Maid detective

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MeiDEHayami Yuji, definito dallo scrittore e giornalista Danilo Arona come una sorta di Richard Matheson orientale, e’ stato il primo autore giapponese contemporaneo a partecipare entusiasticamente alle antologie di ALIA divenendo cosi’ la forza iniziale che ha messo in moto quel meccanismo sviluppatosi ulteriormente con i successi volumi. Ma non solo, per la quinta antologia, ALIA Sol Levante, ha anche scritto appositamente per i lettori italiani un racconto inedito, La ragazza dell’estate illustrato per l’occasione da Terada Toru!

Dal 2006 Hayami pubblica per la GA Bunko (con le illustrazioni di Haimura Kiyotaka) con successo la serie di light novel Meido deka (Maid detective) incentrata su una giovane domestica che e’ al contempo ispettrice di polizia e che, per ammissione dello stesso autore, si richiama alle popolari serie televisive degli anni ottanta di Sukeban deka (L’investigatrice delinquente) tratte a loro volta da un manga. Attualmente e’ di prossima uscita il nono e conclusivo volume e la serie e’ pure stata trasposta in un fumetto disegnato dalla giovane Usami Michiko giunto al terzo numero.
E’ di qualche giorno fa la notizia ampaimente diffusa tra i media che da luglio la TV Asahi trasmettera’ la versione in dorama tratto dai suoi romanzi con come protagonista la giovane e nota attrice Fukada Saki.

Un successo giustamente meritato. Sono molto contento per Hayami…

Immagine: Fukada Saki e illustrazione di Haimura Kiyotaka.

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Le Sturmtruppen dei giapponesi…

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…Ovviamente il riferimento e’ alle divertenti Sturmtruppen di Bonvi.
HTGrande successo nel Sol Levante per le strip di Hetalia Axis Power, opera che ha rappresentato il debutto professionale del giovane mangaka Himaruya Hidekazu (1985-). Himaruya ha, infatti, iniziato a pubblicare dal 2003 i suoi lavori sul proprio sito ed il successo di Hetalia e’ stato tale da raggiungere i trenta milioni di passaggi, fatto che ha convinto la casa editrice Gentosha a pubblicare a marzo di quest’anno il primo volume di Hetalia (immagine a sinistra). Attualmente ne sono state vendute duecentocinquantamila copie ed e’ gia’ stata decisa la realizzazione dell’anime.
Hetalia e’ la contrazione del termine “hetare” (maldestro, pavido) e di “Itaria” (Italia). Ebbene si’, il protagonista di questa serie e’ proprio l’Italia! Ok, prima di scaldarsi e farsi prendere dall’ira per l’orgoglio nazionale offeso meglio fare alcune precisazioni. Tutti i personaggi presenti nel fumetto sono in realta’ la rappresentazione in forma umana dei caratteri di vari paesi (Francia, Germania, Giappone ecc.) e gli episodi, umoristici, sono generalmente situati in un periodo che va tra la prima e la seconda guerra mondiale (le uniformi dei protagonisti in particolare si rifanno a quelle degli eserciti del secondo conflitto) con ogni tanto qualche puntata nella storia antica. Questo manga unisce quindi la grande passione di numerosi giapponesi per il modellismo militare e le uniformi (non per nulla in Giappone ci sono case come la Tamiya che ogni modellista del globo conosce bene per la qualita’ dei suoi prodotti ed inoltre in molte serie animate, quali il classico Gundam o La leggenda degli eroi della galassia, si riscontra spesso una cura quasi maniacale nelle uniformi ) ad una divertente parodia dove il personaggio di Italia con la sua arte di arrangiarsi (brancaleoniana?) diviene il perno centrale della serie. Certo il personaggio visto con gli occhi degli italiani puo’ forse risultare un poco stereotipato, pero’ l’autore non lesina bonarie prese in giro neppure allo stesso Giappone ed alle altre nazioni. Grande successo inoltre del personaggio di Chibitalia (una versione deformed della stessa Italia).

FRLUIndubbiamente, in questo periodo pare esserci un certo interesse per l’Italia nei media giapponesi. Lo si vede nel nomi delle serie come l’anime Baccano o il manga e dorama Bambino.
Ecco dunque che in Strike Witches la combattente piu’ giovane e quella dal carattere piu’ solare ed allegro e’ Francesca Lucchini (l’immagine si riferisce al modellino prodotto dalla GDH) ispirata alla figura dell’asso di guerra Franco Lucchini.

Come riferito da Davide Mana anche nel suo blog, c’e’ un forte interesse da parte dei giapponesi per sceneggiature di ambientazione europea, varrebbe la pena a questo punto riflettere sull’utilita’ di avviare delle collaborazioni lavorando su questa linea. Vero e’ che c’e’ spesso una forte resistenza conscia od inconscia che sia di scrittori e sceneggiatori italiani a sfruttare gli ambienti del nostro paese e le possibilita’ che questi possono fornire…

Guin Saga, la serie animata

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E’ ufficiale. La notizia era gia’ stata annunciata dalla casa editrice GSHayakawa Shobo lo scorso anno durante la worldcon di Nippon 2007, ma e’ stata ufficializzata solamente in questi giorni anche con la creazione del sito.
Dalla primavera del prossimo anno alla televisione giapponese verra’ trasmessa la serie animata di Guin Saga di Kurimoto Kaoru, uno dei piu’ popolari cicli fantasy giapponesi.
Una volta tanto, i primi volumi sono disponibili anche in italiano (seppure tradotti dall’inglese) editi dalla Editrice Nord. Della Kurimoto sono inoltre disponibili i due racconti Ricordi e Diario di un computer rispettivamente editi in ALIA4 e ALIA5 (quest’ultimi in traduzione diretta dal giapponese) dalla CS_libri.

Kurimoto Kaoru (1953-)
Si laurea in arte e letteratura nella prestigiosa Universita` Waseda di Tokyo. Mentre si dedica alla stesura di romanzi esordisce anche come critica vincendo alcuni importanti premi tra i quali, nel 1977, la ventesima edizione del Premio letterario per gli esordienti Gunzo con Bungaku no rinkaku (Lineamenti letterari).
Per distinguere queste sue due professioni usa il nome di Kurimoto Kaoru solo per l’attivita` di romanziera mentre per i lavori di critica letteraria, per le sceneggiature, per la composizione di testi di canzoni e per le sue esibizioni come pianista utilizza quello di Nakajima Azusa.
I centodiciannove libri del monumentale ciclo di Guin Saga (La Saga di Guin, edito dal 1979 a tutt’oggi) con i ventuno romanzi spin-off e i tre Guin saga handbook hanno venduto piu’ di ventisei milioni di copie. Nella sua carriera ha pubblicato quasi quattrocento volumi. Nel 1978 si e` aggiudicata la ventiquattresima edizione del Premio Edogawa Ranpo con il romanzo Bokura no jidai (La nostra epoca) e nel 1981 la seconda edizione del Premio Yoshikawa Eiji con Ito no seiiki (Il santuario delle corde). Ha scritto opere di fantascienza, horror, mystery, romanzi storici e tanbi shosetsu (un genere letterario molto in voga in Giappone che narra di amori omosessuali maschili).
Famoso e apprezzato e` anche l’altro suo ciclo, Makai suikoden (Storia sul bordo dell’acqua del mondo demoniaco, 1981-91). Composto di venti volumi piu` quattro romanzi fuori serie, narra dello scontro tra i Grandi Antichi dei miti di Cthulhu di H. P. Lovecraft e gli yokai (mostri soprannaturali) della tradizione giapponese e del destino degli esseri umani coinvolti nel conflitto. Il ciclo ha avuto l’indubbio merito di contribuire, in Giappone, alla creazione di un filone di opere originali ispirate al lavoro del Gentiluomo di Providence. Il successo e` stato tale da dare vita anche a un seguito in quattro volumi, Shin Makai suikoden (Nuova storia sul bordo dell’acqua del mondo demoniaco), ambientato nello spazio e in un lontano futuro.
Tra le sue numerose opere si ricordano la serie gialla incentrata sulle indagini dell’investigatore privato Ijuin Daisuke, quella fantastico-storica ambientata nel Giappone del XIX secolo di Mugen senki (Cronache militari fantastiche), le raccolte fantascientifiche Toki no ishi (La pietra del tempo) e Sarashina nikki (Diario di Sarashina), i romanzi horror Ie (La casa) e Machi (La citta`), il volume hardboiled Kyabare (Cabaret) e la raccolta sentimentale Seppun (Baci). Un elenco esauriente con una breve presentazione della maggior parte dei testi scritti da Kurimoto Kaoru e` riportato nei tre volumi Kurimoto Kaoru & Nakajima Azusa BOOKLIST, a cura di Tanaka Katsuyoshi, editi dall’associazione Kaoru no kai, estremamente utili per chiunque cerchi informazioni dettagliate sulla vastissima produzione della scrittrice. Da diversi suoi lavori sono stati tratti fumetti, videogiochi e musical.
Dal 1982 al 1986, con l’eccezione dell’anno in cui e` nato suo figlio, ha regolarmente preso parte al quiz televisivo Zojirushi quiz Hinto de pinto (1979-94) trasmesso dalla TV Asahi, al quale partecipavano come ospiti numerosi esponenti del mondo della cultura.
Sposata con Imaoka Kiyoshi (1948-. Dopo la laurea in legge all’Universita` Chuo viene assunto come editor dalla casa editrice Hayakawa shobo. E` stato caporedattore della rinomata rivista S-F Magazine dal 1979 al 1991 scoprendo molti giovani scrittori di talento. E` stato anche un apprezzato traduttore. ) che le fa da manager, nel 1993 ha fondato con lui la Tenro Production, una casa di produzione che, oltre a pubblicare testi, si occupa dell’organizzazione di spettacoli teatrali e live.

E’ stata inoltre annunciata la trasposizione in un dorama di sei episodi dei quattro manga d’ispirazione fantascientifica Ishoku tanpenshu (Raccolta di storie uniche) di Fujiko F.Fujio, noto per essere anche uno dei due creatori di Doraemon, con protagonista l’attrice Nagasawa Masami e con la partecipazione a partire dal secondo episodio di note star nipponiche quali Mimura e Aso Kumiko. Verra’ trasmesso a partire da ottobre sul canale WOWOW.

Insomma, fantasy e fantascienza in Oriente continuano ad essere uno dei pilastri dell’intrattenimento multimediale.

Immagine: Edizione francese di Guin Saga con illustrazione della serie originale ad opera di Amano Yoshitaka.

Digressione “professionale” 1

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gs2005Piccola digressione “professionale”. Mi capita a volte che alcuni allievi chiedano come possono fare per migliorare la loro comprensione e conoscenza della lingua giapponese. Insomma, che sistema utilizzare per allenare l’orecchio pur non avendo magari la possibilita’ di recarsi in Giappone.
Premesso che qualsiasi cosa ascoltata torna utile e che, possibilmente, frequentare dei giapponesi sarebbe il sistema migliore, esiste comunque la possibilita’ di esercitarsi lo stesso.
Molti, soprattutto giovani, vedono parecchi anime. Va bene, bisogna pero’ prestare attenzione ad alcuni punti. I doppiatori giapponesi impiegano frequentemente una parlata che tende ad enfatizzare i personaggi; inoltre i dialoghi ed il modo di parlare e’ spesso distante da quello che capitera’ di dover usare (a meno di trovarsi coinvolti in risse od in battaglie spaziali!). Ad esempio, puo’ rivelarsi deleterio usare tali parlate durante un colloquio di lavoro o in ufficio. Chi ha intenzione di andare a vivere e lavorare in Giappone dovrebbe quindi prestare molta attenzione a questo punto al fine di evitare spiacevoli esperienze. Siccome le battute sono registrate in studio, distinguere le parole risulta inoltre piu’ semplice di quanto non sia in una conversazione reale dove i rumori di sottofondo creano disturbo.
Quanto ai film, possono risultare utili dal momento che propongono una gamma maggiore di situazioni “reali” rispetto agli anime tuttavia, data la lunghezza di un’ora e mezza, due ore, e’ forse piu’ difficile riuscire ad entrare nella narrazione ed inoltre, essendo le battute registrate in presa diretta, e’ difficoltoso distinguerne i suoni.
NcLo strumento ottimale, a mio parere, sono pertanto i dorama. Avendo un estensione variante dalle 9 alle 13 puntate permettono di entrare maggiormente in sintonia con la storia. Sono in presa diretta, ma il suono e’ migliore di quello dei film. Inoltre, essendocene di vario tipo (ve ne sono di ambientati in ditte, in negozio di parrucchieri, in ristoranti eccetera), permettono di avere assaggi di quale livello di parlata/cortesia si deve adottare quando si discute con superiori o colleghi nei luoghi di lavoro. Non ultimo, permettono di rendersi conto di quale sia l’atteggiamento da tenere in certe situazioni. Ovviamente non deve essere preso tutto per oro colato, ma e’ innegabile che i dorama forniscano un buon supporto su cui sviluppare le proprie capacita’ e numerose informazioni pratiche.
Comunque, che si tratti di anime, film o dorama, quando li si utilizza per esercitare la comprensione della lingua sarebbe bene evitare i sottotitoli. L’importante, innanzitutto, e’ cercare di distinguere parole e suoni e poi gradualmente di arrivare a comprendere piu’ frasi possibili.

Le immagini si riferiscono ai DVD-box della seconda stagione del dorama Gokusen del 2005 e del dorama Nodame Cantabile.

Cervi, volpi e topi sacri del Kansai

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soShikaotoko aoniyoshi (The fantastic Deer-Man) di Makime Manabu (1976-) pubblicato nel 2007 e’ uno dei piu’ interessanti libri editi in Giappone in quest’ ultimo anno. Candidato anche alla centotrentassettesima edizione del Premio Naoki, si tratta di un originale romanzo fantastico di stampo ambientalista dove gli uomini sono solo parte di un mondo popolato dai kami.
Assistiamo cosi’ alla vicenda del protagonista – di cui non viene mai detto il nome – e’ della studentessa Hotta Ito abilissima nell’arte marziale del kendo coinvolti dai cervi di Nara, dalle volpi di Kyoto e dai topi di Osaka nell’impresa di recuperare l’unico oggetto capace di salvare il Giappone dalla distruzione ad opera di terremoti causati dal gigantesco pescegatto che vive sotto l’arcipelago. La vicenda si ricollega cosi’ agli eventi accaduti diciotto secoli prima.
Come ha ben fatto notare dallo scrittore Inoue Hisashi (1934-), vi sono molti elementi che ricordano, anche nel ritmo delle frasi, l’opera Bocchan (Il signorino) del grande Natsume Soseki.
khDa Shikaotoko aoniyoshi e’ stato recentemente tratto un dorama di successo che rispecchia abbastanza fedelmente il romanzo, seppure venga dato un nome al protagonista (Ogawa Takanobu, interpretato da Tamaki Hiroshi) e il professor Fujiwara sia divenuto una donna (interpretata dalla deliziosa Ayase Haruka), realizzato molto bene.
“aoniyoshi” e’ un antico termine letterario che si lega a Nara il cui significato non e’ del tutto chiaro ma che pare facesse riferimento al colore ed al profumo della citta’.
Sempre di Makime, molto interessante e’ pure la sua opera di debutto Kamogawa horumo, un fantasy urbano ambientato nella citta’ di Kyoto da cui nel 2009 sara’ tratta una pellicola cinematografica. Entrambi i volumi sono stati poi pure traspoti in manga.

Drama VS Dorama

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KOEra un po’ che meditavo di scrivere questo post. Anche in considerazione di un crescente fenomeno il quale merita una nota di attenzione. Si tratta dell’interesse che sempre piu’ stanno suscitando nel pubblico occidentale in primo luogo i dorama giapponesi e poi pure quelli coreani.
Alcune caratteristiche ne hanno fanno un prodotto di estremo successo capace di affascinare, a dispetto della presenza di aspetti culturali e di usi differenti da quelli dell America ed Europa, gli spettatori. Il dorama (giapponesizzazione del termine inglese “drama”) differisce sia dagli attuali telefilm di tipo occidentale che dalle telenovele brasiliane. Sostanzialmente e’ molto piu’ corto del primo (mediamente dalle dieci alle tredici puntate) seguendo una trama che e’ una vera e propria storia completa con un inizio ed un termine ben preciso e di qualita’ assai superiore a quella cui ci avevano abituato i secondi (ad esempio vi sono molte riprese in esterno). La brevita’ delle serie permettono agli sceneggiatori di proporre praticamente una variante infinite di storie che spaziano dalla fantascienza, passando poi per il giallo e arrivando fino al comico ed alla love story rendendo possibile utilizzare ambientazioni le quali toccano ogni possibile ambito professionale, spesso con tocchi molto originali. Avvocati, gestori di locali, falegnami, architetti, insegnanti, politici, gente che lavora nei locali notturni. Considerato che ogni tre mesi inizia un ciclo di nuove serie e che praticamente ognuno dei canali piu’ importanti arriva a produrne parecchi in uno stesso periodo e’ facile comprendere come si tratti di un genere molto vivace. Si dividono inoltre per il target a cui si rivolgono. Cosi’ nella fascia notturna abbiamo gli shinya dorama (“drama del cuore della notte”) che trattano temi particolarmente delicati ed adatti ad un pubblico maturo. I taiga dorama (“drama fiume”) invece si rivolgono alle persone piu’ anziane e riguardano vicende storiche o familiari; a differenza degli altri durano un anno intero.
La presenza di molti ottimi attori di varia eta’, diversi dei quali sono famosi anche per la loro attivita’ sul grande schermo o in teatro, contribuisce a fare di molti dorama dei piccoli capolavori come nel caso di Kekkon dekinai otoko oppure Nodame cantabile usciti nel 2006 ed apprezzabili anche da un pubblico non asiatico in cerca di qualcosa di differente dai modelli stereotipati che sempre piu’ la nostra televisione tende a proporci.
(L’immagine si riferisce al dorama Kekkon dekinai otoko).