Musei di arte fantastica a Tokyo

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Se si amano i manga, gli anime, l’illustrazione, la fantascienza e il fantasy e siete a Tokyo, ci sono almeno due gallerie d’arte che meritano assolutamente di essere visitate.
GFLa prima e’ la GoFa (Gallery of Fantastic art, Aoyama Oval Building, 2F, Jingu-mae, 5-52-2 Shibuya-ku) che a ciclo continuo propone mostre dei piu’ rappresentativi e conosciuti artisti nel campo della grafica. Ad esempio, sta per terminare EDGE 10, collettiva che include, tra gli altri, lavori originali di Murata Range, Takenashi Eri e Fujishima Kosuke. Dal 14 al 29 agosto seguira’ poi una mostra di Takada Akemi (per chi avesse perso quella qui in Italia a Torino) che sara’ successivamente seguita dall’11 settembre al 3 ottobre da un’esposizione di Matsumoto Izumi.
La seconda e l’Hachioji Yume Art Museum (2F View Tower, Hachioji 8-1, Yokamachi, Hachioji-shi) che attualmente dal 16 luglio fino al 5 settembre propone la mostra Oshii Mamoru and Magicians of Picture Creation. Dal 26 novembre al 23 gennaio ci sara’ poi un’esposizione sulle opere di Mizuki Shigeru dal titolo, appunto, The World Of Mizuki Shigeru.

Per chi considerasse ancora l’illustrazione, di opere fantastiche o meno che sia, come un’arte di serie B, vedere quali valori possa raggiungere servira’ forse a fargli cambiare idea. Prendiamo, per esempio, l’illustrazione di Conan del grande Frank Frazetta, purtroppo recentemente scomparso, venduta questo mese per un milione e mezzo di dollari

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Conferenze e incontri convegno “Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone”, 2-5 febbraio 2010

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DSC 0180Nell’ambito della mostra Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese (14 gennaio-14 febbraio 2010) si terra’ anche il convegno Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone:

Letteratura contemporanea giapponese: presentazione dell’antologia Foglie multicolori-Racconti dal Sol Levante e del progetto ALIA6 della casa editrice CS_libri di Torino
Intervengono: Reiko Hikawa (scrittrice), Fabio Lastrucci (scultore, illustratore e scrittore), Federico Madaro (traduttore), Davide Mana (scrittore e traduttore), Massimo Soumaré (scrittore e traduttore), Silvia Treves (scrittrice e direttrice editoriale della CS_libri)

L’antologia Foglie multicolori – Racconti dal Sol Levante edita da CS_libri raccoglie diciotto racconti di quindici rappresentativi e famosi autori giapponesi (tra cui ben sette vincitori del Premio Naoki e un vincitore del Premio Akutagawa; i due piu’ importanti riconoscimenti letterari giapponesi paragonabili ai Premi Campiello e Premio Strega italiani) come Mitsuyo Kakuta, Miyuki Miyabe, Kazuki Sakuraba e Hitonari Tsuji offrendo ai lettori uno spaccato a trecentosessanta gradi dei vari generi della letteratura contemporanea nipponica.
Anche il progetto di antologie annuali di letteratura fantastica internazionale ALIA arrivato al sesto volume (uscita prevista giugno 2010) ha pubblicato sulle sue pagine numerosi testi di scrittori giapponesi. Si e’ inoltre avvalso della collaborazione di artisti del livello di Yoshitoshi ABe e Katsuya Terada, le cui opere sono presenti nella mostra Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese, i quali hanno realizzato copertine e illustrazioni interne originali appositamente per i volumi della serie. In ALIA6 saranno editi racconti di noti autori italiani, giapponesi, americani, cinesi, spagnoli e di Singapore come Alice Arisugawa, Fabio Lastrucci, Pan Haitian, Reiko Hikawa, Lucía González Lavado, Alvin Pang, Yuko Matsumoto, Cyril Wong e illustratori come Keitaro Arima, Ryo Kanai, Chiara Negrini, Cris Ortega, ScarletGhotica e Hitoshi Yoneda. All’incontro parteciperanno scrittori, illustratori, traduttori e curatori coinvolti nei due volumi.

Kitsukiba: “dietro le quinte” del progetto della graphic novel italo-giapponese della Pavesio Productions
Intervengono: Fulvio Gatti (editor), Vittorio Pavesio (direttore della Pavesio Productions), Massimo Soumaré (scrittore e traduttore)

Il progetto Kitsukiba promosso dalla Pavesio Productions vede realizzare per la prima volta in Italia una graphic novel che nasce dall’unione artistica e letteraria di Italia e Giappone e che sara’ edita contemporaneamente in Italia e Francia. Consiste nella trasposizione in fumetto del racconto “Storia romantica di code e di canini” di Massimo Soumaré per mano del mangaka e illustratore giapponese Ryo Kanai. L’idea e quella di creare un’opera grafica che riunisca i punti di forza e fascino del manga giapponese e del fumetto d’autore europeo. L’uscita della graphic novel sara’ inoltre preceduta dalla pubblicazione dall’art book Ryo Kanai the Art of con testi in quattro lingue (italiano, inglese, francese e giapponese) che permettera’ di apprezzare ulteriormente i lavori dell’artista nipponico.
Durante l’incontro si spiegheranno in dettaglio le fasi di realizzazione dell’opera, illustrando il processo creativo a partire dall’originale ideazione fino ad arrivare alle fasi creative vere e proprie.
Inoltre Vittorio Pavesio parlera’ della situazione della pubblicazione degli art book in Italia.

Parole immaginate: piccolo viaggio intorno a segni e narrazioni
Interviene: Fabio Lastrucci (scultore, illustratore e scrittore)

L’argomento e il rapporto che intercorre tra arte visiva e grafica, pittura e fotografia, attraverso alcuni esempi proposti in libera associazione tra loro, seguendo un filo non cronologico, ma di affinita’ elettive. Il disegno che diventa narrazione verra’ illustrato soffermandosi sulla grafica di Paul Klee e Saul Steinberg, comprendendo anche il Poema a fumetti di Buzzati, ed artisti come Gastone Novelli, Roy Litchstein ed altri ancora. Sul fronte del fumetto, si cerchera’ di vedere esempi di contaminazioni linguistiche a partire da Lyonel Feininger fino al fumetto americano e ad alcuni manga contemporanei. Nell’ambito della fotografia, poi, sara’ infine sottolineato il rapporto tra alcuni fotografi che utilizzano la “messa in scena” del set per raccontare storie, come il francese Gilbert Garcin e il nordico Carl-Erik Strom, confrontato con altri esempi di “scrittura visiva”.

Il bacio della Donna Serpente: percorsi iconologici nel Femminile allarmante tra Oriente e Occidente-dagli stereotipi alla fascinazione esotica
Intervengono: Franco Pezzini (saggista e critico), Massimo Scorsone (filologo)

Sulla base di una complessa mitopoiesi, l’Occidente ha declinato in varie forme l’idea di un Femminile allarmante che nutrira’ con abbondanza le forme artistiche dell’eta’ moderna. All’interno di tale costellazione i richiami all’Oriente sono molteplici, a enfatizzare una dimensione predatoria circonfusa di brividi esotici. Tra dee e vampire, tiranne del corpo e seduttrici dell’anima, cio’ che emerge e una galleria di inquietudini, timori e inconfessate fascinazioni con ricadute talora tragiche nel vissuto dei popoli.

Character & Design: dentro l’industria audiovisiva giapponese
Intervengono: Luca Della Casa (curatore della sezione asiatica del Future Film Festival di Bologna), Stefano Gariglio (critico cinematografico specializzato sull’animazione giapponese e curatore della mostra Manga Impact) e Fabrizio Modina (collezionista e curatore della mostra Manga Impact)

Dall’illustrazione al character design per gli anime: una riflessione su come l’industria audiovisiva giapponese assorbe la creativita’ di artisti quali Akemi Takada, Yoshitoshi ABe e Katsuya Terada.

Amici immaginari-L’Occidente nel fantasy giapponese e il Giappone nel fantasy occidentale: streghe e miko, cavalieri e samurai
Intervengono: Davide Mana (scrittore e traduttore), Reiko Hikawa (scrittrice)

In Giappone, dagli anni ’90 il boom del fantasy nei giochi e stato all’origine di un grande successo della letteratura fantastica. Numerose sono state le opere di stile occidentale dove comparivano cavalieri e streghe di stampo europeo e Reiko Hikawa ha pubblicato piu’ di un centinaio di romanzi divenendo una delle maggiori autrici fantasy nipponiche. Ma l’Occidente rappresentato in questi lavori si discosta da quello reale. In esso confluiscono elementi orientali e del Giappone. Si narra di graziose e affascinanti streghe, di cavalieri che si attengono ad un pensiero buddhista e al codice del bushido. E’ quindi necessaria una riflessione sulla differenza tra l’Oriente esotico e l’Occidente romantico.
Al contempo, l’immaginazione del Sol Levante in Occidente e strettamente legata all’immaginazione dell’Oriente. Questa attraversa tre fasi distinte – la prima influenzata dai racconti dei viaggiatori (Mandeville, Polo), la seconda, post-illuministica, legata alle avventure coloniali ed alla “scoperta” delle Mille e Una Notte, la terza dominata dal sempre piu’ intenso scambio di informazioni tra Est e Ovest nel ventesimo secolo. L’immagine del Giappone negli scritti degli autori occidentali – e per riflesso, nel cinema – rimane comunque romantica, semplicistica e spesso molto molto sbagliata – ma sempre piuttosto divertente (anche se di solito non come intendeva l’autore).

Calligrafia tra Cina e Giappone: evoluzione grafica della scrittura
Interviene: Kazuko Hiraoka (calligrafa)

Dopo una breve introduzione alla storia della lingua giapponese, la maestra Kazuko Hiraoka spieghera’ come l’alfabeto giapponese hiragana sia stato sviluppato a partire dai caratteri ideografici (chiamati “kanji” in Giappone e “hanzi” in Cina), passando poi ad un esempio di confronto tra il tipo di scrittura della poesia tradizionale cinese e giapponese illustrando visivamente la differenza nella scrittura calligrafica di questi due grandi paesi dell’Estremo Oriente.

Volpi magiche e spiriti inquieti nell’eta di internet: influenza della narrativa fantastica classica e del folklore tradizionale giapponesi sui mezzi di comunicazione di massa contemporanei
Interviene: Massimo Soumaré (scrittore e traduttore)

I racconti del sovrannaturale e le credenze negli esseri fantastici del folklore hanno in Giappone una lunga tradizione ininterrotta risalente in letteratura fino alle prime opere del paese come, ad esempio, il Kojiki (Vecchie cose scritte, 712 d.C.) e il Taketori monogatari (Storia di un tagliabambu, X secolo). In seguito, hanno conosciuto un grande sviluppo nel corso del Periodo Edo (1603-1868) e sono state presentate in Occidente da Lafcadio Hearn (1850-1904) fino ad assumere, come parte integrante del tessuto culturale di una nazione i cui abitanti credono profondamente nell’esistenza dei kami – gli spiriti degli esseri viventi e degli oggetti – un ruolo importante anche negli odierni mezzi di comunicazione di massa.

Attori Kabuki e loro ritratti
Interviene: Akane Fujisawa (esperta di teatro tradizionale e cultura giapponese premoderna)

Il teatro Kabuki, definito il fiore della cultura popolare di Edo, si e’ sviluppato in contemporanea all’ukiyo-e. Dalla meta’ del Periodo Edo (1603-1868) hanno cominciato ad apparire stampe di ritratti degli attori le quali sono state utilizzate come pubblicita’ di quest’ultimi. Cosi’ sono nate molte opere d’arte. Sono stati stampati anche numerosi disegni che descrivevano gli attori non solo mentre recitavano in teatro, ma anche durante la loro vita quotidiana. Esistono inoltre ukiyo-e in cui gli attori stessi promuovono dei prodotti ed e’ estremamente interessante notare come gia’ nel Periodo Edo esistesse un moderno sistema pubblicitario che impiegava le “star” del tempo. Tramite i ritratti, Akane Fujisawa presentera’ un inatteso modo di divertirsi con gli ukiyo-e.

L’ukiyo-e e la moda di Edo: l’ukiyo-e come mass media
Interviene: Murasaki Fujisawa (esperta di arte giapponese e di cultura del Periodo Edo)

L’illustrazione e l’animazione giapponesi sono oggi amati da molte persone nel mondo. Murasaki Fujisawa parlera’ delle affascinanti opere artistiche che ne stanno all’origine, in particolare delle stampe ukiyo-e che possedevano una forte funzione di mezzo di comunicazione di massa. L’ukiyo-e, infatti, a partire dalla seconda meta del XVII secolo per piu’ di duecento anni ha continuato ad affascinare la gente in qualita’ d’arte capace di descrive la realta’ delle varie epoche. I colori brillanti delle tecniche di incisione d’alto livello e la ricca variazione di espressioni dei grandi maestri hanno saputo farli apprezzare dando, al contempo, vita ad una grande quantita’ di opere di ampio genere. Una parte di queste, esportate all’estero, hanno ispirato anche gli impressionisti e l’Art Nouveau francesi. Nella cornice della mostra di Torino in cui e esposta una collezione di pezzi eccellenti si parlera’ dell’attivita’ dei maestri di ukiyo-e che possono giustamente essere definiti i precursori degli odierni illustratori.

Matatabi: viaggio immaginario a Edo
Interviene: Giorgio Arduini (criminologo)

Matatabi, nel suo significato letterale, indica il “viaggio a piedi” che nel Giappone precedente alla modernizzazione tecnologica della Restaurazione Meiji (1868-1912) rappresento’ una comune modalita’ di spostamento.
I paesaggi, le stazioni di posta e i misteriosi viandanti incontrati lungo il percorso costituiscono lo spazio immaginato del “mondo fluttuante” quanto gli innumerevoli artigiani, attori e manovali che popolavano le citta’ – meta per il viaggiatore e luogo d’origine di questa realta’ alternativa nella quale avevano altresi’ diritto di cittadinanza personaggi di fantasia, eroi leggendari ed esseri sovrannaturali.

Japan in Five Ancient Chinese Chronicles-alle origini del Sol Levante: le piu antiche cronache sul Giappone
Intervengono: Massimo Soumaré (autore), Davide Mana (traduttore)

Presentazione del volume Japan in Five Ancient Chinese Chronicles: Wo, the Land of Yamatai, and
Queen Himiko di Massimo Soumare, traduzione in inglese di Davide Mana, edito dalla Kurodahan Press
I fondamenti culturali del Giappone sono intimamente legati all’Asia continentale. Cina e Corea in particolare hanno aiutato la formazione dei primi regni giapponesi in molti modi, con secoli di immigrazioni e scambi culturali. L’introduzione della cultura del riso, il sistema di scrittura cinese e il sistema di governo della burocrazia imperiale cinese sono forse gli esempi meglio conosciuti, ma l’influenza della cultura continentale sull’arcipelago nipponico fu persistente. Questo lavoro presenta per la prima volta in inglese un comprensivo e comparativo studio dei contenuti di famosi testi storici cinesi (i primi in assoluto a parlare del paese del Sol Levante), giapponesi e coreani che sono fondamentali per la conoscenza della storia antica del Giappone. Le traduzioni di documenti dalla Cronaca dei Wei alla Storia dei Song sono assai utili per studiosi, studenti e tutti coloro che nutrono interesse nella storia e cultura giapponese e gettano una nuova luce su aspetti poco noti dello scambio interculturale, contribuendo alla conoscenza dell’intera Asia orientale.

L’arte di Akemi Takada: dimostrazione di disegno

Interviene: Akemi Takada (illustratrice)

Akemi Takada mostrera’ al pubblico come realizza le sue opere, concentrandosi in particolare sulla fase di colorazione delle sue illustrazioni.

L’arte di Minae Takada: dimostrazione di incisione su rame
Interviene: Minae Takada (illustratrice)

Minae Takada mostrera’ al pubblico come realizza le sue incisioni utilizzando carta di fabbricazione giapponese.

L’arte orientale a Torino
Interviene: Franco Ricca (direttore del MAO)

Franco Ricca direttore del MAO-Museo d’Arte Orientale di Torino parlera’ dei rapporti delle istituzioni culturali della citta’ con l’Oriente, specificatamente di quelli con il Giappone.

Manga: fumetto e societa contemporanea
Interviene: Massimo Melotti (critico d’arte e sociologo)

Massimo Melotti parlera’ dei manga e di come essi si leghino profondamente al concetto di realta’ nella societa’ contemporanea.

A breve l’orario delle varie conferenze sara’ consultabile anche sul sito ufficiale della mostra.

Qui i profili dei relatori:

Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea a Torino

3 commenti

La grande grafica giapponeseOrmai manca poco! 60 tra ukiyo-e e emakimono e 190 illustrazioni contemporanee per la prima volta in mostra in Europa per un totale di circa 250 opere!!

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Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese

Giovedi’ 14 gennaio 2010 nella sala esposizioni dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino alle ore 18.00 sara’ inaugurata la mostra:

“Dall’ukiyo-e (il mondo fluttuante) all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese”

Inaugurazione

giovedi’ 14 gennaio 2010 alle ore 18.00 nella sala esposizioni dell’Accademia Albertina

Chiusura mostra

domenica 14 febbraio 2010

Orari di apertura

tutti i giorni (inclusa la domenica) dalle ore 11.00 alle ore 18.00

Ingresso libero

Curatori: Murasaki Fujisawa, Akane Fujisawa, Massimo Soumaré, Davide Mana, Raffaele Mondazzi
Consulente per l’allestimento: Gianfranco Torri
Direttore Accademia di Belle Arti: Guido Curto

Per la prima volta in Europa alcuni importanti artisti di grafica contemporanea giapponese si confrontano con gli autori classici che hanno operato nel periodo d’oro dell’arte nipponica, dall’inizio del ‘700 all’apertura del paese all’Occidente nel 1868.
Cio’ che unisce il mondo classico e quello contemporaneo e’ l’alta qualita’ dell’opera grafica; si utilizzano le stesse simbologie e temi letterari. Inoltre gli artisti giapponesi contemporanei colgono la cura dei dettagli, l’eleganza delle soluzioni, la raffinata scelta di colori dei maestri antichi, influenzando talvolta la produzione artistica occidentale.

Le opere antiche

Sono esposte, per la parte piu’ antica, una cinquantina di xilografie a colori di Utagawa Kunisada (1786-1865) vissuto nel Periodo Edo (1603-1868) e di altri autori del periodo dell’imperatore Meiji salito al trono nel 1868 tra cui Ogata Gekko (1859-1920). Un paio di frammenti di emakimono (rotoli dipinti) piu’ uno dei tre rotoli integrali che illustrano l’antico racconto di Shuten Doji (Il demone beone), estremamente rari nella loro interezza, datati tra il XVII e il XVIII secolo. Questi rotoli, lunghi ciascuno piu’ di sei metri, fanno parte di una tradizione editoriale di grande raffinatezza che univa la trascrizione di romanzi celebri a immagini pittoriche dipinte con estrema cura e riproducenti con taglio quasi cinematografico, molto vicino agli attuali story board, le scene principali delle storie narrate.
Le xilografie a colori (stampe da incisioni su legno di ciliegio realizzate utilizzando una tavoletta per ogni colore sino ad un massimo di 28 colori per la stessa immagine) sono di argomento vario.
Ci sono illustrazioni di romanzi della letteratura aulica del Giappone risalenti al Periodo Heian (794-1192) (come la Storia di Genji il Principe Splendente tradotto anche in italiano dall’editore Einaudi, conosciuto come il primo esempio di romanzo psicologico della storia). In altri casi abbiamo immagini di attori, del teatro tradizionale Kabuki ritratti in abiti di scena, che venivano affisse con funzione di locandina sulle porte dei teatri. Gli esemplari non utilizzati come affiches erano in seguito venduti ad estimatori ed appassionati per cifre molto economiche. Quando poi il Giappone apri’ i porti al commercio con l’Occidente queste xilografie presero la via dell’Europa, a volte utilizzate per avvolgere le delicate (e costosissime) porcellane destinate all’esportazione. Giunte cosi’ nelle mani degli artisti europei ed americani, diedero inizio a quel mondo di scambi ed influenze reciproche che produsse l’Art Déco, il Liberty e cio’ che fu definito “Japonisme”, il gusto per cio’ che proviene dal Sol Levante.

Il Giappone all’Accademia Albertina

Nella Biblioteca Storica dell’Accademia e’ conservato un album di magnifiche fotografie Views & costumes of Japan della A.Farsari & Co di Yokohama, probabilmente giunto a Torino come dono al re. Le fotografie colorate a mano, risalenti alla seconda meta’ dell’800 che riprendono scene di vita, paesaggi e monumenti di un Giappone ormai perduto. Tale album verra’ esposto la prima volta al pubblico in occasione della mostra.

Altro sodalizio dell’Accademia con il Giappone e’ documentato dal viaggio del pittore e incisore Antonio Fontanesi. L’artista, insegnante di Pittura di Paesaggio, fu invitato a fondare l’istituzione analoga nella capitale giapponese. Fontanesi insegno’ per due anni (1876-1878) la pittura occidentale di paesaggio, si ammalo’ e torno’ scorato a Torino nella sua Albertina.
Nonostante si sia trattato di un breve periodo, il pittore si impegno’ a fondo per insegnare nell’arcipelago le tecniche della pittura occidentale ed i suoi sforzi furono lodati e apprezzati; influenzo’ cosi’ l’arte nipponica e sollecito’ l’interesse subalpino per quest’ultima mentre in Europa le immagini del mondo fluttuante degli ukiyo-e vengono ammirate e apprezzate da Monet e dai pittori impressionisti francesi.
Inoltre, molti dei suoi allievi giapponesi divennero a loro volta famosi pittori che contribuirono a far conoscere in Giappone l’arte europea.

Le opere contemporanee

Sono presenti in esposizione le illustrazioni originali di sette artisti operanti attualmente nei campi della grafica di illustrazione, dell’animazione (“anime”) e del fumetto (i cosiddetti “manga” oggi letti in tutto il mondo). La comune radice pop (in senso etimologico, popular) collega l’opera degli artisti contemporanei a quella dei classici nella diffusione del “prodotto artistico” a prezzi estremamente accessibili. Sono esposti sia studi che opere. A queste ultime appartengono dipinti ad olio e acquerello, incisioni alla maniera nera e acquaforte su rame, mentre numerosi schizzi a matita e abbozzi preparatori, eseguiti su fogli A4 sono bozzetti realizzati con scioltezza per avvicinarsi alla costruzione dell’immagine definitiva di un prodotto editoriale o cinematografico.

Brevi note biografiche degli autori

Utagawa Kunisada
Conosciuto anche con il nome di Toyokuni III, fu il piu’ popolare e prolifico tra i maestri della xilografia del XIX secolo tanto che in quegli anni possedeva in Giappone una reputazione persino superiore a quella di indiscussi geni come Hokusai (1760-1849) e Hiroshige (1797-1858). Molto apprezzati erano i suoi ritratti di belle donne e di attori del teatro Kabuki.
Negli Anni ’90 critici d’arte come Sebastian Izzard hanno contribuito a riconoscere il valore delle opere di Utagawa Kunisada inserendolo a buon diritto tra i giganti dell’arte giapponese dello ukiyo-e.

Ogata Gekko
Pittore e incisore di ukiyo-e, inizialmente si ispiro’ ai lavori dei maestri che l’avevano preceduto come il grande Hokusai (ad esempio nella sua serie di paesaggi del monte Fuji), sviluppando in seguito un proprio stile originale ricco di significativi elementi appartenenti alla nihonga (la pittura classica in stile giapponese). Le sue opere godettero di un grande favore di pubblico e di critica e furono esposte a Chicago, Parigi e Londra rispettivamente gia’ nel 1893, 1900 e 1910. La sua figura rappresenta indubbiamente un importante punto di congiunzione tra i vecchi maestri dell’ukiyo-e e gli odierni artisti nipponici.

Yoshitoshi ABe
Laureato alla Tokyo National University of Fine Arts and Music in storia del disegno giapponese.
Gia’ al tempo della scuola media lavora come assistente di un fumettista incominciando cosi’ ad appassionarsi all’arte del disegno.
Durante l’universita’ con la storia Ame no furu basho (Il luogo dove piove) si aggiudica il Premio Afternoon Shiki del prestigioso editore Kodansha. Dopo aver fatto un importante esperienza come illustratore e fumettista viene incaricato di realizzare il character design della serie di animazione Serial Experiment Lain, la quale diviene un fenomeno mondiale. Anche un’altra serie da lui ideata e disegnata molto amata dal pubblico, Haibane renmei (Charcoal Feather Federation), viene trasposta in un’animazione di grande successo. E’ stato invitato in importanti manifestazioni americane ed europee relative alle animazioni ed al fumetto consolidando una fama di livello mondiale. Il suo stile reca, tracce dell’influenza della pittura rinascimentale italiana realizzando un perfetto connubio tra tradizione classica orientale e occidentale ed innovazione. E’ un maestro riconosciuto nell’uso del Computer Graphic.

Kugatsuhime
Illustratrice e fumettista, inizia la sua attivita’ nella meta’ degli Anni ’80 il suo campo di attivita’ concentrandosi in particolar modo sui prodotti legati al mondo dei videogiochi e dei giochi da tavolo. Ha realizzato, tra gli altri, i disegni per la serie di giochi di carte Monster Maker, per Resurrection New Type e per il Role Play Game Legend. Sue illustrazioni sono state pubblicate ed usate come copertine per diverse riviste tra cui RPGamer.

Akemi Takada
Disegnatrice ed illustratrice, inizia la sua attivita’ alle fine degli anni ’70 e dopo essersi laureata alla famosa Tama Art University di Tokyo viene assunta nella casa di produzione Tatsunoko Productions che lascia nei primi anni ’80 per collaborare poi con lo Studio Pierrot, in seguito dedicandosi all’attivita’ di artista freelance. Ha realizzato le illustrazioni ed i character design delle piu’ note serie animate giapponesi. Anime molto noti anche in Italia quali Lamu’, la ragazza dello spazio, L’incantevole Creamy, Cara dolce Kyoko, E’ quasi magia Johnny, Mobile Police Patlabor e Fancy Lala. Ha inoltre collaborato alla realizzazione delle illustrazioni di numerosi videogiochi e pubblicato un gran numero di volumi di raccolte di disegni. Recentemente si e’ anche dedicata al disegno e alla realizzazione pratica di gioielli creando un suo proprio marchio. E’ una dei piu’ importanti artisti giapponesi nel settore con un seguito di fans in tutto il mondo.

Minae Takada
Illustratrice, si laurea all’inizo degli anni ’80 alla Joshibi University of Art and Design specializzandosi in design industriale. Ha lavorato presso la Sanrio Company come designer, e nel 1983 ha vinto il premio opera meritevole alla terza edizione del concorso di illustrazione Shi to meruhen; nel 1985 si diploma al concorso di illustrazione indetto dalla rivista mensile MOE, in seguito svolgendo la sua attivita’ in collaborazione con un gran numero di riviste ed in diversi campi in qualita’ di freelancer. Ha realizzato le copertine di molte pubblicazioni di note case editrici e le illustrazioni di vari volumi. Si e’ aggiudicata numerosi premi per le sue incisioni su rame.

Katsuya Terada
Nato nel 1963, fin da piccolo nutre un profondo interesse per il disegno. Terminati gli studi, lavora come fumettista e illustratore freelance. Ha realizzato manga, disegni per videogiochi, libri, film, teatro e per la moda. Tra le sue opere piu’ significative ricordiamo il fumetto Saiyukiden daien’o (Racconto soprannaturale del Viaggio in Occidente, il re scimmione) tradotto anche in cinese, in francese e in inglese. Come character designer si e’ occupato dei personaggi di videogiochi quali Tantei Jinguji Saburo (L’investigatore privato Jinguji Saburo), Virtual Fighter 2, Busin, di quelli dell’anime Blood: The Last Vampire e delle pellicole Cutie Honey (2004) e Devilman (2004). Nel 2006 ha recitato nel film di Mamoru Oshii Tachiguishi retsuden (Raccolta di biografie di maestri buongustai) presentato pure alla sessantatreesima edizione del Festival del Cinema di Venezia. E’ oggi uno degli illustratori piu’ apprezzati a livello mondiale. Viene considerato uno dei maggiori esperti giapponesi nel trattamento delle immagine in Computer Graphic. Nel 2002 ha vinto il prestigioso Premio Seiun nella sezione arte.

Yuko Tsukishiro
Illustratrice e mangaka (fumettista), debutta negli anni ’90 con un suo lavoro per la rivista Griffon della casa editrice Asahi Sonorama nel 1994. Realizza disegni per molti romanzi a tema fantascientifico, fantastico e horror collaborando, tra l’altro, con le piu’ note riviste della letteratura di genere giapponesi (pubblicazioni ad altissima tiratura quali Shosetsu NON, Mondai Shosetsu e J-novel) e le maggiori case editrici del paese. Inoltre disegna illustrazioni per molti giochi di carte collezionabili quali Moster Collection e Aquarian Age popolari in molti paesi del mondo.

Akihiro Yamada
Nato nel 1957, illustratore e fumettista, attualmente vive con la moglie a Kyoto. Come illustratore molto apprezzati sono stati i suoi lavori realizzati per i romanzi di diversi noti scrittori. In particolare quelli per la serie Junikokuki (La storia dei dodici regni) della scrittrice Fuyumi Ono.
Inoltre ha realizzato le quattro copertine della serie antologica giapponese dei Miti di Cthulhu di H.P. Lovecraft pubblicati dall’editore americano Kurodahan Press e riuniti sotto il titolo di Lairs of the Hidden Gods, molto amate dai lettori e dalla critica americana.
Tra i manga da lui realizzati si segnalano Record of Lodoss war e Beast of East, entrambi tradotti in italiano. Lo stile estremamente delicato di Yamada si ricollega all’antica arte della pittura ad inchiostro. Nel 1996 ha vinto il Premio Seiun nella sezione arte. Ha curato anche il concept design della pellicola Shinobi – heart under blade –.

Incontri con l’arte e la letteratura giapponese

Nella prima settimana di febbraio si svolgeranno una serie di incontri all’Accademia di Belle Arti con Akemi Takada e Minae Takada, artiste presenti in mostra, con i curatori della mostra, con la calligrafa Kazuko Hiraoka, con gli autori Fabio Lastrucci, Reiko Hikawa, Franco Pezzini e Massimo Scorsone, con il professor Franco Ricca, direttore del museo d’Arte Orientale di Torino e con il professor Massimo Melotti docente di Etica della Comunicazione all’Accademia di Belle Arti e con altri specialisti e studiosi.
Presentera’ l’iniziativa il direttore dell’Accademia, il professor Guido Curto.
Seguira’ un comunicato dettagliato.

Sito ufficiale della mostra:

http://mostregraficagiapponese.wordpress.com/

Sito ufficiale dell’Accademia Albertina:

www.accademialbertina.torino.it

Donata Massobrio
Relazioni Esterne-Ufficio Stampa
Accademia Albertina di Belle Arti
Via Accademia Albertina n.6, Torino
Tel. 011.889020-fax 011.8125688
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Emakimono, ukiyo-e e illustrazione contemporanea giapponese

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MGGFinalmente lo possiamo annunciare ufficialmente!
Frutto di un gruppo di professionisti e appassionati di arte orientale piemontesi congiuntamente ad esperti giapponesi, nascono le due mostre del progetto MGG (Mostre di Grafica Giapponese) che si propongono, caso unico a livello mondiale, di presentare un percorso di sviluppo dei temi della grafica giapponese a partire dagli emakimono, per poi passare agli ukiyo-e e infine alla illustrazione contemporanea con sette artisti rappresentativi del genere, rendendo cosi’ evidente come anche i manga e gli anime, oggi tanto popolari in molti paesi, non siano un prodotto del caso, ma il risultato di una lunga evoluzione durata piu’ di un millennio.
Shuten Doji emaki - Ugo MondazziDal 3 al 18 ottobre 2009 nello spazio espositivo creato dall’architetto Carlo Pellegrino dell’Isola di San Rocco al Ponte delle Ripe a Mondovi’ (CN) e con il sostegno dell’Associazione Porti di Magnin e dell’Istituto Giapponese di Cultura verranno esposti per la prima volta al pubblico gli emakimono della collezione Ugo Mondazzi, tra cui il ciclo completo dello Shuten Doji emaki composto di tre rotoli da sei metri ciascuno datati tra il 1650 e il 1750, vari frammenti di altri emaki e la parte scritta dello Moko shurai ekotoba nella mostra dal titolo Emakimono, immagini dalla narrativa classica giapponese.
ABe Yoshitoshi3Successivamente, dall’14 gennaio al 14 febbraio 2010, nella mostra Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese nelle sale dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino verrano esposti una cinquantina di ukiyo-e e circa un totale di centosettanta illustrazioni di ABe Yoshitoshi, Kugatsuhime, Takada Akemi, Takada Minae, Terada Katsuya, Tsukishiro Yuko, Yamada Akihiro (tutte opere originali) sancendo per la prima volta a livello accademico e artistico piu’ alto il valore dell’illustrazione contemporanea nipponica. La qualita’ artistica dell’operazione e’, infatti, garantita dal fatto stesso che sia presentata nei prestigiosi ambienti dell’Accademia Albertina di Belle Arti e che abbia il sostegno della Japan Foundation. Ovviamente, il tutto e’ stato possibile grazie a partner e sponsor, nonche’ ai numerosi sostenitori dei due eventi, il cui ruolo e’ stato fondamentale.
Inoltre, nel corso della mostra di Torino si terranno all’Accademia Albertina conferenze e lezioni pubbliche ad essa legate con un convegno dal titolo Tra letteratura e arte con ospiti non solo italiani, ma anche provenienti dal Giappone.
Per ulteriori notizie tenete d’occhio il sito ufficiale che verra’ aggiornato costantemente. Punto importante, in modo da permettere a tutti di usufruire della possibilita’ di vedere  le due mostre, l’ingresso sara’ gratuito.
Le due mostre saranno il primo passo di quello che sara’ un progetto di piu’ ampio respiro.
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Immagini: Shuten Doji emaki della Collezione Ugo Mondazzi e illustrazione di ABe Yoshitoshi

Ristampato il ciclo di Efera & Jiliora di Hikawa Reiko

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E’ appena uscito in Giappone nella collana Genro Fantasia Novels (che offre, tra l’altro, delle meravigliose copertine per i suoi libri con tanto E&Jdi effetti cromatici lucenti!) dell’editore Gentosha il primo volume della ristampa del ciclo di Le guerriere Efera & Jiliora di Hikawa Reiko, ormai un classico della fantasy giapponese di tipo occidentale che racconta le avventure della principessa imperiale Jiliora e della maga mancata Efera nei loro vagabondaggi come guerriere mercenarie.
Il fantasy giapponese, anche quando di modello occidentale, offre tuttavia uno sviluppo e delle tematiche spesso differenti da quello americano e inglese. Cosi’ e’ interessante vedere come la storia delle due protagoniste si dipani pure attraverso la costruzione di una famiglia. Le troviamo pertanto a doversi destreggiare non solo negli scontri armati, ma anche nell’allevare i propri figli.
Il volume racchiude i primi due libri della serie piu’ una novella scritta per l’occasione dall’autrice. La copertina e le eleganti illustrazioni interne sono di Yoshiyumi Kazuyuki.

Hikawa Reiko, nata nel 1958 a Tokyo, si laurea all’Universita Waseda della capitale dove entra a far parte del Waseda mystery club al contempo frequentando il circolo amatoriale di letteratura fantasy Rorariasu [Rolarious] attivo ancora oggi. Suo padre e’ il direttore e poi critico musicale Watanabe Shigeru (1927-1998), appassionato di fantascienza, e i suoi zii gli scrittori di romanzi gialli Hikawa Ro (1913-1989), candidato nel 1952 al Premio Naoki, e Watanabe Kenji (1919-1976), primo segretario generale del Club degli scrittori di polizieschi del Giappone, entrambi apprezzati dal famoso Edogawa Ranpo (1894-1965).
Da principio si interessa alla musica imparando fin da bambina a suonare il piano sotto la guida dei piu’ noti maestri ma poi, anche per influenza degli zii paterni, la sua attenzione si sposta verso la scrittura. Si cimenta pure con il fumetto e conosce numerosi artisti divenuti personaggi di spicco del mondo del manga e del disegno giapponese noti anche in Occidente come Amano Yoshitaka, Takada Akemi, Mikimoto Haruhiko e Suemi Jun i quali hanno illustrato diverse sue opere.
ElMDopo aver lavorato in una casa di produzione musicale, nel 1987 traduce il romanzo La catena spezzata del ciclo di Darkover di Marion Zimmer Bradley (1930-1999).
Nel 1988 debutta a sua volta come scrittrice professionista con la quadrilogia di Basetto eiyuden eruvazu [Storie degli eroi di Bassett: Elverz], ognuno dei cui volumi vende circa centomila copie, proseguendo la sua attivita’ negli anni successivi fino a divenire una dei principali esponenti del fantasy giapponese e ad essere considerata tra le fondatrici della sword and sorcery nipponica.
Tra i suoi numerosi cicli vanno menzionati quelli di Kurisenian nendaiki [Annali di Crisenian] composto di un totale di diciotto volumi, quello in dieci volumi di Hyakusei seisenki [Cronaca della guerra santa delle cento stelle], quello di Gin’iro no Shanun [Shanoon l’argenteo], la serie di Onna senshi Efera & Jiliora [Le guerriere Efera & Jiliora] trasposta anche in un cortometraggio animato nel 1990 e formata da otto romanzi, la trilogia di Taiyo no musume [La figlia del sole] ambientata nel Giappone antico e composta dai romanzi Ki no kuni no hime [La principessa del paese del legno], Ne no kuni no miko [Il principe del paese della radice] e Yamato no kuni no o [Il re del paese di Yamato] e la trilogia Mitsurugi monogatari [Storia delle tre spade] formata dalle opere Hono no tsurugi [La spada di fuoco], Kori no tsurugi [La spada di ghiaccio] e Daichi no tsurugi [La spada della terra]. Da alcuni sono stati tratti dei manga.
Molto interessante e il suo saggio sulla letteratura fantastica Hikawa Reiko no fantajii shisetsu [Opinioni di Hikawa Reiko sul fantasy] edito in volume nel 1999 dalla Tokyo Shoseki.
Ultimamente, nel 2006 ha pubblicato la trilogia arturiana di Asa okyutei monogatari [Storia della corte di Artu’] composta da Kyamerotto no taka [Il falco di Camelot], Seihai no o [Il re del Graal] e Saigo no tatakai [L’ultima battaglia]. Nel 2007 e 2008 sono usciti i due libri della serie Goddesu! [Goddess!] dove due liceali si ritrovano catapultate all’improvviso in un mondo fantastico dominato da dei.

In italiano, della Hikawa e’ stato tradotto il racconto L’ombra bianca edito in ALIA Sol Levante, CS_libri

Le immagini sono la copertina della nuova edizione del ciclo di Onna senshi Efera & Jiriora pubblicato dalla Gentosha e la ormai rarissima raccolta di illustrazioni di Haruhiko Mikimoto edita dalla Fujimi Shobo nel 1990 sulla serie di Elverz.