Romanzi, rappresentazioni teatrali & film

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KatsufuDi Miura Shion e Makime Manabu ho parlato su questo blog qualche tempo fa, ed eccoli entrambi gia’ divenire un fenomeno multimediatico.
Dal romanzo Kaze ga tsuyoku fuite iru di Miura tradotto in coreano e taiwanese nel 2007 e 2008 la compagnia Atelier Duncan sta producendo lo spettacolo teatrale omonimo che andra’ in scena nel gennaio 2009. Inoltre, sempre nel 2009, uscira’ anche un film.
Kaze ga tsuyoku fuite iru e’ la storia di un gruppo di studenti con la passione per la corsa lunga che vivono in uno sgangherato dormitorio.
Da Kamogawa Horumo, divertentissimo ed originale romanzo fantasy (ma non nel senso che molti intendono qui in Italia), di Makime, la compagnia Atelier Duncan sta realizzando uno spettacolo che sara’ in scena a maggio del prossimo anno. Pure da Kamogawa Horumo sara’ tratto un film in uscita per la primavera 2009 con Kuriyama Chiaki. Se riuscira’ ad essere attinente al libro, sara’ davvero molto divertente da vedere.

Il prossimo anno usciranno poi Goemon, storia pop-esagerata, di Ishikawa Goemon (si’, proprio l’antenato di quello di Lupin III!), secondo film del regista di Casshern Kazuaki Kiriya con un cast che comprende Hirosue Ryoko e Toda Eriko ed il lungometraggio animato di Guin Saga tratto dal ciclo di romanzi di Kurimoto Kaoru la cui produzione, da quanto e’ possibile osservare sul sito ufficiale (in giapponese, inglese e francese; fatto che conferma l’intenzione di una distribuzione estera), sta procedendo e dovrebbe essere pronto per il 2009, data del trentennale della serie.

Il 20 dicembre di quest’anno, invece, uscira’ K-20 Nijumenso-den realizzato dallo stesso staff dell’apprezzato Always Sanchome no yuhi basato sul romanzo Kanzenban Kaijin Nijumenso-den dello scrittore Kitamura So il quale, a sua volta, riprende un personaggio di un’opera di Edogawa Ranpo (cio’ spiega la presenza del detective Akechi Kogoro). Recentemente e’ stata trasmessa pure una serie animata dal titolo Nijumenso no musume con protagonista la figlia del misterioso criminale. Nella pellicola, molto pubblicizzata in Giappone, recitano Kaneshiro Takeshi e Matsu Takako.

Immagine: copertina del romanzo Kaze ga tsuyoku fuite iru di Miura Shion edito da Shinchosha.

Ristampato il ciclo di Efera & Jiliora di Hikawa Reiko

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E’ appena uscito in Giappone nella collana Genro Fantasia Novels (che offre, tra l’altro, delle meravigliose copertine per i suoi libri con tanto E&Jdi effetti cromatici lucenti!) dell’editore Gentosha il primo volume della ristampa del ciclo di Le guerriere Efera & Jiliora di Hikawa Reiko, ormai un classico della fantasy giapponese di tipo occidentale che racconta le avventure della principessa imperiale Jiliora e della maga mancata Efera nei loro vagabondaggi come guerriere mercenarie.
Il fantasy giapponese, anche quando di modello occidentale, offre tuttavia uno sviluppo e delle tematiche spesso differenti da quello americano e inglese. Cosi’ e’ interessante vedere come la storia delle due protagoniste si dipani pure attraverso la costruzione di una famiglia. Le troviamo pertanto a doversi destreggiare non solo negli scontri armati, ma anche nell’allevare i propri figli.
Il volume racchiude i primi due libri della serie piu’ una novella scritta per l’occasione dall’autrice. La copertina e le eleganti illustrazioni interne sono di Yoshiyumi Kazuyuki.

Hikawa Reiko, nata nel 1958 a Tokyo, si laurea all’Universita Waseda della capitale dove entra a far parte del Waseda mystery club al contempo frequentando il circolo amatoriale di letteratura fantasy Rorariasu [Rolarious] attivo ancora oggi. Suo padre e’ il direttore e poi critico musicale Watanabe Shigeru (1927-1998), appassionato di fantascienza, e i suoi zii gli scrittori di romanzi gialli Hikawa Ro (1913-1989), candidato nel 1952 al Premio Naoki, e Watanabe Kenji (1919-1976), primo segretario generale del Club degli scrittori di polizieschi del Giappone, entrambi apprezzati dal famoso Edogawa Ranpo (1894-1965).
Da principio si interessa alla musica imparando fin da bambina a suonare il piano sotto la guida dei piu’ noti maestri ma poi, anche per influenza degli zii paterni, la sua attenzione si sposta verso la scrittura. Si cimenta pure con il fumetto e conosce numerosi artisti divenuti personaggi di spicco del mondo del manga e del disegno giapponese noti anche in Occidente come Amano Yoshitaka, Takada Akemi, Mikimoto Haruhiko e Suemi Jun i quali hanno illustrato diverse sue opere.
ElMDopo aver lavorato in una casa di produzione musicale, nel 1987 traduce il romanzo La catena spezzata del ciclo di Darkover di Marion Zimmer Bradley (1930-1999).
Nel 1988 debutta a sua volta come scrittrice professionista con la quadrilogia di Basetto eiyuden eruvazu [Storie degli eroi di Bassett: Elverz], ognuno dei cui volumi vende circa centomila copie, proseguendo la sua attivita’ negli anni successivi fino a divenire una dei principali esponenti del fantasy giapponese e ad essere considerata tra le fondatrici della sword and sorcery nipponica.
Tra i suoi numerosi cicli vanno menzionati quelli di Kurisenian nendaiki [Annali di Crisenian] composto di un totale di diciotto volumi, quello in dieci volumi di Hyakusei seisenki [Cronaca della guerra santa delle cento stelle], quello di Gin’iro no Shanun [Shanoon l’argenteo], la serie di Onna senshi Efera & Jiliora [Le guerriere Efera & Jiliora] trasposta anche in un cortometraggio animato nel 1990 e formata da otto romanzi, la trilogia di Taiyo no musume [La figlia del sole] ambientata nel Giappone antico e composta dai romanzi Ki no kuni no hime [La principessa del paese del legno], Ne no kuni no miko [Il principe del paese della radice] e Yamato no kuni no o [Il re del paese di Yamato] e la trilogia Mitsurugi monogatari [Storia delle tre spade] formata dalle opere Hono no tsurugi [La spada di fuoco], Kori no tsurugi [La spada di ghiaccio] e Daichi no tsurugi [La spada della terra]. Da alcuni sono stati tratti dei manga.
Molto interessante e il suo saggio sulla letteratura fantastica Hikawa Reiko no fantajii shisetsu [Opinioni di Hikawa Reiko sul fantasy] edito in volume nel 1999 dalla Tokyo Shoseki.
Ultimamente, nel 2006 ha pubblicato la trilogia arturiana di Asa okyutei monogatari [Storia della corte di Artu’] composta da Kyamerotto no taka [Il falco di Camelot], Seihai no o [Il re del Graal] e Saigo no tatakai [L’ultima battaglia]. Nel 2007 e 2008 sono usciti i due libri della serie Goddesu! [Goddess!] dove due liceali si ritrovano catapultate all’improvviso in un mondo fantastico dominato da dei.

In italiano, della Hikawa e’ stato tradotto il racconto L’ombra bianca edito in ALIA Sol Levante, CS_libri

Le immagini sono la copertina della nuova edizione del ciclo di Onna senshi Efera & Jiriora pubblicato dalla Gentosha e la ormai rarissima raccolta di illustrazioni di Haruhiko Mikimoto edita dalla Fujimi Shobo nel 1990 sulla serie di Elverz.

Il giallo in Giappone, una lunga tradizione

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Curiosamente, se si parla di Ggiap1letteratura mystery a ben pochi verrebbe in mente di menzionare il giallo giapponese. E dire che dopo quella americana, inglese e francese e’ probabilmente la piu’ sviluppata al mondo. Gia’ Ellery Queen a suo tempo aveva citato Edogawa Ranpo come uno dei cento migliori giallisti esistenti. Vero e’ che nonostante le entusiastiche parole di Queen di Ranpo ancora oggi si trova poco tradotto persino in inglese  (la solita Kurodahan sta attualmente facendo un grande lavoro di riscoperta di questo autore fondamentale per il genere).
In Italia, la piu’ recente sua traduzione e’ quella del racconto Morte di un sonnambulo edito in M rivista del mistero n.4, Edizioni Alacran, 2007 e tradotto da Faliero Salis. Nello stesso numero si trova anche il racconto di Okamoto Kido, altro scrittore chiave del giallo nipponico, La lanterna di pietra. Il testo di Ranpo e’ illustrato da Chiara Negrini, una delle ALIA girls.
Ggiap2In italiano ovviamente si e’ visto davvero molto poco della vasta produzione giapponese (spesso in traduzioni non delle migliori e poco capaci di rendere l’atmosfera originale dei testi). Una manciata di volumi in tutto di alcuni autori come Matsumoto Seicho, Yokomizo Seishi, Togawa Masako. Poi alcune recenti traduzioni come Le quattro casalinghe di Tokyo di Kirino Natsuo qui spesso presentato come un romanzo sociale quando in Giappone rientra invece tranquillamente nella categoria del giallo.
Interessante il saggio di Maria Tersa Orsi presente in La belva nell’ombra, Edogawa Ranpo, Marsilio editore.

Senz’altro fondamentale quindi l’uscita in america di due testi che permettono di gettare finalmente in profondita’ uno sguardo in questo filone della letteratura e che dimostrano inoltre l’interesse crescente della stessa comunita’ accademica d’oltreoceano verso la letteratura di genere.
Si tratta di Murder Most Modern: Detective Fiction and Japanese Culture di Sari Kawana edito nel 2008 dalla University Of Minnesota Press e di Purloined Letters: Cultural Borrowing and Japanese Crime Literature, 1868-1937 di Mark Silver edito dalla University of Hawaii Press nel 2008.

L’entusiamo dei giapponesi per il mystery ha portato ovviamente alla realizzazione anche di numerose pellicole, manga e animazioni (come Detective Conan, tanto per fare un nome noto pure da noi). Alcuni detective come Kindaichi Kosuke sono altrettanto popolari quanto Marlowe o Sherlock Holmes – basta pensare come Yokomizo Seishi ha venduto piu’ di cinquanta milioni delle proprie opere; in pratica un giapponese su due ha letto dei suoi romanzi.

Le immagini sono le copertine dei due volumi Murder Most Modern e Purloined Letters.