ultraman e Kamen Raider e che gode in Giappone ed in molti altri paesi asiatici di una vastissima popolarita’ soprattutto tra i bambini da ormai decine di anni, ha pero’ molti punti che ne fanno un caso particolare. Si tratta infatti di un tokusatsu di venticinque episodi dalle atmosfere insolitamente cupe e violente con riferimenti sessuali espliciti a dispetto dei risvolti comici, decisamente destinato ad un pubblico piu’ di adulti che di ragazzi.
A parte alcuni cali di toni, resta sempre su livelli molto alti con una sceneggiatura ben costruita e diretta con fermezza facendone un’ ottima serie per chi aprezza una fantascienza-horror d’azione dai toni maturi. Certo questo rende assai improbabile una messa in onda sulla reti italiane… D’altra parte e’ vero che anche la televisione giapponese lo ha trasmesso in orario notturno.
Le discrepanze con l’opera originale di Nagai Go sono considerevoli, prima tra tutte la presenza delle due sorelle di Honey (una simpatica Hara Mikie) Sister Yuki e Sister Miki interpretate rispettivamente da Takeda Makoto e da una Misaki Ayame in stato di grazia. Eppure forse e’ la trasposizione in live di un’opera di Nagai che piu’ ha conservato lo spirito del grande maestro.
La descrizione dei conflitti interiori che hanno luogo nelle parti piu’ oscure dell’animo umano, tema centrale, rimane ancor piu’ evidenziata dal fatto che le tre protagoniste siano tre giovani ragazze. Il tono della serie e’ ben espresso in questo filmato di una delle tre sigle di chiusura.
In Giappone sono ora usciti i DVD della serie terminata nel mese di marzo.

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