BUSHIDO e LOVECRAFT BLACK & WHITE

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BushidoTratto dalla trilogia Shippuden Rera Shiu (Rera Shiu, Storia di un vento impetuoso) dello scrittore Asamatsu Ken edita dalla GA Bunko nel 2006 e impreziosita dalle splendide copertine realizzata da Yamada Akihiro, arriva finalmente in Italia per la Flashbook Bushido, la versione manga realizzata da Hiromoto Shin’ichi.
Asamatsu e’ uno dei maggiori esperti giapponesi dei lavori di H.P. Lovecraft, nonche’ apprezzato autore a livello mondiale di letteratura dell’orrore e fantastica (sue opere sono state pubblicate persino negli USA, come ad esempio il romanzo La regina di K’n-yan ed il racconto scritto per l’antologia Il regno di Cthulhu). In italiano, nelle antologie ALIA3 e ALIA Giappone edite dalla CS_libri sono stati tradotti in anteprima mondiale assoluta i primi due racconti del ciclo di Ikkyu Sojun – uno dei quali e’ anche illustrato da Ryo Kanai; si ritrova riproposto Shippudennell’art book Ryo Kanai The Art Of edito da Pavesio Editore -, considerato dallo stesso Asamatsu la sua opera piu’ rappresentativa.
Il manga, rispetto al testo originale, presenta diverse varianti, essendo piu’ vicino alle caratteristiche proprie dell’arte di Hiromoto Shin’ichi, ma rimane un’opera di forte impatto dove il tratto nervoso e scattante del mangaka riesce a comunicare una profonda emozione al lettore.
Il titolo Bushido nella versione giapponese e’ scritto 武死道, che significa non “la via del guerriero”, bensi! “La via della morte del guerriero”. In Giappone e’ stato pubblicato dalla Gentosha Comics in quattro volumi a partire dal 2005 fino al 2007.

Rimanendo in ambito artistico, e’ assolutamente da segnalare l’uscita nel nostro paese del volume LOVECRAFT BLACK & WHITE, un art book in edizione limitata che riunisce i lavori ispirati ai racconti di H.P. Lovecraft di numerosi artisti italiani (tra cui mi fa piacere vedere anche i nomi di ScarletGothica, Chiara L B&WNegrini e Dalmazio Frau, eccellenti collaboratori del progetto ALIA) edito dalla Dagon Press di Pietro Guarriello – una garanzia di qualita’ nell’ambito degli studi lovecraftiani! – e amorevolmente curato dal competente Umberto Sisia. Esiste anche un blog dedicato al progetto dove potete ordinare il volume. Un libro da collezione a 15 euro e’ una vera occasione! Una dimostrazione che anche in Italia si possono realizzare, seppure con molta fatica, ottimi prodotti editoriali.

Immagine 1: Bushido, vol. 1 di Hiromoto Shin’ichi e Asamatsu Ken, Flashbook.

Immagine 2: Shippuden Rera Shiu, vol. 1, di Asamatsu Ken, illustrato da Yamada Akihiro, GA Bunko.

Immagine 3: LOVECRAFT BLACK & WHITE, a cura di Umberto Sisia, Dagon Press.

Ken Asamatsu tra America e Italia

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Asamatsu expressed his sincere appreciation of editor Darrell Schweitzer, “who was kind enough to allow a poor author in this island corner of the Orient the opportunity to destroy the world.”

MagcitCosi’ si conclude con un tono ironico degno dello scrittore Ken Asamatsu la sua intervista, assolutamente da leggere, pubblicata sul sito di Black Gate Magazine in occasione della pubblicazione nel volume antologico Cthulhu’s Reign del racconto Spherical Trigonometry, una storia di un’ “ossessione angolare e di un’apocalisse globale”, tradotto da Edward Lipsett.

Inoltre a Torino Comics dal 9 all’11 aprile saranno esposti in mostra i lavori originali del mangaka e illustratore Ryo Kanai, tra cui proprio alcune tavole del manga L’estasi viola e cremisi pubblicato da Kodansha e tratto da un racconto di Asamatsu tradotto anche in italiano nell’antologia ALIA4 incentrato sulla figura del monaco Ikkyu Sojun e alcune illustrazioni realizzate per la sua serie di romanzi Magical City Night.

Immagine: copertina del secondo volume del romanzo Magical City Night, storia di Ken Asamatsu, illustrazioni di Ryo Kanai, edito da GA Bunko.

Il suono delle spade – intrattenimento in costume nei media giapponesi

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Una grossa percentuale della produzione giapponese, sia essa relativa a romanzi, manga, cinema o animazione, e’ occupata da quella categoria Bippche va sotto il nome generico di jidaigeki (spettacolo in costume) o jidaimono (divertimento in costume).

Effettivamente, in Italia per quanto riguarda la cinematografia si sono viste un certo numero di opere, a partire da alcuni classici di Kurosawa come I sette Samurai, La fortezza nascosta o Rashomon, che a buon diritto rientrano in questo filone, per arrivare ad opere recenti quali Tasogare Seibei, magnifico film che, dal punto di vista della sceneggiatura, ricostruzione storica e regia, e’ capace di dare molti punti di distacco al “fantasioso” L’ultimo Samurai ambientato nel medesimo periodo e di fornire un quadro assai preciso del Giappone poco prima della Restaurazione Meiji (1868).
Per quanto riguarda i manga, negli ultimi anni sono stati pubblicati fumetti quali Basilisk (genere che unisce il jidaigeki puro al filone fantastico e in cui possono rientrare in letteratura ad esempio i lavori del Ciclo di Ikkyu Sojun di Asamatsu Ken o, sempre rimanendo nel campo del fumetto, Inuyasha), Hana no Keiji e Shigurui. Lo stesso dicasi per gli anime.
Vero e’ pero’ che autentici classici di grandi maestri quali Ninja bugeicho (Appunti di un’accademia militare di ninja), bibbia della sinistra contestatrice nel ’68, e Kamui den (che il prossimo anno vedra’ una trasposizione cinematografica diretta da Sai Yoichi la quale promette di essere molto interessante dal titolo Kamui Gaiden con Matsuyama Ken’ichi nel ruolo di Kamui e Koyuki in quelli di Sugaru  ) entrambi di Shirato Sanpei, Satsuma gishiden (edito dalla Dark Horse negli stati uniti ) di Hirata Hiroshi, fumettista e calligrafo ammirato persino da Mishima Yukio e da Otomo Katsuhiro (sua e’ infatti la scritta “Akira” che compare sia nel fumetto che nel film) assai apprezzato e noto nella vicina Francia, sono stati totalmente ignorati. Lo stesso dicasi per opere ben piu’ recenti quali i bei O-i! Ryoma e Azumi di Koyama Yu (in Italia noto quasi esclusivamente per l’anime Forza Sugar).

Quella che invece da noi e’ totalmente sconosciuta e’ la produzione letteraria che, paradossalmente, e’ alla base di molti dei lavori appena citati e di tanti altri. Tasogare Seibei nasce infatti dalla penna del grande Fujisawa Shuhei, Shigurui dal romanzo di Nanjo Norio Surugajo gozenjiai (entrambi questi due maestri hanno vinto, tra gli altri riconoscimenti letterari, il prestigioso Premio Naoki), Basilisk da un romanzo di Yamada Futaro, Hana no Keiji dal romanzo Ichimuanfuryuki di Ryu Keiichiro – un suo libro e’ stato recentemente tradotto in inglese dalla Vertical con il titolo di The blade of the courtesans.
Si tratta inoltre di un filone ancora molto attivo portato avanti da scrittori quali Eto Ransei e Ashikawa Jun’ichi, tanto per fare solo alcuni nomi.
Probabilmente cio’ e’ dovuto alla maggiore difficolta’ che si puo’ incontrare ad accostarsi a questi testi. Anche per i traduttori puo’ essere a volte problematico dal momento che la lingua utilizzata ricalca in parte quella usata realmente nei periodi trattati, creando cosi’ non poche difficolta’. Gli oggetti presenti spesso sono sconosciuti ai lettori occidentali che devono quindi fare un maggiore sforzo per cercare di entrare nel contesto (tuttavia questo potrebbe venire superato dall’inserimento di qualche nota e di un glossario).
Forse l’ostacolo piu’ grosso e’ che questi romanzi sono, come atmosfere, parecchio simili al romanzo di cappa e spada o di avventura occidentale, filone che attualmente in Italia non sembra essere popolare tra il pubblico, soprattuttutto quello giovanile.
Ed e’ un vero peccato non poter godere della lettura di questi ottimi libri.

Tra l’altro, la NHK trasmette dal 1963 ogni anno un taiga dorama (dramma fiume) a tema storico molto apprezzato da un target di spettatori d’eta’ medio-alta, fatto che ben sottolinea la popolarita’ che il genere jidaimono detiene a tutt’oggi in Giappone.

L’immagine e’ relativa alla pellicola Bushi no ichibun (Love and Honor)diretta da Yamada Yoji e tratta da un’opera di Fujisawa Shuhei.

La regina di K’n-yan

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QYE’ uscito negli Stati Uniti proprio in questi giorni per i tipi della Kurodahan Press il romanzo Queen of K’n-yan di Asamatsu Ken , riconosciuto maestro della letteratura fantastica e soprannaturale giapponese.
La storia, dalle atmosfere lovecraftiane, ruota intorno alla scoperta della mummia di una bellissima giovane appartenente al periodo della dinastia cinese degli Shang nelle cui cellule viene trovata traccia del DNA di rettili…
La splendida copertina e’ di Kojima Ayami.
E’ comunque possibile, per chi non mastica l’inglese e preferisce qualcosa in italiano, leggere i primi due racconti di Asamatsu appartenenti al ciclo di Ikkyu Sojun, serie che l’autore ritiene il suo ciclo piu’ rappresentativo, pubblicati rispettivamente in ALIA2006 e ALIA2007 dai titoli rispettivamente di Il fiore di loto nel fango e L’estasi viola e cremisi, il secondo con un’illustrazione originale di Kanai Ryo che ne sta realizzando la versione manga per la Kodansha.
Una sua serie di romanzi sono stati inoltre anche trasposti in fumetto da Hiromoto Shin’ichi con il titolo di Bushido ed ha anche scritto i testi per il manga Odunu illustrato da Kajiwara Niki.
Sempre in italiano, e’ possibile pure leggere una sua intervista originale realizzata da Davide Mana sul numero 2 di Studi Lovecraftiani di Pietro Guarriello.
Una buona occasione da non lasciarsi sfuggire per avvicinarsi ad un grande autore del fantastico mondiale…