ALIA storie

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ALIAstorieIl primo ALIA edito dalla CS_libri riporta come data di pubblicazione novembre 2003. Da allora di anni ne sono passati parecchi e vari sono stati i volumi pubblicati, fino ad arrivare all’attuale ALIA6 (titolo ufficiale ALIA storie). Se consideriamo che ALIA4 e ALIA5 sono entrambi composti da tre libri ciascuno, arriviamo ad un totale di ben dieci volumi! Credo non pochi per una serie antologica che e’ riuscita a riunire i racconti di autori di alto profilo di letteratura fantastica (ma non solo) anglofoni, italiani, giapponesi, spagnoli, cinesi e di Singapore proponendo anche alcuni racconti inediti scritti appositamente e illustrazioni completamente originali. Basta dare un’occhiata al sito ufficiale per rendersene conto.
Internazionalmente ALIA ha indubbiamente destato un notevole interesse ed apprezzamento, come dimostra chiaramente l’ampia partecipazione di scrittori e illustratori di diversi paesi anche ad ALIA6. In Italia, be’, sicuramente ha un buon numero di estimatori, seppure, purtroppo, non tanti lettori quanto avrebbe avuto un progetto editoriale del genere se fosse uscito negli USA o anche solo in Francia.
Il futuro… il futuro e’ un’incognita come sempre. Proprio questo rende il gioco divertente!

ALIA storie, a cura di Massimo Soumaré, Davide Mana, Silvia Treves

Indice
– p. VII Siamo in viaggio da sette anni di Silvia Treves
– p. XIII Profili degli autori e degli illustratori di Massimo Soumaré
– p. 3 Sulla distesa d’acqua di Alice Arisugawa (Giappone)
– 17 La tomba di Qiufan Chen (Cina)
– 27 Ultimi giorni di Dave Chua (Singapore)
– 39 Il soffio lontano del vento di Massimo Citi (Italia)
– 53 La fine del mondo di Fei Dao (Cina)
– 59 Senza parole di Fulvio Gatti (Italia)
– 69 Il regno dorato di Reiko Hikawa (Giappone)
– 87 Resurgam di Consolata Lanza (Italia)
– 101 DB di Fabio Lastrucci (Italia)
– 111 La Fenice di Lucía González Lavado (Spagna)
– 127 Pianeta rosso di Davide Mana (Italia)
– 151 La casa della lespedeza rossa di Yûko Matsumoto (Giappone)
– 159 La citta’ eterna di Haitian Pan (Cina)
– 171 Ghosts di Alvin Pang (Singapore)
– 177 Volo di gru di Benjamin Rosenbaum (USA)
– 205 Le stravaganti vacanze estive di una maga e di una volpe di Massimo Soumaré (Italia)
– 235 Invisibile di Tôya Tachihara (Giappone)
– 261 La ciotola della vuota dimenticanza di Fumio Takano (Giappone)
– 291 Brilla brilla, lumicino di Mei Ching Tan (Singapore)
– 295 Lo scout di Silvia Treves (Italia)
– 327 I bambini del lago di Cyril Wong (Singapore)
– 335 Il primo amore di Arimi Yazaki (Giappone)

Cover originale di Yoneda Hitoshi (Giappone)
Illustrazioni interne originali di Keitarô Arima (Giappone), Yowkow Fujiwara (Giappone), Laura Garijo (Spagna), Ryô Kanai (Giappone), MoMa KoN (Italia), Chiara Negrini (Italia) Cris Ortega (Spagna), ScarletGothica (Italia)

Ragazze soldato, vampiri e fate irlandesi

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In queste ultime stagioni delle produzioni animate giapponesi ci sono almeno tre opere, una di SF e due horror, che meritano una particolare attenzione sia per la qualita’ di animazione che per la storia narrata.

SNWSora no woto e’ una serie di dodici episodi non ispirata ad alcun romanzo o fumetto e realizzata dalla Aniplex. Il tratto dei personaggi e’ molto simile a quello di K-on! e, seppure all’inizio possa sembrare un prodotto dedicato ai patiti delle uniformi e dei mezzi militari (molto numerosi in Giappone), la trama si sviluppa chiarendo che ci troviamo in un mondo futuro (o forse parallelo) dove in seguito ad un non ben precisato evento si e’ assistito ad un’involuzione della tecnologia. Il paese dove vivono le cinque protagoniste, che fanno parte di un reparto femminile dell’esercito, si ispira alla citta’ spagnola di Cuenca. Si tratta quindi di una storia di fantascienza, ma dai toni molto delicati e dove spesso si preferisce piu’ accennare che entrare nei particolari. Quindi molto e’ lasciato alla fantasia dello spettatore. Le cinque ragazze protagoniste paiono all’inizio essere prive di problemi, ma seguendone le vicende si scopre che ognuna racchiude in se’ dei segreti tutt’altro che piacevoli. Riescono a superare le loro incertezze e paure proprio trovando nella reciproca compagnia un punto di forza per lasciarsi il passato alle spalle. Interessante l’ibridazione in un paesaggio tipicamente europeo di elementi orientali (tipo gli abitanti che mangiano abitualmente cucina giapponese con le bacchette) che contribuiscono a spiazzare lo spettatore. Mascotte del gruppo e’ un assiolo faccia bianca di Temminck diventato famoso internazionalmente grazie a questo video giapponese che mostra la sua insolita capacita’ di trasformarsi. Bellissime anche le musiche tra cui spicca la splendida Servante du feu. Qui la sigla iniziale chiaramente ispirata alle opere di Gustav Klimt. Da Sora no woto e’ stato tratto anche un manga ed a maggio 2010 e’ uscito un videogioco che aggiunge un’ulteriore protagonista.

DVBDance in the vampire bund nasce nel 2006 dal pennino di Tamaki Nozomu, autore che lavora sia nel campo dei manga per tutti che in quelli per lettori adulti, e pubblicato a puntate sulla rivista Comic Flapper (ad oggi ne sono usciti nove volumi). Forse proprio questa ambivalenza del suo autore gli ha permesso di realizzare una storia horror con protagonisti vampiri e uomini bestia molto originale e certo assai differente da opere come Eclipse, assai meno innovative e decisamente piu’ stucchevoli, a dispetto della presenza di elementi similari. La protagonista Mina Tepes, regina dei vampiri, appare con un corpo da adolescente, ma spesso con conturbanti vestiti sexy come calze a rete e con un comportamento che puo’ essere definito un misto tra quello leggermente civettuolo di una ragazzina e quello di un freddo politico calcolatore. La storia ha il suo perno nella complessa relazione sentimentale tra Mina e la sua guardia personale, l’uomo lupo Akira Kaburagi Regendorf sviluppandosi pero’ in una tela che crea un grande affresco di una societa’ dove uomini e creature sovrannaturali cercano di trovare un equilibrio di convivenza.
Il manga era gia’ stato tradotto negli USA quando a inizio 2010 e’ iniziato anche l’anime in dodici puntate che ne ha rafforzato la popolarita’ a livello mondiale e che presenta una delle piu’ provocanti ed inconsuete sigle di apertura mai realizzate per una serie di animazione. Comunque la storia del manga e quella dell’anime non coincidono del tutto.
Il manga inoltre e’ ora in traduzione anche in italiano per la casa editrice Ronin Manga.

DrrDurarara!! e’ sostanzialmente un urban dark fantasy, anche se presenta delle caratteristiche che lo rendono non facilmente distinguibile. Nasce come una serie di otto romanzi light novel ancora in corso scritti da Narita Ryogo e pubblicati dalla Dengeki Bunko, per poi nel 2009 essere trasposto in manga e nel 2010 in una serie animata composta di ventiquattro episodi. Con un alto numero di personaggi tutti ottimamente caratterizzati, alcuni dei quali davvero memorabili come la Dullahan irlandese Celty Sturluson priva di testa (comunica con gli altri tramite una una specie di tavoletta elettronica) e che, come si evince anche dal titolo, fa da collante delle varie sottotrame o Izaya Orihara, un cattivo davvero odioso ma di grande fascino. Ambientato nel quartiere giapponese di Ikebukuro di Tokyo, riesce a presentare abilmente le due facce di ciascuno dei protagonisti e della citta’. Ognuno non e’ quello che sembra ed i vari individui sono legati da fili insospettabili. Alcune parti sono veramente da antologia come quando nel loro appartamento il medico illegale Kishitani Shinra confessa a suo padre, classico scienziato pazzo che indossa sempre una maschera antigas sostenendo che l’aria della capitale giapponese e’ irrespirabile, di voler sposare Celty (premesso che Celty era stata usata dal padre di Shinra per fare esercitare il figlio dodicenne a compiere autopsie dal momento che la donna e’ immortale!). Un discorso di matrimonio condotto con tutta normalita’ da tre personaggi che di normale hanno ben poco diventa cosi’ un magnifico esempio di surreale immerso nel reale.

Bibliotecari in armi

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Ban1Tatakau shisho (I bibliotecari combattenti) anche conosciuta con il nome di The book of Bantorra e’ una serie di light novels attualmente composta di dieci romanzi e ancora in corso scritta da Yamagata Ishio a partire dal 2005. Mentre in Toshokan senso (Library War), altra serie che concerne le biblioteche, di Arikawa Hiro l’ambientazione e’ piu’ fantascientifica (siamo nel 2019) e la vicenda verte sulla lotta tra le biblioteche, munite di un proprio esercito di difesa, e il Media Betterment Committee, ruotando sull’asse dello scontro sulla liberta’ di espressione dei media alternando momenti seri ad altri comici, The book of Bantorra e’ piu’ un’opera tra il fantasy e il gotico, ambientata in uno scenario che ricorda le atmosfere dell’Inghilterra e dei paesi dell’Europa dell’est nel corso dei primi vent’anni del ‘900.
La Biblioteca di Bantorra e’ la piu’ grande tra tutte quelle esistenti. Ma i libri in essa conservati non sono fatti di fogli di carta, bensi’ tavolette di pietra le quali, in realta’, non sono altro che i ricordi delle persone defunte. Inoltre sono difesi da esseri mostruosi. I bibliotecari, pertanto, sono persone dotate di poteri superiori a quelli dei normali esseri umani e di uno spirito combattivo non proprio tipico degli studiosi, almeno come normalmente li immaginiamo… Devono essere in grado di sconfiggere con le proprie forze questi esseri in modo da poter catalogare il libri e consegnarli in prestito a chi ne faccia richiesta. Al contempo, devono scontrarsi contro il pericoloso ordine religioso Shindeki (“immersi in dio”) che non esista a servirsi di individui totalmente privati della loro volonta’ e trasformati in bombe umane.
Ban2Se i “cattivi” non sono certo simpatici, pure la maggior parte dei bibliotecari non sono esattamente delle “brave persone”, a partire dal loro capo, l’inquietante Hamutz Meseta, una trentenne dal corpo esplosivo di una pin-up e con un coniglietto cucito sul lato destro della camicia la quale a un certo punto dichiara con estrema tranquillita’ “io sono il vostro capo perche’ nessuno di voi ha ucciso tanta gente quanto me”… Ed e’ vero!
Uno dei suoi propositi e’ trovare qualcuno che sia tanto forte da poterla battere.

The book of Bantorra, infatti, e’ caratterizzato da una cupezza di toni abbastanza insolita nel genere delle ligh novels e anche del fantasy, dove molti dei protagonisti non arrivano vivi alla fine dei romanzi e dove i tradimenti e le lotte tra gli stessi bibliotecari, i quali nonostante apparentemente abbiano lo stesso scopo si muovono in base a ragioni individuali e spesso differenti e in contrasto con quelle degli altri, sono una costante. Ciononostante, presenta una galleria di personaggi memorabili come Mattalast con la sua bombetta, Noloty, praticamente l’unica bibliotecaria combattente pacifista che lotta senza armi per non far male agli avversari, la telepate Milepoch che ricorda le donne soldato tedesche o russe, Volken, Colio Tonies, Shiron Byacornise e tanti altri.

Dall’ottobre del 2009 i volumi sono stati anche trasposti in animazione.

Immagini: Vol. 1 di Tatakau shisho di Yamagata Ishio edito da Shueisha e immagine dell’anime omonimo.

Foglie multicolori – Racconti dal Sol Levante

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Cover Foglie multicoloriavevo cominciato a parlarne qualche post fa e oggi ho finalmente ricevuto il permesso dall’editore di presentare il volume da me curato su questo blog. Foglie multicolori – Racconti dal Sol Levante e’ un antologia in uscita a fine gennaio 2010 edita dalla CS_libri che raccoglie 19 racconti di 15 tra i piu’ importanti scrittori giapponesi contemporanei (annovera anche sette vincitori del Premio Naoki e uno del Premio Akutagawa, i due massimi riconoscimenti letterari giapponesi). Molti di loro pur essendo molto popolari in patria e tradotti in diversi paesi, sono pubblicati per la prima volta in Italia. Inoltre l’antologia, a differenza di altre pubblicazioni similari, offre una panoramica a trecento sessanta gradi sulla letteratura mainstream e di genere (light novel, giallo, horror, fantastico, romanzo sentimentale) nipponica dando l’idea di un mondo articolato e complesso quanto affascinante. L’illustrazione disegnata appositamente per Foglie multicolori – Racconti dal Sol Levante e’ stata realizza da Ueda Ake e inoltre l’antologia e’ impreziosita dalle fotografie di MoMa KoN.

Contenuti:

Introduzione di Massimo Soumaré

Autori

Asagure Mitsufumi
Bando Masako
Ekuni Kaori
Inoue Masahiko
Kakuta Mitsuyo
Kikuchi Hideyuki
Matsumoto Yuko
Minagawa Hiroko
Miura Shion
Miyabe Miyuki
Osawa Arimasa
Ota Tadashi
Sakuraba Kazuki
Tsuji Hitonari
Yokomori Rika

Postfazione di Davide Mana

Ulteriori notizie in seguito!

Basket e SF

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basqL’accoppiata basket e fantascienza non e’ del tutto nuova per quanto riguarda il Giappone. Viene subito in mente il manga Buzzer Beater di Inoue Takehiko successivamente trasposto in anime.
Tuttavia la recente serie di animazione Basquash! presenta numerosi punti che la rendono uno dei prodotti piu’ innovativi dell’ultimo periodo, al contempo essendo un ottimo lavoro di SF.
E’ innegabile che lo scambio di esperienze tra animatori giapponesi e francesi e’ riuscita a dare un tocco decisamente differente da quello che si vede in altre animazioni. Salta subito all’occhio qualcosa di famigliare ai lettori di fumetti d’autore europei (soprattutto belgi e francesi). I palazzi e gli sfondi non sono quelli delle citta’ ultramoderne giapponesi dagli alti grattacieli di acciaio, ma invece le basse costruzioni tipiche delle citta’ europee in mattoni. Thomas Romain e la sua equipe che si sono occupati dell’ original concept, art director, mechanical concept design e key animation hanno infatti infuso in Basquash! il meglio della tradizione del loro paese quali la grande paesaggistica presente nei cartonati francesi. Inoltre il regista Itagaki Shin ci ha messo del suo. In Basquash! c’e’ un atmosfera internazionale in genere meno presente nei manga e negli anime giapponesi dove la presenza di protagonisti stranieri e’ sempre limitata di numero e ridotta a un ruolo secondario (anche se poi ci sono notevoli eccezioni come Michiko e Hacchin). Qui invece abbiamo un personaggio come Miyuki Ayukawa che, a dispetto del nome, e’ chiaramente di origine africana o come Sela D. Miranda che ha le caratteristiche di una ragazza sudamericana. Man mano che gli episodi proseguono la psicologia dei protagonisti viene delineata con estrema cura svelando particolari, come per Iceman Hotty, che spiegano i loro atteggiamenti. Nel frattempo quella che pareva una storia relativamente semplice si amplia in una serie di colpi di scena ognuno dei quali apre una nuova dimensione costruendo cosi’ una costruzione affascinate e piu’ complessa di quello che inizialmente si poteva supporre e dando vita ad un bizzarro mondo sostenuto sull’essenza del basket quale origine della vita stessa in quanto giocato dagli dei stessi nell’atto della creazione dell’universo. In bilico tra space opera e steam punk con punte nell’hard SF, altalenante tra intrigo e racconto romantico, le avventure dell’impaziente Dan JD e dei suo compagni ci ricordano in qualche maniera la versione moderna dei personaggi delle storie di Salgari e di Verne. Come non vedere nel sistema di viaggio verso la luna che consiste letteralmente nell’essere sparati all’interno di una palla verso il satellite un divertito omaggio al Barone di Munchausen e a Viaggio nella Luna? Strizzatina d’occhio poi allo street basket americano, qui dagli esiti esageratamente distruttivi e al contempo comici visto che viene giocato con robot alti diversi metri chiamati “Big Foot” i quali altro non sono che delle automobili a cui sono state aggiunte braccia e gambe. Indossano enormi scarpe da ginnastica disegnate appositamente dalla Adidas per questa serie divenendo forse il primo esempio di sponsorizzazione di un prodotto all’interno di un anime.
Ottima CG poco invasiva si accompagna ad un azzecato uso di colori pastello per i personaggi. Il tutto arricchito da un’eccellente colona sonora che varia spesso durante l’intera serie. Le stesse sigle di chiusura sono una sperimentazione in quanto, dopo i primi episodi, variano struttura in maniera considerevole.
Basquash! rappresenta un’evoluzione importante degli anime con apporti maggiormente internazionali rispetto al passato e un promettente preludio verso il futuro dell’animazione. Qui e qui un esempio per farsi un’idea piu’ concreta.

Allunaggio al Mu.Fant!

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allunaggio al mu

Ricevo
proprio
ora
questa comunicazione riguardo il prossimo evento del Mu.Fant, nuovo centro per il fantastico e la fantascienza intensa in tutte le sue forme multimediali, che riguarda la celebrazione dell’arrivo dell’uomo sulla luna e che riporto ben volentieri.

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Lun2sabato 18 luglio 2009
ore 15,00-24,00
Spazio Mu.fant
via Luini 195, Torino

“Allunaggio al Mu.fant”

mostra-evento dedicata alla celebrazione del quarantesimo anniversario dell’allunaggio

Sabato 18 luglio 2009 presso il Mu.fant – il nuovo Spazio Espositivo per il Fantastico e la Fantascienza di Torino – avra’ luogo dalle ore 15,00 alla mezzanotte una mostra-evento dedicata alla celebrazione del quarantesimo anniversario dello sbarco del primo uomo sulla Luna.

Un percorso che si snoda fra modellini spaziali, oggetti di repertorio, pezzi astronautici, documenti, testi, materiale filatelico, pannelli illustrativi, immagini, fotografie, proiezioni.

Un’avventura “fantastica” al confine fra scienza e fantascienza, dai primi tentativi di conquista del satellite terrestre e gli attuali progetti di ritorno alla luna, alle diverse interpretazioni fantascientifiche del tema: nella letteratura, nel cinema, nel fumetto.

La giornata evento, organizzata da “Associazione Immagina – Mu.fant”, vede la collaborazione di diversi enti, aziende e associazioni, nonche singoli collezionisti: ITER – Ludoteca San Giocondo, per spazi e strutture espositive; Thales Alenia Space che contribuisce con modellini spaziali, materiali astronautici, poster didattici sull’esplorazione spaziale attuale e futura; Smat Torino: che presenta l’acqua “spaziale” che fornisce agli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale; CMT che espone modellini, memorabilia e altri materiali da collezione; AS.IT.AF – Associazione Italiana di Astrofilatelia – che allestisce un percorso espositivo con le buste volate nelle missioni Apollo, su Mir e sulla Stazione Spaziale Internazionale, tra le quali la rara busta volata sulla Luna e firmata dall’equipaggio dell’Apollo 15; Editrice Elara, casa editrice bolognese specializzata nel genere fantascientifico, che allestisce una bancarella con testi scelti nell’ambito della fantascienza dedicata alla Luna.

Inoltre – sempre al Mu.fant – sara’ possibile visitare la ricca mostra inaugurale dedicata a Star Wars tutt’ora in corso, con la partecipazione di Imperial Crown Alliance, organizzatore dello StarWarsFest di Torino Comics 2009.

Un evento quindi al confine tra reale e immaginario, tra sogno e realta’ che vede in programma visite ai percorsi espositivi, proiezioni, bancarelle, incontri con i collezionisti, laboratori e tornei per ragazzi, e un aperitivo “lunare” non-stop fino a notte inoltrata.

Per l’intera iniziativa l’ingresso e gratuito
Info: 347.5405096 – 349.8171960

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Insomma, una giornata senza dubbio molto interessante!

Il ritorno di Casshern…

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E’ passato un po’ di tempo dal mio ultimo post, ma questi sono giorni bizzarri. Ci sono un po’ di progetti nell’aria di cui spero di poter dare presto notizia. Un caos. Ma un caos in qualche modo ordinato. Almeno credo…

CSUn remake e’ quasi sempre sinonimo di un prodotto inferiore all’originale. Per tanto, quando si e’ iniziato a parlare di Casshern sins devo ammettere di non aver prestato molta attenzione alla notizia. Troppi altri personaggi di vecchi anime erano stati ripresentati in una versione modernizzata con un risultato assai poco soddisfacente, per non dire di peggio.
E invece… Casshern sins e’ realmente un piccolo capolavoro! Ottime sceneggiature e anche un’animazione molto dinamica che si armonizza alle atmosfere cupe dell’anime. Chi si aspetta la medesima trama del Casshern (o Kyashan) originale certo puo’ rimanere deluso. Pur comparendo quasi tutti i vecchi personaggi della serie, si tratta in pratica di una storia completamente nuova. Siamo di fronte, piu’ che a una fantascienza hard, ad una SF con forte connotazioni filosofiche e speculative. Non a caso i personaggi che compaiono nella prima decina di episodi (forse la vetta piu’ alta di una serie di per se’ interamente eccellente) rappresentano una carrellata di personaggi indimenticabili, ognuno dei quali cerca uno scopo nel continuare a vivere. E lo trovano nel canto (alcune canzoni come Sky cantata da Miyahara Nami sono molto belle), nell’arte della pittura, nel fondere una campana come nel fare del combattimento il fulcro della propria esistenza. Ogni singolo episodio e’ una storia a se stante capace di emozionare profondamente.
In un mondo dove gli umani hanno perso la guerra contro robot e androidi, anche quest’ultimi sono destinati ad un lento declino dovuto all’avvanzare di un’inarrestabile ruggine. In Casshern sins la terra e’ ormai un luogo di lenta agonia dove essere umani e robot cercano di sopravvivere, pur sapendo di non avere un futuro, lottando contro tutti. Solo pochi sono spinti da qualcosa di piu’ profondo e nobile, in un tentativo disperato di affermare il fatto che vale ancora la pena credere in qualcosa, nonostante tutto paia sostenere il contrario.
In un simile ambiente si muove Casshern, un androide che ha perso la memoria e che viene ritenuto la causa della distruzione del mondo avendone assassinato la salvatrice, Luna. Casshern, nonostante normalmente sembri un essere calmo e pacifico, e’ guidato da una furia che lo porta ad annientare sia gli amici come i nemici. Un berserk, un killer assoluto odiato e temuto, ma anche bramato in quanto si dice che il robot che riuscira’ ad ucciderlo otterra’ la vita eterna. Il “dono” che ha ottenuto da Luna prima di ucciderla e’ stato, infatti, di divenire, unico tra gli abitanti del pianeta, immortale…
E’ interessare notare come la quasi totalita’ dei personaggi siano robot e androidi. D’altra parte, ad un certo punto della serie viene detta la seguente frase (cito a memoria) “Se i robot ora conoscono la morte, quale e’ dunque la differenza con gli umani?”. Un sottotema non trascurabile e’, per l’appunto, la ricerca di cosa significhi essere “umani”. Gia’ nel primo episodio inquieta vedere Casshern fare a pezzi i corpi metallici dei robot i cui liquidi e cavi interni assomigliano sinistramente a sangue e viscere (qui un breve trailer).
Ci sono anche delle figure originali come Lyuze e Dio che, seppure all’inizio possano sembrare secondari, in realta’ ricoprono un ruolo molto importante. Il legame tra Casshern e Luna, e cosa loro rappresentino in realta’, si scopre solamente alla fine, lasciando spiazzato lo spettatore.
Casshern sins parla di vita e morte, di amore e odio, di intelligenza artificiale e di molti altri temi tutt’altro che facili e non ha certo un happy end. Pero’ e’ una delle serie di animazione giapponesi degli ultimi anni che piu’ si avvicina alla poesia e con un forte taglio letterario e drammatico. Vale sicuramente la pena vedere i ventiquattro episodi che la compongono.

Immagine: Casshern sins, serie realizzata dallo studio Madhouse, 2008-2009.

Despera

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dpIl trio composto dallo sceneggiatore e scrittore Konaka J. Chiaki, dall’illustratore e fumettista ABe Yoshitoshi e dal regista Nakamura Ryutaro (gli stessi che hanno dato vita ad un’opera della qualita’ di Serial Experiment Lain) hanno appena annunciato ufficialmente l’avvio di un nuovo progetto che li vedra’ nuovamente lavorare insieme.
Di Despera, una storia di fantascienza ucronica ambientata nel periodo Taisho, verra’ pure realizzata una graphic novel per mano di ABe e sceneggiata da Konaka pubblicata a puntate sulla rivista Animage per circa un anno a partire da luglio 2009.

Di Konaka J. Chiaki nel nostro paese e’ stato anche pubblicato il racconto L’origine della paura fondamentale scritto da lui appositamente per i lettori italiani!

A breve dovrei poter rivelare anche i dettagli di un evento che coinvolgera’ ABe Yoshitoshi qui in Italia…

Assistente virtuale?

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ARLa Cyberbrain figure ARis (Denno Figyua ARis) e’ un prodotto ludico entrato in commercio da ottobre 2008 al prezzo di 9800 yen (circa 75 euro) sostanzialmente composto di un software e un hardware il quale consiste in un cubo, una paletta e quattro schede sviluppato dalla Geisha Tokyo Entertainment.

Di cosa si tratta? La cosa migliore forse e’ vederla all’opera. Guardate quindi il video 1 e 2 e 3.
In pratica, e’ un concetto avanzato di realta’ virtuale dove a differenza di quanto si vedeva in Matrix o nelle opere letterarie di Cyberpunk, piuttosto che creare un mondo virtuale separato da quello in cui viviamo si realizza una perfetta compenetrazione in tempo reale tra il cyber spazio e la realta’ tramite l’ausilio di un normale computer e di una webcam.
Certo per ora il software in questione si limita alla semplice creazione di un “assistente” virtuale, un po’ come quelli di word (quindi immagino che se i nostri telegiornali trasmettessero la notizia, al solito la farebbero passare come l’ennesima stranezza proveniente dal Sol Levante!). Tuttavia sono evidenti le applicazioni che il perfezionamento di un simile sistema potrebbe comportare. Penso ad esempio agli usi per illustrare sistemi statistici (piacerebbero di sicuro molto al mio amico Davide!) e modelli matematici durante le conferenze, agli usi in medicina…

E’ interessante notare come lo stesso concetto di realta’ virtuale ibrida sia presente nell’anime Denno Coil (che consiglio vivamente agli appassionati di fantascienza dal momento che in Giappone nel 2007 ha vinto il Premio Seiun sezione media e il Gran premio della fantascienza, i due massimi riconoscimenti nipponici per la SF) realizzato poco tempo prima della produzione di ARis.
Si parlava qualche tempo fa con Massimo Citi delle caratteristiche della SF orientale, e in effetti l’idea che la fantascienza sia un elemento importante per lo sviluppo scientifico reale pare essere molto radicata nei paesi di quell’area. Probabilmente per la Cina (ricordiamo che l’Universita’ di Beijing e’ una delle tre al mondo ad avere un master di fantascienza) le ragioni vanno ricercate nella visione estremamente positiva per il futuro espressa da questo genere e per il Giappone nell’avanzata ricerca nei campi della robotica e della tecnologia di punta (l’Universita’ di Tohoku ha, per dire, incaricato Sena Hideaki di scrivere un romanzo che contribuisca a diffondere tra i giovani l’importanza della meccanica e dargli idee riguardo i possibili futuri sviluppi di tale materia).

Immagine: confezione di Denno Figyua ARis prodotta dalla Geisha Tokyo Entertainment.

La fantascienza ed il fantasy spagnoli

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Riporto il mio post sul blog di Afanear in risposta ad un suo interessante articolo per parlare un po’ del fantastico di un’altra parte del mondo ben piu’ vicina a noi dell’Oriente (ehi, tanto per cambiare, no)…

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saIl fantasy e la fantascienza spagnola sono ultimamente molto piu’ attivi di quanto non si pensi! E mi riferisco solo alla Spagna, senza neppure considerare gli altri paesi in cui si parla tale lingua. Dopo la dittatura di Franco durante la quale la letteratura fantastica era particolarmente vessata, SF, fantasy e Young Adult hanno conosciuto un certo boom che va crescendo in questi ultimissimi anni. Purtroppo, forse perche’ lo spagnolo ha un bacino molto vasto che gli permette di essere autosufficiente, pochissimo e’ tradotto in altre lingue. Comunque, per dire, esiste pure una Asociación Española de Fantasía, Ciencia Ficción y Terror. Qui la pagina in inglese.

Esiste, ad esempio, la newszine annuale Espora-The Newszine of Spanish Science Fiction and Fantasy che presenta i lavori degli autori spagnoli in inglese.

Sulla SF spagnola qui altre notizie

Famosissimo e’ il ciclo fantascientifico di Saga de los Aznar di Pascual Enguídanos composto da ben 23 volumi piu’ 3 spin-off.

Per il fantasy si possono citare, tanto per fare alcuni nomi, Laura Gallego García, Javier Negrete, Lucía González Lavado e Francisco Javier Illán Vivas (scrittore e poeta che ha creato un tipo di mondo ispirato a quello di Conan ma ambientato nel Mediterraneo) esponenti del fantasy contemporaneo.

Insomma, tanto per non dilungarsi troppo, mi pare evidente che la Spagna abbia parecchio da offrire…
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Ancora alcune considerazioni. Spesso si parla della letteratura fantastica francese (magari a denti stretti!) seppure in italiano sia tradotto poco pero’, generalmente, pochi sanno qualcosa di quella spagnola che pare invece essere oggi una realta’ in forte crescita e assai dinamica con autori professionisti. D’altra parte, e’ significativo che proprio la Saga de los Aznar, pubblicata negli anni’50 e poi ripresa negli anni ’70, venga ritenuta la miglior space opera europea.
Altro punto su cui prestare molta attenzione e’ il fatto che i lavori di Enguídanos (che usava anche lo pseudonimo di George H. White) e quelli di Jesús de Aragón, il Giulio Verne spagnolo cosi’ come veniva chiamato, siano stati ampiamente riconosciuti a livello accademico. Vivas e’ un eccellente poeta che si dedica pure alla letteratura fantastica (cosi’ come in Polonia troviamo la poetessa e scrittrice Agnieszka Kuciak con i suoi testi di un fantastico estremamente raffinato e colto). Non solo, incursioni nel genere di autori del calibro di Gonzalo Torrente Ballester, di Rosa Montero o di Eduardo Mendoza dimostrano quanta importanza esso abbia e stia acquisendo in territorio spagnolo.
In effetti, sembra che in alcuni paesi europei ed in Giappone il filone fantastico goda in maniera crescente del favore della critica colta.
Certo che in un panorama europeo cosi’ inaspettatamente vivace ed evoluto, purtroppo la situazione italiana non brilla rimanendo in uno stato di stasi che rischia davvero di aumentare il divario gia’ pesante…

L’immagine e’ quella di Gli uomini di Venere, primo romanzo della Saga degli Aznar.

Il giorno in cui la fantascienza ed il fantasy mondiali sono andati in Giappone!

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SFJE’ uscito oggi il volume Sekai no SF ga yatte kita !! Nipponkon fairu 2007 (E’ arrivata la fantascienza mondiale! Nippon convention file 2007). Curato da Komatsu Sakyo, compilato dalla SFWJ (L’associazione degli scrittori di fantascienza e di fantasy del Giappone) e pubblicato dalla Kadokawa Haruki Jimusho, il volume raccoglie informazioni su tutti (circa un centinaio) gli eventi organizzati direttamente dalla SFWJ durante Nippon 2007 (il totale superava i quattrocento, ma i rimanenti erano curati da altre associazioni), la prima Worldcon avvenuta in Asia. Fortemente voluto per tramandare alle generazioni future quello che viene ritenuto un punto importante di svolta per questo genere letterario (ovvero aver messo in evidenza come i tradizionali confini che vedevano il predominio dei paesi di lingua inglese si stiano fortemente allargati vedendo venire alla ribalta’ realta’ estremamente dinamiche, interessanti e competitive come appunto quella giapponese, quella russa o quella cinese), e’ riccamente corredato di fotografie, raccoglie inoltre saggi di vari autori in cui si riflette ulteriormente sul passato, il presente ed il futuro della fantascienza e del fantasy internazionale.
Tra questi ci sono pure due miei scritti rispettivamente sulla letteratura fantastica e orrorifica e sullo stato della traduzione in Europa ed in Giappone (che erano anche i temi dei due panel cui sono stato invitato a partecipare; ne ho pubblicato un resoconto dettagliato su LibriNuovi 45).
Insomma, un libro a mio parere estremamente interessante per molte ragioni.

今日、『世界のSFがやって来た!! ニッポンコン・ファイル2007』がいよいよ出ました!
小松左京
監修、日本SF作家クラブ編、角川春樹事務所発行で、本当に面白い本だと思います。
自分のエッセイも二つ載せていただきましたが、一つは、幻想と怪奇についてで、もう一つは
日欧翻訳事情に関んすることです。 つまり、アジア初のSF大会であったNippon 2007にあった、
参加した二つのパネルのテーマですよ。
是非よろしくね。 m(_ _)m