Sorelle minori, otaku e fujoshi

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OrUna consistente parte dei manga e degli anime si distinguono dai corrispettivi di altri paesi per essere capaci di presentare storie quotidiane raccontate in un modo capace di tenere desta l’attenzione del lettore e dello spettatore. In effetti, possiamo considerare cio’ come uno dei punti di forza e particolarita’ della produzione dell’intrattenimento nipponico. Si potrebbero fare molti esempi, ma, per brevita’, credo sia sufficiente citare Meison Ikkoku di Takahashi Rumiko. Sostanzialmente una love story totalmente priva degli elementi fantastici o fantascientifici, supereroistici, d’azione o gialli che caratterizzano la quasi totalita’ dei fumetti e cartoni animati occidentali, capace’ pero’ di durare 15 volumetti e dare vita ad una serie animata di ben 96 episodi apprezzati a livello mondiale.
Da questo punto di vista, la serie anime Ore no imoto ga konna ni kawaii wake ga nai (Non e’ possibile che mia sorella minore sia cosi’ carina) trasposizione dei romanzi light novel di Fushimi Tsukasa pubblicati a partire dal 2008 dalla casa editrice Dengeki Bunko/ASCII MEDIA WORKS Inc. (una delle maggiori nel settore) per un totale, ad oggi, di sette volumi non si discosta da tale canone.
Realizzata molto bene con un tratto fluido e sfondi molto realistici che ritraggono il quartiere di Akihabara e altri luoghi quali Otome Road, e’ interessante vedere come Oreimo, cosi’ come viene abbreviato il titolo (abitudine questa di accorciare i nomi di romanzi, manga e anime molto diffusa in Giappone) presenta in modo accurato e intrigante non solo il mondo degli otaku, ma anche quello meno conosciuto delle fujoshi e il loro impatto e rapporto con la societa’ giapponese.
A differenza di quanto avviene generalmente in questo tipo di storie, qui e’ la protagonista femminile, Kosaka Kirino, ad avere una vera passione per i prodotti della cultura otaku, siano essi anime o videogiochi. Con una propensione per i visual novel di amori incestuosi tra fratelli maggiori e sorelle minori. Ma Kirino distingue benissimo la finzione bidimensionale dalla realta’, tant’e’ che tratta malissimo suo fratello maggiore Kyosuke, agli inizi per nulla interessato a fumetti o altro e che rappresenta il tipico studente liceale giapponese medio. Il problema di Kirino e’ fondamentalmente quello di cercare di tenere distinta la sua passione dalle attivita’ “serie” che invece occupano la sua giornata e che, tra l’altro, sono diametralmente opposte. La ragazza che frequenta ancora le medie e’ intelligente, bella, alla moda – in questo e’ descritto molto bene il modo di agire e di vestirsi delle adolescenti giapponesi “kawaii” -, brava negli sport; lavora inoltre pure come modella. Insomma, l’esatto contrario dell’immagine stereotipata dell’otaku. Percio’ si trova nella condizione di dover tenere il segreto con la sua famiglia dove il padre non ha una buona opinione dell’ambiente di Akihabara e con le sue migliori amiche (anche loro modelle e ragazze di successo della scuola), soprattutto la rigida Ayase, le quali ritengono gli otaku pericolosi tanto da considerare impensabile avere un contatto con uno di loro. Amando entrambi i mondi, per Kirino e’ letteralmente impossibile fare una scelta. Sara’ quindi il tranquillo Kyosuke ad aiutarla – Kirino, nonostantel carattere forte e capriccioso, racchiude in se’ molte insicurezze – ed a fare persino in modo che la sorella possa trovare delle amiche appassionate di manga, anime videogiochi con cui potersi sfogare a parlare liberamente della sua passione. L’intreccio narrativo che ne segue risulta pertanto godibilissimo e con un gran numero di relazioni variabili fra Or2i personaggi. Tra le amiche otaku di Kirino, Saori e’ quella maggiormente saggia e che capisce meglio di tutti i caratteri delle persone (in realta’ a dispetto dell’aspetto e’ una ragazza ricca appartenente ad una famiglia molto in vista), mentre la pungente Kuroneko e’, come carattere, esattamente l’esatto opposto di Kirino. Kuroneko ha avuto un tale successo tra i lettori da divenire la protagonista principale assoluta del quinto volume.
Da notare che esistono alcune discrepanze tra la versione letteraria e quella animata.
Di Oreimo sono stati realizzati alcuni volumi manga, drama-CD ed esiste anche un canale radio su internet.

Immagine in alto: copertina del primo volume di Ore no imoto ga konna ni kawaii wake ga nai, Fushimi Tsukasa, Dengeki Bunko.

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Manga, light novels e anime: il lato nascosto della produzione giapponese

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ShoDomenica 20 marzo, ore 16:00, presso la fumetteria Ren Comics, Via Baretti, 21/a, Torino terro’ la conferenza Manga, light novels e anime: il lato nascosto della produzione giapponese:

Manga, light novels e anime presentano ognuno nel panorama dell’industria d’intrattenimento giapponese proprie caratteristiche particolari, ma esiste, al contempo, un forte legame tra loro dove si possono riscontrare elementi comuni. Tali prodotti in Occidente sono generalmente analizzati dal punto di vista del pubblico che ne fruisce; meno conosciuti sono i meccanismi che stanno dietro la creazione di tante opere piu’ o meno famose. Un mondo dove esistono regole ferree e dure realta’. Interessante quindi puo rivelarsi l’esplorazione di cio’ che si nasconde oltre l’universo apparente, gettando uno sguardo su strutture e su figure professionali, quali gli editor, che rendono possibile la loro creazione e sugli sforzi fisici e mentali richiesti a mangaka, scrittori, registi e sceneggiatori.

Insomma, la produzione giapponese vista da un’angolazione poco nota. La conferenza si terra’ in forma discorsiva, cosi’ da poter creare un dialogo aperto bidirezionale con il pubblico.

Ingresso libero.

Foglie multicolori – Racconti dal Sol Levante

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Cover Foglie multicoloriavevo cominciato a parlarne qualche post fa e oggi ho finalmente ricevuto il permesso dall’editore di presentare il volume da me curato su questo blog. Foglie multicolori – Racconti dal Sol Levante e’ un antologia in uscita a fine gennaio 2010 edita dalla CS_libri che raccoglie 19 racconti di 15 tra i piu’ importanti scrittori giapponesi contemporanei (annovera anche sette vincitori del Premio Naoki e uno del Premio Akutagawa, i due massimi riconoscimenti letterari giapponesi). Molti di loro pur essendo molto popolari in patria e tradotti in diversi paesi, sono pubblicati per la prima volta in Italia. Inoltre l’antologia, a differenza di altre pubblicazioni similari, offre una panoramica a trecento sessanta gradi sulla letteratura mainstream e di genere (light novel, giallo, horror, fantastico, romanzo sentimentale) nipponica dando l’idea di un mondo articolato e complesso quanto affascinante. L’illustrazione disegnata appositamente per Foglie multicolori – Racconti dal Sol Levante e’ stata realizza da Ueda Ake e inoltre l’antologia e’ impreziosita dalle fotografie di MoMa KoN.

Contenuti:

Introduzione di Massimo Soumaré

Autori

Asagure Mitsufumi
Bando Masako
Ekuni Kaori
Inoue Masahiko
Kakuta Mitsuyo
Kikuchi Hideyuki
Matsumoto Yuko
Minagawa Hiroko
Miura Shion
Miyabe Miyuki
Osawa Arimasa
Ota Tadashi
Sakuraba Kazuki
Tsuji Hitonari
Yokomori Rika

Postfazione di Davide Mana

Ulteriori notizie in seguito!

La tigre e il drago, una commedia sentimentale

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TordorToradora! e’ il titolo di una serie di romanzi light novel creati dalla mano della scrittrice Takemiya Yuyuko e illustrati da Yasu che si compone di dieci volumi e di due spin-off. Il titolo prende origine dai nomi dei due protagonisti principali, Aisaka Taiga (il cui nome per assonanza e’ simile alla pronuncia della parola “taigaa” che e’ la scrittura giapponese dell’inglese “tiger”) detta Tenori Tiger (Tigre tascabile) e Takasu Ryuji (dove “ryu” e’ scritto con il kanji di drago). Nella tradizione cinese e giapponese la tigre e il drago sono animali frequentemente associati insieme.
I libri della Takemiya devono il loro successo all’abilita’ della scrittrice di descrivere in modo davvero originale e dettagliato il carattere dei personaggi e le loro vicende scolastiche e sentimentali. Toradora!, infatti, e’ una comedia sentimentale di ambientazione scolastica dove Ryuji ha dei problemi per i lineamenti del suo volto a causa del quale inizialmente tutti lo scambiano per un teppista (mentre in realta’ e’ di carattere mite, amante dei lavori domestici e maniaco della pulizia) e Taiga la quale, pur essendo la figlia di una famiglia ricca, vive da sola e soffre di parecchi disagi che la rendono scontrosa e sempre pronta al litigio a dispetto della bassa statura (da qui il soprannome). Nel 2007 la serie ha vinto il Light Novel Award nella categoria Romantic Comedy e, ugualmente a Okami to koshinryo, negli ultimi tre anni si e’ sempre piazzata nelle prime posizioni di Kono light novel ga sugoi!. Attualmente, complessivamente ne sono state vendute piu’ di tre milioni di copie nel solo Giappone.
E stata inoltre trasposta in manga e in una serie anime di 25 episodi trasmessi a cavallo tra il 2008 e il 2009 decisamente ben fatta. Sicuramente un prodotto la cui sceneggiatura soddisferebbe il mio amico Fulvio Gatti e che puo’ essere un ottimo materiale di studio per chi sia interessato a fare della scrittura di una sceneggiatura per l’animazione o per il fumetto la propria professione. Toradora! inizialmente parrebbe simili a tanti altri anime legati all’universo scolastico nipponico con i tipici personaggi spesso un po’ stereotipati, ma in realta’ si discosta subito da questa linea. Dal punto di vista dei personaggi, e’ stato fatto un grande lavoro (merito indubbiamente dei romanzi originari), e anche il crescendo della storia e’ davvero rappresentanto in maniera notevole, con la puntata numero sedici indubbiamente eccezionale. Gia’ la prima e la seconda sigla sono di per se’ un’ottima rappresentazione dei contenuti della serie.

Immagine: volume n.1 di Toradora! di Takemiya Yukuko, illustrato da Yasu e pubblicato dalla Dengeki Bunko.

Light novel or not light novel?

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Con un po’ di ritardo rispondo ad un post pubblicato sul blog Strategie Evolutive di Davide Mana. La questione, in breve, era la seguente:

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Il mio grosso problema e’ che, sebbene la categoria “light novel” appartenga esclusivamente al mercato nipponico, io sono praticamente certo che esistano romanzi che per le loro caratteristiche vi entrerebbero di diritto anche nel panorama occidentale – semplicemente, noi le chiamiamo in un altro modo.

Tuttavia, fino a questa sera, non mi veniva in mente neppure un autore “esemplare” della light novel occidentale.
Poi, questa sera, mi sono ricordato di Holly Lisle.
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Dunque, premesso che in realta’ una definizione precisa di light novels non Mvesiste neppure in Giappone (dove il dibattito tra scrittori ed editor sulla questione e’ spesso feroce), esistono persino discrepanze tra la descrizione che ne fornisce wikipedia in inglese e wikipedia in giapponese.
Consideriamo, per iniziare, la definizione formale di base ed osserviamo queste due collane di successo. Una la Mystery YA della Rironsha e l’altra appartenente ai volumi editi dalla GA Bunko. La prima appartiene al genere young adult la seconda a quello delle light novel. Tenete presente che entrambe presentano romanzi per ragazzi a tema fantascientifico, fantastico e giallistico (il mystery soprattutto e’ il cavallo di battaglia della prima).
Notate la differenza? Si’, esatto. Si tratta semplicemente del tono delle copertine! Per essere una light novel la copertina e l’illustrazione debbono essere in stile manga o anime. Ma non solo questo. La componente grafica deve rivestire un’importanza almeno pari a quella del testo scritto. In pratica, le light novels sono il risultato al 50% per cento delle capacita’ dello scrittore ed al 50% di quelle dell’illustratore. Frequentemente il ruolo dell’illustratore, visto il grande numero di fans e’ di tale importanza che per far uscire il libro anche se e’ ormai terminato bisogna aspettare assolutamente che il disegnatore abbia completato la sua opera (avviene spesso nei casi di illustratori molto oberati di lavoro).
RKIl motivo per cui e’ difficile definire come light novel romanzi per giovani di autori non giapponesi e’ proprio questo. Non sono molti i paesi che hanno un sistema di fumetti ed animazioni tanto sviluppati. E pure se li hanno, e’ raro un rapporto tanto complementare ed egualitario tra le due arti. Sicuramente a Taiwan, in Corea od a Hong Kong e’ possibile trovare lavori che entrino di diritto in questo genere. Meno in occidente.
Minerva Wakes non ci rientra per il fatto della copertina con un’illustrazione “decisamente classica” mentre, al limite, potremmo includervi The Ruby Key della stessa autrice. Cosi’, come nel caso italiano, Le cronache del mondo emerso o Gli eroi del crepuscolo (soprattutto quest’ultimo grazie alla collaborazione con Massimiliano Frezzato). Dico al limite perche’ e’ chiaro che comunque in tali romanzi il rapporto illustrazione/testo non e’ minimamente paragonabile a quello che si realizza nelle LN prettamente nipponiche.
Da un altro punto di vista (proprio quello che desta piu’ controversie tra scrittori ed editor) la visione degli autori su cosa debba essere una LN e quella degli editor spesso differisce di parecchio. Molti editor insistono sulla presenza di personaggi dalle particolari caratteristiche e sulla presenza di un certo tipo di scene (come quelle dei combattimenti) mirando ad un format ripetuto. Cio’ irrita parecchi scrittori che trovano assurda e castrante tale visione. Si’ puo’, in effetti, a mio parere parlare di High Light Novels e Low Light Novels, la’ dove le prime (un ottimo esempio ne e’ Il lupo e la spezia di Hasekura Isuna o La malinconia di Suzumiya Haruhi di Tanigawa Nagaru, i lavori di Kumi Saori, Hayami Yuji, della grande Himuro Saeko eccetera) ricercano temi innovativi ed usano un linguaggio raffinato mentre le seconde si basano su temi ripetuti ed hanno stesure piu’ banali. Le due succitate opere italiane andrebbero quindi verosimilmente inserite eventualmente nelle Low Light Novels proprio a causa di una mancanza di originalita’ nelle strutture trattate.

In conclusione, quando si parla di LN conviene tener presente che stiamo considerando una categoria ancora non cristallizzata in una definizione certa e definitiva.

Copertine di Minerva Wakes e The Ruby Key di Holly Lisle.