Il piu’ antico dogu mai rinvenuto!

Lascia un commento

DoantE’ di ieri la notizia della scoperta di quella che pare essere la piu’ antica statuina dogu mai rinvenuta in Giappone. Si tratta di un pezzo in buono stato dalle chiare fattezze femminili rinvenuto nelle rovine della citta’ di Aidani della prefettura di Shiga e risale a circa 13.000 anni fa, quindi al periodo iniziale dell’era Jomon. E’ alta 3.1 centimetri e larga nel punto massimo 2.7 centimetri. Il peso e’ di 14.6 grammi. Sulla sommita’ si trova un’apertura del diametro di 3 millimetri e delle profondita’ di 2 centimetri che lascia supporre servisse ad inserire un bastoncino collegato alla testa.
Nel sito della NHK e’ possibile vedere un video del manufatto.

Annunci

Leggero il passo sul tatami…

Lascia un commento

LeggMartedi’ 23 marzo alle ore 18:00 nella nuova sede di Japs! Sushimarkers in Via S. Anselmo 19, Torino, sara’ presentato in collaborazione con la libreria Mangetsu il nuovo volume di Antonietta Pastore Leggero il passo sul tatami edito da Enaudi.
Antonietta Pastore, gia’ autrice del bel Nel Giappone delle donne pubblicato dal medesimo editore nel 2004, torna a parlarci del paese del Sol Levante, questa volta affrontandolo da un punto di vista maggiormente personale, ovvero con una serie di brevi storie che rappresentano degli autentici spaccati della vita di una occidentale nella realta’ della societa’ giapponese tra la fine degli anni settanta e gli anni ottanta. Qui una breve intervista fatta all’autrice riguardo il volume.

Antonietta Pastore ha studiato Pedagogia a Ginevra, come allieva di Jean Piaget, e alla Sorbona di Parigi. Ha vissuto sedici anni in Giappone dove e’ stata visiting professor all’Universita’ di Lingue Straniere di Osaka. Ha tradotto numerosi autori giapponesi tra i quali ricordiamo Abe, Ikezawa, Inoue, Murakami.

Last week

6 commenti

Ultima settimana per poter andare a vedere la mostra Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese. L’esposizione chiudera’ domenica 14 febbraio 2010, giornata’ che vedra’ prolungato l’orario di visita fino alle ore 23:00.
Le considerazioni finali sulla mostra le riservo per un prossimo post, ma, almeno per me, posso senz’altro affermare che e’ stata un’esperienza unica e sono molto contento che sia stata apprezzata da cosi’ tante persone.

Conferenza al MAOVenerdi’ scorso si e’ concluso anche il convegno Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone. Un grosso impegno organizzativo e logistico, ma ne e’ valsa la pena. Sedici tra conferenze e dimostrazioni condensate in quattro giorni (ho partecipato a quattro e in altre sei ho fatto da traduttore, quindi ho avuto bisogno di qualche giorno per riprendermi dalla fatica!). Il bilancio e’ stato decisamente positivo, con il pubblico molto soddisfatto per la qualita’ e l’interesse degli incontri. Merito di un manipolo di ottimi relatori, tutti assai competenti nelle loro sfere di studio e capaci di affascinare gli ascoltatori e trasmettergli attivamente parte delle loro conoscenze senza minimamente tediarli. Non li elenco per nome perche’ potete tranquillamente leggere i loro profili qui.
Diverse persone hanno mostrato interesse per un’eventuale pubblicazione degli atti del convegno. Ci stiamo pensando. Cosi’ come a possibile futuri sviluppi…

Immagine: foto scattata in occasione della conferenza tenuta al MAO dalla dott.ssa Murasaki Fujisawa (presente pure al convegno) il 3 febbraio.

Il paese di Yamatai e la regina Himiko

10 commenti

Japan in five Ancient Chinese ChroniclesE’ stata lunga, molto lunga. Tanto che in questi anni ho imparato ad apprezzare la paziente Penelope piuttosto che quel filibustiere di Ulisse che gironzolava tranquillo e beato per l’Egeo e in altri luoghi ameni…
Questi otto lunghi anni anni hanno visto crescere la “leggenda” del librone (come tutti hanno preso affettuosamente a chiamarlo tra i miei conoscenti) fino a farlo diventare quasi una chimera o un sogno utopistico. Bastava infatti pronunciare la parola “librone” per generare un giro di scommesse sulla data di uscita che neanche gli inglesi… Avreste poi visto scorci di autentica follia tipo il mio amico Davide e il sottoscritto favoleggiare la costruzione di un kofun in Piazza d’Armi (cosa che immagino sarebbe assai poco gradita al comune di Torino…) mentre discutevamo sui progressi del volume davanti a qualche boccale di birra.
Alla fine pero’ e’ uscito! Japan in Five Ancient Chinese Chronicles: Wo, the Land of Yamatai, and Queen Himiko e’ reale ed e’ qui tra le mie mani! Devo dire che l’edizione della Kurodahan Press distribuita sia in USA che in Giappone e’ davvero molto curata. Ottima la traduzione di Davide (credo di averlo quasi portato sull’orlo della pazzia con le mie continue aggiunte! Sumimasen!!).
Devo ringraziare davvero molte persone, tra cui Edward Lipsett della Kurodahan Press che ha creduto fin da subito in questo progetto. Sarebbe impossibile elencarle tutte qui. Con progetti di questo tipo si impara (o si rammenta) che l’editoria e’ fatta di diverse figure professionali oltre l’autore il cui lavoro contribuisce a realizzare un prodotto finito di qualita’.

Bene, qualcuno si ricordera’ immagino il vecchio disegno animato di Jeeg il robot d’acciaio. La regina che vi compare e’ basata su di un personaggio citato nelle prime cronache cinesi che parlano del Giappone (e che, per inciso, sono le prime opere storiche che ci danno informazioni sul paese del Sol Levante). Japan in Five Ancient Chinese Chronicles: Wo, the Land of Yamatai, and Queen Himiko presenta quindi la traduzione di queste cronache storiche cinesi che descrivono l’arcipelago giapponese corredate di un abbondante apparato di note per la comprensione testi.

For the first time in English, this work presents a comparative study of the content of famous Chinese historical texts that are fundamental in the knowledge of Japanfs ancient history. Soumaré translates documents from the Chronicle of the Wei to the History of the Song, thus providing an unparalleled resource for scholars, students, and general readers with an interest in Japanese history and culture.
The book serves as a guide for scholars in the field, providing information on date of first publication, content, and authors of the different histories, with the original text accompanied by translations and explanatory notes. Reprints and related academic publications are covered in an extensive multilingual bibliography, making this an essential textbook for any student of ancient Japan, and a key reference work for investigations into the spread and influence of Chinese culture.

Il volume e’ in vendita sia su Amazon.com che su Amazon Japan, Amazon UK e Amazon.de.
E, no, per ora non e’ in programma l’uscita di un edizione italiana. O meglio, esiste, ma si tratta di un inedito. Certo se ci fosse un editore interessato… Be’, perche’ no.

先日、『Japan in Five Ancient Chinese Chronicles: Wo, the Land of Yamatai, and Queen Himiko』(『中国の歴史書に見る日本―倭国、邪馬台国、卑弥呼』)がいよいよ出ました。

執筆を始めて8年間経ちました……確かに思っていたより時間が遥かに必要になりました。日本では、魏志倭人伝や卑弥呼に関わる 優れた本は確かにとても多いが、西洋では珍しく、この本でいろいろなものを纏めて紹介してみて西洋の、古代日本・アジアに興味がある方、学生、研究者に少 しでも役立てるととても嬉しいです。つまり、ガイドブックだとも言える書籍でしょうね。
やっと、本は私の手の中にあり、プリントもレイアウトも、全て本当に良く出来ました。流石の黒田藩プレス!
黒田藩プレスのリプセットさんと翻訳家のマーナさんはともかく感謝しなければならない人はたくさんいます……だから、 これからも頑張ります!

Digressione “professionale” 1

3 commenti

gs2005Piccola digressione “professionale”. Mi capita a volte che alcuni allievi chiedano come possono fare per migliorare la loro comprensione e conoscenza della lingua giapponese. Insomma, che sistema utilizzare per allenare l’orecchio pur non avendo magari la possibilita’ di recarsi in Giappone.
Premesso che qualsiasi cosa ascoltata torna utile e che, possibilmente, frequentare dei giapponesi sarebbe il sistema migliore, esiste comunque la possibilita’ di esercitarsi lo stesso.
Molti, soprattutto giovani, vedono parecchi anime. Va bene, bisogna pero’ prestare attenzione ad alcuni punti. I doppiatori giapponesi impiegano frequentemente una parlata che tende ad enfatizzare i personaggi; inoltre i dialoghi ed il modo di parlare e’ spesso distante da quello che capitera’ di dover usare (a meno di trovarsi coinvolti in risse od in battaglie spaziali!). Ad esempio, puo’ rivelarsi deleterio usare tali parlate durante un colloquio di lavoro o in ufficio. Chi ha intenzione di andare a vivere e lavorare in Giappone dovrebbe quindi prestare molta attenzione a questo punto al fine di evitare spiacevoli esperienze. Siccome le battute sono registrate in studio, distinguere le parole risulta inoltre piu’ semplice di quanto non sia in una conversazione reale dove i rumori di sottofondo creano disturbo.
Quanto ai film, possono risultare utili dal momento che propongono una gamma maggiore di situazioni “reali” rispetto agli anime tuttavia, data la lunghezza di un’ora e mezza, due ore, e’ forse piu’ difficile riuscire ad entrare nella narrazione ed inoltre, essendo le battute registrate in presa diretta, e’ difficoltoso distinguerne i suoni.
NcLo strumento ottimale, a mio parere, sono pertanto i dorama. Avendo un estensione variante dalle 9 alle 13 puntate permettono di entrare maggiormente in sintonia con la storia. Sono in presa diretta, ma il suono e’ migliore di quello dei film. Inoltre, essendocene di vario tipo (ve ne sono di ambientati in ditte, in negozio di parrucchieri, in ristoranti eccetera), permettono di avere assaggi di quale livello di parlata/cortesia si deve adottare quando si discute con superiori o colleghi nei luoghi di lavoro. Non ultimo, permettono di rendersi conto di quale sia l’atteggiamento da tenere in certe situazioni. Ovviamente non deve essere preso tutto per oro colato, ma e’ innegabile che i dorama forniscano un buon supporto su cui sviluppare le proprie capacita’ e numerose informazioni pratiche.
Comunque, che si tratti di anime, film o dorama, quando li si utilizza per esercitare la comprensione della lingua sarebbe bene evitare i sottotitoli. L’importante, innanzitutto, e’ cercare di distinguere parole e suoni e poi gradualmente di arrivare a comprendere piu’ frasi possibili.

Le immagini si riferiscono ai DVD-box della seconda stagione del dorama Gokusen del 2005 e del dorama Nodame Cantabile.

Viaggio a Bologna

Lascia un commento

BlArtoud segnala un’interessante notizia. E’ stato appena pubblicato in Giappone a marzo di quest’anno per la prestigiosa casa editrice Bungei Shunju il nuovo volume dello scrittore Inoue Hisashi dal titolo Boronya kiko (Viaggio a Bologna). Il libro riunisce i saggi usciti a puntate sulla rivista All Yomimono e in cui, attraverso l’analisi della citta’ italiana da lui visitata pure in occasione della preparazione di un programma televisivo per la NHK, l’autore riflette sull’attualita’ del nostro mondo e sul contrasto tra centro urbano e campagna.

Inoue Hisashi e’ nato nel 1934. Laureato in francese alla Sophia University, nella sua lunga carriera di scrittore gli sono stati conferiti un incredibile numero di riconoscimenti letterari sia mainstream che di genere tra cui si segnalano il Premio Naoki, il Premio Yomiuri, il Gran Premio della fantascienza giapponese, il Premio Seiun, il Premio Tanizaki ed il Premio Kikuchi Kan.

Drama VS Dorama

22 commenti

KOEra un po’ che meditavo di scrivere questo post. Anche in considerazione di un crescente fenomeno il quale merita una nota di attenzione. Si tratta dell’interesse che sempre piu’ stanno suscitando nel pubblico occidentale in primo luogo i dorama giapponesi e poi pure quelli coreani.
Alcune caratteristiche ne hanno fanno un prodotto di estremo successo capace di affascinare, a dispetto della presenza di aspetti culturali e di usi differenti da quelli dell America ed Europa, gli spettatori. Il dorama (giapponesizzazione del termine inglese “drama”) differisce sia dagli attuali telefilm di tipo occidentale che dalle telenovele brasiliane. Sostanzialmente e’ molto piu’ corto del primo (mediamente dalle dieci alle tredici puntate) seguendo una trama che e’ una vera e propria storia completa con un inizio ed un termine ben preciso e di qualita’ assai superiore a quella cui ci avevano abituato i secondi (ad esempio vi sono molte riprese in esterno). La brevita’ delle serie permettono agli sceneggiatori di proporre praticamente una variante infinite di storie che spaziano dalla fantascienza, passando poi per il giallo e arrivando fino al comico ed alla love story rendendo possibile utilizzare ambientazioni le quali toccano ogni possibile ambito professionale, spesso con tocchi molto originali. Avvocati, gestori di locali, falegnami, architetti, insegnanti, politici, gente che lavora nei locali notturni. Considerato che ogni tre mesi inizia un ciclo di nuove serie e che praticamente ognuno dei canali piu’ importanti arriva a produrne parecchi in uno stesso periodo e’ facile comprendere come si tratti di un genere molto vivace. Si dividono inoltre per il target a cui si rivolgono. Cosi’ nella fascia notturna abbiamo gli shinya dorama (“drama del cuore della notte”) che trattano temi particolarmente delicati ed adatti ad un pubblico maturo. I taiga dorama (“drama fiume”) invece si rivolgono alle persone piu’ anziane e riguardano vicende storiche o familiari; a differenza degli altri durano un anno intero.
La presenza di molti ottimi attori di varia eta’, diversi dei quali sono famosi anche per la loro attivita’ sul grande schermo o in teatro, contribuisce a fare di molti dorama dei piccoli capolavori come nel caso di Kekkon dekinai otoko oppure Nodame cantabile usciti nel 2006 ed apprezzabili anche da un pubblico non asiatico in cerca di qualcosa di differente dai modelli stereotipati che sempre piu’ la nostra televisione tende a proporci.
(L’immagine si riferisce al dorama Kekkon dekinai otoko).

L’altro fantastico

5 commenti

Una notizia che mi riguarda…

La narrativa fantastica giapponese contemporanea: una tradizione ultramoderna

aliag
Un incontro con una delle piu’ vive e innovative aree letterarie dell’Estremo Oriente. Intervengono: Massimo Soumare’, traduttore e curatore sezione ALIA Giappone, Silvia Treves, curatrice collana ALIA

-Dove: Punto prestito “Gabriele D’Annunzio” – TORINO
-Quando: venerdi’ 6 giugno 2008
-Orario: 21.00
-Contatti: tel. (+39) tel. 0114439350 – Punto prestito “D’Annunzio”
-Prezzo: gratuito
-Pubblico: tutti
-Rassegne: In biblioteca 02/08
-Enti organizzatori: Biblioteche Civiche Torinesi

Artisti giapponesi nelle Marche

Lascia un commento

SETTINTRE’ – Artisti giapponesi nelle Marche – Un progetto per la promozione del territorio della provincia di Macerata e uno scambio culturale con il Giappone.

kkDall’8 maggio prossimo sette artisti provenienti dal Giappone comporranno ed esporranno le loro opere in diverse localita’ del territorio della provincia di Macerata ed Ascoli Piceno.
L’evento rientra nelle attivita di promozione turistico culturale della Regione Marche e contribuisce ad arricchire il Museo Diffuso regionale attraverso uno scambio culturale con il Giappone.

Per quattro settimane gli artisti si immergeranno nel paesaggio fatto di morbide colline sistemate a vigna e uliveto, vivranno a contatto con la comunita locale e progetteranno la propria opera contestualizzandola allo spazio espositivo. Le opere verranno quindi esposte per tre mesi e saranno donate al comune ospitante.

L’evento e’ organizzato dalla Box societa’ cooperativa di Macerata (architetti Antonio Vitagliano e Samantha Terracone) e dal Centro linguistico Michelangelo di Yokohama (Michelangelo Terracone e Mikoto Takenaka).

Gli artisti che partecipano al progetto sono di chiara fama non solo nel loro paese di origine ma nel mondo, in particolare due tra i sette partecipano tuttora a biennali e mostre in tutta Europa; il gruppo e composto da:

– Aoyama Koyu

– Kagaya Takeshi

– Maita Masafumi

– Takenaka Kengo

– Kametani Aya

– Kenmotsu Keiko

– Yanagihara Sachiko

HAL, il futuro e’ gia’ qui (o almeno in Giappone)

8 commenti

hlE’ preoccupante notare come i telegiornali nazionali si divertano a passare la notizia che c’e’ un aumento di aspiranti maiko (geisha) in Giappone, ma evitino accuratamente di parlarci di quella che potrebbe essere una delle piu’ importanti ed innovative invenzioni in campo medico (e non solo) degli ultimi anni. Sto parlando di HAL (acronimo per Hybrid Assistive Limb) un robot suit studiato dalla CYBERDYNE che mette in pratica le scoperte fatte dal professore Sankai Yoshiyuki e dalla sua equipe di ricercatori del corso di dottorato della University of Tsukuba.
Il robot suit, che ricorda qualcosa gia’ immaginata dall’autore di manga cyber punk Masamune Shirow, nella sua applicazione medica permette di essere utilizzato per gli anziani, per la riabilitazione o per persone che abbiano le funzioni motorie danneggiate. Il movimento degli arti infatti viene comandato direttamente attraverso il segnale proveniente dalle rete neurale rilevato da sensori messi a contatto con la pelle che lo decodificano e lo trasformano in spostamento. Il tutto corredato di ulteriori sensori di controllo automatici che evitano la perdita di bilanciamento.
Il progetto dovrebbe essere completato entro l’autunno di quest’anno e dovrebbe poi iniziare la produzione in serie con, inizialmente, 400-500 esemplari l’anno realizzati. Altro punto importante, si tratta di un robot suit con possibilita’ potenzianti, ovvero ci saranno versioni in grado di aumentare le capacita’ fisiche delle persone.
Da riflettere su come un’idea nata dalla fantascienza abbia trovato un’applicazione pratica… Da da pensare, vero?

Rock dal periodo Heian

2 commenti

omzGli Onmyoza sono un interessante gruppo rock (Yokai Heavy Metal come lo definiscono loro) formatosi nel 1999 ad Osaka che rimanda, nel modo di vestire, al periodo Heian (794-1185) ed in particolare all’Onmyodo, una forma di magia originariamente sviluppata dalla teoria cinese dei cinque elementi e dalle concezioni Yin e Yang sui cui poi si e’ innestato un sistema autoctono. Questo e’ il motivo per cui nelle loro canzoni vengono utilizzate solo parole giapponese evitando quelle introdotte dall’inglese e da altre lingue straniere ed impiegati invece numerosi vocaboli appartenenti alla lingua classica.
Nonostante vengano spesso inseriti nella categoria del visual kei, si tratta in realta’ di un vero e proprio complesso rock. Fans della serie Ninpocho di Yamada Futaro, hanno pure composto e cantato testi dedicati allo scrittore e sono sempre loro a cantare la sigla iniziale dell’anime Basilisk.
Il gruppo e’ formato dalla vocalist Kuroneko, dal bassista Matatabi, dal batterista Tora e dai chitarristi Maneki e Karukan.
Alcune loro canzoni: Kokui no tennyo (La vergine celeste vestita di nero), Yoka ninpocho (Appunti di tecniche ninja dei fiori dalla bellezza fatata), Tsuki ni murakumo hana ni kaze (Gruppo di nuvole contro la luna, vento tra i fiori), Akki hogan (Il malvagio hogan) – ispirato a Minamoto no Yoshitsune – e Mezame (Risveglio).

Melt-Banana in Torino

11 commenti

Mb

Il sempre informato blog Goraku segnala la tourne italiana dei Melt-Banana gruppo giapponese di noiserock fondato nel 1992.

Date italiane:

26/05/2008 – Milano – Circolo Magnolia

27/05/2008 – Padova – Unwound

28/05/2008 – Roma – Circolo degli Artisti

29/05/2008- Torino – SPAZIO 211

Older Entries