Lutto per la fantascienza giapponese

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ksm29Komatsu Sakyô ci ha lasciati il 26 di questo mese. Era malato da tempo ed era una notizia che si sapeva presto o tardi sarebbe arrivata, tuttavia rattrista lo stesso. Komatsu, insieme con Hoshi Shin’ichi e Tsutsui Yasutaka, ha dato molto non solo alla fantascienza, ma anche alla letteratura cosiddetta mainstream giapponese e mondiale. Ha inoltre influenzato profondamente molti scrittori piu’ giovani. Non per nulla e’ inserito a buon diritto nei testi di storia letteraria nipponici contemporanei.
In Italia, come per gli altri suoi due amici, e’ purtroppo ancora arrivato poco dei lavori di questo gigante, neppure l’ormai classico il Giappone affonda (Nihon chinbotsu).

Ho avuto il piacere e il privilegio di poter poter collaborare ad alcuni numeri della sua rivista Komatsu Sakyô Magazine – le cui copertine realizzate appositamente dai piu’ noti mangaka e illustratori giapponese ritraevano lo stesso Komatsu – e di tradurre un suo racconto per ALIA 4 Giappone ed un altro per un’antologia di cui non posso ancora dire nulla, ma la cui uscita e’ in programma per gennaio 2012. Sinceramente, mi resta il rammarico di non essere riuscito a fargli vedere quest’ultimo volume…

Ricordo vividamente la chiacchierata fatta in privato con lui e la sua agente, Otobe, durante la Worldcon a Yokohama nel 2007 dov’era ospite d’onore. Nonostante i vari problemi di salute, traspariva tutto il carattere di un uomo di grande intelligenza e di una sensibilita’ rara, molto amato e rispettato dai suoi lettori e dai colleghi.
Sia in italiano che in giapponese ci ha lasciato un prezioso dialogo avuto con il nostro scrittore Vittorio Catani in una riflessione sulle differenze tra la SF italiana e quella giapponese. Merita davvero di essere letto.

Immagine: copertina realizzata da Orai Noriyoshi della rivista Komatsu Sakyô Magazine vol. 28, IO Corporation, Tokyo.

Kizuna, storie per il Giappone

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Kizuna fiction for JapanOrmai manca poco all’uscita del volume, circa tre settimane, quindi comincio a parlare di questo progetto che, per varie ragioni, mi sta molto a cuore. Subito dopo il terremoto e lo tsunami di marzo di quest’anno in Giappone lo scrittore Brent Millis (Millis vive nella zona di Niigata) ha iniziato a pensare ad un progetto di un’antologia di racconti in inglese il cui totale ricavato sarebbe stato devolute alle vittime. Certo, nel frattempo, sono state realizzate varie operazioni simili, ma Kizuna: Fiction for Japan – questo il nome del volume – raccoglie storie totalmente originali di piu’ di una sessantina di autori molti dei quali come Michael Moorcock, Robert M. Price, Joseph S. Pulver, John Shirley, Alvin Pang, Katherine Govier, Jon Courtenay Grimwood internazionalmente conosciuti, riunendo scrittori americani, inglesi, canadesi, giapponesi, italiani, spagnoli, tedeschi e di Singapore percio’ la sua stesura ha richiesto un certo tempo.
Gli autori italiani che partecipano al progetto sono cinque: Danilo Arona, Vittorio Catani, Fulvio Gatti, Davide Mana ed io.
Questo il sito ufficiale, esiste inoltre una pagina su twitter che permettono di informarsi sul procedere del progetto. Il volume uscira’ come e-book ed anche Print on Demand di modo da lasciare la scelta ai lettori del formato preferito.
Non appena Kizuna: fiction for Japan sara’ pubblicata scrivero’ un altro post in cui inseriro’ i link alle librerie on-line tramite le quali sara’ possibile acquisire il volume e riportero’ anche la lista definitiva degli scrittori (quella sul sito  e’ ancora provvisoria).
Credo sia un progetto che che meriti il sostegno dei lettori sia per il suo scopo umanitario, che per la sua qualita’ letteraria. Tutti gli scrittori e i traduttori si sono davvero impegnati molto a dare il meglio di se’.

Immagine: copertina del volume a opera di Christian Krank.

Presentazione del nuovo libro di Vittorio Catani: musica, fantasy e fantascienza

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Libro CataniMartedi’ 19 gennaio 2010 alle ore 18,30, a Bari, presso la nota Casa musicale GIANNINI, Via Sparano 172, Vittorio Catani presenta il suo ultimo libro I suoni del silenzio-Storie tra fantasy e fantascienza sulla piu’ misteriosa e inafferrabile delle arti: la Musica (Florestano Edizioni, Bari). Relatori Massimo Del Pizzo, docente universitario, e Alessandro Romanelli, critico musicale. Letture di Elisa Robino.

ALIA Autori italiani

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ALIA5 AiE’ finalmente uscito anche il secondo volume di ALIA5, ovvero quello dedicato agli scrittori italiani.
ALIA Autori italiani riunisce i lavori di ben dodici autori e sei illustratori. Come dichiara con arguzia Massimo Citi nel suo blog: Dodici storie non troppo normali e non cosi` “italiane” come siamo abituati a pensare.
Un volume che credo valga davvero la pena leggere.

Dove stiamo andando: fare il punto prefazione di Silvia Treves

I mille, imprevedibili modi del fantastico prefazione di Vittorio Catani

Il caso Bobby Fuller – Fire Walk with Me di Danilo Arona

Ventriquattr’ore al giorno nella terato-chimica di Vittorio Catani

Leggere al buio di Massimo Citi

A cena il giorno dei morti di Alessandro Defilippi

Secondo messaggio di Mario Giorgi

Alla Rina di Consolata Lanza

La meccanica dell’ambaradan di Fabio Lastrucci

Blooper di Davide Mana

L’istinto dominatore di Angelo Marenzana

Tutta la vostra base sono appartenere a noi di Elvezio Sciallis

Storia romantica di code e di canini di Massimo Soumare’

I mondi di la’ di Silvia Treves

Illustrazioni di:

– Ilaria Urbinati

– Chiara Negrini in arte Ava Adore

– MoMa KoN

– Fabio Lastrucci

– Massimo Soumare’

Copertina di:

– Suemi Jun

Per quanto mi riguarda, mi e’ piaciuta molto la definizione del mio racconto che Silvia Treves ha dato nella sua introduzione: gotico-sentimental-sensuale… Wow!!!

L’uscita del terzo volume, quello curato da Davide Mana sugli autori di lingua inglese, e’ prevista per dicembre ed anche li’ saranno autentiche scintille!

In anteprima l’introduzione ad ALIA5 Italia!

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cataniE’ stata pubblicata sul blog di ALIA Evolution in anteprima l’introduzione di Vittorio Catani, uno dei maggiori autori italiani di fantascienza nonche’ un gentiluomo di quelli veri, al volume ALIA5 Italia che dovrebbe uscire tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre 2008.
Come sempre precisa ed attenta, delinea con efficacia la diversita’ e varieta’ che e’ stato un tratto distintivo della serie antologica di ALIA fin dagli inizi.
Tanto per incominciare a stuzzicare l’appetito…

Fantastico italiano VS fantastico italiano

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puUno scontro tra titani? (magari!). Ok, torniamo seri per un momento. Recentemente alcune riflessioni e discussioni interessanti su questo genere letterario sono apparse nel blog di ALIA evolution, in quello di Davide Mana ed in quello di Massimo Citi (ma pure in altri). Segno che l’argomento viene ritenuto un punto cruciale da molti.
A monte, anche una vicenda personale. Qualche giorno fa un autore di fantastico italiano (e non certo uno sprovveduto) in riferimento ad un evento di lettura pubblica di testi sottolineava come, ad esempio, i racconti degli scrittori italiani di ALIA pur essendo molto interessanti e notevoli risultano complessi per il pubblico medio di questo genere e quindi difficili da proporre (per non parlare di chi ne e’ a digiuno). Da un analogo discorso fatto con Citi e’ emerso un punto similare. In sostanza, per farla breve, pare che in Italia esistano oggi in realta’ almeno due modelli di fantastico. Il primo, che vede ora puntare le grosse case editrici su autori molto giovani e che si rivolge essenzialmente ad un pubblico di adolescenti con un bagaglio di letture piuttosto definito e limitato ad un certo genere, di discreta o buona popolarita’ e che, in altri paesi, potremmo tranquillamente definire letteratura YA (Young Adult) o Light novel (anche se, personalmente, ritengo questo genere nipponico piu’ complesso del fenomeno presente nel panorama italiano) il quale, per la particolarita’ del mercato italiano dove i grossi editori non hanno piu’ vere collane per ragazzi dai tredici ai diciotto anni, finisce per mescolarsi alla letteratura adulta creando una certa confusione. Il secondo invece e’ composto da romanzi e racconti fantastici di autori molto colti (Catani, Vacca, Aldani, Arona, Lanza, Defilippi tanto per fare alcuni nomi) e quindi di piu’ difficile diffusione tra un pubblico di lettori come il nostro poco avvezzo ad un certo tipo di narrativa speculativa e complessa con riferimenti profondi che richiede uno sforzo maggiore (considerando poi che il 60% degli italiani non ha letto un libro nell’ultimo anno e non si possono certo definire lettori forti). Quest’ultimo viene inoltre penalizzato dal fatto che, seppure possa essere ricondotto e sicuramente rientri in quella che viene definita letteratura alta (e’ qui interessante notare come alcuni scrittori e lettori giapponesi che hanno avuto occasione di leggere qualcosa dei suddetti autori considerino tali opere frutto di una letteratura di tipo intellettuale), esistendo nel nostro paese a livello accademico e di critica una diffidenza ed un pregiudizio radicato verso tale genere ritenuto “poco serio”, si trova in una posizione simile a quella tra l’incudine ed il martello. Non esistono infatti qui riconoscimenti come il giapponese Premio Naoki che viene conferito alla letteratura di genere intesa nella sua essenza piu’ ampia e che quindi valorizza anche opere ibride tra i vari filoni ed al limite del “mainstream”. Assurdo ipotizzare che in Italia, per dire, un’opera di SF possa vincere lo Strega od il Campiello. Cosa che invece e’ avvenuto nel paese del Sol Levante con il Premio Akutagawa (il piu’ “mainstream” dei riconoscimenti letterari nipponici). Rimane pertanto apprezzato da un piu’ ristretto gruppo di lettori forti e con un gusto per la letteratura raffinata.
Inoltre, tra il primo ed il secondo modello, si riscontra una certa incapacita’ di dialogo. Quando non ci sia addirittura la percezione di uno scontro generazionale.
Probabilmente buona parte di queste problematiche nascono dal ritardo che ha la letteratura italiana nell’aggiornarsi ed adeguarsi a mutamenti nelle categorie e nei generi che in paesi con editorie forti sono ormai in atto almeno a partire dagli anni novanta. Si’ e’ quindi in una situazione caotica che ingenera atriti ed incomprensioni.
Sta di fatto comunque che forse non dovremmo probabilmente parlare di un unico fantastico italiano, ma di piu’ letterature fantastiche che agiscono in fasce estremamente differenti e ciascuna con proprie particolarita’.

Immagine: La Battaglia di San Romano, Paolo Uccello