Cercasi divinita’!

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TadkamQualche tempo fa la scrittrice Kumi Kaori mi ha consigliato Tadaima kami-sama boshuchu! (Adesso cercasi divinita’!) un libro di Kazuki Serika, giovane autrice qui al suo esordio come scrittrice professionista. Gia’, vincitrice del premio eccellenza al Gran premio novel dell’editore Shueisha con l’opera Waga ie no kami-sama sekuhara niito (Il dio della mia casa e’ un sexual harassment neet, titolo certamente inusuale…), la Kazuki in Tadaima kami-sama boshuchu! riprende alcuni personaggi presenti nella storia vincitrice.
Fantasy orientale intimista molto divertente che utilizza con intelligenza la religione shintoista, i protagonisti principali sono lo svogliato, almeno in apparenza, dio Mizuro e la giovane Nanao figlia di un sacerdote e in grado di vedere sia le divinita’ che gli esseri sovrannaturali. Nanao, adirata con Mizuro per le condizioni di estrema indigenza in cui e’ ridotto il santuario (indebitato persino con la yakuza!) dovuta alla mancanza di quest’ultimo nell’esaudire le richieste dei fedeli e che ne ha cosi’ decretato il declino, causualmente finisce per liberare Kuro, la meta’ che rappresenta la parte piu’ affascinante e intraprendente di Mizuro e che pare essere la soluzione perfetta a tutti i problemi della ragazza… Ma non tutto, come spesso accade, e’ come sembra e Nanao finira’ per trovarsi in guai ben peggiori di quelli iniziali ed a scoprire l’amara verita’ sul proprio passato.
Illustrato da Kashin Reina, la Kazuki e’ molto abile nel descrivere i vari yokai e il mondo celeste dove vivono gli dei superiori amatsukami, nonche’ nel uso dei dialoghi tra i protagonisti che delineano bene i caratteri di ciascuno. Tra tutti, spicca in particolare la dea-serpente bianco Amane-sama, che si presenta come una una dodicenne bionda vestita da Gothic Lolita, amante delle scenografie horror occidentali, del denaro e “vagamente” sadica e dispettosa, anche se molto piu’ saggia di quello che il suo comportamento farebbe pensare. Non per nulla il suo tempio, situato nella cittadina vicina a quella del tempio di Mizuro, prospera alla grande…

Immagine:Tadaima kami-sama boshuchu! di Kazuki Serika, illustrato da Kashin Reina, pubblicato nella collana Cobalt della Shueisha.

Terme romane, spose dell’Asia centrale e altro

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Negli ultimi mesi sono usciti in Giappone alcuni manga decisamente interessanti.

TRomTHERMAE ROMAE di Yamazaki Mari edito dalla Beam Comix e’ un fumetto davvero particolare che coniuga fantascienza e storia in modo molto originale. Il protagonista Lucius e’ un romano del periodo dell’imperatore Adriano che, per cause misteriose, si ritrova nella condizione di poter viaggiare nel tempo. Ma solamente dalle terme romane ai moderni bagni privati, onsen e sento giapponesi! Essendo Lucius un architetto specializzato nella progettazione di terme, tutto gli oggetti della “gente dal volto piatto” (come lui chiama i giapponesi) diventano fonte di ispirazione per “modernizzare” le terme dell’antica Roma. Le situazioni paradossali che vengono a crearsi sono estremamente divertenti e il tratto veristico della Yamazaki (sposata con un italiano, che ha dichiarato essergli servito da modello per Lucius, e che vive in Portogallo) rende THERMAE ROMAE un fumetto unico nel suo genere molto curato anche per quanto riguarda il lato storico. Nel 2010 ha vinto il Manga Taisho e attualmente il primo volume ha gia’ venduto piu’ di trecentomila copie. Questo il blog dell’autrice.

OtommonogDi Otoyomegatari (Storia di una sposa vergine) di Mori Kaoru avevo gia’ parlato qui. Sempre edito dalla Beam Comix (casa editrice da tenere d’occhio per la capacita’ di proporre opere intriganti), a lettura del manga completata merita aggiungere alcune considerazioni. La qualita’ grafica della Mori e’ davvero molto elevata. La cura quasi maniacale dei vestiti delle popolazioni dell’Asia centrale garantisce un’accuratezza notevole ad ogni singola tavola. Come per THERMAE ROMAE, grande attenzione per le ambientazioni e la storia, e presenza di personaggi affascinanti e ben costruiti.

In Nobunaga Kyosokyoku (Nobunaga Rapsody) di Ishii Ayumi edito da Shogakukan ritorna il tema del viaggio nel tempo. Questa volta pero’ nel medioevo giapponese. Il protagonista, Saburo, scontroso e attaccabrighe ma in fondo di buon animo, si ritrova sbalzato nel Periodo Sengoku per divenire il generale Oda Nobunaga. Essendo il sosia perfetto di quest’ ultimo, il giovane Nobunaga fugge da una vita di pericoli lasciando al suo posto Saburo che si trova a vivere tutte le vicende storiche del condottiero. Venire dal futuro non lo aiuta un granche’ dal momento che, sfortunatamente, il ragazzo e’ negato per lo studio della storia e puo’ solo fare affidamento su un libro di testo che ha portato con se’. Il tono da commedia si fonde magistralmente con la violenza e gli intrighi del periodo. Anche il disegno, con pochi retini e basato piuttosto sul sapiente uso delle chine, rende ottimamente l’atmosfera.

Doragon famu wa itsumo nigiyaka (Happy Days at Dragon Farm) di Tappi Shun tratto dal primo romanzo di una trilogia fantasy per ragazzi della scrittrice Kumi Saori (un suo racconto e’ stato tradotto anche in italiano su ALIA3; inoltre ha anche partecipato come ospite d’onore alla terza edizione del reading Strange Tales organizzato dall’associazione culturale napoletana Viv’arte ) e’ un volume autoconclusivo di Dragopiu’ di trecento pagine edito dalla Flex Comix. Dal tratto piu’ tradizionalmente manga rispetto ai tre precedenti fumetti presentati, il disegno di Tappi e’ molto raffinato ed elaborato. I draghi sono davvero belli e la protagonista femminile Diidii e di quelle che si scordano difficilmente.
Da apprezzare anche la soluzione adottata dall’editore per le nuvolette dei dialoghi che hanno spesso lo sfondo trasparente invece che essere semplicemente lasciate in bianco Si intravede cosi’ la vignetta sottostante nella sua interezza. Qui alcune immagini.

Strange Tales in Napoli e Kumi Saori

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Riporto qui un’iniziativa molto interessante avviata a Napoli (a riprova che la citta’ partenopea e’ anche un luogo con una grande tradizione letteraria dove si fa cultura) da Fabio Lastrucci e Ramiro dell’Erba. Lodevole soprattutto lo sforzo per cercare di interessare le nuove generazioni e far crescere gli autori di domani. Insomma, se siete in zona andate ad ascoltare le letture.

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COMUNICATO STAMPA “STRANGE TALES” 2008

StrtalRitorna a Napoli “Strange Tales“, terza lettura rivolta a tutti gli appassionati di letteratura fantastica, presentata dall’Associazione culturale “Viv’arte“.

La manifestazione si terra’ Sabato 25 Ottobre 2008, alle ore 10.45 presso il Teatro del Convitto Nazionale “V. Emanuele II”, Piazza Dante 41, con la proposta di una nuova scelta di autori contemporanei interpretati dalle voci narranti di Fabio Cocifoglia, Massimiliano Foa’ e Simona Volpe.

Il fascino dei vecchi racconti radiofonici e delle riviste popolari di un tempo, cosi’ cariche di “senso del meraviglioso”, sono il motivo fondante di “Strange Tales”, il reading che (come suggerisce il titolo) attinge da un particolare ambito letterario a cavallo tra i molti generi del fantastico.

Gli scrittori dell’edizione 2008 rappresentano un eccellente esempio di questa narrativa definita da critici anglosassoni “New Weird”, un filone che trova in Italia radici illustri nel solco di autori come Buzzati, Calvino, Landolfi e nel nostro ricco patrimonio favolistico. L’autrice nipponica Kumi Saori (con la traduzione di Massimo Soumare’ ), spieghera’ sugli stampati dell’Associazione lo spirito del fantasy con un contributo critico scritto per l’iniziativa, soffermandosi a raccontare lo “stato dell’arte” del fantastico in Giappone.

L’incontro si aprira’ con un racconto di viaggio del torinese Daniele Nadir, co-fondatore della rivista “Strane Storie” e autore del notevole romanzo “Lo stagno di fuoco”. Fara’ seguito un breve e brillante monologo di Giovanni Buzi, docente di lingua, cultura italiana e storia dell’arte in Bruxelles, autore di diversi saggi, romanzi e antologie, infine verra’ presentato un racconto a sfondo storico del piemontese Maurizio Cometto, apprezzato autore di romanzi e antologie, che presenziera’ la manifestazione incontrando il pubblico.

Questa terza edizione, che si avvale del patrocinio morale del Comune di Napoli II Municipalita’, propone inoltre la novita’ del primo concorso letterario per ragazzi (nato da un’istanza del Rettore Vincenzo Racioppi ). Un contesto rivolto agli allievi delle scuole secondarie di primo grado, in cui i giovanissimi partecipanti si confronteranno sviluppando le tracce fantascientifiche, fantasy ed horror ideate dai curatori Fabio Lastrucci e Ramiro Dell’Erba. La premiazione prevede la consegna dei diplomi di partecipazione ai primi tre classificati, piu’ la lettura del testo vincitore che sara’ premiato con sei libri della collana “Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri” offerti per l’occasione dalla casa editrice Delos Books di Milano.

Gli interventi musicali sono di Antonio Crispino col supporto tecnico di Alessandro Bogno. L’organizzazione e` di Nadia De Pascale.

Si ringrazia l’Associazione culturale “In form of Art” per l’immagine del manifesto, opera di Marco Chiuchiarelli, mentre la grafica e` di Mauro Lastrucci per vectorialplaza.com.

Sabato 25 ottobre 2008 – ore 10.45
Teatro del Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II”
Piazza Dante 41 – Napoli

Per info e contatti:
Associazione culturale Viv’arte
c/o Atelier Lastrucci, Vico Montesanto 5 – 80135 Napoli
tel. 0815446388 – cell. 3478394359

e-mail: vivarte.associazione@libero.it
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A questo punto, e’ opportuna spendere qualche altra parola su Kumi Saori (1959), autrice molto nota in Giappone nel panorama della letteratura fantastica e che si e’ subito dimostrata molto disponibile a sostenere l’operazione con un suo contributo.

Kumi Saori 1Nasce nella citta di Morioka della prefettura di Iwate. Dopo la scuola superiore s’iscrive alla Jochi daigaku (Sophia University) laureandosi nel corso di filosofia del dipartimento di lettere. Nel 1979 esordisce come scrittrice con il racconto Suiyobi no yume wa tottemo kireina akumu datta (Il sogno di mercoledi’ era un incubo molto bello) edito nella serie di volumi Shosetsu junia (Romanzi junior) della casa editrice Shueisha che piu tardi diverra la famosa collana di letteratura per ragazze Cobalt. Nel 1981 esce il suo primo romanzo, Yado nashi Miu (Miu senza dimora). Diviene una delle scrittrici piu importanti della Cobalt con cui continua a collaborare fino al 1993. Nel 1984 pubblica il primo libro della serie di Oka no ie no Mikkii (Micky della casa della collina) cui faranno seguito fino al 1988 altri nove volumi. I romanzi, ripubblicati nuovamente nel 2001, narrano la storia di Asaba Miku, un’adolescente che frequenta una prestigiosa scuola media del centro di Tokyo per signorine di buona famiglia costretta d’improvviso il secondo anno ad abbandonare l’istituto per seguire il padre il quale ha deciso di trasferirsi in un’altra localita dove da lungo tempo desiderava andare a vivere. All’inizio la protagonista rimane disorientata dal cambiamento tra la vecchia realta della capitale e il nuovo ambiente provinciale, ma, poco per volta, il suo sguardo sul mondo che la circonda diviene sempre piu ampio e riesce a stringere nuove amicizie. I volumi dal primo al sesto riguardano il periodo della scuola media, quelli dal settimo al decimo la scuola superiore. Ne sono stampate circa centomila copie per ogni prima edizione. Il primo romanzo e stato trasposto anche in fumetto. Sono stati inoltre pubblicati numerosi testi in varia maniera connessi a questo ciclo. Nel 1987 scrive per la casa editrice Hayakawa Akemeyami tojimeyami (Oscurita’ con gli occhi aperti, oscurita’ con gli occhi chiusi), raccolta di racconti fantastici che segnano il suo passaggio anche al fantasy e alla SF. Nel 1989 poi con MOTHER (MADRE) inizia a pubblicare testi basati sui personaggi e le situazioni di videogiochi RPG (Role Play Game). Riguardo tale genere, particolarmente apprezzati sono stati i suoi libri sulla saga di Dragon Quest.
Kumi racconta e metabolizza l’esperienza del periodo iniziale della sua attivita’ di scrittrice nell’interessante testo Kobaruto funroku (Note sull’avventura alla Cobalt) uscito nel 2004. Nel 1987 impone una svolta decisiva alla sua carriera cominciando a scrivere opere fantasy e in seguito dedicandosi alla fantascienza (anche se ad essere precisi aveva gia prodotto precedentemente lavori inerenti la SF). Nel 1993 chiude definitivamente il suo ormai decennale sodalizio con la Cobalt. Forte dell’esperienza maturata come scrittrice, si dedica ai piu disparati generi letterari a partire dall’horror fino a giungere al mistery dando libero sfogo a tutto il suo straordinario eclettismo che risulta chiaramente evidente in opere come il recente 45 sai, mo unde mo ii kashira? (Va bene partorire a 45 anni?) dove descrive gli avvenimenti legati alla sua maternita’.
Kumi ha inoltre tradotto in giapponese diversi volumi dell’illustratore e scrittore per l’infanzia americano Arthur Geisert (1941-).
Data la sua lunga frequentazione degli ambienti letterari e artistici ed i suoi molteplici interessi, Kumi e’ un personaggio certo ben conosciuto nel suo paese. Non deve quindi stupire vederla citata pure dal fumettista Aoyama Gosho (1963-) – noto anche in Italia – nei file dallo 052 allo 055 del manga e nell’episodio numero sedici dell’anime Meitantei Konan (Detective Conan). I quattro personaggi che li vi compaiono si chiamano difatti Kumi, Saori, Hatano e Ineko che non sono altro che la scomposizione dello pseudonimo e del vero nome della scrittrice.
Nel 1992 si sposa con Hatano Yo (1967-) e si trasferisce a Karuizawa nella prefettura di Nagano dove risiede a tutt’oggi con il marito, la figlia Sakuya, tre cani, un gatto, undici falchi, un cane della prateria, tre tartarughe, due serpenti e un pesce tropicale. Sempre nel 1992 scrive Karuizawa dobutsuki (Cronache d’animali di Karuizawa). L’anno seguente fa uscire Shinjinsho no torikata oshiemasu (V’insegno il modo d’aggiudicarvi un premio letterario per esordienti) apprezzato testo didattico sulla scrittura e su come affrontare la stesura di un’opera letteraria. In seguito ha dato alle stampe numerosi volumi quali la raccolta di racconti Haramu (Incinta) e i romanzi Densha (Treno) e Shudojo Mariko (Mariko la monaca). Da ricordare inoltre il ciclo fantasy di Doragon famu (Dragon farm) incentrato sulle avventure di Funf, giovane allevatore di draghi. Ad oggi ha pubblicato quasi duecento romanzi.
In italiano in ALIA3, CS_libri, 2006, e’ stato edito il racconto Angeli dall’apparenza malvagia e un dialogo tra lei e lo scrittore Fabio Lastrucci e’ uscito nella rivista letteraria LN-LibriNuovi 38, CS_libri, 2006.

Light novel or not light novel?

5 commenti

Con un po’ di ritardo rispondo ad un post pubblicato sul blog Strategie Evolutive di Davide Mana. La questione, in breve, era la seguente:

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Il mio grosso problema e’ che, sebbene la categoria “light novel” appartenga esclusivamente al mercato nipponico, io sono praticamente certo che esistano romanzi che per le loro caratteristiche vi entrerebbero di diritto anche nel panorama occidentale – semplicemente, noi le chiamiamo in un altro modo.

Tuttavia, fino a questa sera, non mi veniva in mente neppure un autore “esemplare” della light novel occidentale.
Poi, questa sera, mi sono ricordato di Holly Lisle.
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Dunque, premesso che in realta’ una definizione precisa di light novels non Mvesiste neppure in Giappone (dove il dibattito tra scrittori ed editor sulla questione e’ spesso feroce), esistono persino discrepanze tra la descrizione che ne fornisce wikipedia in inglese e wikipedia in giapponese.
Consideriamo, per iniziare, la definizione formale di base ed osserviamo queste due collane di successo. Una la Mystery YA della Rironsha e l’altra appartenente ai volumi editi dalla GA Bunko. La prima appartiene al genere young adult la seconda a quello delle light novel. Tenete presente che entrambe presentano romanzi per ragazzi a tema fantascientifico, fantastico e giallistico (il mystery soprattutto e’ il cavallo di battaglia della prima).
Notate la differenza? Si’, esatto. Si tratta semplicemente del tono delle copertine! Per essere una light novel la copertina e l’illustrazione debbono essere in stile manga o anime. Ma non solo questo. La componente grafica deve rivestire un’importanza almeno pari a quella del testo scritto. In pratica, le light novels sono il risultato al 50% per cento delle capacita’ dello scrittore ed al 50% di quelle dell’illustratore. Frequentemente il ruolo dell’illustratore, visto il grande numero di fans e’ di tale importanza che per far uscire il libro anche se e’ ormai terminato bisogna aspettare assolutamente che il disegnatore abbia completato la sua opera (avviene spesso nei casi di illustratori molto oberati di lavoro).
RKIl motivo per cui e’ difficile definire come light novel romanzi per giovani di autori non giapponesi e’ proprio questo. Non sono molti i paesi che hanno un sistema di fumetti ed animazioni tanto sviluppati. E pure se li hanno, e’ raro un rapporto tanto complementare ed egualitario tra le due arti. Sicuramente a Taiwan, in Corea od a Hong Kong e’ possibile trovare lavori che entrino di diritto in questo genere. Meno in occidente.
Minerva Wakes non ci rientra per il fatto della copertina con un’illustrazione “decisamente classica” mentre, al limite, potremmo includervi The Ruby Key della stessa autrice. Cosi’, come nel caso italiano, Le cronache del mondo emerso o Gli eroi del crepuscolo (soprattutto quest’ultimo grazie alla collaborazione con Massimiliano Frezzato). Dico al limite perche’ e’ chiaro che comunque in tali romanzi il rapporto illustrazione/testo non e’ minimamente paragonabile a quello che si realizza nelle LN prettamente nipponiche.
Da un altro punto di vista (proprio quello che desta piu’ controversie tra scrittori ed editor) la visione degli autori su cosa debba essere una LN e quella degli editor spesso differisce di parecchio. Molti editor insistono sulla presenza di personaggi dalle particolari caratteristiche e sulla presenza di un certo tipo di scene (come quelle dei combattimenti) mirando ad un format ripetuto. Cio’ irrita parecchi scrittori che trovano assurda e castrante tale visione. Si’ puo’, in effetti, a mio parere parlare di High Light Novels e Low Light Novels, la’ dove le prime (un ottimo esempio ne e’ Il lupo e la spezia di Hasekura Isuna o La malinconia di Suzumiya Haruhi di Tanigawa Nagaru, i lavori di Kumi Saori, Hayami Yuji, della grande Himuro Saeko eccetera) ricercano temi innovativi ed usano un linguaggio raffinato mentre le seconde si basano su temi ripetuti ed hanno stesure piu’ banali. Le due succitate opere italiane andrebbero quindi verosimilmente inserite eventualmente nelle Low Light Novels proprio a causa di una mancanza di originalita’ nelle strutture trattate.

In conclusione, quando si parla di LN conviene tener presente che stiamo considerando una categoria ancora non cristallizzata in una definizione certa e definitiva.

Copertine di Minerva Wakes e The Ruby Key di Holly Lisle.