Il ritorno di Casshern…

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E’ passato un po’ di tempo dal mio ultimo post, ma questi sono giorni bizzarri. Ci sono un po’ di progetti nell’aria di cui spero di poter dare presto notizia. Un caos. Ma un caos in qualche modo ordinato. Almeno credo…

CSUn remake e’ quasi sempre sinonimo di un prodotto inferiore all’originale. Per tanto, quando si e’ iniziato a parlare di Casshern sins devo ammettere di non aver prestato molta attenzione alla notizia. Troppi altri personaggi di vecchi anime erano stati ripresentati in una versione modernizzata con un risultato assai poco soddisfacente, per non dire di peggio.
E invece… Casshern sins e’ realmente un piccolo capolavoro! Ottime sceneggiature e anche un’animazione molto dinamica che si armonizza alle atmosfere cupe dell’anime. Chi si aspetta la medesima trama del Casshern (o Kyashan) originale certo puo’ rimanere deluso. Pur comparendo quasi tutti i vecchi personaggi della serie, si tratta in pratica di una storia completamente nuova. Siamo di fronte, piu’ che a una fantascienza hard, ad una SF con forte connotazioni filosofiche e speculative. Non a caso i personaggi che compaiono nella prima decina di episodi (forse la vetta piu’ alta di una serie di per se’ interamente eccellente) rappresentano una carrellata di personaggi indimenticabili, ognuno dei quali cerca uno scopo nel continuare a vivere. E lo trovano nel canto (alcune canzoni come Sky cantata da Miyahara Nami sono molto belle), nell’arte della pittura, nel fondere una campana come nel fare del combattimento il fulcro della propria esistenza. Ogni singolo episodio e’ una storia a se stante capace di emozionare profondamente.
In un mondo dove gli umani hanno perso la guerra contro robot e androidi, anche quest’ultimi sono destinati ad un lento declino dovuto all’avvanzare di un’inarrestabile ruggine. In Casshern sins la terra e’ ormai un luogo di lenta agonia dove essere umani e robot cercano di sopravvivere, pur sapendo di non avere un futuro, lottando contro tutti. Solo pochi sono spinti da qualcosa di piu’ profondo e nobile, in un tentativo disperato di affermare il fatto che vale ancora la pena credere in qualcosa, nonostante tutto paia sostenere il contrario.
In un simile ambiente si muove Casshern, un androide che ha perso la memoria e che viene ritenuto la causa della distruzione del mondo avendone assassinato la salvatrice, Luna. Casshern, nonostante normalmente sembri un essere calmo e pacifico, e’ guidato da una furia che lo porta ad annientare sia gli amici come i nemici. Un berserk, un killer assoluto odiato e temuto, ma anche bramato in quanto si dice che il robot che riuscira’ ad ucciderlo otterra’ la vita eterna. Il “dono” che ha ottenuto da Luna prima di ucciderla e’ stato, infatti, di divenire, unico tra gli abitanti del pianeta, immortale…
E’ interessare notare come la quasi totalita’ dei personaggi siano robot e androidi. D’altra parte, ad un certo punto della serie viene detta la seguente frase (cito a memoria) “Se i robot ora conoscono la morte, quale e’ dunque la differenza con gli umani?”. Un sottotema non trascurabile e’, per l’appunto, la ricerca di cosa significhi essere “umani”. Gia’ nel primo episodio inquieta vedere Casshern fare a pezzi i corpi metallici dei robot i cui liquidi e cavi interni assomigliano sinistramente a sangue e viscere (qui un breve trailer).
Ci sono anche delle figure originali come Lyuze e Dio che, seppure all’inizio possano sembrare secondari, in realta’ ricoprono un ruolo molto importante. Il legame tra Casshern e Luna, e cosa loro rappresentino in realta’, si scopre solamente alla fine, lasciando spiazzato lo spettatore.
Casshern sins parla di vita e morte, di amore e odio, di intelligenza artificiale e di molti altri temi tutt’altro che facili e non ha certo un happy end. Pero’ e’ una delle serie di animazione giapponesi degli ultimi anni che piu’ si avvicina alla poesia e con un forte taglio letterario e drammatico. Vale sicuramente la pena vedere i ventiquattro episodi che la compongono.

Immagine: Casshern sins, serie realizzata dallo studio Madhouse, 2008-2009.

Romanzi, rappresentazioni teatrali & film

4 commenti

KatsufuDi Miura Shion e Makime Manabu ho parlato su questo blog qualche tempo fa, ed eccoli entrambi gia’ divenire un fenomeno multimediatico.
Dal romanzo Kaze ga tsuyoku fuite iru di Miura tradotto in coreano e taiwanese nel 2007 e 2008 la compagnia Atelier Duncan sta producendo lo spettacolo teatrale omonimo che andra’ in scena nel gennaio 2009. Inoltre, sempre nel 2009, uscira’ anche un film.
Kaze ga tsuyoku fuite iru e’ la storia di un gruppo di studenti con la passione per la corsa lunga che vivono in uno sgangherato dormitorio.
Da Kamogawa Horumo, divertentissimo ed originale romanzo fantasy (ma non nel senso che molti intendono qui in Italia), di Makime, la compagnia Atelier Duncan sta realizzando uno spettacolo che sara’ in scena a maggio del prossimo anno. Pure da Kamogawa Horumo sara’ tratto un film in uscita per la primavera 2009 con Kuriyama Chiaki. Se riuscira’ ad essere attinente al libro, sara’ davvero molto divertente da vedere.

Il prossimo anno usciranno poi Goemon, storia pop-esagerata, di Ishikawa Goemon (si’, proprio l’antenato di quello di Lupin III!), secondo film del regista di Casshern Kazuaki Kiriya con un cast che comprende Hirosue Ryoko e Toda Eriko ed il lungometraggio animato di Guin Saga tratto dal ciclo di romanzi di Kurimoto Kaoru la cui produzione, da quanto e’ possibile osservare sul sito ufficiale (in giapponese, inglese e francese; fatto che conferma l’intenzione di una distribuzione estera), sta procedendo e dovrebbe essere pronto per il 2009, data del trentennale della serie.

Il 20 dicembre di quest’anno, invece, uscira’ K-20 Nijumenso-den realizzato dallo stesso staff dell’apprezzato Always Sanchome no yuhi basato sul romanzo Kanzenban Kaijin Nijumenso-den dello scrittore Kitamura So il quale, a sua volta, riprende un personaggio di un’opera di Edogawa Ranpo (cio’ spiega la presenza del detective Akechi Kogoro). Recentemente e’ stata trasmessa pure una serie animata dal titolo Nijumenso no musume con protagonista la figlia del misterioso criminale. Nella pellicola, molto pubblicizzata in Giappone, recitano Kaneshiro Takeshi e Matsu Takako.

Immagine: copertina del romanzo Kaze ga tsuyoku fuite iru di Miura Shion edito da Shinchosha.