Dai detriti dello spazio alla furia vichinga

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Plan 2Yukimura Makoto e’ uno dei mangaka piu’ interessanti tra quelli delle ultime generazioni (intendendo qui particolarmente quegli autori che hanno oggi tra i trenta e i quarant’anni). Lo e’ in particolar modo in considerazione del fatto che e’ uno dei relativamente pochi mangaka in grado, oltre ad avere un disegno estremamente raffinato e maturo, di scrivere delle storie le quali dal punto di vista della sceneggiatura narrativa raggiungono un altissimo livello, frutto certo anche di un attento e preciso lavoro di ricerca. Non prolifico, avendo al suo attivo solamente tre serie, tuttavia le sue storie hanno goduto di un grande successo sia in patria che all’estero. A cominciare da quel Planetes che rappresenta una delle migliori space opera a fumetti di questi ultimi dieci anni. Pubblicata dal 1999 al 2004 dall’editore Kodansha e tradotta anche in italiano dalla Panini – seppure ora sia, purtroppo, in esaurito – e’ stata successivamente raccolta in quattro volumetti. La qualita’ del suo lavoro e’ provata dal fatto che nel 2002 gli e’ stato conferito il Premio Seiun per la sezione manga.
In Planetes siamo in un prossimo futuro, il 2075, in un epoca in cui i rifiuti nello spazio sono divenuti un problema dal momento che ostacolano le operazioni dei veicoli spaziali. Non ci sono razze aliene, confederazioni o tecnologie particolarmente avanzate. Il pregio dell’opera di Yukimura e’, appunto, quello di creare un futuro possibile dove i lenti progressi nei viaggi spaziali si accompagnano a tutta una serie di questioni sulla terra irrisolte quali il divario tra paesi ricchi e quelli in via di sviluppo (arretrati ulteriormente non avendo accesso alle risorse dello spazio), discriminazione, terrorismo eccetera fornendo una visione di grande respiro estremamente articolata di un prossimo futuro. Inoltre i vari personaggi presentano una psicologia molto articolata, con descriti assai bene punti di forza e debolezze.
I protagonisti principali sono i membri di una ditta che si occupa proprio del recupero dei detriti spaziali. Gli esseri umani ed i mezzi sono disegnati con estrema cura ed e’ evidente come, in particolare, Yukimura si sia documentato a fondo per la realizzazione di quest’ultimi.
PlanDal 2003 al 2004 e’ stata prodotta da Sunrise/Bandai/NHK anche un’ottima serie animata composta di 26 puntate anch’essa molto curata nei dettagli tecnici – da segnalare qui il grande lavoro svolto dallo staff e il notevole conceptual design, setting reseach e SF setting di Ogura Shinya, attualmente al lavoro anche sulla serie animata Sacred Seven – la quale ha goduto anche della collaborazione della JAXA. Non per nulla, pure l’ anime si e’ aggiudicato il Premio Seiun nella categoria media. L’unico altro fumetto cui sia riuscita una simile impresa e’ stato Nausicaa della valle del vento di Miyazaki Hayao.
Tra il manga e l’ anime ci sono varie differenze. Nell’ anime i temi vengono notevolmente ampliati migliorando ancor piu’ le potenzialita’ del fumetto originale. I protagonisti fanno parte della sezione di livello piu’ basso di una grande compagnia. Tale sezione viene chiamata dagli altri con disprezzo “Hanka” (mezza sezione). La storia arriva solo fino alla partenza della missione di esplorazione. Inoltre sono stati aggiunti diversi personaggi.
Alcuni episodi sono davvero da antologia, come quello in cui Fee Carmichael, caparbia tabagista e capitano della nave da recupero DS-12/Toy Box, sventa un attentato terroristico scagliandosi con la sua astronave contro gli avversari infuriata perche’, a causa dei loro attentati, per sicurezza sono state chiuse le poche aree sulle stazioni spaziali dove si puo’ fumare…
Planetes non e’ un prodotto diretto solo agli appassionati di manga e anime, ma godibilissimo da qualsiasi appassionato di fantascienza. Anzi, a ben pensarci, adatto a chiunque.
Visto il successo che la nuova serie di Yukimura Vinland saga ambientata all’epoca dei vichinghi sta attualmente ottenendo in Italia, c’e’ da chiedersi perche’ i volumi di Planetes non siano ristampati…

Immagine 1: copertina del primo volume di Planetes, Yukimura Makoto, Kodansha

Immagine 2: Planetes, anime, Sunrise/Bandai/NHK

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Donne-gatto aliene ad Okinawa

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asobAsobi ni iku yo! e’ una serie di romanzi creata da Kamino Okina nel 2003, illustrata da Hode Eizo e pubblicata da Media Factory, la quale ha attualmente ha raggiunto i quattordici volumi. L’autore, noto per i temi spesso cupi e seri di altre sue opere, ha voluto, per sua stessa ammissione, questa volta scrivere dei libri con il chiaro intendo di divertirsi e di lasciare libero spazio alla sua fantasia. Non manca infatti l’ironia ed una acuta vena critica. Ne e’ nata cosi’ una serie che solo apparentemente puo’ sembrare leggera, trattandosi al contrario di buona fantascienza di alto livello. In questo ricorda proprio La malinconia di Suzumiya Haruhi di Tanigawa Nagaru dove, sotto una superficie giocosa, si nasconde una struttura solida ed estremamente articolata con teorie scientifiche complesse.
Oltre alle citazioni di numerose opere e pellicole del passato del genere della SF, il ciclo e’ molto curato nelle spiegazione delle tecnologie e nella descrizione delle varie culture aliene. A cominciare dai Kyatia (Catia), un popolo alieno evolutosi dai gatti e non dalle scimmie che ha aspetto umano, ma la coda e le orecchie da felino (possiedono comunque anche due orecchie umane che pero’ svolgono solamente la funzione di organo uditivo secondario, come spiega l’autore rivelando il suo amore per i dettagli), e i Dogishua (Dogisia) esseri evoluti invece dai cani. Mentre i primi hanno raggiunto uno stadio di conoscenza tale che il loro progresso dopo diecimila anni di pace si e’ fermato – il motivo per cui viaggiano nel cosmo alla ricerca di altre razze intelligenti e’ per trovare nuovi stimoli; non per nulla Asobi ni iku yo! vuol proprio dire “Veniamo per divertirci!” ed e’ il messaggio che inviano verso i mondi ancora inesplorati – i secondi hanno una societa’ di tipo militarista e li ritroviamo ad agire all’ombra del governo USA…
Protagonisti principali (ma i personaggi secondari sono davvero molti) sono un ragazzo di Okinawa, Kakazu Kio e la prosperosa aliena Eris. Da subito Kamino presenta il lato ironico della serie. Kio e’ un giovane tranquillo, ma decisamente un otaku, mentre Eris sembra il classico personaggio femminile svampito di tanti manga e anime. In realta’, entrambi mostrano, mano a mano che la storia procede, un carattere ricco di sfaccettature. Inoltre vengono immediatamente inseriti gli altri elementi portanti di Asobi ni iku yo! che sono la commedia e il thriller; fin dalle Asobipagine iniziale del primo romanzo le avventure ed i colpi di scena si susseguono vorticosamente. L’amica d’infanzia di Kio, Kinjo Manami, si scope essere un’apprendista agente della CIA, la compagna di scuola Futaba Aoi, di aspetto delicato, uno spietato killer agli ordini del governo giapponese e la sua insegnante, Itokazu Maki, un membro della societa’ segreta “Per un bellissimo contatto” (che si prefigge uno spettacolare primo contatto con forme di vita aliene, e che trovano assolutamente intollerabile l’aspetto e l’abbigliamento da “manga per otaku” di Eris; critica poco velata a certi ambienti dei fans di fantascienza…). Tutti quanti hanno l’obbiettivo di eliminare Eris.
Nonostante l’aspetto, i Kyatia, che sono in prevalenza femmine, hanno, cosi’ come gli altri popoli extraterrestri incontrati nei volumi, una psicologia, una storia e una cultura, decisamente aliene, degni dei migliori romanzi di SF. Lo scrittore e’ molto bravo a tratteggiare societa’ e filosofie differente da quelli terrestri, trattando temi come quelli delle credenze religiose ed arrivando a definire anche i comportamenti sessuali (i Kyatia, ad esempio, andando in calore come i gatti terrestri ed avendo una bassa popolazione maschile hanno di conseguenza sviluppato una prospettiva differente riguardo l’amore e l’ordine famigliare).
Kamino e’ uno scrittore nativo di Okinawa (l’unico altro autore di letteratura fantastica che abita su queste isole e’ Hayami Yuji, tradotto pure in italiano in vari volumi della serie ALIA della CS_libri, che pero’ si e’ trasferito da Tokyo), e l’ambasciata dei Kyatia e’ collocata li’. Sono quindi descritte anche la cultura (con famiglie molto piu’ allargate rispetto a quelle delle altre isole dell’arcipelago giapponese capaci di contare diverse centinaia di membri) e gli usi e costumi di Okinawa diversi da quelli di cui sono abituati a leggere o a vedere gli stessi appassionati di cultura giapponese. Per dire, le tre anziane nonne di Kio che sono a capo del suo clan sono anche delle yuta. Quest’ultime, che nel romanzo svolgono un ruolo importante, non sono pero’ presenti nell’anime.
Asobi ni iku yo! e’ infatti stato trasposto da luglio di quest’anno in un cartone animato di 12 puntate. Anche se, a mio avviso, inferiore alla qualita’ narrativa dei romanzi, si tratta comunque di un buon prodotto. Il ciclo e’ stato anche trasposto nel 2006 in un gioco per PS2 e tra il 2007 e il 2010 in sette volumi manga disegnati da 888.
Insomma, l’opera di Kamino e’ un abile misto di space opera, fantascienza tecnologica, commedia, romanzo d’avventura e giallo che riesce ad esprimere un interessante modo di fare letteratura d’intrattenimento e che e’ stata capace di affascinare un gran numero di lettori.

Immagini: Volumi 10 e 11 di Asobi ni iku yo! di Kamino Okina, illustrazioni di Hode Eizo, pubblicati da Media Factory.

FERRAGLIE SPAZIALI-THE ART OF GERMAN IMPACHE

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Segnalo la presente iniziativa del Mu.fant.

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taxi-skylineInaugurazione sabato 22 maggio 2010 ore 15,00
Spazio Mu.fant – MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza
via Luini 195 Torino

Lo Spazio Mu.fant in veste rinnovata, curato da Silvia Casolari e Davide Monopoli, ospita – dal 22 maggio 2010 al 3 ottobre 2010 – la mostra-evento FERRAGLIE SPAZIALI, dedicata agli oltre 30 anni di attivita’ di GERMAN IMPACHE, artista del Fantastico e della Fantascienza. La mostra sara’ accompagnata da una rassegna di eventi: proiezioni, presentazioni letterarie, laboratori per ragazzi e adulti, letture, concerti.

GERMAN IMPACHE

L’artista – di origine argentina e torinese di adozione – che ha alle spalle innumerevoli eventi, fra i quali le recenti “Oddesign” e la Mostra Internazionale delle Arti Applicate, oltre alla personale “CAPITAN GERMAN” presso il MIAAO di Torino, approda al Mu.fant con una mostra monografica interamente dedicata al suo lungo percorso di ricerca artistica che trova nell’immaginario fantastico e fantascientifico un riferimento costante.
Le opere di German Impache – artista eclettico che spazia dai modelli, ai quadri, alla computer graphic, alle installazioni, alle scenografie e ambientazioni per grandi eventi, musei e teatri – sono portatrici di uno dei messaggi fondamentali della fantascienza: esistono infinite alternative possibili alla realta’ “presente” rintracciabili in altri luoghi, altri tempi, altre forme di vita.
La vasta immaginazione e la grande abilita’ di artigiano dei materiali, sono gli strumenti di una complessa opera di riciclaggio e trasformazione dei “nostri oggetti quotidiani” in testimonianze dell'”altrove”, del Fantastico. Il contenitore di plastica, l’ingranaggio meccanico, la piastra elettronica, il vecchio pc diventano mezzi spaziali, oggetti alieni, strumenti futuribili.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA INAUGURALE
. ore 15,30: visita guidata all’esposizione permanente, fra mad doctors, astronavi, robot e creature aliene, condotta da Silvia Casolari e Davide Monopoli, curatori del Mu.fant.
. ore 16,30: German Impache racconta al pubblico il suo percorso artistico.
. ore 17,00: Antonino Fazio, scrittore e responsabile Editrice Elara, presenta l’antologia fantascientifica “CyClone” e la raccolta di saggi, curata con Riccardo Valla, “L’incubo ha mille occhi” dedicata a Cornell Woolrich.
. dalle 17,00: Laboratori Fantastici. I partecipanti – ragazzi e adulti – saranno accompagnati nella realizzazione di modelli spaziali a partire da materiali di recupero.

Spazio Mu.fant, Via Luini 195, Torino.
Apertura: martedi’ e mercoledi’ ore 16,30 – 18,30, sabato e domenica su prenotazione.
Ingresso tessera Mu.fant: 2 euro.
tel. 349 8171960, 347 5405096, 01119702033.
associazioneimmagina@gmail.com
skype associazione.immagina
Facebook Mufant Casolari Monopoli

Basket e SF

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basqL’accoppiata basket e fantascienza non e’ del tutto nuova per quanto riguarda il Giappone. Viene subito in mente il manga Buzzer Beater di Inoue Takehiko successivamente trasposto in anime.
Tuttavia la recente serie di animazione Basquash! presenta numerosi punti che la rendono uno dei prodotti piu’ innovativi dell’ultimo periodo, al contempo essendo un ottimo lavoro di SF.
E’ innegabile che lo scambio di esperienze tra animatori giapponesi e francesi e’ riuscita a dare un tocco decisamente differente da quello che si vede in altre animazioni. Salta subito all’occhio qualcosa di famigliare ai lettori di fumetti d’autore europei (soprattutto belgi e francesi). I palazzi e gli sfondi non sono quelli delle citta’ ultramoderne giapponesi dagli alti grattacieli di acciaio, ma invece le basse costruzioni tipiche delle citta’ europee in mattoni. Thomas Romain e la sua equipe che si sono occupati dell’ original concept, art director, mechanical concept design e key animation hanno infatti infuso in Basquash! il meglio della tradizione del loro paese quali la grande paesaggistica presente nei cartonati francesi. Inoltre il regista Itagaki Shin ci ha messo del suo. In Basquash! c’e’ un atmosfera internazionale in genere meno presente nei manga e negli anime giapponesi dove la presenza di protagonisti stranieri e’ sempre limitata di numero e ridotta a un ruolo secondario (anche se poi ci sono notevoli eccezioni come Michiko e Hacchin). Qui invece abbiamo un personaggio come Miyuki Ayukawa che, a dispetto del nome, e’ chiaramente di origine africana o come Sela D. Miranda che ha le caratteristiche di una ragazza sudamericana. Man mano che gli episodi proseguono la psicologia dei protagonisti viene delineata con estrema cura svelando particolari, come per Iceman Hotty, che spiegano i loro atteggiamenti. Nel frattempo quella che pareva una storia relativamente semplice si amplia in una serie di colpi di scena ognuno dei quali apre una nuova dimensione costruendo cosi’ una costruzione affascinate e piu’ complessa di quello che inizialmente si poteva supporre e dando vita ad un bizzarro mondo sostenuto sull’essenza del basket quale origine della vita stessa in quanto giocato dagli dei stessi nell’atto della creazione dell’universo. In bilico tra space opera e steam punk con punte nell’hard SF, altalenante tra intrigo e racconto romantico, le avventure dell’impaziente Dan JD e dei suo compagni ci ricordano in qualche maniera la versione moderna dei personaggi delle storie di Salgari e di Verne. Come non vedere nel sistema di viaggio verso la luna che consiste letteralmente nell’essere sparati all’interno di una palla verso il satellite un divertito omaggio al Barone di Munchausen e a Viaggio nella Luna? Strizzatina d’occhio poi allo street basket americano, qui dagli esiti esageratamente distruttivi e al contempo comici visto che viene giocato con robot alti diversi metri chiamati “Big Foot” i quali altro non sono che delle automobili a cui sono state aggiunte braccia e gambe. Indossano enormi scarpe da ginnastica disegnate appositamente dalla Adidas per questa serie divenendo forse il primo esempio di sponsorizzazione di un prodotto all’interno di un anime.
Ottima CG poco invasiva si accompagna ad un azzecato uso di colori pastello per i personaggi. Il tutto arricchito da un’eccellente colona sonora che varia spesso durante l’intera serie. Le stesse sigle di chiusura sono una sperimentazione in quanto, dopo i primi episodi, variano struttura in maniera considerevole.
Basquash! rappresenta un’evoluzione importante degli anime con apporti maggiormente internazionali rispetto al passato e un promettente preludio verso il futuro dell’animazione. Qui e qui un esempio per farsi un’idea piu’ concreta.

Allunaggio al Mu.Fant!

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allunaggio al mu

Ricevo
proprio
ora
questa comunicazione riguardo il prossimo evento del Mu.Fant, nuovo centro per il fantastico e la fantascienza intensa in tutte le sue forme multimediali, che riguarda la celebrazione dell’arrivo dell’uomo sulla luna e che riporto ben volentieri.

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Lun2sabato 18 luglio 2009
ore 15,00-24,00
Spazio Mu.fant
via Luini 195, Torino

“Allunaggio al Mu.fant”

mostra-evento dedicata alla celebrazione del quarantesimo anniversario dell’allunaggio

Sabato 18 luglio 2009 presso il Mu.fant – il nuovo Spazio Espositivo per il Fantastico e la Fantascienza di Torino – avra’ luogo dalle ore 15,00 alla mezzanotte una mostra-evento dedicata alla celebrazione del quarantesimo anniversario dello sbarco del primo uomo sulla Luna.

Un percorso che si snoda fra modellini spaziali, oggetti di repertorio, pezzi astronautici, documenti, testi, materiale filatelico, pannelli illustrativi, immagini, fotografie, proiezioni.

Un’avventura “fantastica” al confine fra scienza e fantascienza, dai primi tentativi di conquista del satellite terrestre e gli attuali progetti di ritorno alla luna, alle diverse interpretazioni fantascientifiche del tema: nella letteratura, nel cinema, nel fumetto.

La giornata evento, organizzata da “Associazione Immagina – Mu.fant”, vede la collaborazione di diversi enti, aziende e associazioni, nonche singoli collezionisti: ITER – Ludoteca San Giocondo, per spazi e strutture espositive; Thales Alenia Space che contribuisce con modellini spaziali, materiali astronautici, poster didattici sull’esplorazione spaziale attuale e futura; Smat Torino: che presenta l’acqua “spaziale” che fornisce agli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale; CMT che espone modellini, memorabilia e altri materiali da collezione; AS.IT.AF – Associazione Italiana di Astrofilatelia – che allestisce un percorso espositivo con le buste volate nelle missioni Apollo, su Mir e sulla Stazione Spaziale Internazionale, tra le quali la rara busta volata sulla Luna e firmata dall’equipaggio dell’Apollo 15; Editrice Elara, casa editrice bolognese specializzata nel genere fantascientifico, che allestisce una bancarella con testi scelti nell’ambito della fantascienza dedicata alla Luna.

Inoltre – sempre al Mu.fant – sara’ possibile visitare la ricca mostra inaugurale dedicata a Star Wars tutt’ora in corso, con la partecipazione di Imperial Crown Alliance, organizzatore dello StarWarsFest di Torino Comics 2009.

Un evento quindi al confine tra reale e immaginario, tra sogno e realta’ che vede in programma visite ai percorsi espositivi, proiezioni, bancarelle, incontri con i collezionisti, laboratori e tornei per ragazzi, e un aperitivo “lunare” non-stop fino a notte inoltrata.

Per l’intera iniziativa l’ingresso e gratuito
Info: 347.5405096 – 349.8171960

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Insomma, una giornata senza dubbio molto interessante!

Il ritorno di Casshern…

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E’ passato un po’ di tempo dal mio ultimo post, ma questi sono giorni bizzarri. Ci sono un po’ di progetti nell’aria di cui spero di poter dare presto notizia. Un caos. Ma un caos in qualche modo ordinato. Almeno credo…

CSUn remake e’ quasi sempre sinonimo di un prodotto inferiore all’originale. Per tanto, quando si e’ iniziato a parlare di Casshern sins devo ammettere di non aver prestato molta attenzione alla notizia. Troppi altri personaggi di vecchi anime erano stati ripresentati in una versione modernizzata con un risultato assai poco soddisfacente, per non dire di peggio.
E invece… Casshern sins e’ realmente un piccolo capolavoro! Ottime sceneggiature e anche un’animazione molto dinamica che si armonizza alle atmosfere cupe dell’anime. Chi si aspetta la medesima trama del Casshern (o Kyashan) originale certo puo’ rimanere deluso. Pur comparendo quasi tutti i vecchi personaggi della serie, si tratta in pratica di una storia completamente nuova. Siamo di fronte, piu’ che a una fantascienza hard, ad una SF con forte connotazioni filosofiche e speculative. Non a caso i personaggi che compaiono nella prima decina di episodi (forse la vetta piu’ alta di una serie di per se’ interamente eccellente) rappresentano una carrellata di personaggi indimenticabili, ognuno dei quali cerca uno scopo nel continuare a vivere. E lo trovano nel canto (alcune canzoni come Sky cantata da Miyahara Nami sono molto belle), nell’arte della pittura, nel fondere una campana come nel fare del combattimento il fulcro della propria esistenza. Ogni singolo episodio e’ una storia a se stante capace di emozionare profondamente.
In un mondo dove gli umani hanno perso la guerra contro robot e androidi, anche quest’ultimi sono destinati ad un lento declino dovuto all’avvanzare di un’inarrestabile ruggine. In Casshern sins la terra e’ ormai un luogo di lenta agonia dove essere umani e robot cercano di sopravvivere, pur sapendo di non avere un futuro, lottando contro tutti. Solo pochi sono spinti da qualcosa di piu’ profondo e nobile, in un tentativo disperato di affermare il fatto che vale ancora la pena credere in qualcosa, nonostante tutto paia sostenere il contrario.
In un simile ambiente si muove Casshern, un androide che ha perso la memoria e che viene ritenuto la causa della distruzione del mondo avendone assassinato la salvatrice, Luna. Casshern, nonostante normalmente sembri un essere calmo e pacifico, e’ guidato da una furia che lo porta ad annientare sia gli amici come i nemici. Un berserk, un killer assoluto odiato e temuto, ma anche bramato in quanto si dice che il robot che riuscira’ ad ucciderlo otterra’ la vita eterna. Il “dono” che ha ottenuto da Luna prima di ucciderla e’ stato, infatti, di divenire, unico tra gli abitanti del pianeta, immortale…
E’ interessare notare come la quasi totalita’ dei personaggi siano robot e androidi. D’altra parte, ad un certo punto della serie viene detta la seguente frase (cito a memoria) “Se i robot ora conoscono la morte, quale e’ dunque la differenza con gli umani?”. Un sottotema non trascurabile e’, per l’appunto, la ricerca di cosa significhi essere “umani”. Gia’ nel primo episodio inquieta vedere Casshern fare a pezzi i corpi metallici dei robot i cui liquidi e cavi interni assomigliano sinistramente a sangue e viscere (qui un breve trailer).
Ci sono anche delle figure originali come Lyuze e Dio che, seppure all’inizio possano sembrare secondari, in realta’ ricoprono un ruolo molto importante. Il legame tra Casshern e Luna, e cosa loro rappresentino in realta’, si scopre solamente alla fine, lasciando spiazzato lo spettatore.
Casshern sins parla di vita e morte, di amore e odio, di intelligenza artificiale e di molti altri temi tutt’altro che facili e non ha certo un happy end. Pero’ e’ una delle serie di animazione giapponesi degli ultimi anni che piu’ si avvicina alla poesia e con un forte taglio letterario e drammatico. Vale sicuramente la pena vedere i ventiquattro episodi che la compongono.

Immagine: Casshern sins, serie realizzata dallo studio Madhouse, 2008-2009.

Despera

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dpIl trio composto dallo sceneggiatore e scrittore Konaka J. Chiaki, dall’illustratore e fumettista ABe Yoshitoshi e dal regista Nakamura Ryutaro (gli stessi che hanno dato vita ad un’opera della qualita’ di Serial Experiment Lain) hanno appena annunciato ufficialmente l’avvio di un nuovo progetto che li vedra’ nuovamente lavorare insieme.
Di Despera, una storia di fantascienza ucronica ambientata nel periodo Taisho, verra’ pure realizzata una graphic novel per mano di ABe e sceneggiata da Konaka pubblicata a puntate sulla rivista Animage per circa un anno a partire da luglio 2009.

Di Konaka J. Chiaki nel nostro paese e’ stato anche pubblicato il racconto L’origine della paura fondamentale scritto da lui appositamente per i lettori italiani!

A breve dovrei poter rivelare anche i dettagli di un evento che coinvolgera’ ABe Yoshitoshi qui in Italia…

Si inaugura a Torino il MU.FANT, museolab del fantastico

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imm1Apre il 30 giugno a Torino, grazie agli sforzi dell’Associazione Immagina, il MU.FANT, nuovo centro per il fantastico e la fantascienza intensa in tutte le sue forme multimediali, a partire dalla letteratura per arrivare fino al cinema, con il proposito di rendere evidente come questo genere sia ormai un elemento importante della cultura contemporanea.

La sede si trova nella ludoteca San Giocondo, via Luini 195.
L’inaugurazione (ore 10:00-18:00) e’ aperta a tutti e il centro propone, in occasione dell’apertura, una mostra dedicata a Star Wars che proseguira’ fino al trenta di luglio.

Stella rossa

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ARCi sono delle cose di cui, nel limite dell’umano, si puo’ avere un alto grado di certezza. Sono quindi sicuro che il volume Akai hoshi (Stella rossa) della scrittrice Takano Fumio classe 1966 piacera’ molto al mio amico Davide.
Appena pubblicato dalla Hayakawa Shobo, il romanzo ha richiesto quasi un ventennio di riflessione all’autrice prima di avere una sua stesura definitiva.
Ucronia estremamente raffinata, in un periodo indeterminato dove Tokyo non esiste e al suo posto c’e’ la citta’ di Edo, il Giappone fa parte dell’impero russo. La tecnologia della rete si e’ sviluppata in maniera straordinaria e la hacker Okimi viene incaricata dalla Oiran Marina del quartiere dei piaceri di Yoshiwara (e che aspira a diventare zarina!) di cercare il principe ereditario Dimitri. Quest’ultimo dovrebbe essere stato assassinato dalla polizia dello zar, ma pare invece si sia rifugiato nel quartiere informatico di Akihabara. Nel frattempo a San Pietroburgo Ryutaro, amico di infanzia di Okimi, studia come musicista…
Questo l’avvio di una vicenda complessa in un romanzo fantastico dove la Russia degli zar si unisce al Giappone del periodo Edo ma con visioni della Tokyo futuristica in un inedito Cyberpunk.

Takano Fumio e’ una scrittrice meno prolifica rispetto alla media degli altri autori di genere nipponici, ma capace sempre di creare delle opere originali come nel caso di Musica Machina definita da Tatsumi Takayuki il capostipite del genere denominato SF musicale.
Un suo racconto recentemente e’ stato incluso in Nihon SF zenshu, una serie di sei volumi che raccoglie i migliori autori di fantascienza dagli anni ’50 ad oggi e in corso di pubblicazione.

Takano ha gia’ catturato gli occhi attenti di Edward Lipsett della Kurodahan Press che sta valutando di presentare Musica Machina in inglese. E anche per l’italiano dovremmo avere un suo racconto in uscita il prossimo anno…

L’immagine e’ la raffinata copertina di Akai Hoshi con influenze klimtiane illustrata da Kato Toshiaki, altro abile artista giapponese.

Il giorno in cui la fantascienza ed il fantasy mondiali sono andati in Giappone!

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SFJE’ uscito oggi il volume Sekai no SF ga yatte kita !! Nipponkon fairu 2007 (E’ arrivata la fantascienza mondiale! Nippon convention file 2007). Curato da Komatsu Sakyo, compilato dalla SFWJ (L’associazione degli scrittori di fantascienza e di fantasy del Giappone) e pubblicato dalla Kadokawa Haruki Jimusho, il volume raccoglie informazioni su tutti (circa un centinaio) gli eventi organizzati direttamente dalla SFWJ durante Nippon 2007 (il totale superava i quattrocento, ma i rimanenti erano curati da altre associazioni), la prima Worldcon avvenuta in Asia. Fortemente voluto per tramandare alle generazioni future quello che viene ritenuto un punto importante di svolta per questo genere letterario (ovvero aver messo in evidenza come i tradizionali confini che vedevano il predominio dei paesi di lingua inglese si stiano fortemente allargati vedendo venire alla ribalta’ realta’ estremamente dinamiche, interessanti e competitive come appunto quella giapponese, quella russa o quella cinese), e’ riccamente corredato di fotografie, raccoglie inoltre saggi di vari autori in cui si riflette ulteriormente sul passato, il presente ed il futuro della fantascienza e del fantasy internazionale.
Tra questi ci sono pure due miei scritti rispettivamente sulla letteratura fantastica e orrorifica e sullo stato della traduzione in Europa ed in Giappone (che erano anche i temi dei due panel cui sono stato invitato a partecipare; ne ho pubblicato un resoconto dettagliato su LibriNuovi 45).
Insomma, un libro a mio parere estremamente interessante per molte ragioni.

今日、『世界のSFがやって来た!! ニッポンコン・ファイル2007』がいよいよ出ました!
小松左京
監修、日本SF作家クラブ編、角川春樹事務所発行で、本当に面白い本だと思います。
自分のエッセイも二つ載せていただきましたが、一つは、幻想と怪奇についてで、もう一つは
日欧翻訳事情に関んすることです。 つまり、アジア初のSF大会であったNippon 2007にあった、
参加した二つのパネルのテーマですよ。
是非よろしくね。 m(_ _)m

Un assaggio di ALIA Sol Levante

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100 0023E’ attualmente disponibile sul sito ufficiale della serie antologica di letteratura fantastica internazionale ALIA la possibilita’ di leggere gratuitamente le introduzioni e gli incipit dei racconti di ALIA Sol Levante. Si puo’ pertanto dargli un’occhiata e decidere in seguito, se interessa, di acquistare il libro.

L’uscita del secondo volume (dodici racconti di altrettanti autori e cinque illustrazioni) curato da Vittorio Catani e che riguarda gli autori italiani e’ prevista per la fine di settembre.

ALIA vive!

Arriva ALIA Sol Levante!

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E’ uscito, e’ uscito!!!

ALIA5SL

E’ disponibile da oggi, 20 giugno 2008, il primo dei tre volumi di ALIA 2008, ALIA Sol Levante, interamente dedicato agli autori di fantastico e di fantascienza giapponesi.

Il volume di XXX+186 pagine, con copertina di Suemi Jun e cinque tavole fuori testo, verra’ posto in vendita al prezzo di 14,00 Euro.

Indice del nuovo volume:

p. v Dove stiamo andando: fare il punto di Silvia Treves

Alia Sol Levante

xi Tra fanciulle dell’estate e samurai robot marziani di Massimo Soumare’

p. 3 La ragazza dell’estate di Hayami Yûji

11 L’ombra bianca di Hikawa Reiko

33 La storia del paradiso delle tartarughe di Kitano Yûsaku

47 L’uomo che guarda il mare di Kobayashi Yasumi

71 Diario di un computer di Kurimoto Kaoru

93 All’aurora, lui giunge dalle fantasticherie di Makino Osamu

109 Il gatto uovo di Minagawa Hiroko

123 Granelli di Shibata Yoshiki

139 Nancy Gordon di Marte di Tanaka Hirofumi

155 La spia che stava in cucina di Tsutsui Yasutaka

175 L’adipocera di Yamada Masaki

Illustrazioni interne originali di:

– ABe Yoshitoshi

– Fujiwara Yûri

– Kanai Ryô

– Terada Tôru

– Ueda Ake

Per ulteriori informazioni e ordinazioni:

info@aliaracconti.info

cs_libri@fastwebnet.it

ALIA EVOLUTION

CS_libri

V. Ormea 69

10125 Torino

Tel 0116503158

fax 0116503502P

Ordinabile anche su IBS.it.

今日、『ALIA Sol Levante』(というのは『ALIA2008 日本編』)がいよいよ出ました!

前書き: Silvia Treves
Massimo Soumare’

作家:

- 北野勇作氏
- 小林泰三氏
- 栗本薫氏
- 早見裕司氏
- ひかわ玲子氏
- 牧野修氏
- 皆川博子氏
- 柴田よしき氏
- 田中啓文氏
- 筒井康隆氏
- 山田正紀氏

イラストレーター:

- 安倍吉俊氏 (挿絵)
- 芙似原由吏氏 (挿絵)
- 哉井涼氏 (挿絵)
- 末弥純氏 (カバー)
- 寺田亨氏 (挿絵)
- 上田朱氏 (挿絵)

ALIA EVOLUTION

ALIA(公式サイト)

第2巻である『ALIA2008 イタリア編』は、9月末発売予定ですし。

よろしくね。m(_ _)m

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